LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO IV
Dell'esercizio dell'azione

Art. 102

Litisconsorzio necessario (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se la decisione non può pronunciarsi che in confronto di più parti, queste debbono agire o essere convenute nello stesso processo.

II. Se questo è promosso da alcune o contro alcune soltanto di esse, il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito.



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(1) La Corte cost., con sentenza 8 febbraio 2006, n. 41 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 38 e 102 nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti.

GIURISPRUDENZA

Intervento in appello del litisconsorte necessario pretermesso - Accettazione della causa nella situazione processuale esistente - Assenza di pregiudizio per le altre parti - Rilievo d'ufficio del difetto di contraddittorio o rimessione della causa al primo giudice - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Nell'ipotesi in cui il litisconsorte necessario pretermesso intervenga volontariamente in appello, accettando la causa nello stato in cui si trova, e nessuna delle altre parti resti privata di facoltà processuali non già altrimenti pregiudicate, il giudice di appello non può rilevare d'ufficio il difetto di contraddittorio, né è tenuto a rimettere la causa al giudice di primo grado, ai sensi dell'art. 354 c.p.c., ma deve trattenerla e decidere sul gravame, risultando altrimenti violato il principio fondamentale della ragionevole durata del processo, il quale impone al giudice di impedire comportamenti che siano di ostacolo ad una sollecita definizione della controversia. (Nella specie, in un caso in cui al processo di primo grado intentato dal promissario acquirente di un immobile ex art. 2932 c.c. non aveva partecipato il coniuge in regime di comunione legale, che era poi intervenuto volontariamente in appello senza eccepire alcunché, la S.C. ha cassato la sentenza con la quale il giudice di secondo grado aveva dichiarato nullo il giudizio di primo grado e rimesso la causa al primo giudice ai sensi dell'art. 354 c.p.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 22 Ottobre 2018, n. 26631.


Provvedimento emesso su questione di integrazione del contraddittorio - Carattere decisorio - Esclusione - Carattere ordinatorio - Sussistenza - Conseguenze - Fattispecie.
Le pronunce emesse in materia di integrità del contraddittorio hanno, in ogni caso, contenuto e natura meramente ordinatori, giammai decisori, e, conseguentemente, non possono costituire sentenza non definitiva suscettibile di separata impugnazione o riserva di appello e, in difetto, di passaggio in giudicato. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha condiviso la decisione della corte d'appello secondo cui, poiché i convenuti in primo grado, essendo comproprietari degli immobili a vantaggio dei quali esisteva la contestata servitù di acquedotto, erano litisconsorti necessari ex art. 102 c.p.c., la sentenza non definitiva del tribunale che aveva dichiarato il loro difetto di legittimazione passiva non poteva acquisire efficacia di giudicato, nonostante non avesse formato oggetto di riserva di appello). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 06 Luglio 2018, n. 17898.


Stillicidio - Azione per l'accertamento dell'aggravamento della condizione del fondo inferiore e per la demolizione delle opere che lo hanno causato - "Actio negatoria" di servitù di scolo - Pluralità di proprietari del fondo superiore - Litisconsorzio necessario - Sussistenza.
L'azione per l'osservanza della limitazione legale della proprietà prevista dall'art. 913 c.c. per lo scolo delle acque, la quale miri ad ottenere, oltre all'accertamento dell'aggravamento della condizione del fondo inferiore in conseguenza di opere abusivamente costruite in quello superiore, la demolizione di tali opere, si sostanzia in una "actio negatoria" di servitù di scolo che, poiché diretta alla rimozione di opere realizzate nel fondo altrui, determina, ove la piena proprietà di questo appartenga a più soggetti (comproprietari o usufruttuario e nudo proprietario), un'ipotesi di litisconsorzio necessario nei confronti di tutti costoro. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 Luglio 2018, n. 17664.


Dichiarazione di fallimento - Iniziativa - Istanza del P.M. - Reclamo - Curatore e creditori istanti - Litisconsorzio necessario - Sussistenza - Ordine di integrazione del contraddittorio - Omissione da parte della corte di appello - Conseguenze - Nullità della sentenza - Cassazione con rinvio al giudice del reclamo per l’integrazione del contraddittorio - Necessità.
L'art. 18, comma 6, l.fall., nel testo vigente, come novellato prima dal d.lgs. n. 5 del 2006 e poi dal d.lgs. n. 169 del 2007, prescrive che il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento debba essere notificato al curatore ed alle altre parti che abbiano partecipato al giudizio innanzi al tribunale, prefigurando in tal modo un'ipotesi di litisconsorzio necessario, sicché nel caso di mancata notifica del ricorso nei confronti di una di esse, la corte d'appello deve disporre l'integrazione del contraddittorio ai sensi dell'art. 331 c.p.c. La violazione della richiamata norma da parte del giudice del reclamo comporta la cassazione, anche d'ufficio, della sentenza impugnata e la remissione della causa al medesimo giudice, perché provveda all'integrazione del contraddittorio ed alla rinnovazione del giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Marzo 2018, n. 5907.


