LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE II
Della trattazione della causa

Art. 182

Difetto di rappresentanza o di autorizzazione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice istruttore verifica d'ufficio la regolarità della costituzione delle parti e, quando occorre, le invita a completare o a mettere in regola gli atti e i documenti che riconosce difettosi.

II. Quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l’assistenza, per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa. L’osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione. (1)



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(1) Coma sostituito dall’art. 46, comma 2, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Mancanza della dichiarazione ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 96/2001 - Conseguenze - Difetto di jus postulandi dell’avvocato stabilito - Nullità assoluta e non sanabile ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c. dell’atto di citazione.
L'avvocato stabilito che non produca entro la costituzione in giudizio della parte attrice rappresentata la dichiarazione d'intesa con l'avvocato italiano affiancante, imposta dall'art. 8 d.lgs. n. 96/01 – norma di natura imperativa, inderogabile e con finalità pubblicistica – è privo di ius postulandi ex art. 82, comma 3, c.p.c. L'atto di citazione e la procura alle liti in calce sottoscritti dal solo avvocato stabilito sono pertanto affetti da nullità assoluta e insanabile, con conseguente inammissibilità dell'azione avviata. Trattasi infatti di vizio che non può essere sanato ai sensi dell'art. 182, comma 2, c.p.c. – applicabile solo ai difetti attinenti alla capacità processuale –, né attraverso il rilascio di una nuova procura alle liti in sede di memoria ex art. 183, comma 3, n. 1, c.p.c.. (Simone Gargano) (Katia Guerini Rocco) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Dicembre 2017.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Opposizione - Ricorso sottoscritto personalmente dalla parte non abilitata - Inesistenza - Sanatoria ex art. 182, comma II, c.p.c. - Esclusione.
Non è ammissibile la costituzione personale della parte nel giudizio di opposizione instaurato ex art. 182-bis, comma 4, l.fall. avverso l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti. È, perciò, inesistente e, come tale, non sanabile ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c. con il successivo deposito della procura, il ricorso sottoscritto dalla parte personalmente. La disposizione richiamata, infatti, nel consentire la sanatoria ex tunc in caso di invalidità della procura o quando questa sia mancante, presuppone che l’atto sia stato redatto dal difensore e non trova applicazione nella diversa ipotesi in cui l’atto processuale sia stato redatto personalmente dalla parte non abilitata e successivamente ratificato dal difensore. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata) Appello Napoli, 16 Febbraio 2017.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Art. 182, comma 2, c.p.c. - Applicabilità.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo è applicabile l'art. 182, comma 2, c.p.c. che impone al giudice di promuovere la sanatoria, con effetto "ex tunc", dei difetti di rappresentanza della parte, ivi compresi i vizi relativi alla procura, senza il limite delle preclusioni processuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 30 Novembre 2016, n. 24485.


Giusto processo – Art. 111 Cost. – Pronuncia nel merito – Artt. 50, 164 co. 5, 182 c.p.c. – Sussistenza.
Il principio fondamentale, ricavabile dalla lettura sistematica degli artt. 50, 164 co. 5, 182 c.p.c. e corollario del canone del giusto processo sancito dall’art. 111 Cost., che informa l’intero sistema secondo il quale il processo tende naturalmente a un accertamento nel merito è applicabile anche al rito cautelare. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Gennaio 2016.


Procura alle liti – Inesistenza – Sanatoria – Art. 182 c.p.c. – Applicabilità – Sussiste.
E’ possibile estendere la previsione del novellato art. 182 c.p.c. anche all’ipotesi di inesistenza o di mancata produzione in giudizio del negozio rappresentativo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Febbraio 2015.


Procura speciale alle liti - Omesso deposito - Poteri del giudice di primo grado e di appello - Invito alla parte alla produzione dell’atto mancante - Art. 182 c.p.c. in relazione all’art. 83 c.p.c..
L'art. 182, comma 1, c.p.c. (non modificato dalla legge n. 69 del 2009) va interpretato nel senso che il giudice che rilevi l'omesso deposito della procura speciale alle liti rilasciata ai sensi dell'art. 83, comma 3, c.p.c., semplicemente enunciata o richiamata in atti, deve invitare la parte a produrre l'atto mancante. Tale invito può e deve essere fatto, in qualsiasi momento, anche dal giudice d'appello e solo in esito ad esso il giudice deve adottare le determinazioni consequenziali circa la valida ed efficace costituzione in giudizio, potendo reputarla invalida solo se l'invito alla produzione sia rimasto infruttuoso. (Marco Mariano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 11 Settembre 2014, n. 19169.


