LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO VI
Degli atti processuali
CAPO II
Dei termini

Art. 155

Computo dei termini
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l'ora iniziali.

II. Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune.

III. I giorni festivi si computano nel termine.

IV. Se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo.

V. La proroga prevista dal quarto comma si applica altresì ai termini per il compimento degli atti processuali svolti fuori dell'udienza che scadono nella giornata del sabato. (1)

VI. Resta fermo il regolare svolgimento delle udienze e di ogni altra attività giudiziaria, anche svolta da ausiliari, nella giornata del sabato, che ad ogni effetto è considerata lavorativa. (1)



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(1) Comma aggiunto dalla l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1° marzo 2006. In base all'art. 58, comma 3, della l. 18 giugno 2009, n. 69, le disposizioni di cui ai commi V e VI di questo articolo si applicano anche ai giudizi pendenti alla data del 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Assegnazione casa coniugale - Criteri - Esclusiva considerazione interesse dei figli.
La casa familiare deve essere assegnata tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli minorenni e dei figli maggiorenni non autosufficienti a permanere nell'ambiente domestico in cui sono cresciuti, per garantire il mantenimento delle loro consuetudini di vita e delle relazioni sociali che in tale ambiente si sono radicate, sicchè è estranea a tale decisione ogni valutazione relativa alla ponderazione tra interessi di natura solo economica dei coniugi o dei figli, ove in tali valutazioni non entrino in gioco le esigenze della prole di rimanere nel quotidiano ambiente domestico, e ciò sia ai sensi del previgente articolo 155 quater c.c., che dell'attuale art. 337 sexies c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Ottobre 2018, n. 25604.


Accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis c.p.c. - Termine di cui al comma 4 - Art. 155, comma 5, c.p.c. - Applicabilità - Fondamento.
In tema di accertamento tecnico preventivo di cui all'art. 445 bis c.p.c., al termine per il deposito in cancelleria della dichiarazione di contestazione delle conclusioni del CTU di cui al comma 4, trova applicazione l'art. 155, comma 5, c.p.c., trattandosi di "atto processuale" che si svolge fuori dall'udienza, condiziona l'accesso alla fase a cognizione piena e perfeziona il momento dal quale si computa il termine di trenta giorni per il successivo deposito del ricorso introduttivo del giudizio; ne consegue che, se il suddetto termine scade nella giornata del sabato, la scadenza è prorogata al primo giorno seguente non festivo, ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 155, commi 4 e 5, c.p.c.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Ottobre 2018, n. 24408.


Regime della sospensione dei termini processuali – Ambito di applicazione – Giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 547 c.p.c. – Esclusione della applicabilità della sospensione feriale dei termini.
Il giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 547 c.p.c. è sottratto al regime della sospensione dei termini processuali in quanto è connotato dall’urgenza. (Alessandro Colavolpe) (riproduzione riservata) Tribunale Larino, 26 Ottobre 2016.


Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Procedimento - Audizione dell'imprenditore - Art. 15, comma 3, l.fall. - Testo risultante dal d.lgs. n. 169 del 2007 - Termine - Natura - Computo - Modalità.
Il termine di cui all'art. 15, comma 3, l.fall. - nel testo risultante dall'art. 2, comma 4, del d.lgs. n. 169 del 2007, ed applicabile alla fattispecie "ratione temporis" - ha natura dilatoria "a decorrenza successiva" e va computato, secondo il criterio generale di cui all'art. 155, comma 1, c.p.c., escludendo il giorno iniziale (data di notificazione del ricorso introduttivo e del relativo decreto di convocazione) e conteggiando quello finale (data dell'udienza di comparizione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Luglio 2016, n. 14179.


