LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO V
Dei poteri del giudice

Art. 116

Valutazione delle prove
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti.

II. Il giudice può desumere argomenti di prova dalle risposte che le parti gli danno a norma dell'articolo seguente, dal loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni che egli ha ordinate e, in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo.


GIURISPRUDENZA

Accertamento delle condizioni indispensabili per l’accoglimento – Gravi indizi di responsabilità – Prova del danno da lesioni – Onere del danneggiato – Perizia medica di parte – Inidoneità – Conseguenze.
La provvisionale introdotta nel Codice delle Assicurazioni dall’art. 5, l. 102/2006, che richiede, per la sua concessione, la dimostrazione, da parte del danneggiato, del solo requisito dei gravi indizi di responsabilità a carico del conducente il veicolo danneggiate (e non anche quello, ulteriore, dello stato di bisogno) e che consente al giudice la liquidazione di una somma oscillante tra il 30% ed il 50% dell’entità del presumibile risarcimento a riconoscersi, necessita tuttavia, per la sua concessione, una prova maggiormente idonea rispetto alla sola consulenza medica di parte, documento che per la sua natura non consente al giudicante di formulare tale quantificazione. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 01 Giugno 2017.


Concordato preventivo – Modifiche di cui al DL 83 del 2015 – Sindacato del tribunale – Fattibilità economica – Sussistenza.
A seguito dell’introduzione, nel concordato liquidatorio, della percentuale minima di pagamento del venti per cento dell’ammontare complessivo dei creditori chirografari (art. 160, comma 4, legge fall.) e, con riferimento a tutti i tipi di concordato, dell’obbligo di assicurare un’utilità specifica ed economicamente valutabile (art. 161, comma 2, lett. e), la valutazione del giudice in ordine alla fattibilità del concordato preventivo  non è più limitata alla verifica della incompatibilità del piano con norme inderogabili (cd. fattibilità giuridica) od alla assoluta e manifesta inettitudine dello stesso a raggiungere gli obiettivi prefissati (cd. fattibilità economica); con le modifiche di cui al decreto legge n. 83 del 2015, sono stati, infatti, attribuiti al tribunale più penetranti poteri di indagine tra i quali, quello di verificare la fattibilità tout court del piano valutando tutti gli elementi a disposizione, senza alcun vincolo che non sia quello del canone del prudente apprezzamento di cui all’art. 116 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 26 Aprile 2017.


Ricorso per cassazione - Motivi del ricorso - Vizi di motivazione - Omessa ammissione di prova testimoniale o di altra prova - Vizio di omessa motivazione su un punto decisivo della controversia - Configurabilità - Condizioni - Denuncia in sede di legittimità - Requisiti - Fattispecie.
Il vizio di motivazione per omessa ammissione della prova testimoniale o di altra prova può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui essa abbia determinato l’omissione di motivazione su un punto decisivo della controversia e, quindi, ove la prova non ammessa ovvero non esaminata in concreto sia idonea a dimostrare circostanze tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la “ratio decidendi” venga a trovarsi priva di fondamento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto carente di motivazione la mancata ammissione delle prove testimoniali, articolate in un ricorso di opposizione allo stato passivo fallimentare e letteralmente riprodotte nel ricorso per cassazione, miranti a dimostrare l’“an debeatur” del credito e, quindi, inerenti a circostanze decisive ai fini della richiesta di ammissione al passivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Marzo 2017, n. 5654.


Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Produzione documenti contrattuali – Prova negativa – Inosservanza ordine di esibizione – Argomenti di prova – Insufficienza.
Nelle azioni di ripetizione di indebito l’onere di produrre i documenti contrattuali relativi ai rapporti di conto corrente in contestazione, al fine di verificare la dedotta mancanza o nullità di talune clausole, grava sulla parte che tali domande propone, indi sull’attore.

La sola inosservanza dell’ordine di esibizione dei documenti contrattuali da parte della banca convenuta non può essere in concreto equiparata all'ammissione del fatto che le diverse clausole contrattuali oggetto dell'azione di nullità avessero il contenuto indicato dall'attore. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 11 Gennaio 2017.


