LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO VI
Degli atti processuali
CAPO I
Delle forme degli atti e dei provvedimenti
SEZIONE IV
Delle comunicazioni e delle notificazioni

Art. 139

Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se non avviene nel modo previsto nell'articolo precedente, la notificazione deve essere fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l'ufficio o esercita l'industria o il commercio.

II. Se il destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l'ufficiale giudiziario consegna copia dell'atto a una persona di famiglia o addetta alla casa, all'ufficio o all'azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace.

III. In mancanza delle persone indicate nel comma precedente, la copia è consegnata al portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda, e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla.

IV. Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta, e l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto, a mezzo di lettera raccomandata.

V. Se il destinatario vive abitualmente a bordo di una nave mercantile, l'atto può essere consegnato al capitano o a chi ne fa le veci.

VI. Quando non è noto il comune di residenza, la notificazione si fa nel comune di dimora, e, se anche questa è ignota, nel comune di domicilio, osservate in quanto è possibile le disposizioni precedenti.


GIURISPRUDENZA

Nullità dell’atto di intimazione di pagamento per errata notificazione della cartella esattoriale – Violazione degli artt. 139 e ss. CPC – Garanzia della conoscibilità effettiva degli atti tributari – Modalità di notificazione.
In tema di notificazione di un atto tributario, l’Agente della riscossione, al fine di garantire la conoscibilità effettiva dell’atto impositivo, deve eseguire le ricerche nei confronti del destinatario secondo l’ordine dei luoghi stabiliti tassativamente dall’art. 139 CPC, ovvero nel Comune di Residenza del soggetto o, se questo non è noto, in quello di dimora o del domicilio e darne atto nella relata di notifica; soltanto dopo aver esperito i suddetti tentativi, potrà essere eseguita la notificazione nelle forme di cui all’art. 60, lett. e) DPR 600/73 (notificazione agli irreperibili “assoluti).
L’errata notificazione dell’atto presupposto (cartella esattoriale), travolge anche quello successivo (atto di intimazione di pagamento). (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria provinciale Ascoli Piceno, 16 Novembre 2017.


Condominio negli edifici - Notificazione nei confronti del condominio - Eseguita non a mani dell'amministratore ma nella portineria dello stabile condominiale - Validità - Condizioni - Fattispecie.
La notifica al condominio di edifici, in quanto semplice "ente di gestione" privo soggettività giuridica, va effettuata, secondo le regole stabilite per le persone fisiche, all'amministratore, quale elemento che unifica, all'esterno, la compagine dei proprietari delle singole porzioni immobiliari, sicchè, oltre che ovunque, "in mani proprie", l'atto può essere consegnato ai soggetti abilitati a riceverlo, invece del destinatario, soltanto nei luoghi in cui ciò è consentito dagli art. 139 e ss. c.p.c., tra i quali può essere compreso, in quanto "ufficio" dell'amministratore, anche lo stabile condominiale, ma solo a condizione che ivi esistano locali, come può essere la portineria, specificamente destinati e concretamente utilizzati per l'organizzazione e lo svolgimento della gestione delle cose e dei servizi comuni. (Nella specie, la S.C. ha disposto la rinnovazione della notifica del ricorso per cassazione al condominio, siccome nulla, giacché effettuata a mezzo posta con consegna al portiere, senza che dall'avviso di ricevimento della relativa raccomandata risultasse l'esistenza, nello stabile, di locali a servizio dell'amministrazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Dicembre 2016, n. 27352.


Prova delle ricerche effettuate dall’U.G. addetto alla notifica presso l’abitazione del destinatario – Insussistenza della sua necessità – Presunzione che il consegnatario sia incaricato della ricezione degli atti diretti al destinatario della notifica – Requisiti.
In caso di notifica eseguita ai sensi dell’art. 139, secondo comma, cod. proc. civ. con consegna dell’atto al portiere di un condominio, per superare la presunzione che il consegnatario sia incaricato della ricezione degli atti diretti al destinatario della notifica non è sufficiente che quest’ultimo provi l’insussistenza di un rapporto di lavoro subordinato con il consegnatario ovvero che questi sia alle dipendenze di un terzo, ma è altresì necessario che dimostri che il medesimo consegnatario non sia addetto ad alcun incarico per conto o nell’interesse del destinatario nell’ambito dello stesso stabile (Cass., 5 marzo 2014, n. 5220).
Nel caso in esame, la notifica effettuata al portiere presso l’indirizzo indicato dall’opponente anche nella sua carta intestata è, quindi, esistente e valida e, peraltro, ha raggiunto il suo fisiologico scopo di rendere edotto esso opponente della minaccia di ricorrere ad esecuzione forzata in suo danno da parte dell’opposto. (Alessandro Colavolpe) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 05 Dicembre 2016.