Termini a ritroso – Art. 155 c.p.c. – Criteri di calcolo.
L'art. 155 c.p.c., comma 4, diretto a prorogare al primo giorno non festivo il termine scadente in giorno festivo (v. Cass., 29/11/1977, n. 5187) e l'art. 155 c.p.c., comma 5, (introdotto dalla L. n. 263 del 2005, art. 2, comma 1, lett. f) volto a prorogare al primo giorno non festivo il termine che scada nella giornata di sabato (v. Cass., 7/5/2008, n. 11163) opera con esclusivo riguardo ai termini a decorrenza successiva e non anche per quelli che si computano a ritroso, con l'assegnazione di un intervallo di tempo minimo prima del quale deve essere compiuta una determinata attività (v. Cass., 4/1/2011, n. 182; Cass., 7/5/2008, n. 11163; Cass., 12/12/2003, n. 19041; Cass., 29/11/1977, n. 5187. E già Cass., 24/4/1982, n. 2540).Ciò in quanto si produrrebbe altrimenti l'effetto contrario di una abbreviazione dell'intervallo, in pregiudizio delle esigenze garantite con la previsione del termine medesimo (v. Cass., 4/1/2011, n. 182; Cass., 7/5/2008, n. 11163. E già Cass., 24/4/1982, n. 2540). Va però precisato che le norme di cui all'art. 155 c.p.c., commi 4 e 5 trovano in effetti applicazione anche relativamente al termine a ritroso, con la particolarità che rispetto al termine a scadenza successiva la proroga in questione necessariamente opera in tal caso in modo speculare, in ragione della relativa modalità di calcolo. A tale stregua, nei termini a ritroso lo slittamento contemplato all'art. 155 c.p.c., commi 4 e 5 va invero inteso come necessariamente riferito al giorno cronologicamente precedente non festivo rispetto al giorno festivo o al sabato in cui cada il 5 giorno, costituente il dies ad quem, escluso dal computo il dies a quo costituito dal giorno dell'udienza. (Nel caso trattato dalla Corte, così in concreto il Collegio ha applicato i principi sopra esposti. “Orbene, con riferimento all'udienza pubblica del 28/2 il termine a ritroso ex art. 378 c.p.c. è nel caso scaduto il precedente venerdì 21/2. Escluso il dies a quo (28/2), il 5 giorno (dies ad quem) cadeva di domenica (23/2), con proroga pertanto ex art. 155 c.p.c., comma 4, al sabato 22/2, nonchè ex art. 155 c.p.c., comma 5, (ai sensi della L. n. 69 del 2009, art. 58, comma 3, applicantesi a tutti i procedimenti, anche se instaurati anteriormente al 1/3/2006) al suindicato venerdì 21/2. La memoria ex art. 378 c.p.c. dal ricorrente nella specie depositata in Cancelleria il 24/2 è pertanto tardiva, in quanto inammissibilmente depositata oltre il termine come sopra calcolato, con abbreviazione pertanto dell'intervallo normativamente stabilito e costituente il lasso di tempo minimo garantito -oltre che al giudice- alla controparte per esaminare tale atto, con conseguente violazione del relativo diritto di difesa ex art. 24 Cost.). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 30 Giugno 2014, n. 14767.


Genitori separati – Diritto del genitore ad includere nelle frequentazioni con i figli il nuovo Convivente – Sussiste – Condizioni – Preminente interesse del minore (Artt. 2 Cost., artt. 155 c.c., 709-ter c.p.c.)..
In assenza di pregiudizio per il minore e adottando le opportune cautele, il genitore separato ha diritto a coinvolgere il proprio figlio nella sua nuova relazione sentimentale, trattandosi di una formazione sociale a rilevanza costituzionale; ciò, a maggior ragione, dove il periodo di riferimento non sia quello immediatamente successivo alla separazione (e più delicato) ma quello divorzile a distanza di diversi anni dalla rottura della convivenza madre – padre. Peraltro, il divieto di frequentazione del nuovo convivente del genitore non collocatario, di fatto può tradursi in una lesione del diritto di visita inclusivo del pernottamento perché il nuovo partner non è un mero ospite che può essere allontanato tout court dalla casa; l’effetto sarebbe porre il padre di fronte ad una scelta che mette da una parte la nuova compagna e dall’altro il figlio; quanto troverebbe giustificazione solo se il preminente interesse della prole fosse esposto a rischio. Deve anche ricordarsi che la migliore letteratura psicologica sul punto ritiene che il graduale inserimento dei nuovi compagni, nella vita dei figli di genitori separati, corrisponda al loro benessere, dove madre e padre abbiano cura e premura di far comprendere alla prole che le nuove figure non si sostituiscono a quelle genitoriali. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2013.


Termini processuali - Computo - Criteri - Scadenza nella giornata di sabato - Proroga al giorno seguente non festivo..
Ove il dies ad quem di un termine processuale vada a scadere nella giornata di sabato, esso è prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo (Conf. Cass. S.U. 1419/2012), con conseguente tempestività di una notifica effettuata il lunedì successivo, ove il termine scadeva il sabato precedente. (Studio Legale Camerano - Bertolin) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 21 Gennaio 2013.


Termini cd. multipli – Termini ex art. 183, comma 6, c.p.c. – Decorrenza del secondo termine dalla scadenza del primo – Proroga del primo termine per scadenza nel giorno di sabato (art. 155 c.p.c. come modificato dalla Legge 69/2009) – Automatica proroga anche del secondo termine. (27/07/2010).
In caso di termini concessi in concatenazione logica (cd. termini “multipli”), come accade con quelli concessi ex art. 183, comma 6, codice procedura civile, la proroga ope legis del primo termine, ex art. 155, determina uno spostamento in avanti della decorrenza del secondo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 23 Luglio 2010.