Prova civile - Consulenza tecnica d'ufficio - Rilievi delle parti - Distinzione quanto alla tempestività - Osservazioni di contenuto non giuridico - Inserimento nella comparsa conclusionale - Ammissibilità - Limiti.
I rilievi delle parti alla consulenza tecnica di ufficio, ove non integrino eccezioni di nullità relative al suo procedimento, come tali disciplinate dagli artt. 156 e 157 c.p.c., costituiscono argomentazioni difensive, sebbene non di carattere tecnico giuridico, che possono essere svolte nella comparsa conclusionale sempre che non introducano in giudizio nuovi fatti costitutivi, modificativi od estintivi, nuove domande o eccezioni o nuove prove, e purchè il breve termine a disposizione per la memoria di replica, comparato con il tema delle osservazioni, non si traduca, con valutazione da effettuarsi caso per caso, in un'effettiva lesione del contraddittorio e del diritto di difesa, spettando al giudice sindacare la lealtà e correttezza di una siffatta condotta della parte alla stregua della serietà dei motivi che l'abbiano determinata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Luglio 2016, n. 15418.


Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Trasferimento della sede all'estero - Competenza territoriale - Presunzione della coincidenza del centro di interessi dell'impresa con la sede legale - Onere della prova contraria - Facoltà del giudice di desumere argomenti di prova dal contegno delle parti nel processo.
Ai sensi dell'art. 3, paragrafo 1, del Regolamento CE 29 maggio 2000, n. 1346/2000, competenti ad aprire la procedura di insolvenza sono i giudici dello Stato membro nel cui territorio è situato il centro degli interessi principali del debitore, dovendosi presumere - per le società e le persone giuridiche - che il centro degli interessi coincida, fino a prova contraria, con il luogo in cui si trova la sede statutaria, sicché quando risulti accertata una discrepanza tra sede legale e sede effettiva, è l'ubicazione di quest'ultima a dover prevalere ed a costituire il criterio determinante della giurisdizione (Cass., sez. un., 6 febbraio 2015, n. 2243, m. 634145).

Benchè non gravi sulla società nei cui confronti sia presentata un'istanza di fallimento, bensì sui creditori istanti, la dimostrazione che il centro effettivo dei propri interessi coincida con l'ubicazione della sua sede legale, è comunque consentito al giudice, ai sensi dell'art. 116 c.p.c., comma 2, - applicabile al procedimento prefallimentare - al fine di vincere la presunzione di corrispondenza tra sede effettiva e sede legale della società stessa, di desumere argomenti di prova dal contegno delle parti nel processo (Cass., sez. un., 11 marzo 2013, n. 5945, m. 625477). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione Sez. Un. Civili, 26 Maggio 2016, n. 10925.


Mediazione cd. delegata in materia bancaria – Indicazione dei temi della conciliazione da parte dell’AG per la futura mediazione – Poteri del giudice.
In materia bancaria, il Giudice può delegare la mediazione ex art. 5, comma 2 d.lvo 28/10 indicando altresì alle parti i “temi della conciliazione” al fine di delimitare il thema decidendum e fornire gli elementi tecnici per giungere alla definizione della controversia, quale espressione del generale potere di direzione del procedimento spettante al Giudice ex art. 175 cpc e degli “obblighi collaborativi” gravanti sulle parti. (Laura Fazio) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 26 Febbraio 2016.


Mediazione - Mancata partecipazione personale delle parti senza giustificato motivo - Improcedibilità della domanda - Irrogazione della sanzione pecuniaria.
La mancata partecipazione personale delle parti senza giustificato motivo agli incontri di mediazione può costituire per la parte attrice causa di improcedibilità della domanda e, in ogni caso, per tutte le parti costituite, presupposto per l’irrogazione – anche nel corso del giudizio – della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 8, comma 4 bis, D. Lgs. n. 28/10, oltre che fattore da cui desumere argomenti di prova, ai sensi dell’art. 116, secondo comma, c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 23 Giugno 2015.