Parti comuni dell'edificio - Balconi aggettanti - Comunione - Esclusione - Fondamento - Limiti - Rivestimenti ed elementi decorativi - Condizioni - Domanda di demolizione o ripristino di parti comuni -  Litisconsorzio necessario.
Mentre i balconi di un edificio condominiale non rientrano tra le parti comuni, ai sensi dell'art. 1117 c.c., non essendo necessari per l'esistenza del fabbricato, né essendo destinati all'uso o al servizio di esso, il rivestimento del parapetto e della soletta devono, invece, essere considerati beni comuni se svolgono una prevalente funzione estetica per l'edificio, divenendo così elementi decorativi ed ornamentali essenziali della facciata e contribuendo a renderlo esteticamente gradevole; ne consegue che l'azione di un condomino diretta alla demolizione, al ripristino, o comunque al mutamento dello stato di fatto di tali elementi deve essere proposta nei confronti di tutti i partecipanti del condominio, quali litisconsorti necessari. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 14 Dicembre 2017, n. 30071.


Condominio negli edifici - Assemblea dei condomini - Deliberazioni - Impugnazioni - Impugnazione di delibera condominiale - Controversia sulla titolarità esclusiva dei beni su cui quella abbia inciso - Natura dell'accertamento - Carattere meramente incidentale - Ammissibilità - Fondamento.
In tema di condominio negli edifici, esula dai limiti della legittimazione passiva dell'amministratore una domanda volta ad ottenere l'accertamento, in capo ad un singolo, della proprietà esclusiva su di un bene altrimenti comune, ex art. 1117 c.c., giacché tale domanda impone il litisconsorzio necessario di tutti i condomini; ne consegue che, nel giudizio di impugnazione avverso una delibera assembleare, ex art. 1137 c.c., in cui la legittimazione passiva spetta all'amministratore, l'allegazione, ad opera del ricorrente, della proprietà esclusiva del bene su cui detta delibera abbia inciso (nella specie, l'area cortilizia antistante il fabbricato, oggetto di assegnazione assembleare quale spazio a parcheggio per le autovetture dei condomini), può formare oggetto di un accertamento meramente incidentale, funzionale alla decisione della sola causa sulla validità dell’atto collegiale ma privo di efficacia di giudicato in ordine all’estensione dei diritti reali dei singoli. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Agosto 2017, n. 20612.


Famiglia - Fondo patrimoniale - Azione revocatoria di atto costitutivo di un fondo patrimoniale - Figli minori - Qualità di litisconsorti necessari - Sussistenza - Esclusione - Fondamento

Famiglia - Trust interno - Azione revocatoria di atto di dotazione patrimoniale di un trust interno - Figli minori - Qualità di litisconsorti necessari - Sussistenza - Esclusione - Fondamento
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La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni confluiti nel fondo, affinché, con i loro frutti, sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità dei beni stessi, né implica l'insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti del nucleo familiare, neppure con riguardo ai vincoli di disponibilità. Ne consegue che deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l'inefficacia dell'atto con il quale il primo abbia costituito alcuni immobili di sua proprietà in fondo patrimoniale.

Deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l'inefficacia dell'atto con il quale il primo abbia costituito in trust alcuni immobili di sua proprietà allorché il tenore delle clausole dell'atto istitutivo non consenta di qualificare i beneficiari né come attuali beneficiari di reddito con diritti quesiti, né come beneficiari finali con diritto immediato a ricevere beni del trust (nel caso di specie, il riconoscimento della qualità di beneficiari di reddito era rimesso alla discrezionalità del trustee, mentre i beneficiari finali avrebbero potuto ricevere dal medesimo, in luogo degli immobili in trust, una somma di denaro). (Saverio Bartoli)
Cassazione civile, sez. III, 03 Agosto 2017, n. 19376.


