LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO I
Dell'introduzione della causa
SEZIONE I
Della citazione e della costituzione delle parti

Art. 163-bis

Termini per comparire
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell'udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di novanta giorni (1) se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centocinquanta giorni (2) se si trova all'estero.

II. Nelle cause che richiedono pronta spedizione il presidente può, su istanza dell'attore e con decreto motivato in calce dell'atto originale e delle copie della citazione, abbreviare fino alla metà i termini indicati dal primo comma.

III. Se il termine assegnato dall'attore ecceda il minimo indicato dal primo comma, il convenuto, costituendosi prima della scadenza del termine minimo, può chiedere al presidente del tribunale che, sempre osservata la misura di quest'ultimo termine, l'udienza per la comparizione delle parti sia fissata con congruo anticipo su quella indicata dall'attore. Il presidente provvede con decreto, che deve essere comunicato dal cancelliere all'attore, almeno cinque giorni liberi prima dell'udienza fissata dal presidente.



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(1) Le parole «novanta giorni» hanno sostituito le parole «sessanta giorni» in base alla l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1° marzo 2006.
(2) Le parole «centocinquanta giorni» hanno sostituito le parole «centoventi giorni» in base alla l. n. 263, cit., con effetto dalla data indicata alla nota che precede.

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile - Appello delle sentenze del giudice di pace - Semplificazione dei riti di cui al decreto legislativo n. 152 del 2011 - Applicazione della disciplina speciale - Esclusione.

Procedimento civile - Appello delle sentenze del giudice di pace - Proposizione con ricorso anziché concitazione - Raggiungimento dello scopo.
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Ai giudizi in grado di appello avverso le sentenze pronunciate dal giudice di pace ai sensi degli artt. 2, 6, 7 e 34 D.Lgs. n. 150/2011 (riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione) non trova applicazione la medesima predetta speciale disciplina, dettata con esclusivo riguardo al giudizio di opposizione di primo grado, bensì le norme ordinarie in grado di appello e, in particolare: i) l’art. 341 c.p.c., che prevede che l’appello contro le sentenze del giudice di pace si propone al tribunale; ii) l’art. 342 c.p.c., ai sensi del quale “L’appello si propone con citazione contenente l’esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell’impugnazione nonché le indicazioni prescritte dall’articolo 163. Tra il giorno della citazione e quello della prima udienza di trattazione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dall’articolo 163 bis.”; iii) il combinato disposto degli artt. 50 bis e 350, 1° comma, c.p.c., per cui l’appello davanti al tribunale è trattato e deciso dal giudice monocratico; iv) l’art. 352 c.p.c., che contempla la decisione all’esito dello scambio di comparse conclusionali e memorie di replica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora l’appello avverso una sentenza del giudice di pace venga introdotto con ricorso anziché con citazione, l’adozione del ricorso e della successiva notifica deve comunque ritenersi idonea al raggiungimento dello scopo di costituire il rapporto processuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 02 Ottobre 2013.


Procedimento civile - Differimento della prima udienza da parte del giudice istruttore - Computo del termine di comparizione calcolato dalla data della notificazione della citazione fino alla data dell'udienza fissata a norma dell'art. 168 bis, co. 5, c.p.c. - Compiuta giacenza - Tempestività della notificazione - Dichiarazione di contumacia del convenuto..
Il computo del termine di comparizione di cui all'art. 163-bis c.p.c. va effettuato tenendo conto della data fissata in atto di citazione solo nel caso di differimento d'ufficio ai sensi del 4° comma dell'art. 168-bis c.p.c., ma non anche nel caso di applicazione del successivo 5° comma dello stesso articolo. (Huberto M. Germani) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Gennaio 2013.


Questioni attinenti alla regolare costituzione del rapporto processuale – Overruling – Rilevabilità d’ufficio – Esclusione – Principio del Giusto Processo..
Il principio per cui le questioni attinenti alla regolare costituzione del rapporto processuale sono rilevabili d'ufficio anche nel giudizio di legittimità va coordinato con i principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo, di cui all'art. 111 Cost., che comportano un applicazione in senso restrittivo e residuale di tale rilievo officioso. Ne consegue che le questioni suddette devono ritenersi coperte dal giudicato implicito allorché siano state ignorate dalle parti nei precedenti gradi di giudizio (essendosi il contraddittorio incentrato sul merito della controversia) e su esse non si sia pronunciato il giudice di merito (Cass. civ. Sez. 2, 2 febbraio 2011 n. 2427, in relazione ad un caso identico a quello di specie); b) nel caso in cui il giudice di legittimità muti la propria precedente interpretazione di una norma processuale (c.d. "overruling), nel senso di configurare in danno di una parte del giudizio una decadenza od una preclusione prima escluse, si giustifica una scissione tra il fatto (cioè il comportamento della parte risultante "ex post" non conforme alla corretta regola del processo) e l'effetto, di preclusione o decadenza, che ne dovrebbe derivare, con la conseguenza che - in considerazione del bilanciamento dei valori in gioco, tra i quali assume preminenza quello del giusto processo (art. 111 Cost.) - deve escludersi l'operatività della preclusione o della decadenza derivante dall'overruling nei confronti della parte che abbia confidato incolpevolmente (e cioè non oltre il momento di oggettiva conoscibilità della sentenza correttiva, da verificarsi in concreto) nella consolidata precedente interpretazione della regola stessa (Cass. civ. S.U. 11 luglio 2011 n. 15144). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 17 Febbraio 2012, n. 2345.


Interpretazione autentica dell'art. 165, primo comma, cod. proc. civ. - Riduzione del termine di costituzione dell'opponente - Presupposti - Assegnazione all'opposto di termine a comparire ridotto - Necessità..
Per effetto della norma di interpretazione autentica dell’art. 165, primo comma, cod. proc. civ., dettata dall’art. 2 della l. 29 dicembre 2011, n. 218, nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo la riduzione alla metà del termine di costituzione dell'opponente si applica solo se questi abbia assegnato all'opposto un termine di comparizione inferiore a quello di cui all'art. 163-bis, primo comma, cod. proc. civ.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 16 Febbraio 2012, n. 2242.


Procedimento civile – Sospensione feriale dei termini – Termini dilatori – Termine a comparire – Computo – Modalità..
La sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale si applica a tutti i termini processuali, senza distinzioni; essa vale, perciò, anche per i termini dilatori e, in particolare, per il termine a comparire che deve essere assegnato al convenuto a norma dell’art. 163 bis cod. proc. civ., con la conseguenza che, per valutarne la congruità, occorre detrarre i giorni compresi tra il 1 agosto ed il 15 settembre. (edc) Tribunale Torino, 19 Novembre 2008, n. 0.