LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO V
Dei poteri del giudice

Art. 118

Ordine d'ispezione di persone e di cose
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiono indispensabili per conoscere i fatti della causa, purchè ciò possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo, e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale.

II. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo, il giudice può da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116, secondo comma.

III. Se rifiuta il terzo, il giudice lo condanna a una pena pecuniaria da euro 250 ad euro 1500.



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(1) Le parole «da euro 250 ad euro 1500» hanno sostituito le parole «non superiore a euro 5» in base all’art. 45, comma 15, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Testimonianza de relato – Valutazione del teste – Giudizio nel senso che abbia mentito – Condizioni

Testimonianza – Escussione del teste – Poteri del giudice – Giudice come mero “registratore passivo” – Esclusione

Testimonianza – Documenti prodotti dal testimone – Acquisizione – Ammissibilità – Sussiste – Acquisizione ex art. 118 c.p.c.
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Quel che infirma una testimonianza de relato non è la possibilità astratta che il terzo abbia mentito, ma l'esistenza di concreti elementi oggettivi dai quali desumere la falsità delle dichiarazioni riferite de relato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Se il giudice ritiene decisiva la conoscenza d'una circostanza di fatto sulla quale il testimone non era formalmente chiamato a riferire (perché non compresa nei capitoli ammessi), l'ordinamento gli accorda il potere di rivolgere al testimone "tutte le domande che ritiene utili a chiarire i fatti" (art. 253, comma 1, c.p.c.), come pure di richiamare il testimone già escusso (art. 257 c.p.c.). Da queste norme (e da molte altre) si ricava il principio che il giudice di merito non è un mero registratore passivo di quanto dichiarato dal testimone, ma un soggetto attivo e partecipe dell'escussione testimoniale, al quale l'ordinamento attribuisce il potere-dovere in primo luogo di sondare con zelo l'attendibilità dei testimone, ed in secondo luogo di acquisire dal testimone (vuoi con le domande di chiarimento, vuoi incalzandolo, vuoi contestandogli contraddizioni tra quanto dichiarato ed altre prove già raccolte) tutte le informazioni ritenute indispensabili per una giusta decisione. Quel che invece il giudice di merito non può fare, senza contraddirsi, è da un lato non rivolgere al testimone nessuna domanda a chiarimento e non riconvocarlo; e dall'altro ritenere lacunosa la testimonianza perché carente su circostanze non capitolate, e sulle quali nessuno ha chiesto al testimone di riferire (per l'affermazione di questo principio, sia pure in diversa fattispecie, si veda già Sez. U, Sentenza n. 789 del 29/03/1963, Rv. 261080). In conclusioni, se un testimone nulla riferisce su circostanze rilevanti ai fini dell'accoglimento della domanda, ma che non formarono oggetto dei capitoli ammessi, il giudice non può, senza contraddirsi, dapprima omettere di formulare al testimone qualsiasi domanda a chiarimento, e quindi rigettare la domanda ritenendo rilevanti e non provate le circostanze taciute. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Il provvedimento col quale il giudice acquisisce documenti da un testimone va qualificato come ordine di ispezione del documento (art. 118 c.p.c.) rivolto d'ufficio ad un terzo (il testimone), come tale non soggetto ad alcuna decadenza. E' consentito al giudice ordinare al testimone, ai sensi dell'art. 118 c.p.c., di consentire l'ispezione di documenti utilizzati per aiuto alla memoria, che restano in tal caso acquisiti al fascicolo d'ufficio e sono utilizzabili ai fini del decidere, quand'anche l'acquisizione avvenga dopo lo spirare delle preclusioni istruttorie, salvo il diritto delle parti di essere ammesse alla prova contraria resa necessaria dalla acquisizione d'ufficio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 24 Settembre 2015, n. 18896.


Ordine al terzo di esibizione delle scritture contabili - Omissione - Argomenti di prova - Esclusione - Potere di ispezione ex articolo 118 c.p.c. nei confronti del terzo - Ausilio di un consulente per l'accesso alla documentazione ed il suo esame.
In caso di inottemperanza del terzo all’ordine di esibizione delle scritture contabili emesso ex art. 2711 comma 2° c.c., il giudice non può trarre argomenti di prova dalla condotta omissiva, ma può esercitare il potere di ispezione previsto dall’art. 118 c.p.c. nei confronti del terzo, anche avvalendosi di un consulente per l’accesso alla documentazione e il suo esame.(Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Marzo 2014.