Procedimento civile - Legittimazione - Passiva - Azione revocatoria di atto di dotazione del trust - Beneficiari privi di diritti attuali sui beni in trust - Legittimazione - Sussistenza - Esclusione - Fondamento.
L'interesse alla corretta amministrazione del patrimonio in trust non integra una posizione di diritto soggettivo attuale in favore dei beneficiari ai quali siano attribuite dall'atto istitutivo soltanto facoltà, non connotate da realità, assoggettate a valutazioni discrezionali del trustee; conseguentemente, deve escludersi che i beneficiari non titolari di diritti attuali sui beni siano legittimati passivi e litisconsorti necessari nell'azione revocatoria avente ad oggetto i beni in trust, spettando invece la legittimazione, oltre al debitore, al trustee, in quanto unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 03 Agosto 2017, n. 19376.


Azione revocatoria di atto costitutivo del fondo patrimoniale - Figli minori - Qualità di litisconsorti necessari - Sussistenza - Esclusione - Fondamento.
La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni confluiti nel fondo, affinché, con i loro frutti, sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità dei beni stessi, né implica l'insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti del nucleo familiare, neppure con riguardo ai vincoli di disponibilità. Ne consegue che deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l'inefficacia dell'atto con il quale il primo abbia costituito alcuni beni di sua proprietà in fondo patrimoniale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 03 Agosto 2017.


Azione revocatoria di atto di dotazione del trust - Beneficiari privi di diritti attuali sui beni in trust - Legittimazione - Sussistenza - Esclusione - Fondamento.
L'interesse alla corretta amministrazione del patrimonio in trust non integra una posizione di diritto soggettivo attuale in favore dei beneficiari ai quali siano attribuite dall'atto istitutivo soltanto facoltà, non connotate da realità, assoggettate a valutazioni discrezionali del trustee; conseguentemente, deve escludersi che i beneficiari non titolari di diritti attuali sui beni siano legittimati passivi e litisconsorti necessari nell'azione revocatoria avente ad oggetto i beni in trust, spettando invece la legittimazione, oltre al debitore, al trustee, in quanto unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 03 Agosto 2017.


Procedimento civile - Litisconsorte necessario pretermesso - Comproprietario - Rimedi - Opposizione di terzo - Opposizione all’esecuzione

Procedimento civile - Litisconsorte necessario pretermesso - Comproprietario - Giudicato - Efficacia - Tamquam non esset
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Il litisconsorte necessario pretermesso può contrastare il giudicato formale con l’opposizione di terzo, ex art. 404 c.p.c., ovvero, incidentalmente, con l’opposizione all’esecuzione del titolo giudiziale formato inter alios. (Giuseppe D’Elia) (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)

Il giudicato formato nei confronti di alcuni soltanto dei litisconsorti necessari è tamquam non esset e, pertanto, improduttivo di effetti non solo nei confronti dei litisconsorti necessari pretermessi ma anche nei confronti delle parti dell’originario giudizio. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 30 Maggio 2017.


Procedimento civile - Litisconsorzio - Necessario - Simulazione (assoluta o relativa) - Litisconsorzio necessario - Sussistenza - Configurabilità - Condizioni - Deduzione della simulazione in via di eccezione – Necessità - Esclusione - Fattispecie.
La fattispecie della simulazione, sia essa assoluta o relativa, integra un'ipotesi di litisconsorzio necessario tra le parti del contratto solo nel caso in cui il relativo accertamento risulti richiesto in via principale, con la conseguenza che il contraddittorio nel giudizio tra tutti i partecipanti, o i loro eredi, all'atto impugnato per simulazione è necessario quando la nullità che ne deriva all'atto venga posta a fondamento dell'azione, e non quando il suo accertamento formi oggetto di una mera eccezione e debba effettuarsi in via incidentale, senza efficacia di giudicato. (Nella specie, relativa all’accertamento dell’entità di un’obbligazione assunta in forza di un assegno bancario, privo di data, rilasciato a garanzia dell’obbligazione di pagare il prezzo di due cessioni d’azienda, oggetto di separati e contestuali contratti preliminari, la S.C. ha escluso che si configurasse un litisconsorzio necessario tra tutti i partecipanti ai contratti definitivi, atteso che l’accertamento della simulazione del prezzo poi indicato in questi ultimi, pur costituendo un presupposto logico nel giudizio promosso nei confronti del soggetto che aveva emesso l’assegno, si poneva in tal caso come meramente incidentale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25 Maggio 2017, n. 13145.


