LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE I
Della giurisdizione e della competenza in generale

Art. 1

Giurisdizione dei giudici ordinari
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La giurisdizione civile, salvo speciali disposizioni di legge, è esercitata dai giudici ordinari secondo le norme del presente codice.


GIURISPRUDENZA

Straniero - Giurisdizione - Clausola contrattuale attributiva della competenza - Attributiva anche della giurisdizione - Deroga ai criteri speciali - Sussistenza - Fondamento.
La clausola contrattuale attributiva della competenza ad un giudice di un determinato Stato - la quale deve intendersi normalmente intesa a conferire la giurisdizione ai giudici appartenenti al sistema giurisdizionale di quello Stato -, ove abbia natura esclusiva ai sensi dell'art. 23 del regolamento CE del Consiglio n. 44/2001 applicabile "ratione temporis", è idonea a derogare non solo ai criteri generali della giurisdizione, ma anche a quelli speciali previsti dall'art. 6 del regolamento cit. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 31 Luglio 2018, n. 20349.


Competenza e giurisdizione civile – Materia civile e commerciale – Responsabilità extracontrattuale – Art. 5, n. 3, Convenzione di Lugano del 30 ottobre 2007 – Locus commissi delicti – Luogo in cui è concluso il pactum sceleris – Sussistenza.
Ai sensi dell'art. 5, n. 3, Convenzione di Lugano del 30 ottobre 2007, è conferito di giurisdizione il giudice del luogo in cui è stato concluso l'accordo finalizzato alla realizzazione dell'illecito. (Nella specie, il debitore si era accordato nel Regno Unito con il ricorrente domiciliato in Svizzera, per distrarre i beni facenti parte del suo patrimonio - già sottoposti a sequestro -, al fine di eludere l'esecuzione da parte della creditrice resistente). (Conferma, Corte d'Appello dell'Inghilterra e del Galles, Sezione Civile, 2 febbraio 2017, Khrapunov v JSC BTA Bank [2017] EWCA Civ 40). (Ennio Piovesani) (riproduzione riservata) Corte Suprema del Regno Unito, 21 Marzo 2018.


Regolamento (UE) n. 1215/2012 – Ambito di applicazione – Azione di responsabilità extracontrattuale nei confronti dei membri di un comitato dei creditori che hanno rifiutato un piano di risanamento in una procedura di insolvenza.
L’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 1215/2012 deve essere interpretato nel senso che tale disposizione si applica ad una azione di responsabilità extracontrattuale, proposta contro i membri di un comitato dei creditori a causa del comportamento adottato da questi ultimi in occasione di un voto in merito a un piano di risanamento nell’ambito di una procedura di insolvenza, e che, quindi, detta azione è esclusa dall’ambito di applicazione ratione materiae di tale regolamento. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 20 Dicembre 2017.


Servizi pubblici – Gestione Commissariale Campania – Pagamento corrispettivi – Giurisdizione .
Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario ogniqualvolta l’oggetto del contendere verta su questioni patrimoniali connesse alla attività svolta per l’espletamento di un servizio pubblico e non sull’esercizio di un potere autoritativo della P.A. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 05 Aprile 2017.


Negozio traslativo di quote di s.r.l. - Domanda di caducazione - Non trascrivibilità nel Registro Imprese - Richiesta di sequestro giudiziario - Periculum connesso al rischio di cessione a terzi in carenza di un sistema di pubblicità in pubblici registri per le domande aventi ad oggeto i trasferimenti di quote sociali - Negazione.
Le circostanze che rendano "opportuno" provvedere alla custodia o alla gestione della cosa la cui proprietà sia controversa, richiesta quale requisito di periculum in mora dall'art. 670, n. 1, c.p.c., debbono sussistere in concreto ed emergere sulla base di specifici elementi fattuali. Non è pertanto sufficiente il mero pericolo di alienazione a terzi insito nel semplice fatto che per le domande aventi ad oggetto i trasferimenti di quote sociali non esiste un sistema di pubblicità nei pubblici registri, posto che altrimenti si verrebbe ad adombrare un periculum in mora in re ipsa di contro all'esigenza che l’opportunità della custodia debba poter esser desunta da specifici elementi, anche presuntivi, attinenti la fattispecie concreta sub iudice. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 11 Marzo 2017.


Fallimento – Dichiarazione – Impresa con sede all’estero con sede secondaria in Italia – Rappresentante autorizzato a stare in giudizio ai sensi dell’art. 77 c.p.c. – Mancanza di procura generale o riconducibile allo specifico settore.
Difetta la giurisdizione del giudice italiano per la dichiarazione di fallimento dell’impresa con sede all’estero che abbia in Italia un rappresentante autorizzato a stare in giudizio ai sensi dell’art. 77 c.p.c. nell’ipotesi in cui al rappresentante non sia stata conferita una procura generale, bensì limitata ad affari determinati, sicché soltanto in relazione a tali affari vale il criterio di collegamento stabilito dall'art. 3 l. 218/1995, e resta a carico dell'attore l'onere di provare l'esistenza di un rapporto institorio generale o di settore riconducibile al procedimento per dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Giugno 2016.


Affitto d'azienda - Risoluzione - Diritto alla restituzione - Azionabilità in via d'urgenza - Ammissione.
E' ammissibile il provvedimento d'urgenza richiesta a cautela del diritto alla restituzione dell'azienda oggetto di un contratto d'affitto, non ostandovi il principio di sussidiarietà e residualità della tutela ex art. 700 c.p.c., atteso che la riacquisizione del compendio aziendale offre al concedente utilità divese ed ulteriori rispetto a quelle conseguibili per il tramite del sequestro giudiziario (ossia la mera custodia o gestione temporanea dell'azienda), consentendo al titolare dell’azienda di riottenere il bene nel più breve tempo possibile, e la ripresa di una piena funzionalità ed operatività (mentre la nomina di un custode giudiziario può garantire solo la conservazione dello status quo), permettendogli di evitare l’instaurazione del giudizio di merito e mantenere, ciononostante, l’efficacia del provvedimento cautelare, come previsto dall’art. 669 octies, co. 6, c.p.c., favorendo in definitiva anche la conclusione di nuovi contratti di affitto di azienda. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 26 Maggio 2016.