Cartella esattoriale - Raccomandate informativa - Omessa spedizione - Nullità della notifica - Esclusione.
L’omessa spedizione della “raccomandata informativa” dell’effettuata notifica della cartella esattoriale (dopo l’entrata in vigore del D.L. 4 luglio 2006 n. 223) non comporta la nullità della notifica, tuttavia può rilevare allorquando, oltre alla conoscenza legale, il legislatore attribuisca importanza anche alla conoscenza effettiva (ai fini di una richiesta, ad esempio, di rimessione in termini). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Napoli, 07 Gennaio 2016.


Notificazione – Spedizione della raccomandata informativa – Requisito necessario – Sussiste .
In materia di notificazioni, la spedizione della raccomandata informativa è requisito necessario al perfezionamento dell'operazione di notificazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 11 Giugno 2014, n. 13201.


Sentenze del giudice di pace - Appello - Normativa applicabile - Disciplina ordinaria in grado di appello

Appello - Sentenza del giudice di pace - Proposizione mediante ricorso anziché con citazione - Idoneità al raggiungimento dello scopo

Procedimento civile - Notificazione - Alla residenza, dimora, domicilio - Assenza del destinatario - Persone possibili consegnatarie della copia dell'atto da notificare - Ordine di successione - Tassatività - Notificazione a mani del portiere - Omessa attestazione nella relata del mancato rinvenimento delle altre persone indicate nel secondo comma dell'art. 139 cod. proc. civ. - Nullità della notificazione - Configurabilità - Fattispecie
.
Ai giudizi in grado di appello avverso le sentenze pronunciate dal giudice di pace ai sensi ai sensi degli artt. 2, 6, 7 e 34 D.Lgs. n. 150/2011 non trova applicazione la medesima predetta speciale disciplina, dettata con esclusivo riguardo al giudizio di opposizione di primo grado, bensì le norme ordinarie in grado di appello e, in particolare:
- l’art. 341 c.p.c., il quale prevede che l’appello contro le sentenze del giudice di pace si propone al tribunale;
- l’art. 342 c.p.c., ai sensi del quale “L’appello si propone con citazione contenente l’esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell’impugnazione nonché le indicazioni prescritte dall’articolo 163. Tra il giorno della citazione e quello della prima udienza di trattazione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dall’articolo 163 bis.”;
- il combinato disposto degli artt. 50-bis e 350, comma 1, c.p.c., per cui l’appello davanti al tribunale è trattato e deciso dal giudice monocratico;
- l’art. 352 c.p.c., che contempla la decisione all’esito dello scambio di comparse conclusionali e memorie di replica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Qualora l’appello avverso una sentenza del giudice di pace venga introdotta con “ricorso” anziché con “citazione”, l’adozione del ricorso e della successiva notifica deve comunque ritenersi idonea al raggiungimento dello scopo di costituire il rapporto processuale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

In caso di notifica nelle mani del portiere, l’ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto, onde il relativo accertamento, sebbene non debba necessariamente tradursi in forme sacramentali, deve, nondimeno, attestare chiaramente l’assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal comma 2 dell’art. 139 c.p.c., secondo la successione preferenziale da detta norma tassativamente stabilita: è pertanto nulla la notificazione nelle mani del portiere quando la relazione dell’ufficiale giudiziario non contenga l’attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nella norma citata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 02 Ottobre 2013.


Notifiche postali – Dichiarazioni rese all’Ufficiale postale – Autenticità – Sussistenza..
Secondo consolidata giurisprudenza, nel caso in cui la notifica sia effettuata mediante consegna a persona che si trova nella casa del destinatario e dichiari di essere addetta alla casa o, comunque, incaricata dal destinatario di ricevere gli atti a lui diretti, una volta che la speciale relazione intersoggettiva – in base alla quale la legge presume che l’atto, consegnato a mani di persona diversa dal destinatario, venga portato a conoscenza di costui – sia stata attestata da una dichiarazione resa all’ufficiale giudiziario e, poi, trasposta nella relazione da questi redatta, e una volta che il notificante abbia depositato in causa tale relazione di notificazione, null’altro il notificante medesimo deve fare per dimostrare l’esistenza dei presupposti di fatto che rendono la notificazione legittima, in quanto niente consente di presumere che non risponda al vero la dichiarazione raccolta dall’ufficiale giudiziario. Pertanto, la contestazione della controparte, destinataria dell’atto, in ordine alla veridicità dell’indicata dichiarazione, integra una vera e propria eccezione, per sorregger la qual, secondo i principi generali sull’onere della prova, è la stessa parte che l’ha sollevata a doverne provare il fondamento. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 27 Agosto 2013.