Condominio - Legittimazione dell'amministratore - In genere - Domanda del condominio di rilascio di bene condominiale occupato “sine titulo” – Domanda riconvenzionale volta all'accertamento, in capo al convenuto, della proprietà esclusiva su detto bene - Litisconsorzio necessario tra tutti i condomini - Sussistenza – Omessa integrazione del contraddittorio - Conseguenze.
In tema di condominio negli edifici, qualora un condomino, convenuto dall’amministratore per il rilascio di uno spazio di proprietà comune occupato "sine titulo", agisca in via riconvenzionale per ottenere l'accertamento della proprietà esclusiva su tale bene, il contraddittorio va esteso a tutti i condomini, incidendo la controdomanda sull'estensione dei diritti dei singoli; pertanto, ove ciò non avvenga e la domanda riconvenzionale sia decisa solo nei confronti dell’amministratore, l'invalida costituzione del contraddittorio può, in difetto di giudicato espresso o implicito sul punto, essere eccepita per la prima volta o rilevata d’ufficio anche in sede di legittimità, con conseguente rimessione degli atti al primo giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Marzo 2017, n. 6649.


Condominio – Legittimazione dell’amministratore – Domanda del condominio di rilascio di bene condominiale occupato “sine titulo” – Domanda riconvenzionale volta all'accertamento, in capo al convenuto, della proprietà esclusiva su detto bene – Litisconsorzio necessario tra tutti i condomini – Sussistenza – Omessa integrazione del contraddittorio – Conseguenze.
In tema di condominio negli edifici, qualora un condomino, convenuto dall’amministratore per il rilascio di uno spazio di proprietà comune occupato "sine titulo", agisca in via riconvenzionale per ottenere l'accertamento della proprietà esclusiva su tale bene, il contraddittorio va esteso a tutti i condomini, incidendo la controdomanda sull'estensione dei diritti dei singoli; pertanto, ove ciò non avvenga e la domanda riconvenzionale sia decisa solo nei confronti dell’amministratore, l'invalida costituzione del contraddittorio può, in difetto di giudicato espresso o implicito sul punto, essere eccepita per la prima volta o rilevata d’ufficio anche in sede di legittimità, con conseguente rimessione degli atti al primo giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Marzo 2017, n. 6649.


Fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Fallimento - Fallimento in estensione - Reclamo - Litisconsorzio necessario con i creditori ricorrenti - Sussistenza - Integrazione del contraddittorio in sede di legittimità - Superfluità - Condizioni.
A seguito delle modifiche alla legge fallimentare introdotte con il d.lgs. n. 169 del 2007, i creditori che hanno proposto il ricorso di fallimento nei confronti di una società di persone o di un imprenditore apparentemente individuale sono litisconsorti necessari nel giudizio di reclamo alla sentenza dichiarativa di fallimento proposto dal socio illimitatamente responsabile, cui il fallimento sia stato successivamente esteso, in ragione dei pregiudizi che la revoca del fallimento potrebbe arrecare alle loro pretese, che, ai sensi dell'art. 148 l.fall., si intendono dichiarate anche nel fallimento dei singoli soci. Ne consegue che, se il giudice di primo grado non ha disposto l'integrazione del contraddittorio e la corte d'appello non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ex art. 354, comma 1, c.p.c., resta viziato l'intero procedimento e si impone, in sede di legittimità, l'annullamento, anche d'ufficio, delle pronunce emesse ed il rinvio della causa al giudice di prime cure giusta l'art. 383, ultimo comma, c.p.c., salvo che l'impugnazione risulti assolutamente infondata, l'integrazione del contraddittorio (e dunque la rimessione del giudizio alla prima fase), in tal caso, essendo, in forza del principio della ragionevole durata del processo, del tutto ininfluente sull'esito del procedimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2017.


Fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Procedimento introdotto dal curatore per l'estensione del fallimento al socio illimitatamente responsabile - Litisconsorzio necessario con l'originario creditore ricorrente - Esclusione - Sentenza di estensione del fallimento al socio illimitatamente responsabile - Reclamo - Litisconsorzio necessario con l'originario creditore ricorrente - Sussistenza - Fondamento.
A seguito delle modifiche alla legge fallimentare introdotte con il d.lgs. n. 169 del 2007, i creditori che hanno proposto il ricorso di fallimento nei confronti di una società di persone o di un imprenditore apparentemente individuale non sono litisconsorti necessari nel procedimento di fallimento in estensione previsto dagli artt. 15 e 147 l.fall. promosso ad istanza del curatore, neppure ai fini della condanna alle spese processuali, che il presunto socio potrebbe reclamare nei confronti dello stesso curatore. I predetti creditori sono, invece, litisconsorti necessari nel giudizio di reclamo alla sentenza dichiarativa di fallimento proposto dal socio illimitatamente responsabile, cui il fallimento sia stato successivamente esteso, in ragione dei pregiudizi che la revoca del fallimento potrebbe arrecare alle loro pretese, che, a norma dell'art. 148 l.fall., si intendono dichiarate anche nel fallimento dei singoli soci. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 Ottobre 2016, n. 21430.