Servizio idrico integrato - Ingiunzione di pagamento - Natura della tariffa - Corrispettivo di una prestazione commerciale complessa - Fonte - Contratto di licenza - Opposizione - Giurisdizione tributaria - Esclusione.
L'interpretazione della legge n. 36 del 1994, condotta alla stregua dei comuni criteri ermeneutici, porta a ritenere che la tariffa del servizio idrico integrato si configura, in tutte le sue componenti, come corrispettivo di una prestazione commerciale complessa, il quale, ancorché determinato nel suo ammontare in base alla legge, trova fonte non in un atto autoritativo direttamente incidente sul patrimonio dell'utente, bensì nel contratto di utenza. In ragione, pertanto, del carattere non tributario della pretesa creditoria avente natura sinallagmatica, la giurisdizione a decidere in merito all’opposizione spetta al giudice ordinario, ripartita tra giudice di pace e tribunale a seconda del valore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 27 Aprile 2016.


Sanzioni Amministrative – Azzeramento dei punti della patente – Provvedimento con cui si ordina al conducente di sottoporsi all’esame di idoneità tecnica – Impugnazione – Giurisdizione – Giudice ordinario.
Il provvedimento con il quale viene ordinato al titolare della patente di abilitazione alla guida di sottoporsi all'esame di idoneità tecnica nel caso di azzeramento dei punti partecipa della medesima natura di sanzione accessoria propria della perdita dei punti, applicata in conseguenza delle singole violazioni alle norme di comportamento nella circolazione stradale; sanzione in relazione alla quale non è dubitabile la giurisdizione del giudice ordinario, essendo avverso la stessa proponibile opposizione davanti al medesimo giudice competente per l'opposizione ai verbali di contestazione, secondo quanto previsto dal D.lgs. n. 150 del 2011, art. 7, comma 4. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 Luglio 2015, n. 15573.


Giurisdizione e competenza - Rilascio del DURC - Giurisdizione del giudice amministrativo - Esclusione .
La controversia aventi ad oggetto il contenuto del DURC e l'esattezza di quanto in esso attestato circa il regolare versamento dei contributi ha ad oggetto diritti soggettivi e, come tale, non appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo bensì a quella del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 01 Luglio 2015.


D.lgs. 31 dicembre 2012 n. 235 – Disposizioni in materia di incandidabilità – Sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali in condizioni di incandidabilità – Relativa controversia – Giurisdizione – Giudice Amministrativo – Esclusione – Giudice Ordinario – Sussiste .
Le controversie in materia di sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali in condizione di incandidabilità, ai sensi dell’art. 11 d.lgs. 31 dicembre 2012 n. 235, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario. Infatti, in materia di contenzioso elettorale amministrativo, sono devolute al giudice ordinario le controversie aventi ad oggetto la tutela del diritto soggettivo perfetto inerente all’elettorato passivo, senza che il principio incontri limitazioni allorché la controversia venga introdotta mediante impugnazione di un provvedimento amministrativo poiché, in tale ipotesi, la decisione verte non già sull’annullamento dell’atto amministrativo bensì sul diritto soggettivo perfetto inerente all’elettorato attivo o passivo. Nemmeno la giurisdizione amministrativa può essere desunta dal fatto che l’art. 22 dlgs. 150 del 2011 riconduce al G.O. solo le controversie in materia di eleggibilità, decadenza e incompatibilità nelle elezioni comunali, provinciali e regionali: infatti, la “sospensione” per incandidabilità è assimilabile, per continenza, alle citate questioni. Va, peraltro, osservato che l’art. 11 d.lgs. 235 del 2012 configura il provvedimento prefettizio come un provvedimento vincolato che si limita ad accertare l’effetto sospensione prodotto ope legis; non ha, dunque, efficacia costitutiva e non ha carattere discrezionale (Nel caso di specie, le Sezioni Unite hanno affermato la giurisdizione del G.O. con riguardo all’azione promossa dal Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, contro il provvedimento prefettizio dell’1 ottobre 2014, di sospensione della sua carica, ai sensi dell’art. 11 d.lgs. 235 del 2012, cd. Legge Severino). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 28 Maggio 2015, n. 11131.


Giustizia sportiva - Questioni attinenti alla irrogazione ed applicazione delle sanzioni disciplinari - Questione relativa alla fase della esecuzione della sanzione di carattere pecuniario - Competenza del giudice ordinario.
In base a quanto previsto dalla clausola del vincolo di giustizia e dall'art. 2, comma 1, D.L. 220/2003, convertito nella Legge 280/2003, rientrano nella competenza degli organi di giustizia sportiva solo le questioni attinenti alla irrogazione ed applicazione delle sanzioni disciplinari sportive ossia le questioni attinenti alla fase relativa all’accertamento della sussistenza dell’illecito disciplinare ed alla comminatoria della relativa sanzione disciplinata dall’ordinamento sportivo. Rientra, invece, nella competenza del giudice ordinario la questione che non attenga alla irrogazione ed alla applicazione della sanzione disciplinare, bensì alla fase della sua esecuzione e residui un credito di natura pecuniaria della Federazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25 Maggio 2015.


Società - Trasferimento della sede - Procedura di insolvenza - Presunzione di corrispondenza della sede con quella ufficiale statutaria - Accertamento di situazione diversa da quella reale - Assenza di attività sul territorio dello Stato membro in cui è formalmente collocata la sede sociale.
L'esistenza di una situazione reale, diversa da quella che si ritiene corrispondere alla collocazione ufficiale della sede statutaria, può anche consistere nel fatto che la società non svolge alcuna attività sul territorio dello Stato membro in cui è formalmente collocata la sua sede sociale (cfr., Corte giustizia Comunità Europee 2 maggio 2006, n. 341/04). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Aprile 2015.


Trust - Indicazione di giudice italiano - Proroga della giurisdizione - Opponibilità ai terzi.
Non sussiste il difetto di giurisdizione del giudice italiano qualora l'atto istitutivo del trust sancisca la giurisdizione di un determinato tribunale italiano in relazione ad ogni controversia concernente l'istituzione, la validità e gli effetti del trust. Inoltre, una eventuale clausola di proroga della giurisdizione, certamente consentita, vincolerebbe il costituente, i gestori ed i beneficiari del trust ma non quei soggetti che rispetto ad esso si pongono in posizione di terzietà ed ai quali la paternità della clausola non è in alcun modo riconducibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 31 Marzo 2015.