Processo civile - Domande ed eccezioni non riproposte - Comportamento delle parti - Interpretazione.
Qualora il difensore della parte, comparso all’udienza di precisazione delle conclusioni, abbia precisato le proprie in modo specifico, le domande e le eccezioni non riproposte, a meno che non si riconnettano strettamente con altre specificatamente riproposte o che nella condotta processuale della parte risulti che essa abbia voluto tenere ferma la domanda (o la eccezione) non riproposta, debbono presumersi abbandonate o rinunciate, rientrando nei poteri del difensore la rinuncia ad un singolo capo della domanda o la riduzione delle originarie domande. La valutazione della “condotta processuale della parte” (per verificare se la mancata riproposizione possa essere spiegata alternativamente anche con la volontà di abbandonare la richiesta) può valere soltanto a fronte di comportamenti processuali ambigui, di formulazioni equivoche, di diserzioni di udienze destinate alla precisazione delle conclusioni, ma non certo a fronte di comportamenti consapevoli, espliciti e formali, diretti ad evidenziare al giudice le conclusioni che la parte intende sottoporre alla sua decisione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Giugno 2015.


Ragione più liquida - Rigetto della domanda senza rispettare l’ordine delle questioni
 
Deposizione de relato ex parte - Assenza altri elementi - Valenza probatoria nulla
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Per il principio della ragione più liquida, la domanda può essere respinta sulla base della soluzione di una questione assorbente, pur se logicamente subordinata, senza che sia necessario esaminare previamente tutte le altre secondo l’ordine previsto dall’art. 276 c.p.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La deposizione de relato ex parte, in assenza di altri elementi, ha valenza probatoria sostanzialmente nulla. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 27 Maggio 2015.


Mediazione – Obbligatoria – Mancata partecipazione dell’attore – Improcedibilità della domanda – Esclusione.
Il perseguimento dello scopo dell’effettività della mediazione non può spingersi sino al punto di ritenere che si applichi la sanzione dell’improcedibilità quando l’attore si rifiuti di partecipare immotivatamente alla mediazione sin dalla fase preliminare.
L’avere la legge previsto per la mancata partecipazione al procedimento di mediazione senza giustificato motivo la sanzione ex art.116 c.p.c. implica necessariamente la prosecuzione del processo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 16 Aprile 2015.


Fallimento - Domanda di rivendicazione di beni mobili - Efficacia probatoria delle scritture contabili tra imprenditori ex articolo 2710 c.c. - Contestazione - Indicazione delle ragioni dell'idoneità della prova - Necessità.
In tema di efficacia probatoria tra imprenditori delle scritture contabili ex articolo 2710 c.c., va ribadito il principio secondo il quale le stesse, essendo soggette, come ogni altra prova, alla valutazione del giudice (art. 116, comma 1, c.p.c.), nella decisione devono essere indicate le ragioni per le quali il giudice considera le risultanze di tali scritture, nonostante la contestazione dell'altra parte, idonee, nel caso concreto, a fornire la prova dei fatti allegati dalla parte che le ha esibite.

Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che, nel caso concreto sottoposto al giudizio, l'esibizione del registro dei beni di terzi non garantisse alla domanda di rivendica il corredo probatorio necessario a supportarne la fondatezza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 12 Febbraio 2015.


Prove atipiche - Configurabilità - Casistica - Scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale - Atti dell’istruttoria penale o amministrativa - Verbali di prove espletati in altri giudizi - Sentenze rese in altri giudizi civili o penali - Perizie stragiudiziali - Chiarimenti resi al CTU, informazioni da lui assunte e risposte eccedenti il mandato - CTU rese in altri giudizi.
L’elencazione delle prove civili contenuta nel codice di rito non è tassativa, e quindi devono ritenersi ammissibili le prove atipiche, la cui efficacia probatoria è quella di presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. od argomenti di prova. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Sono prove atipiche gli scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale; gli atti dell’istruttoria penale o amministrativa; i verbali di prove espletati in altri giudizi; le sentenze rese in altri giudizi civili o penali, comprese le sentenze di patteggiamento; le perizie stragiudiziali; i chiarimenti resi al CTU, le informazioni da lui assunte, le risposte eccedenti il mandato e le CTU rese in altri giudizi fra le stesse od altre parti. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 01 Dicembre 2014.