Opposizione allo stato passivo fallimentare - Riscossione dei contributi previdenziali mediante iscrizione a ruolo - Giudizio promosso dal concessionario - Litisconsorzio necessario con l'ente creditore - Sussistenza.
Nell'opposizione allo stato passivo fallimentare promossa dal concessionario dei servizi di riscossione di contributi previdenziali ex art. 24 del d.lgs. n. 46 del 1999, qualora il debitore deduca fatti o circostanze che incidono sul merito della pretesa creditoria, o eccepisca in compensazione un proprio controcredito, sussiste il litisconsorzio necessario con l'ente impositore, unico reale legittimato a stare in giudizio, essendo quella del concessionario una legittimazione meramente processuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 16 Giugno 2016, n. 12450.


Contributi assicurativi - Riscossione - Riscossione dei contributi previdenziali mediante iscrizione a ruolo - Giudizio promosso da o nei confronti del concessionario - Litisconsorzio necessario tra quest'ultimo ed ente creditore - Esclusione - Fondamento - Fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo fallimentare.
In tema di riscossione dei contributi previdenziali mediante iscrizione a ruolo, deve escludersi la configurabilità di un litisconsorzio necessario tra l'ente creditore ed il concessionario del servizio di riscossione qualora il giudizio sia promosso da quest'ultimo o nei confronti dello stesso, non assumendo a tal fine alcun rilievo che la domanda (proposta, nella specie, con l'opposizione allo stato passivo fallimentare) abbia ad oggetto, non la regolarità o la ritualità degli atti esecutivi, ma l'esistenza stessa del credito, posto che l'eventuale difetto del potere di agire o di resistere in ordine a tale accertamento comporta l'insorgenza solo di una questione di legittimazione, la cui soluzione non impone la partecipazione al giudizio dell'ente creditore. La chiamata in causa di quest'ultimo, prevista dall'art. 39 del d.lgs. n. 112 del 1999, dev'essere, pertanto, ricondotta all'art. 106 c.p.c. ed è, come tale, rimessa alla esclusiva valutazione discrezionale del giudice del merito, il cui esercizio non è censurabile né sindacabile in sede d'impugnazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Maggio 2016, n. 9016.


Fallimento - Società con soci a responsabilità illimitata - Fallimento della società e dei soci - Fallimento di imprenditore apparentemente individuale - Domanda di estensione alla società occulta ex art. 147, comma 5, l.fall. - Litisconsorzio necessario con i creditori istanti per il fallimento individuale - Sussistenza - Fondamento - Violazione - Conseguenze.
I creditori che hanno proposto il ricorso di fallimento nei confronti dell'imprenditore apparentemente individuale sono litisconsorti necessari nel procedimento di estensione previsto dagli artt. 15 e 147, comma 5, l.fall., compresa la fase dell'eventuale reclamo, avendo l'interesse, non delegabile al curatore né ad altro legittimato che abbia assunto l'iniziativa, ad evitare che, sui beni del socio già dichiarato fallito, possano concorrere, ex art. 148 l.fall., i creditori della società occulta. Pertanto, se il giudice di primo grado non ha disposto l'integrazione del contraddittorio e la corte d'appello non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ai sensi dell'art. 354, comma 1, c.p.c., resta viziato l'intero procedimento e si impone, in sede di legittimità, l'annullamento, anche d'ufficio, delle pronunce emesse ed il rinvio della causa al giudice di prime cure ai sensi dell'art. 383, ultimo comma, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Febbraio 2016, n. 3621.


Chiamata in Garanzia – Impugnazione del garante – Effetti – Garanzia propria e impropria – Rilevanza – Esclusione.
L’impugnazione del garante riguardo al rapporto principale, tanto nel caso in cui la chiamata si sia esaurita nella sola richiesta di estensione soggettiva dell’accertamento sul rapporto principale al garante, quanto nel caso in cui ad essa sia stata cumulata la domanda di garanzia, è idonea ad investire il giudice dell’impugnazione anche a favore del garantito, attesa la struttura necessaria del litisconsorzio sul piano processuale e considerato che è stato lo stesso garantito a realizzare l’estensione soggettiva della legittimazione sul rapporto principale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 Dicembre 2015, n. 24707.