Trust - Clausola di proroga della giurisdizione - Effetti nei confronti dei terzi - Effetti nei confronti del creditore che agisce in revocatoria - Esclusione.
In forza del principio per cui la clausola di proroga della giurisdizione inserita nell'atto costitutivo di un trust vincola, oltre al costituente, i gestori e i beneficiari del trust, anche se non firmatari della clausola, ove vengano in rilievo diritti e obblighi inerenti al trust, ma non vincola i soggetti che rispetto al trust sono in posizione di terzietà (Cass. Sez. Un. 14041/2014), si deve ritenere che detta clausola non operi nei confronti del creditore che agisca con azione revocatoria ordinaria ex articolo 2901 c.c. al fine di ottenere la revoca dell'atto istitutivo del trust. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Gennaio 2015.


Società per azioni - Società partecipata da ente locale - Revoca dell'amministratore - Controversia - Giurisdizione amministrativa - Esclusione.
In tema di società per azioni partecipata da ente locale, ove l’amministratore nominato dal socio pubblico ne impugni l’atto di revoca, la controversia appartiene alla giurisdizione ordinaria e non alla giurisdizione amministrativa, trattandosi di atto “jure privatorum” e non “jure imperii”, alla luce della clausola ermeneutica generale ex art. 4, comma 13, del d.l. n. 95 del 2012, conv. in legge n. 135 del 2012. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2015.


Trust - Revocatoria ordinaria - Trust regolato dalla legge inglese - Eccezione di carenza di giurisdizione del giudice italiano adito - Infondatezza - Applicazione della lex fori.
Nonostante il trust sia regolato dalla legge inglese, è infondata l'eccezione di carenza di giurisdizione del giudice italiano adito per la revocatoria ai sensi dell'articolo 2901 c.c. dell'atto costitutivo del trust medesimo, in quanto l'atto di trasferimento dei beni dal disponente al trustee è comunque assoggettato alla lex fori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 12 Gennaio 2015.


Giurisdizione – Reg. 2201 / 2003 – Residenza abituale del minore – Precisazioni.
Il concetto di residenza abituale del soggetto minore deve essere individuato sulla base delle peculiari circostanze di fatto che caratterizzano il caso di specie: la sola presenza fisica di un minore in uno Stato membro, in quanto regola di competenza sussidiaria rispetto a quella sancita dall’art. 8 del Regolamento, non può essere sufficiente a stabilire la residenza abituale del minore. Oltre alla presenza fisica del minore in uno Stato membro, si devono considerare altri fattori idonei a dimostrare che tale presenza non è in alcun modo temporanea o occasionale e che la residenza del minore denota una certa integrazione in un ambiente sociale e familiare, così che può dirsi acclarata la mera sussidiarietà del criterio di competenza riferito alla presenza di un minore in uno Stato membro rispetto a quello della sua residenza abituale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2014.


Trust - Clausola di proroga della giurisdizione - Vincolo nei confronti di costituente e gestori non firmatari - Ammissibilità - Vincolo nei confronti di soggetti in posizione di terzietà - Esclusione

Trust - Competenza per territorio e giurisdizione - Previsione dell'art. 5, n. 6, reg. CE 44/2001 - Competenza giurisdizionale esclusiva - Esclusione
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Può senz'altro ammettersi che una clausola di proroga della giurisdizione inserita nell'atto costitutivo di un trust, certamente consentita, anche alla luce di quanto dispone il quinto comma dell'art. 23 del regolamento Europeo n. 44 del 2001 (e della corrispondente disposizione della Convenzione di Lugano del 30 ottobre 2007, in vigore tra l'Unione Europea e la Confederazione Elvetica), vincoli, oltre al costituente, anche i gestori ed i beneficiari del trust, quantunque non personalmente firmatari della clausola, ogni qual volta vengano in discussione diritti ed obblighi inerenti al trust ed al suo funzionamento, ma deve evidentemente escludersi che essa possa vincolare anche soggetti che rispetto al trust si pongano in posizione di terzietà ed ai quali la paternità della clausola non sia in alcun modo riconducibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La previsione dell'art. 5, n. 6, del regolamento CE 44/2001, nonché la corrispondente disposizione della Convenzione di Lugano 30 ottobre 2007, consentono di convenire taluno in giudizio in uno stato membro diverso da quello del proprio domicilio "nella sua qualità di fondatore, trustee o beneficiario di un trust costituito in applicazione di una legge o per iscritto o con clausola orale confermata per iscritto, davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio il trust ha domicilio", ma non dettano una regola di competenza giurisdizionale esclusiva, onde l'esistenza anche di un foro diverso ed alternativo consente all'attore di privilegiare quest'ultimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, 20 Giugno 2014.


Ipoteca ex articolo 77 DPR 602/1973 - Impugnazione per vizi di carattere formale - Giurisdizione esclusiva del giudice tributario.
Qualora l’impugnazione dell’iscrizione ipotecaria effettuata ai sensi dell’articolo 77 del DPR 602 del 1973 abbia ad oggetto vizi di carattere formale che potrebbero comportare l’annullamento dell’iscrizione ipotecaria, la controversia deve essere decisa dal giudice tributario e ciò anche nel caso in cui la procedura esecutiva sia già iniziata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 30 Maggio 2014.


Giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda ripetizione di somma versata a titolo di accisa - Non sussiste - Giurisdizione della commissione tributaria provinciale - Sussiste..
Alla luce del disposto dell’art. 14, comma 2, del T.U. sulle accise (d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504) appartiene alla giurisdizione esclusiva della commissione tributaria la controversia avente ad oggetto la domanda di ripetizione di quanto versato a titolo di accisa per l’utilizzo di gas “per altri usi civili”. La norma predetta contempla infatti un complesso meccanismo per il rimborso dell’accisa indebitamente pagata, secondo il quale la condanna in giudicato del somministrante a restituire al consumatore finale quanto indebitamente riscosso a titolo di rivalsa dell’accisa è opponibile ex lege all’Amministrazione Finanziaria, ai fini del regresso. Appare chiaro, così, come il giudice investito dell’accertamento dell’indebito oggettivo per accisa nel rapporto somministrante-utente finale, lungi dal pronunciare in via meramente incidentale e ai limitati fini del rapporto processuale tra i medesimi, sia chiamato ad esaminare proprio il thema decidendum della spettanza ontologica del tributo in sé e per sè, con manifesta forza di giudicato ex art. 2909 c.civ. anche nei confronti dell’Erario. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 02 Febbraio 2014.