Prove atipiche – Configurabilità – Casistica – Scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale – Atti dell’istruttoria penale o amministrativa – Verbali di prove espletati in altri giudizi – Sentenze rese in altri giudizi civili o penali – Perizie stragiudiziali – Chiarimenti resi al CTU, informazioni da lui assunte e risposte eccedenti il mandato – CTU rese in altri giudizi.
L’elencazione delle prove civili contenuta nel codice di rito non è tassativa, e quindi devono ritenersi ammissibili le prove atipiche, la cui efficacia probatoria è quella di presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. od argomenti di prova. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Sono prove atipiche gli scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale; gli atti dell’istruttoria penale o amministrativa; i verbali di prove espletati in altri giudizi; le sentenze rese in altri giudizi civili o penali, comprese le sentenze di patteggiamento; le perizie stragiudiziali; i chiarimenti resi al CTU, le informazioni da lui assunte, le risposte eccedenti il mandato e le CTU rese in altri giudizi fra le stesse od altre parti. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 02 Luglio 2014.


Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Produzione documenti contrattuali – Prova negativa – Inosservanza ordine di esibizione – Argomenti di prova – Insufficienza.
Nelle azioni di ripetizione di indebito l’onere di produrre i documenti contrattuali relativi ai rapporti di conto corrente in contestazione, al fine di verificare la dedotta mancanza o nullità di talune clausole, grava sulla parte che tali domande propone. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

La sola inosservanza dell’ordine di esibizione dei documenti contrattuali da parte della banca convenuta non può essere in concreto equiparata all'ammissione del fatto che le diverse clausole contrattuali oggetto dell'azione di nullità avessero il contenuto indicato dall'attore. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 31 Maggio 2014.


Ordine al terzo di esibizione delle scritture contabili - Omissione - Argomenti di prova - Esclusione - Potere di ispezione ex articolo 118 c.p.c. nei confronti del terzo - Ausilio di un consulente per l'accesso alla documentazione ed il suo esame.
In caso di inottemperanza del terzo all’ordine di esibizione delle scritture contabili emesso ex art. 2711 comma 2° c.c., il giudice non può trarre argomenti di prova dalla condotta omissiva, ma può esercitare il potere di ispezione previsto dall’art. 118 c.p.c. nei confronti del terzo, anche avvalendosi di un consulente per l’accesso alla documentazione e il suo esame.(Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Marzo 2014.


Equa riparazione per la irragionevole durata del processo - Legge Pinto - Contumacia - Effetti - Motivo di negazione del diritto all'equa riparazione - Esclusione..
In tema di equa riparazione per la irragionevole durata del processo, la mancata costituzione in giudizio della parte può eventualmente influire sull’an o sul quantum dell'equa riparazione ma non può certo costituire di per sé motivo per escludere il relativo diritto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 14 Gennaio 2014, n. 585.


Procedimento civile - Appello - Ragionevole probabilità di accoglimento - Insussistenza - Conseguenze - Inammissibilità impugnazione - Sussistenza..
Si rivela manifestamente carente di ragionevole probabilità di accoglimento, e come tale inammissibile ai sensi del combinato disposto degli artt. 348bis e 348ter c.p.c, l'appello avverso una sentenza che risulta, a prima lettura, aver correttamente individuato e ripartito l'onere probatorio gravante su ciascuna delle parti processuali, in relazione alle contrapposte posizioni, nonché avere correttamente esaminato e valutato le prove raccolte nel corso del processo.
art. 2697 codice civile. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)
Appello Napoli, 03 Dicembre 2013.


Danno da cosa in custodia - Prova liberatoria - Sorveglianza e custodia del bene comune - Modalità - Diligenza ordinaria - Conseguenze - Esclusione responsabilità custode - Sussistenza..
Ove il custode dimostri, in relazione alle circostanze del caso concreto come emergenti dal materiale probatorio raccolto nel corso del giudizio, di avere provveduto, con la diligenza di cui all'art. 1176,1° comma c.c., a sorvegliare ed a tenere la cosa comune in buone condizioni di manutenzione, curando in modo adeguato la pulizia e l'illuminazione delle parti comuni, la presenza di una sostanza oleosa, integrando gli estremi del fortuito, in quanto non prevedibile né rimediabile con l'impiego dell'ordinaria diligenza richiesta al custode, esclude la responsabilità di quest'ultimo. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 03 Dicembre 2013.