Dotazione in trust con trasferimento di beni immobili - Azione revocatoria ex articolo 2901 c.c. - Litisconsorzio necessario tra disponente e beneficiario - Integrazione del contraddittorio - Opportunità.
L'esistenza di orientamenti giurisprudenziali che affermano l'esistenza di un'ipotesi di litisconsorzio necessario tra i coloro che hanno posto in essere l'atto costitutivo del trust ed i beneficiari del medesimo consiglia l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti sopra indicati nell'ambito del giudizio promosso per la declaratoria di inefficacia ex articolo 2901 c.c. dell'atto di dotazione di trust "con trasferimento di beni immobili" posto in essere dai fideiussori in favore del trustee. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22 Marzo 2015.


Concordato preventivo – Risoluzione – Contraddittorio – Pubblico ministero – Commissario giudiziale – Liquidatore – Legittimazione creditori.
Nel procedimento camerale diretto a sentir dichiarare la risoluzione del concordato preventivo:
-    non è necessaria la partecipazione del Pubblico Ministero;
-    il commissario giudiziale ed il liquidatore nominato in sede concordataria non sono parti in quanto non sono titolari di alcun autonomo interesse giuridico, ma possono essere sentiti nell’ambito dei poteri istruttori d’ufficio del Tribunale;
-    i creditori della società ammessa al concordato e l’ex amministratore possono intervenire nel giudizio ma solo in modo adesivo e non anche autonomo.
-    non è necessario procedere all’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i creditori. (Marco Capecchi) (riproduzione riservata)
Tribunale Genova, 26 Giugno 2014.


Fallimento - Audizione dell'imprenditore - Conferimento dell'azienda della società debitrice in un "trust" liquidatorio - Integrazione del contraddittorio nei confronti del "trust" - Necessità - Esclusione - Fondamento.
Il "trust" non è un ente dotato di personalità giuridica, ma un insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al "trustee", che è l'unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi non quale legale rappresentante, ma come colui che dispone del diritto. Ne consegue che esso non è litisconsorte necessario nel procedimento per la dichiarazione di fallimento della società che vi ha conferito l'intera sua azienda, comprensiva di crediti e di debiti, provvedendo successivamente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, in quanto l'effetto proprio del "trust" non è quello di dare vita ad un nuovo soggetto di diritto, ma quello di istituire un patrimonio destinato ad un fine prestabilito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Gennaio 2014, n. 10105.


Comunione e condominio - Azione di un condomino per l'accertamento della natura condominiale di un bene - Litisconsorzio degli altri condomini - Necessità - Esclusione - Limiti..
In tema di condominio negli edifici, qualora un condomino agisca per l'accertamento della natura condominiale di un bene, non occorre integrare il contraddittorio nei riguardi degli altri condomini, se il convenuto eccepisca la proprietà esclusiva, senza formulare, tuttavia, un'apposita domanda riconvenzionale e, quindi, senza mettere in discussione - con finalità di ampliare il tema del decidere ed ottenere una pronuncia avente efficacia di giudicato - la comproprietà degli altri soggetti. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Novembre 2013, n. 25454.


Concordato preventivo - Concordato con liquidazione dei beni - Domanda di accertamento e di condanna dei crediti - Domanda idonea ad influire sulle operazioni di liquidazione e di riparto - Legittimazione del liquidatore giudiziale dei beni - Sussistenza - Litisconsorzio necessario..
In caso di intervenuta ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni, se il creditore agisce proponendo non solo una domanda di accertamento del proprio diritto, ma anche una domanda di condanna o comunque idonea ad influire sulle operazioni di liquidazione e di riparto del ricavato, alla legittimazione passiva dell'imprenditore si affianca quella del liquidatore giudiziale dei beni, quale contraddittore necessario. Ne consegue che, qualora la sentenza di omologazione del concordato preventivo con cessione dei beni nella quale si provveda alla nomina del liquidatore giudiziale intervenga dopo che l'imprenditore sia stato convenuto in giudizio da un creditore con domanda di condanna, è necessario provvedere all'integrazione del contraddittorio nei confronti del liquidatore, onde evitare che la sentenza sia "inutiliter data"; tale adempimento non è necessario nella particolare ipotesi in cui la sentenza di omologazione nomini liquidatore dei beni non un nuovo soggetto, ma il medesimo imprenditore già convenuto in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Ai fini della applicazione del principio sopra enunciato, non assume rilievo il fatto che ad agire per l'accertamento del credito e della sua graduazione sia il debitore piuttosto che il creditore. A radicare un'ipotesi di litisconsorzio necessario del commissario liquidatore nelle cause di accertamento del credito è, infatti, l'idoneità di tale accertamento ad influire sulle operazioni di liquidazione e di riparto del ricavato, operazioni che devono essere materialmente eseguite dai commissari liquidatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 08 Novembre 2013.