Concordato preventivo - Proposta di concordato - Formalità di cui all'articolo 152 L.F. - Applicabilità alla domanda di concordato con riserva - Esclusione.
La disciplina di cui all'articolo 152 L.F. è applicabile al deposito della domanda di cd. concordato pieno e non a quello della domanda di concordato con riserva formulata ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F., la quale può preludere anche la richiesta di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Giugno 2014.


Fallimento - Autorizzazione a stare in giudizio del curatore - Mancanza - Sanatoria con efficacia retroattiva - Dovere del giudice di assegnare un termine perentorio per la sanatoria.
La mancanza dell'autorizzazione del curatore a stare in giudizio si risolve in un difetto di legittimazione processuale sanabile in ogni momento con efficacia retroattiva anche per i precorsi gradi di giudizio, ricordando che, ai sensi dall'attuale testo dell'articolo 182, comma 2, c.p.c., il giudice che rilevi l'esistenza di tale vizio ha l'obbligo (e non più la mera facoltà) di assegnare un termine perentorio per la sanatoria e non può emettere una pronuncia di rigetto nel rito se non dopo che tale termine sia inutilmente decorso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Giugno 2014.


Procura alle liti - Nullità - Sanatoria - Mancanza di procura - Applicabilità.
La disposizione del secondo comma dell’articolo 182 c.p.c., che consente la sanatoria del difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione o della nullità della procura al difensore, è applicabile non solo all’ipotesi di procure invalida, ma anche a quella di mancanza della stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Dicembre 2013.


Dichiarazione rilasciata ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 96/2001, dall’avvocato italiano che affianca l’avvocato stabilito, dalla quale non sia possibile evincere che è indirizzata all’autorità giudiziaria davanti alla quale pende il giudizio - Conseguenze - Nullità della stessa e della procura alle liti e dell’atto di citazione - Sanabilità ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c. - Sussiste..
La dichiarazione rilasciata, ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. 96/2001, dall’avvocato italiano che affianca l’avvocato stabilito è nulla se dal contenuto di essa non sia possibile evincere che è indirizzata all’autorità giudiziaria davanti alla quale pende il giudizio. Conseguentemente sono nulle, per difetto di ius postulandi, anche la procura alle liti e l’atto di citazione sottoscritti (la prima per autentica) dal solo avvocato stabilito. Trattasi peraltro di nullità sanabili ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 13 Dicembre 2012.


Difetto di procura – Vizio della rappresentanza – Sanatoria – Art. 182 c.p.c. – Anche mediante ratifica – Sussiste..
Nel caso in cui il soggetto costituito in giudizio sia diverso dall'effettivo titolare del diritto e non risulti a lui espressamente conferita la rappresentanza processuale in virtù dell'art. 75 c.p.c. od ai sensi dell'art. 77 cpc., il giudice ha l'obbligo, in base all'art. 182 c.p.c. (il quale, peraltro, a seguito della legge novellatrice n. 69 del 2009, è stato esplicitamente riferito anche al vizio che determina la nullità della procura al difensore) di rilevarne il difetto, restando attribuita al suo prudente apprezzamento la possibilità della eventuale sanatoria dello stesso; da ciò consegue che, qualora emerga tale difetto di rappresentanza, né la mancata produzione in giudizio del negozio rappresentativo, né l'eventuale accertata inidoneità di tale atto a conferire una valida rappresentanza processuale possono dar luogo a responsabilità del difensore, spettando all'organo giudiziario sia la verifica della regolare costituzione delle parti, sia la decisione sulla possibilità ed opportunità di sanare le eventuali irregolarità (così che, in ogni caso, l'esito della lite sarà determinato dal difetto di rappresentanza processuale del soggetto costituito in giudizio e non dall'eventuale negligenza del difensore). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Oltretutto, non può mancarsi di ricordare che (cfr., ad es., Cass. n. 272 del 1998; Cass. n. 15031 del 2000; Cass. n. 2270 del 2006; Cass. n. 21811 del 2006 e, da ultimo, Cass. n. 23670 del 2008) il difetto di legittimazione processuale della persona fisica che agisca in giudizio in rappresentanza di un ente può essere sanato, in qualunque stato e grado del giudizio (e, dunque, anche in appello), con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato della effettiva rappresentanza dell'ente stesso, il quale manifesti la volontà, anche tacita, di ratificare la precedente condotta difensiva del "falsus procurator", specificandosi che tanto la ratifica, quanto la conseguente sanatoria,devono ritenersi ammissibili anche in relazione ad eventuali vizi inficianti la procura originariamente conferita al difensore da soggetto non abilitato a rappresentare la società in giudizio, trattandosi di atto soltanto inefficace e non anche invalido per vizi formali o sostanziali, attinenti a violazioni degli artt. 83 e 125 c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. II, 11 Luglio 2012, n. 11743.