Prove atipiche - Configurabilità - Casistica - Scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale - Atti dell’istruttoria penale o amministrativa - Verbali di prove espletati in altri giudizi - Sentenze rese in altri giudizi civili o penali - Perizie stragiudiziali - Chiarimenti resi al CTU, informazioni da lui assunte e risposte eccedenti il mandato - CTU rese in altri giudizi..
Pur mancando nell’ordinamento civilistico una norma generale quale quella dell’art. 189 c.p.p. nel processo penale, tuttavia, l’assenza di una norma di chiusura nel senso dell’indicazione del numerus clausus delle prove, l’oggettiva estensibilità contenutistica del concetto di produzione documentale, l’affermazione del diritto alla prova ed il correlativo principio del libero convincimento del giudice, escludono che l’elencazione delle prove nel processo civile sia tassativa, e fanno ritenere quindi ammissibili le prove atipiche, con efficacia probatoria di presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. od argomenti di prova. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Sono prove atipiche gli scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale; gli atti dell’istruttoria penale o amministrativa; i verbali di prove espletati in altri giudizi; le sentenze rese in altri giudizi civili o penali, comprese le sentenze di patteggiamento; le perizie stragiudiziali; i chiarimenti resi al CTU, le informazioni da lui assunte, le risposte eccedenti il mandato e le CTU rese in altri giudizi fra le stesse od altre parti. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 23 Maggio 2013.


Art. 116 c.p.c. – Fonte di prova – Comportamento processuale ed extraprocessuale della parte – Sistema difensivo adottato – Unica ed esclusiva fonte di prova e non solo elemento valutativo – Sussiste. .
L'art. 116 c.p.c. conferisce al giudice di merito il potere discrezionale di trarre elementi di prova dal comportamento processuale delle parti (v. Cass., 5/12/2011, n. 26088; Cass., 10/8/2006, n. 18128, e già Cass., 26/2/1983, n. 1503), e il comportamento (extraprocessuale e) processuale - nel cui ambito rientra anche il sistema difensivo adottato dal rispettivo procuratore - delle parti può in realtà costituire non solo elemento di valutazione delle risultanze acquisite ma anche unica e sufficiente fonte di prova, idonea a sorreggere la decisione del giudice di merito, che con riguardo a tale valutazione è censurabile nel giudizio di cassazione solo sotto il profilo della logicità della motivazione (v. Cass., 26/6/2007, n. 14748). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 29 Gennaio 2013, n. 2071.


Procedimento per dichiarazione di fallimento - Accertamento dello stato di insolvenza - Non contestazione del debitore - Effetti in materia di diritti non disponibili - Al momento di prova ex art. 116 c.p.c...
Sebbene la non contestazione della parte alla quale i fatti si riferiscano non produca gli effetti di relevatio ab onere probandi quando siano relativi, come nel caso di specie, a diritti indisponibili - e peraltro non siano vincolanti per il giudice neppure nel caso di  risultanze che la smentiscano quando si riferisca a diritti disponibili -, la condotta non contestativa della difesa, dovendosi parificare la contestazione generica alla non contestazione, e quella del legale  rappresentante, che ha ammesso all’udienza lo stato d’insolvenza in cui versa la società, sono pur sempre utilizzabili come argomento di prova ex art. 116 c.p.c e costituiscono riscontro degli indici dello stato d’insolvenza della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Luglio 2012.


Fallimento - Ordine di esibizione di documenti - Ordine impartito al curatore fallimentare - Dichiarazione del curatore di non essere in possesso dei documenti - Conseguenze..
La mancata ottemperanza all'ordine di esibizione di documenti impartito al curatore fallimentare non comporta effetti probatori, neppure ai sensi dell'articolo 116 c.p.c., qualora il curatore dichiari di non essere in possesso della documentazione (nel caso di specie, il curatore ha dichiarato che la documentazione di cui era chiesta l'esibizione non gli era stata consegnata dall'amministratore alla società fallita). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 08 Giugno 2011.


Procedimento civile - Ordine di esibizione ex artt. 210 c.p.c. e 119 T.U.B. - Ammissibilità - Limiti.
 