Vendita - Interposizione fittizia dell'acquirente - Litisconsorzio necessario del venditore - Insussistenza - Limiti..
Nel giudizio volto all’accertamento della simulazione relativa di un contratto di compravendita per interposizione fittizia dell’acquirente, l’alienante non è litisconsorte necessario, allorché, nei suoi riguardi, il negozio sia stato interamente eseguito con l’adempimento delle obbligazioni, tipicamente connesse alla causa del negozio, quali il versamento del corrispettivo ed il perfezionamento dell’effetto traslativo, e non sussista, pertanto, alcun suo interesse ad essere parte del giudizio, a norma dell’art. 100 cod. proc. civ., al fine di conservare come proprio acquirente l’originario stipulante, onde, trattandosi solo di accertare chi, fra interponente ed interposto, abbia acquistato il bene, la sentenza fra di essi pronunciata non è inutiliter data. Cassazione Sez. Un. Civili, 14 Maggio 2013, n. 11523.


Litisconsorzio necessario - Cessione del contratto - Accertamento con efficacia di giudicato. .
In tema di cessione del contratto il litisconsorzio necessario tra cedente, cessionario e contraente ceduto sussiste solo quando il giudizio ha ad oggetto l'accertamento con efficacia di giudicato del contratto perchè si controverte circa il perfezionamento o la validità dello stesso. (Pietro Gobio Casali) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22 Marzo 2011.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Provvedimenti per la cessione dei beni - Azione di pagamento proposta dal debitore prima della ammissione al concordato - Prosecuzione dopo l'omologazione - Litisconsorzio necessario degli organi della procedura - Esclusione - Fondamento.
In tema di concordato preventivo con cessione dei beni, il giudizio promosso dal debitore per la riscossione di un proprio credito prima dell'ammissione alla procedura e proseguito dopo l'omologazione, non richiede l'integrazione del contraddittorio nei confronti del commissario liquidatore dei beni nominato dal tribunale, non determinandosi in capo agli organi della procedura il trasferimento della proprietà dei beni e della titolarità dei crediti, ma esclusivamente dei poteri di gestione finalizzati alla liquidazione, con la conseguenza che il debitore conserva il diritto di esercitare in proprio le azioni e resistervi nei confronti dei terzi a tutela del suo patrimonio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Maggio 2010, n. 11520.


Processo civile – Processo cumulato – Litisconsorzio facoltativo improprio – Citazione del convenuto notificata in data anteriore al 4 luglio 2009 (entrata in vigore della Legge 69/2009) – Citazione del terzo, da parte del convenuto, notificata al terzo in data successiva al 4 luglio 2009 – Applicabilità alla citazione del terzo del nuovo art. 163 c.p.c. (che prevede che l’avvertimento contenga anche il richiamo dell’art. 38 c.p.c.) – Applicabilità del diritto sopravvenuto..
In caso di pluralità di parti nello stesso processo può aversi che a detta pluralità corrisponda una pluralità di rapporti processuali (connessi per l'oggetto o per il titolo o per le ragioni di mera affinità, e non di necessità) o invece che ad essa faccia riscontro un unico inscindibile rapporto processuale. Nella seconda ipotesi (di litisconsorzio necessario), il rapporto processuale, essendo sostanzialmente unico, non è suscettibile di trovare regolamentazione differenziata in ragione della unicità del procedimento. Nella prima ipotesi, invece (di litisconsorzio facoltativo), essendo i singoli rapporti processuali sostanzialmente autonomi anche nelle loro vicende e, come tali, scindibili, nulla impedisce che, nonostante la formale unicità del processo, possa  aversi che le distinte domande giudiziali siano governate da regimi giuridici diversi, atteso che l’occasione della trattazione unitaria non ne cancella l’autonomia prima ontologica che strutturale. Alla citazione del terzo (litisconsorte facoltativo) notificata dopo il 4 luglio 2009, si applicano le nuove norme della Legge 69 del 2009. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 07 Aprile 2010.