Diritto d'autore - Procedimento cautelare di descrizione - Finalità - Apprezzamento del fumus in via diretta in relazione al diritto alla prova.

Giurisdizione competenza - Giurisdizione del giudice italiano quale giudice del forum commissi delicti - Criterio operante anche per i palesi non firmatari della convenzione di Bruxelles e quindi anche per gli Stati Uniti d'America.

Giurisdizione competenza - Giudice del luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto può avvenire - Applicazione dell'articolo 5, numero 3, regolamento CEE n. 44 del 2001 - Luogo in cui è avvenuta la lesione del diritto.
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In tema di diritto d'autore, il procedimento cautelare di descrizione è volto ad assicurare la prova necessaria o utile nel futuro giudizio di merito per cui, tenuto conto dello scopo perseguito, il fumus va apprezzato, in via diretta, in relazione al diritto processuale alla prova e, solo in via indiretta, in relazione al diritto sostanziale di cui s’invoca la tutela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Sussiste la giurisdizione del giudice italiano quale giudice del forum commissi delicti in forza dei criteri stabiliti dal Regolamento n 44/2001, che operano anche per i paesi non firmatari della convenzione di Bruxelles, concernente la competenza giurisdizionale, e quindi per gli Stati Uniti d’America, in quanto  criteri che sono stati recepiti dalla legge n 218/1995 per l’individuazione del diritto applicabile, destinati ad operare oltre  la sfera dell'efficacia personale della Convenzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’art. 5 primo comma n 3 reg (CE) n 44/2001, richiamato dalla L. n 218/1995 individua, in tema d’illeciti civili, il criterio del giudice del luogo in cui “l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire”. In conformità a quanto affermato ripetutamente dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, l’art. 5, n. 3, regolamento Ce n. 44 del 2001, va interpretato nel senso che per tale luogo deve intendersi quello in cui è avvenuta la lesione del diritto della vittima, senza avere riguardo al luogo dove si sono verificate o potrebbero verificarsi le conseguenze future di tale lesione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 31 Luglio 2013.


Giurisdizione italiana - Immunità - Chiesa cattolica - Natura eccezionale dell'immunità - Atti che siano espressione diretta dell'esercizio della potestà d'imperio di altro ente sovrano..
L'immunità dalla giurisdizione italiana della Chiesa Cattolica o degli enti che ne sono legittima emanazione secondo l'ordinamento canonico ha carattere eccezionale e può riguardare solo atti che siano espressione diretta dell'esercizio della potestà d'imperio di altro ente sovrano ovvero emanati dal soggetto quale ente sovrano e ciò alla luce della corretta interpretazione dell'articolo 11 del trattato tra la Santa sede e l'Italia del 1929 e della norma consuetudinaria di diritto internazionale “par in parem non habet jurisdictionem”, recepita nell'ordinamento italiano attraverso l'articolo 10 della Costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Maggio 2013.


Giurisdizione competenza – Compravendite internazionale di merci – Individuazione della giurisdizione secondo i criteri di collegamento disciplinati dal Reg. CE 44/2001 art 5 lettera b – Criterio fattuale ovvero economico – Criterio del luogo ove i beni avrebbero dovuto essere consegnati – Rilevanza degli Incoterms quali norme pattizie di diritto internazionale riconosciute nella prassi – Espresso richiamo nel contratto di compravendita – Necessità..
Nella compravendita internazionale di merci ai fini della individuazione della giurisdizione secondo i criteri di collegamento disciplinati dal Reg. CE 44/2001 art 5 lettera b trattino opera il criterio fattuale ovvero economico come sancito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia europea e come recepito dalla giurisprudenza di Legittimità. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

La previsione  del foro speciale di cui all’art 5 lettera b) trattino del Regolamento CE 44/2001 nella parte in cui fa riferimento, quale criterio di collegamento ai fini della giurisdizione, anche  al luogo ove i beni avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto, rende rilevante gli Incoterms quali norme pattizie di diritto internazionale riconosciute nella prassi, in quanto idonei  a modificare  il luogo di consegna della merce secondo la volontà dei contraenti che ad esse abbiano fatto riferimento. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

Gli Incoterms ai fini dell’individuazione della giurisdizione devono essere espressamente e chiaramente richiamati dalle parti nel contratto di compravendita tra loro concluso in modo  inequivoco ed evidenziato. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

Non si possono considerare rilevanti a tali fini gli Incoterms (nel caso di specie Ex Works) inseriti solamente da una parte nella propria singola conferma d’ordine, tanto più qualora nel documento di presa in consegna la stessa parte abbia riportato quale forma di resa quella, di differente tenore,  del “franco destino”. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 14 Maggio 2013.


Provvedimenti cautelari – Competenza – Incompetenza del giudice italiano a conoscere della causa di merito – Criterio della competenza del “luogo di esecuzione” del provvedimento – Applicazione esclusiva alla domanda cautelare richiesta “ante causam”..
La disposizione contenuta nel terzo comma dell’articolo 669 ter c.p.c., secondo la quale “se il giudice italiano non è competente a conoscere la causa di merito, la domanda si propone al giudice, che sarebbe competente per materia o valore, del luogo in cui deve essere eseguito il provvedimento cautelare”, la quale enuncia il criterio della competenza riferito al “luogo di esecuzione” del provvedimento, è applicabile esclusivamente all’ipotesi di misura cautelare richiesta “ante causam” e non all’ipotesi di misura cautelare richiesta nel corso del giudizio di merito davanti a giudice privo di giurisdizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 22 Marzo 2013.


Giurisdizione civile - Convenzione di Bruxelles del 1968 - Vendita internazionale con trasporto di merci e impegno del venditore al montaggio all'estero - Luogo di esecuzione della obbligazione - Fattispecie. .
Al fine del riscontro della giurisdizione del giudice italiano in base alla Convenzione di Bruxelles del 27/9/68 (resa esecutiva con legge n. 804 del 1971) il criterio di collegamento del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio sia stata o debba essere eseguita (art. 5 n. 1) va riferito all'obbligazione su cui si basa la pretesa fatta valere dall'attore ed il luogo di esecuzione della stessa va individuato secondo il diritto sostanziale applicabile in base al diritto internazionale privato del giudice adito, con la conseguenza che la giurisdizione del giudice italiano andrebbe esclusa in relazione a una domanda di risoluzione del contratto per inadempimento (nella specie fornitura di arredamento per un negozio di abbigliamento da aprire in Indonesia) proposta nei confronti di società estera dall'alienante che si è impegnato a vendere e a montare l'arredamento presso un centro commerciale all'estero, dovendo in tal caso considerarsi luogo di esecuzione dell'obbligazione quello in cui le operazioni di montaggio devono essere compiute. Peraltro la giurisdizione italiana va riconosciuta ai sensi dell'art. 6 n. 1 della predetta convenzione ove sia citata in giudizio anche altra società con sede in Italia. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Marzo 2013.