Trasparenza bancaria - Diritto del cliente di ottenere copia della documentazione - Ordine di esibizione - Indispensabilità - Valutazione.
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Il diritto soggettivo del correntista ad ottenere copia della documentazione relativa al rapporto bancario, ex art. 119 t.u.b., ben può essere legittimamente esercitato anche nel giudizio ed il mancato esercizio di tale facoltà prima del giudizio non vale a precludere la possibilità di chiederne l’esibizione ex art. 210 c.p.c. Peraltro tale soluzione appare conforme al principio della vicinanza della prova, posto che è indubbiamente più agevole per la banca il deposito di detta documentazione (sulla quale grava inoltre uno specifico obbligo di conservazione e rilascio copia), piuttosto che sul correntista, che, nella prassi commerciale è tempestato di documentazione cartacea, che nell’ambito di rapporti di durata (nella specie oltre ventennale), risulta indubbiamente di difficile conservazione e catalogazione. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata)
 
La mancata produzione della documentazione relativa al decennio precedente la ordinanza di esibizione non può comportare valutazioni sfavorevoli nei confronti della banca onerata del relativo deposito ex art. 116 c.p.c., in quanto non può produrre in giudizio documentazione che non era obbligata neanche a conservare. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 31 Maggio 2011.


Processo civile – Dovere di lealtà e probità processuale – Inottemperanza all’ordine di esibizione del giudice – Conseguenze – Comportamento processuale gravemente scorretto – Valore confessorio della condotta – Conseguenze..
In virtù dell’interpretazione congiunta degli articoli 88 e 116 codice procedura civile è possibile, nei casi di comportamento processuale gravemente scorretto, sanzionare la parte con il riconoscere alla sua condotta un valore quasi confessorio, di riconoscimento implicito della fondatezza delle domande avversarie. Solo la consapevolezza della propria virtuale soccombenza, infatti, può condurre la parte alla violazione ripetuta e grave di quei doveri di correttezza e leale collaborazione che la legge impone. (Nel caso di specie, la parte ha ripetutamente omesso l’esibizione dei documenti richiesti dal giudice, ha ripetutamente dichiarato, contrariamente al vero, di non essere in grado di reperire la documentazione richiesta, ha ripetutamente depositato fuori udienza memorie non autorizzate, contenenti anche valutazioni in diritto, ha riportato tra virgolette frasi asseritamente contenute nella comparsa di costituzione, che invece non esistevano o erano diverse). Tribunale Mondovì, 22 Marzo 2010.


Prova civile – Documentale – Atto pubblico – In genere – Atto pubblico costitutivo di diritti – Successiva attestazione notarile relativa alla specificazione di parte del contenuto del precedente atto pubblico – Efficacia equiparabile a quella dell'atto pubblico – Esclusione – Fondamento – Fattispecie. (22/06/2010).
L'attestazione notarile contenente una specificazione del contenuto di un precedente atto pubblico redatto dallo stesso notaio rogante a guisa di "interpretazione autentica" non integra gli estremi di un nuovo atto pubblico, poichè tale forma di interpretazione può provenire solo dalle medesime parti che abbiano posto in essere la manifestazione volitiva produttiva degli effetti giuridici previsti dall'ordinamento, e non da parte di diversi soggetti, quand'anche si tratti del pubblico ufficiale che abbia rogato l'atto, il cui compito di interpretare e tradurre in termini giuridico-formali detta volontà non può essere svolto "a posteriori", ma deve realizzarsi, nell'immediatezza della relativa manifestazione alla propria presenza, nella fedele rappresentazione del contenuto della stessa, rendendone edotti i dichiaranti prima della inerente sottoscrizione. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha, perciò, qualificato come anomala - e, quindi, improduttiva di qualsiasi legittimo effetto - la prova riconducibile alla produzione in giudizio di un'attestazione notarile specificativa del contenuto di un precedente atto pubblico proveniente dallo stesso notaio che lo aveva rogato, così cassando con rinvio l'impugnata sentenza che aveva attribuito rilevanza probatoria a siffatta attestazione). (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. II, 05 Marzo 2010, n. 5440.