Azione revocatoria – Comunione tra i coniugi – Litisconsorzio necessario – Condizioni – Limiti..
Qualora uno dei coniugi, in regime di comunione legale dei beni, abbia da solo acquistato o venduto un bene immobile da ritenersi oggetto della comunione, il coniuge rimasto estraneo alla formazione dell'atto devesi ritenere litisconsorte necessario nelle controversie in cui si chieda al giudice una decisione che incida direttamente ed immediatamente sul diritto, mentre non può ritenersi tale in quelle controversie in cui si chieda una decisione che incida direttamente ed immediatamente sulla validità od efficacia del contratto. Ne consegue che non sussiste un’ipotesi di litisconsorzio necessario nelle cause di revocatoria ex artt. 66 e 67 legge fall., atteso che l'accoglimento dell'azione revocatoria in materia fallimentare in favore del disponente fallito non determina alcun effetto restitutorio nè, tantomeno, un effetto traslativo a favore della massa dei creditori, ma comporta la inefficacia relativa dell'atto rispetto alla massa dei creditori, rendendo il bene trasferito assoggettabile all'esecuzione concorsuale, senza peraltro caducare, ad ogni altro effetto, l'atto di alienazione nei confronti dell'acquirente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Aprile 2009, n. 9660.


Procedimento possessorio – Reclamo – Necessaria proposizione nei confronti di tutte le parti – Sussistenza – Integrazione del contraddittorio in sede di reclamo – Inammissibilità..
In caso di provvedimento possessorio ottenuto a beneficio di più parti, è inammissibile il reclamo cautelare notificato ad un parte soltanto, non essendo consentita l’integrazione del contraddittorio nella fase di reclamo. (edc) Tribunale Torino, 11 Giugno 2008, n. 0.


Credito fondiario - Esecuzione individuale nei confronti del debitore fallito - Opposizione all'esecuzione del curatore - Legittimazione - Sussistenza - Integrazione del contraddittorio - Necessità - Esclusione.
In tema di opposizione all'esecuzione individuale intrapresa nei confronti del debitore fallito da un istituto di credito fondiario o agrario ai sensi dell'art. 42 del R.D. 16 luglio 1905, n. 646 (il quale, applicabile "ratione temporis", disponeva, tra l'altro, che le disposizioni delle leggi e dei regolamenti sul credito fondiario sono sempre applicabili, anche in caso di fallimento del debitore, per i beni ipotecari, agli istituti di credito fondiari), sussiste la legittimazione ad agire ai sensi dell'art. 615 cod. proc. civ. del curatore che agisca per far valere che, in dispetto dei presupposti previsti dalla legge speciale (R.D. n. 646/1905) di deroga alla norma generale (art. 51 legge fall.), l'esecuzione stessa debba essere ricondotta nell'alveo dell'art. 51 della legge fall. (per il quale, dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento). Ne consegue - fra l'altro - che, ove nella specie il curatore del fallimento proponga opposizione all'esecuzione, non deve essere integrato il contraddittorio nei confronti della società fallita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Agosto 2003, n. 12115.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Provvedimenti per la cessione dei beni - Controversia instaurata da un creditore - Petitum di condanna o comunque idoneo a influire sul riparto - Legittimazione passiva - Litisconsorzio necessario dell'imprenditore e del liquidatore giudiziale dei beni - Sussistenza - Conseguenze..
In caso di intervenuta ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni, se il creditore agisce proponendo non solo una domanda di accertamento del proprio diritto, ma anche una domanda di condanna o comunque idonea ad influire sulle operazioni di liquidazione e di riparto del ricavato, alla legittimazione passiva dell'imprenditore si affianca quella del liquidatore giudiziale dei beni, quale contraddittore necessario. Ne consegue che, qualora la sentenza di omologazione del concordato preventivo con cessione dei beni nella quale si provveda alla nomina del liquidatore giudiziale intervenga dopo che l'imprenditore sia stato convenuto in giudizio da un creditore con domanda di condanna, è necessario provvedere all'integrazione del contraddittorio nei confronti del liquidatore, onde evitare che la sentenza "inutiliter data"; tale adempimento non è tuttavia necessario nella particolare ipotesi in cui la sentenza di omologazione nomini liquidatore dei beni non un nuovo soggetto, ma il medesimo imprenditore già convenuto in giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 26 Luglio 2001, n. 10250.


Fallimento - Effetti - Per il fallito - Rapporti processuali - Organi preposti al fallimento - Curatore - Poteri - Rappresentanza giudiziale.
Qualora venga eseguito un pignoramento nei confronti di persona dichiarata fallita, nel giudizio di opposizione all'esecuzione proposta da un terzo, rivendicante la proprieta dei beni pignorati, il curatore del fallimento e contraddittore necessario, siccome nei suoi confronti deve essere emessa qualsiasi pronuncia concernente beni cadenti per legge nel fallimento, ivi compresa quella riguardante la proponibilita e la proseguibilita delle azioni esecutive individuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 1974, n. 1084.