Giurisdizione – Immissioni – Danno da immissioni – Inibitoria ex art. 844 c.c. E risarcimento del danno ex art. 2043 c.c. – Giurisdizione del giudice ordinario..
Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione di opere idonee ad eliminare le immissioni, in quanto la parte agisce a tutela dei diritti soggettivi lesi dalle immissioni stesse, senza investire alcun provvedimento amministrativo (Cass. S.U. 15-10-1998 n. 10186); inoltre è stato affermato da questa Corte che nelle controversie che hanno ad oggetto la tutela del diritto alla salute (come la presente controversia) garantito dall'art. 32 Cost., la P.A. è priva di alcun potere di affievolimento della relativa posizione soggettiva, sicché la domanda di risarcimento del danno proposta dai privati nei confronti della medesima o dei suoi concessionari è devoluta alla cognizione del giudice ordinario (Cass. S.U. Ord. 8-3-2006 n. 4908). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Febbraio 2013.


Giurisdizione - Immunità dalla giurisdizione civile dello stato straniero - Crimini di guerra..
Non sussiste la giurisdizione italiana in relazione alla domanda risarcitoria promossa nei confronti dello Stato straniero con riguardo ad attività iure imperii, anche se lesive dei valori fondamentali della persona o integranti crimini contro l'umanità. Cassazione Sez. Un. Civili, 21 Febbraio 2013, n. 4284.


Sequestro giudiziario – Finalità e oggetto – Crediti e somme di danaro..
Lo strumento del sequestro giudiziario, ai sensi dell'art. 670, n. 1, c.p.c., la cui finalità è quella di assicurare l'utilità pratica di un futuro provvedimento restitutorio e la fruttuosità della sua esecuzione coattiva mediante la consegna o il rilascio forzato di quegli stessi beni sui quali è stato autorizzato e posto il vincolo e della cui titolarità si controverte, può essere autorizzato solo nella misura in cui ha ad oggetto beni infungibili e non crediti o somme di denaro e, dunque, non può avere ad oggetto una ragione di credito su somme di danaro, non essendo configurabile, in linea generale, rispetto ai diritti di credito una controversia sulla proprietà o sul possesso, e non essendovi ragione di prevedere una loro custodia o gestione temporanea, o di garantire una successiva esecuzione specifica per consegna. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano, 15 Febbraio 2013.


Sequestro conservativo avente ad oggetto partecipazioni detenute da società lussemburghesi – Giurisdizione italiana – Sussistenza – criteri di collegamento..
Sussiste, ai sensi dell’articolo 10 legge 218/95, la giurisdizione italiana in relazione al ricorso per sequestro conservativo di partecipazioni societarie detenute da società lussemburghesi in società italiane, trattandosi di provvedimento cautelare che deve essere eseguito in Italia. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 15 Novembre 2012.


Sequestro conservativo avente ad oggetto partecipazioni detenute da società straniere – Rilevanza della cittadinanza italiana e della residenza in Italia dell’amministratore delle società straniere..
Poiché la cognizione del diritto straniero può mostrarsi concretamente impossibile all'interno di un procedimento cautelare, ove si impone una particolare celerità, si apre la via al comma 2 dell’art. 14 legge 218/95, Il quale permette di applicare il diritto interno una volta verificata l'impossibilità di accertare il diritto straniero. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 15 Novembre 2012.


Sequestro conservativo avente ad oggetto partecipazioni detenute da società straniere – Rilevanza, ad integrazione dei criteri di collegamento, dell'effettiva sede in Italia delle società straniere..
Ai fini della giurisdizione del giudice italiano, rileva altresì la cittadinanza italiana e la residenza in Italia dell’amministratore delle società lussemburghesi che ha conferito la procura speciale al difensore nel giudizio cautelare, rendendo applicabile il criterio di collegamento previsto dall'art. 3 legge 218/1995 (ai sensi del quale sussiste la giurisdizione italiana allorquando il convenuto "ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell'art. 77 c.p.c."). (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 15 Novembre 2012.


Giudizio cautelare – Cognizione del diritto straniero..
Ad integrazione dei criteri di collegamento rileva, poi, l'effettiva sede nel territorio italiano delle società lussemburghesi convenute, come considerato dalla Commissione Tributaria Regionale che, con riferimento agli articoli 3 e 25 della legge 218/1995, ha considerato la natura di "estero-vestizione" delle società lussemburghesi resistenti e la conseguente sede effettiva sul territorio italiano. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 15 Novembre 2012.


Contratto di compravendita internazionale – Alienante italiano, acquirente svizzero – Inadempimento del compratore – Richiesta di pagamento del venditore – Obbligazione pecuniaria – Recupero del credito – Competenza giurisdizionale – Convenzione di Lugano, 30 ottobre 2077 – Principio actor sequitur forum rei – Unicità del criterio per la determinazione della competenza – Luogo di consegna della merce – Analogia con il reg. ce 44/2011 – Competenza del giudice italiano – Esclusione..
In materia di compravendita internazionale di beni o servizi, la nuova Convenzione di Lugano (del 30 ottobre 2007) non ricollega più la competenza giurisdizionale al luogo di pagamento dell’obbligazione insoddisfatta ma sempre al luogo di consegna della merce o di prestazione del servizio; ne consegue che, in difetto di deroga pattizia alla regola della competenza del luogo di consegna dei beni venduti, difetta di giurisdizione il giudice italiano sulla domanda di pagamento del venditore residente in Italia, dove il compratore inadempiente sia residente in Svizzera e quivi la merce sia stata consegnata. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 27 Ottobre 2012.


Istanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della Unione Europea - Compatibilità degli art. 28 e 32 del codice della navigazione con l’art. 1 del protocollo addizionale alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo - Inammissibilità - Difetto di giurisdizione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea fuori dell’ambito di applicazione del diritto UE.

Istanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia della Unione Europea - Compatibilità degli art. 28 e 32 del codice della navigazione con l’art. 1 del protocollo addizionale alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo - Obbligo di disapplicazione delle norme di diritto interno incompatibili con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo - Esclusione.
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E’ inammissibile l’istanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per far accertare l’incompatibilità del Codice della Navigazione rispetto alla Convezione Europea dei diritti dell’Uomo poiché la Corte di Giustizia dell’Unione Europea non ha giurisdizione in relazione agli atti degli Stati che ricadano al di fuori dell’ambito di applicazione del diritto UE. (Eugenia Italia) (riproduzione riservata)

E’ esclusa la disapplicazione delle norme di diritto interno che risultassero in contrasto con la Convezione Europea dei Diritti dell’Uomo, anche a seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, poiché detta Convezione, in difetto di adesione dell’Unione, non è direttamente applicabile nell’ordinamento nazionale. (Eugenia Italia) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 23 Ottobre 2012.


Contratti - Cessione - Deroga convenzionale - Efficacia..
La cessione del contratto realizza la trasmissione del complesso unitario di situazioni giuridiche attive e passive che derivano dalla sua conclusione, compresi obblighi strumentali, diritti potestativi, azioni ed aspettative ricollegati al perfezionamento della fattispecie contrattuale; ne consegue che la clausola derogatoria della giurisdizione contenuta nel contratto sortisce i suoi effetti anche nei confronti del cessionario che sia succeduto nella medesima posizione del cedente. (Fattispecie in tema di cessione di contratto di leasing). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Maggio 2012.


Giurisdizione – Urbanistica – Provvedimenti sanzionatori della P.A. in relazione alla realizzazione di un’opera da parte del privato in difformità rispetto al titolo abilitativo – Rapporti con l’art. 22-bis L. 689/1981.

Declaratoria di Difetto di Giurisdizione – Provvedimenti cautelari emessi dal giudice carente di potestas decidendi – Sopravvivenza – Sussiste – Condizioni.
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Attiene alla materia "urbanistica" – in virtù dell’art. 34 d.lgs. 80/98 - tutta l'attività oggetto di autorizzazione da parte della P.A., e conseguentemente alla stessa "materia" appartengono i provvedimenti sanzionatori adottati dall'autorità amministrativa in relazione alle difformità delle opere realizzate rispetto al contenuto dell'autorizzazione stessa, non potendosi distinguere detti provvedimenti per il solo elemento dalla loro funzione sanzionatoria, peraltro strumentale all'esercizio dei poteri di vigilanza strettamente connessi alle potestà autoritative riconosciute per la tutela dell'interesse pubblico sotteso alla salvaguardia dei vincoli imposti sulle aree interessate alle opere”.  Nè osta alla applicabilità della citata disposizione (l'art. 34 del D.Lgs. n. 80 del 1998) il rilievo che la L. n. 689 del 1981, art. 22 bis - nel ripartire la competenza tra Giudice di Pace e Tribunale in tema di opposizioni alle sanzioni ex art. 22 della Legge stessa, prevede che l’opposizione va proposta davanti al Tribunale quando la sanzione è stata applicata per runa violazione concernente disposizioni in materia di "urbanistica ed edilizia", perchè l'ultimo comma della disposizione medesima fa salve le competenze stabilite da diverse disposizioni di legge; tra questa va certamente ricompreso il D.Lgs. n. 80 del 1998, art. 34, il cui contenuto è stato sostanzialmente confermato dalla successiva L. n. 205 del 2000. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Nondimeno, in ossequio ai principi di necessaria strumentalità ed interinalità dei provvedimenti cautelari, i quali evidentemente assumono un peso particolare nella fattispecie in esame, è necessario onerare la parte più diligente alla riproposizione del giudizio innanzi al Giudice amministrativo entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente sentenza, a pena di inefficacia del provvedimento cautelare, e ciò in applicazione analogica di quanto previsto dall’art. 59 comma 2 della L. n. 69/09. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 28 Marzo 2012.


Processo civile - Citazione giudizio - Inosservanza dei termini a comparire - Tempestiva costituzione del convenuto - Omessa deduzione dell'impossibilità di svolgere compiutamente le difese - Omessa richiesta di rimessione in termini - Fissazione di nuova udienza - Esclusione.

Processo civile - Notificazione - Notificazione a soggetto residente in Svizzera - Esecuzione tramite autorità centrale competente - Accordo di Berna sull'assistenza giudiziaria 2 giugno 1988 - Applicazione.

Giurisdizione e competenza - Compravendita internazionale di merci - Inadempimento - Individuazione del luogo di esecuzione - Riferimento all'obbligazione tipica dedotte in contratto - Criterio giuridico e criterio economico - Luogo di consegna delle merci - Applicazione del criterio economico - Luogo di recapito finale della merce - Prevalenza del regolamento CEE sulla convenzione di Vienna.

