TITOLO III
Del processo di cognizione
CAPO V
Disposizioni relative alle controversie di lavoro ed a quelle di previdenza e di assistenza

Art. 151

Riunione di procedimenti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La riunione, ai sensi dell'articolo 274 del codice, dei procedimenti relativi a controversie in materia di lavoro e di previdenza e di assistenza e a controversie dinanzi al giudice di pace, connesse anche soltanto per identità delle questioni dalla cui risoluzione dipende, totalmente o parzialmente, la loro decisione, deve essere sempre disposta dal giudice, tranne nelle ipotesi che essa renda troppo gravoso o comunque ritardi eccessivamente il processo. In queste ipotesi la riunione, salvo gravi e motivate ragioni, è, comunque, disposta tra le controversie che si trovano nella stessa fase processuale. Analogamente si provvede nel giudizio di appello. (1)

II. Le competenze e gli onorari saranno ridotti in considerazione dell'unitaria trattazione delle controversie riunite.



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(1) Comma sostituito dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. La disposizione si applica: «ai giudizi pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tuttavia, ai provvedimenti del giudice di pace pubblicati entro la data di entrata in vigore del presente decreto si applica la disciplina previgente» (art. 27, comma 1, d.lgs. n. 40 cit.).

GIURISPRUDENZA

Avvocato - Onorari - Tariffe professionali - Rappresentanza e difesa collettiva da parte di un unico professionista - Pluralità di cause non riunite - Aumento dell'unica parcella fino al venti per cento per ogni parte - Esclusione - Fondamento.
In tema di onorari di avvocato, l’art. 5, comma 4, del d.m. n 127 del 2004 – “ratione temporis” vigente ed abrogato dall'art. 9 del d.l. n. 1 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 27 del 2012 - non si applica nel caso in cui il professionista difenda la medesima parte contro più parti, ma in processi introdotti separatamente e non riuniti, ancorché aventi ad oggetto le medesime questioni di fatto e di diritto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Settembre 2017, n. 21829.