LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO VI
Degli atti processuali
CAPO I
Delle forme degli atti e dei provvedimenti
SEZIONE III
Dei provvedimenti

Art. 133

Pubblicazione e comunicazione della sentenza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La sentenza è resa pubblica mediante deposito nella cancelleria del giudice che l'ha pronunciata.

II. Il cancelliere dà atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma, ed entro cinque giorni, mediante biglietto contenente il testo integrale della sentenza (1), ne dà notizia alle parti che si sono costituite. (2) La comunicazione non e' idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325. (1)



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(1) L'art. 45 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, ha sostituito, con effetto dal 25 giugno 2014, le parole «il dispositivo» con le parole «il testo integrale della sentenza». La citata legge di conversione ha aggiunto, in fine, con effetto dal 19 agosto 2014, il peirodo «La comunicazione non e' idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325».
(2) Il d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv., con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80 aveva aggiunto un terzo comma, successivamente abrogato dalla legge 12 novembre 2011, n. 183 con effetto dal 31 gennaio 2012.

GIURISPRUDENZA

Dichiarazione di adottabilità - Sentenza di appello - Termine breve per l'impugnazione - Art. 17, comma 2, l. n. 184 del 1983 - “Lex specialis” - Applicabilità - Notifica in via telematica - Equiparazione - Fondamento.
In tema di opposizione alla dichiarazione di adottabilità, la notificazione d'ufficio della sentenza della Corte d'appello, effettuata ai sensi dell'art. 17, comma 1, della l. n. 184 del 1983, è idonea a far decorrere il termine breve d'impugnazione di cui al successivo comma 2 del medesimo articolo, tenuto conto che la natura di "lex specialis", da riconoscere alla previsione di detto termine, induce ad escludere l'applicabilità della norma generale di cui all'art. 133 c.p.c., senza che abbia alcun rilievo la circostanza che la notificazione sia avvenuta mediante strumenti telematici, atteso il chiaro tenore dell'art. 16, comma 4, del d.l. n. 179 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 221 del 2012, posto che il principio accelleratorio, sotteso alla disciplina in esame, trova la sua "ratio" nella preminente esigenza di assicurare la più rapida definizione dello "status" del minore, senza sacrificare in misura apprezzabile il diritto di difesa delle parti ricorrenti, sottoposto, in definitiva, solo ad un modesto maggiore onere. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2018, n. 16857.


Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Notifica del testo integrale della sentenza reiettiva del reclamo effettuata dal cancelliere mediante posta elettronica certificata (PEC) – Decorrenza del termine breve per l'impugnazione in cassazione – Distinzione rispetto alla notificazione a mezzo ufficiale giudiziario – Insussistenza.
La notifica del testo integrale della sentenza reiettiva del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata ai sensi dell’art. 18, comma 13, legge fall. dal cancelliere mediante posta elettronica certificata (PEC), è idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione in cassazione ex art. 18, comma 14, legge fall., non ostandovi il nuovo testo dell'art. 133 c.p.c., comma 2, come novellato dal decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, secondo il quale la comunicazione del testo integrale della sentenza da parte del cancelliere non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325 c.p.c.

Nè potrebbe sostenersi la decorrenza del termine dalla data dell'avvenuta notificazione a mezzo dell'ufficiale giudiziario, alla stregua della distinzione tra tale attività e quella compiuta dalla cancelleria, atteso che, in forza dell’art. 14 del decreto legge n. 179 del 2012, “le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all'indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi..." di talché la distinzione tra comunicazione e notificazione è sostanzialmente evaporata, perdendo valenza normativa sostanziale, là dove, come per la specifica disciplina del ricorso avverso la decisione sul reclamo nei confronti della sentenza di fallimento, la decorrenza risulta per legge ancorata all'atto della cancelleria, nell'evidente intento di assicurare la stabilizzazione degli effetti della pronuncia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 20 Aprile 2017, n. 9974.


Fallimento – Procedimento – Presentazione di domanda di concordato preventivo prima della pubblicazione della sentenza – Effetti.
La deliberazione della sentenza costituisce solo una fase del procedimento di formazione della decisione, mentre (salvo ipotesi particolari) è la pubblicazione, a norma dell'art. 133 c.p.c., che rende ufficiale la consegna della sentenza, le attribuisce "giuridica esistenza nel mondo esterno" (v. Cass. n. 12573 del 1991) e la rende irretrattabile. Infatti, la deliberazione della sentenza è un atto meramente interno e acquista efficacia esterna per effetto del suo deposito contestualmente attestato dal cancelliere che attribuisce ad essa l'efficacia di certezza pubblica. Non è possibile, quindi, leggere l'art. 133 c.p.c. tenendo distinto il comma 1, che attribuisce al deposito l'efficacia di rendere pubblica la sentenza, dal comma 2, che impone al cancelliere di dare atto del deposito, perché senza attestazione del cancelliere non v'è pubblicazione della sentenza (v. Cass. n. 6991 del 2007). Ne consegue che, prima della pubblicazione, il giudice deve applicare le norme sopravvenute alla deliberazione (v. Cass. n. 26066 del 2014, n. 5855 del 2000).

(Sulla base di detti principi, è stata cassata la dichiarazione di fallimento del ricorrente, il quale, prima della pubblicazione della sentenza, aveva presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo.) (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 24 Agosto 2016, n. 17297.


Dichiarazione di fallimento - Sentenza - Notifica del testo integrale della sentenza effettuata dal cancelliere - Reclamo - Decorrenza del termine per l'impugnazione.
La notifica del testo integrale della sentenza che rigetta il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata ai sensi della art. 18, comma 13, legge fall., dal cancelliere mediante posta elettronica certificata (pec), ex art. 16, comma 4, D.L. n. 179 del 2012, convertito con L. n. 221 del 2012, è idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione in cassazione ex art. 18, comma 14, legge fall. non ostandovi il nuovo testo dell'art. 133 c.p.c., comma 2, come novellato dal D.L. n. 90 del 2014, convertito nella L. n. 114 del 2014, secondo il quale la comunicazione del testo integrale della sentenza da parte del cancelliere non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all'art. 325 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Maggio 2016, n. 10525.


Reclamo avverso sentenza di fallimento - Comunicazione a mezzo PEC del testo integrale del decreto reiettivo dello stesso - Decorrenza del termine breve per l'impugnazione in cassazione - Inidoneità.
La comunicazione del testo integrale del decreto reiettivo del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata (anteriormente all'entrata in vigore del nuovo testo dell'art. 133, comma 2, c.p.c., novellato dal d.l. n. 90 del 2014, n. 90, conv., con modif., dalla l. n. 114 del 2014) dalla cancelleria della corte d'appello per posta elettronica certificata (PEC), non è idonea a farne decorrere il termine breve per l'impugnazione in cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Marzo 2016, n. 5374.


Fallimento – Inefficacia ex lege – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. – Sentenza dichiarativa di fallimento – Contestualità temporale – Prevalenza funzionale della Sentenza di fallimento..
Non è opponibile al fallimento l’ordinanza di assegnazione ai sensi dell’art. 553 c.p.c.  sottoscritta dal giudice dell’esecuzione il medesimo giorno del deposito della sentenza dichiarativa di fallimento: la prevalenza di quest’ultima, in una prospettiva funzionale, discende dalla priorità attribuita dal legislatore a suoi effetti su quelli, eventualmente concorrenti, dell’esecuzione individuale, posto che “salvo diversa disposizione della legge, dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento” (art. 51 l. fall. nel testo anteriore alla riforma). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 21 Marzo 2011.