Giurisdizione e competenza - Compravendita internazionale di merci - Inadempimento - Individuazione del luogo di esecuzione - Pluralità di luoghi di consegna posti in uno stesso Stato membro - Prevalenza del luogo di consegna principale - Pluralità di luoghi di consegna posti in diversi Stati membri - Criterio di prossimità con il giudice.
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Nell'ipotesi prevista dall'articolo 164, comma 3, c.p.c. di inosservanza dei termini a comparire, non è necessario che il giudice fissi una nuova udienza nel rispetto dei termini qualora il convenuto si sia costituito tempestivamente senza dedurre l'impossibilità di svolgere compiutamente le proprie difese e senza formulare una sostanziale richiesta di rimessione in termini. Questa interpretazione della norma è più conforme al principio del giusto processo di cui all'articolo 111 della Costituzione, con particolare riferimento al principio di ragionevole durata, nonché alle disposizioni di carattere generale del codice di rito, le quali, in materia di nullità, ne escludono il rilievo qualora l'atto abbia raggiunto lo scopo cui è destinato (articolo 156, comma 3, c.p.c.) ed esprimono il principio per cui la nullità è volta a sanzionare le violazioni di quelle regole che siano poste a tutela di un concreto interesse della parte (articolo 157, comma 2, c.p.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve ritenersi validamente eseguita la notificazione a soggetto residente in Svizzera di un atto giudiziario, la quale venga effettuata per il tramite dell'autorità centrale competente secondo le disposizioni dell'accordo tra Italia e Svizzera sull'assistenza giudiziaria in materia civile e commerciale, siglato in Berna il 2 giugno 1988. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve essere condivisa la soluzione adottata dalla Suprema Corte (Sez. Un., ord. 5 ottobre 2010, n. 21191) allo scopo di stabilire se sussista o meno, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 5, comma 1, n. 1, lett. b) del regolamento CE 44/01, la giurisdizione italiana in ordine ad una controversia relativa ad un contratto di compravendita internazionale di merci concluso tra una società italiana ed una società estera, nel caso in cui sia dedotto e lamentato in giudizio l'inadempimento dell'obbligazione di pagamento del corrispettivo delle merci alienate, e,  in particolare, allo scopo di individuare il "luogo di esecuzione" per ciascuna delle obbligazioni scaturenti dal contratto di compravendita. La S.C. ha infatti affermato che, in detta ipotesi, non si deve aver riguardo al "luogo di esecuzione" determinato in conformità del diritto internazionale privato del giudice adito, bensì alla obbligazione tipica caratterizzante il rapporto, a prescindere da quella specificamente dedotta in giudizio, venendo conseguentemente in rilievo la giurisdizione del giudice del luogo di consegna delle merci, intendendosi per luogo di consegna quello determinato in base a criteri economici ossia il luogo di recapito finale della merce, ove i beni entrano nella disponibilità materiale e non soltanto giuridica dell'acquirente. In tal modo, il luogo di consegna della merce diventa un criterio di collegamento autonomo, applicabile a tutte le domande fondate su uno stesso contratto di compravendita e non solo a quelle fondate proprio sull'obbligo di consegna, così “centralizzando" la giurisdizione nel medesimo stato membro, anche al fine di garantire all'attore l'immediata identificazione del giudice da adire ed al convenuto una ragionevole previsione sul luogo in cui può essere citato. Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno, su tali presupposti, affermato, ai fini della giurisdizione, la prevalenza del regolamento CE rispetto alla convenzione di Vienna, statuendo che l'articolo 31 della medesima non va interpretato quale regola di giurisdizione bensì come regula juris idonea a disciplinare i rapporti obbligatori tra le parti sotto il profilo dell'eventuale dies inadempleti contractus. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Al fine di stabilire il "luogo di esecuzione" per ciascuna delle obbligazioni scaturenti dal contratto di compravendita internazionale di merci concluso tra una società italiana ed una società estera, qualora vi siano diversi luoghi di consegna in uno stesso stato membro, l’attore che intende proporre una domanda relativa a tutte le consegne deve citare il convenuto davanti al giudice del luogo in cui è avvenuta o sarebbe dovuta avvenire la consegna principale, la quale deve essere individuata sulla base di criteri economici. Questo principio è applicabile in linea generale anche al caso di una pluralità di luoghi di consegna o di esecuzione di servizi posti in differenti Stati membri, con la precisazione che la prestazione principale in questo caso va individuata tenendo presente che la regola di giurisdizione di cui all'articolo 5, co. 1, Reg. 44/2001 risponde ad un obiettivo di prossimità e che è quindi fondata sulla stretta correlazione tra il contratto ed il giudice chiamato a conoscerne (Corte di giustizia CE, 3 maggio 2007, nella causa C – 386/05; 13 marzo 2010, nella causa C – 19/09). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Novara, 06 Giugno 2011.


Acque pubbliche – Demanio lacuale – Indennità di occupazione – Opposizione a cartella esattoriale – Giurisdizione del tribunale regionale delle acque pubbliche..
Il giudizio avente ad oggetto l’impugnazione di una cartella esattoriale emessa dall’amministrazione pubblica per il pagamento di indennità di occupazione di aree del demanio lacuale rientra nella giurisdizione del tribunale regionale delle acque pubbliche. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 11 Maggio 2011.


Compravendita internazionale di beni mobili – Competenza per materia – Luogo in cui l’obbligazione deve essere eseguita

Proroga della giurisdizione – Forma scritta – Art. 23 Reg. CE n. 44/2001 – Compravendita internazionale di beni mobili – Art. 5 Reg. CE n. 44/2001 – Rapporto con l’art. 1341 c.c. – Condizioni generali predisposte da uno dei contraenti – Sottoscrizione di entrambi i contraenti – Comportamento di conferma e adesione al rapporto – Difetto di giurisdizione – Art. 17 Convenzione di Bruxelles del 1968

Proroga della giurisdizione – Accordo verbale – Conferma scritta – Art. 17 Convenzione di Bruxelles del 1968 – Art. 23 Reg. CE n. 44/2001 – Compravendita internazionale di beni mobili – Condizioni generali predisposte da uno dei contraenti – Comportamento di adesione al rapporto – Difetto di giurisdizione

Proroga della giurisdizione – Uso noto o presuntivamente noto alle parti – Art. 17 Convenzione di Bruxelles del 1968 – Compravendita internazionale di beni mobili – Comportamento generalmente e regolarmente osservato dagli operatori commerciali di un certo settore per un certo contratto – Onere della prova

Giurisdizione – Forum destinatae solutionis – Compravendita internazionale di beni mobili – Luogo di consegna della cosa – Luogo in cui la prestazione caratteristica deve essere eseguita – Luogo di consegna della merce al vettore – Luogo di recapito finale della merce – Disponibilità materiale dell’acquirente – Rapporto con la Convenzione di Vienna del 1980
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In materia di compravendita di beni mobili e competenza per materia del giudice del luogo in cui l’obbligazione deve essere eseguita, quest’ultimo va inteso come luogo nel quale la merce perviene nella disponibilità materiale del compratore, ossia luogo di destinazione finale ed effettiva del bene. (Monica Tognazzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di proroga della giurisdizione in favore di uno degli Stati aderenti ex art. 23 Reg. CE n. 44/2001, come già in tema di interpretazione dell’art. 17 della Convenzione di Bruxelles del 1968, il requisito della forma scritta è rispettato, per il caso in cui la clausola stessa figuri fra le condizioni generali predisposte da uno dei contraenti e stampate nel documento contrattuale, solo quando questo sia sottoscritto da entrambe le parti e contenga un richiamo espresso a dette condizioni generali, ancorché il richiamo non debba essere conforme anche alla previsione specifica dell’art. 1341 c.c. L’indicato requisito, pertanto, deve ritenersi mancante, in presenza di clausola inserita in un modulo sottoscritto da uno soltanto dei contraenti, non essendo all’uopo sufficiente né che l’altro contraente abbia provveduto a predisporre il modulo stesso né che abbia poi tenuto un comportamento di conferma e adesione al rapporto. (Monica Tognazzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In tema di interpretazione dell’art. 17 Convenzione di Bruxelles del 1968 (lo stesso ragionamento vale per l’art. 23 Reg. CE n. 44/2001), la condizione di forma è soddisfatta qualora risulti che l’attribuzione di giurisdizione ha costituito l’oggetto di un accordo verbale espressamente riguardante detta attribuzione, che una conferma scritta di tale accordo proveniente da una qualsiasi delle parti è stata ricevuta dall’altra e che questa non ha formulato obiezioni in tempo utile. (Monica Tognazzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In tema di interpretazione dell’art. 17 Convenzione di Bruxelles del 1968 circa la sussistenza di un uso (conosciuto dalle parti o ad esse presuntivamente noto) nel commercio internazionale della clausola di deroga convenzionale della giurisdizione, deve ritenersi la sussistenza di siffatto uso quando il comportamento, che a tal fine deve venire all’evidenza, è generalmente e regolarmente osservato dagli operatori attivi in tale settore in sede di stipulazione di contratti di un determinato tipo, restando irrilevanti il grado di diffusione di tale comportamento, le forme di pubblicità, le contestazioni giudiziali e il collegamento con i requisiti eventualmente diversi previsti dai singoli ordinamenti nazionali. L’onere di provare la “forma ammessa”è a carico del soggetto che invoca la relativa proroga. (Monica Tognazzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In tema di compravendita internazionale di cose mobili, individuato il luogo di consegna in quello ove la prestazione caratteristica deve essere eseguita e riconosciuto come luogo di consegna principale quello ove è convenuta l’esecuzione della prestazione ritenuta tale in base a criteri economici (e cioè il luogo di recapito finale della merce, ove i beni entrano nella disponibilità materiale e non soltanto giuridica dell’acquirente), sarà dinnanzi al giudice di quello Stato che tutte le controversie sorte in tema di esecuzione del contratto, compresa quella relativa al pagamento dei beni alienati, andranno legittimamente introdotte (a prescindere dal luogo in cui il vettore eventualmente incaricato prenda in consegna la merce).
La disciplina stabilita dal Reg. CE n. 44/2001 prevale sulle disposizioni dettate in subiecta materia dalla Convenzione di Vienna del 1980: l’art. 31 della stessa, relativo al luogo in cui il vettore, eventualmente incaricato, prenda in consegna la merce, nonché il successivo art. 57, relativo al luogo di pagamento del prezzo al venditore, contengono una regula iuris idonea a disciplinare i rapporti obbligatori delle parti, ma non la giurisdizione. (Monica Tognazzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 17 Novembre 2010.


Acque pubbliche – Demanio lacuale – Indennità di occupazione – Opposizione a ingiunzione fiscale – Giurisdizione del tribunale regionale delle acque pubbliche..
Il giudizio avente ad oggetto l’impugnazione di un’ingiunzione fiscale emessa dall’amministrazione pubblica ai sensi del r.d. 14 aprile 1910 n. 639 per il pagamento di canoni di concessione e indennità di occupazione di aree del demanio lacuale rientra nella giurisdizione del tribunale regionale delle acque pubbliche (nella specie, la Corte ha affermato detto principio in un caso in cui il privato aveva contestato la legittimità dell’ingiunzione fiscale come strumento di riscossione per la ritenuta non certezza, liquidità ed esigibilità del credito oggetto di causa, tenuto conto della necessaria indagine sulla natura dei canoni di derivazione o concessione di acque e beni del demanio lacuale riservata in via esclusiva al giudice specializzato). (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Luglio 2010, n. 17564.


Giurisdizione – Contributi previdenziali da fiscalizzazione oneri sociali – Riscossione con cartella esattoriale – Giurisdizione del giudice ordinario. (21/09/2010).
Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e non al giudice tributario la controversia riguardante la debenza di contributi previdenziali collegati ad interventi di fiscalizzazione degli oneri sociali in favore di un’impresa, ancorché richiesti dall’I.N.P.S. mediante cartella esattoriale,conseguente ad iscrizione a ruolo della pretesa contributiva. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Giugno 2010, n. 15168.


Giurisdizione civile – Giurisdizione ordinaria e amministrativa – Giurisdizione in materia tributaria – Debito tributario – Istanza di rateizzazione – Rigetto da parte dell'Agenzia delle Entrate – Ricorso – Giurisdizione del giudice tributario – Sussistenza – Fondamento. (26/05/2010).
La controversia avente ad oggetto il provvedimento di rigetto dell'istanza di rateizzazione di un debito di natura tributaria appartiene alla giurisdizione del giudice tributario, a nulla rilevando che la decisione su tale istanza, spettante all'Agenzia delle Entrate, debba essere assunta in base a considerazioni estranee alla materia tributaria, atteso che la giurisdizione, ai sensi dell'art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992 deve essere attribuita in ragione esclusiva dell'oggetto della controversia. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 30 Marzo 2010, n. 7612.


Emittente televisiva privata – Richiesta di inibitoria all’uso delle frequenze – Giurisdizione amministrativa – Sussistenza. (23/04/2010).
E’ di competenza del giudice amministrativo la domanda volta ad ottenere l’immediata cessazione di trasmissioni televisive effettuate su di una determinata frequenza da parte di emittente privata; il provvedimento richiesto è, infatti, idoneo ad incidere sul potere autoritativo della P.A. che ha concesso l’uso della frequenza e la situazione giuridica soggettiva delle parti interessate non può che configurarsi come interesse legittimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 22 Marzo 2010.


Telecomunicazioni – Controversie tra utenti e soggetti autorizzati – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Tentativo obbligatorio di conciliazione – Esclusione..
La norma contenuta nell’art. 1, comma 1° della legge n. 249/1997, che subordina la proposizione dell’azione giudiziale all’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione, è destinata a spiegare efficacia esclusivamente con riferimento all’ordinario giudizio di cognizione e non può pertanto trovare applicazione rispetto alle azioni proposte in sede cautelare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 18 Agosto 2006.