Capo II
DEL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE

Art. 8

Procedimento
TESTO A FRONTE

1. All'atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell'organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all'altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante. Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l'assistenza dell'avvocato. Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalita' di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilita' di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l'organismo puo' nominare uno o piu' mediatori ausiliari (1).

2. Il procedimento si svolge senza formalita' presso la sede dell'organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell'organismo.

3. Il mediatore si adopera affinche' le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia.

4. Quando non puo' procedere ai sensi del comma 1, ultimo periodo, il mediatore puo' avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali. Il regolamento di procedura dell'organismo deve prevedere le modalita' di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti.

4-bis. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice puo' desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell' articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio (2).

5. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice puo' desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio (3) (4).

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(1) Comma modificato dall'articolo 84, comma 1, lettera h) del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(2) Comma aggiunto dall'articolo 84, comma 1, lettera i) del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(3) Comma modificato dall'articolo 2, comma 35-sexies del D.L. 13 agosto 2011, n. 138.
(4) La Corte Costituzionale con sentenza 6 dicembre 2012, n. 272 ha dichiarato, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l'illegittimita' costituzionale del presente comma.

GIURISPRUDENZA

Mediazione obbligatoria – Improcedibilità – Limiti del principio di riservatezza – Ammissibilità della prova orale e del mediatore quale testimone.
Il principio di riservatezza di cui all’art. 10 del D. Lgs. n. 28 del 2010 non si può applicare a c.d. fase di identificazione (fase preliminare nella quale il mediatore procede all’identificazione delle parti, dei loro delegati e dei loro difensori, al fine di verificare se vi siano i presupposti soggettivi per dar corso alla procedura di mediazione e, quindi, all’informativa di cui al primo comma dell’art. 8 del D. Lgs n. 28 del 2010) poiché il suddetto principio riguarda le dichiarazioni delle parti riferite al solo contenuto sostanziale dell’incontro di mediazione e cioè al merito della lite.

Se, invece, le dichiarazioni delle parti riguardano le modalità della loro partecipazione alla mediazione ed allo svolgimento della stessa, non avendo ad oggetto il merito della lite, dev’essere ammesso non solo l’utilizzo del verbale di mediazione, ma anche la prova orale volta ad accertare la partecipazione delle parti al procedimento di mediazione tutte quelle volte in cui il verbale di mediazione risulti lacunoso ed il mediatore non abbia correttamente e dettagliatamente trascritto tutte le circostanze inerenti la partecipazione delle parti.

Nel momento in cui, terminata la procedura di mediazione, una delle parti all’udienza fissata ex art. 5 del D. Lgs. n. 28 del 2010 eccepisca l’improcedibilità della domanda per la mancata partecipazione personale della controparte all’incontro di mediazione, il Giudice, prima di chiudere il giudizio con una mera pronuncia di improcedibilità della domanda, deve, sulla base delle allegazioni e deduzioni fornitegli, poter verificare l’effettiva presenza o meno del soggetto, accertando e conoscendo gli elementi fattuali di cui alla c.d. fase di identificazione. Ne consegue che, se tale verifica risulti impedita per un’incompiuta verbalizzazione del mediatore, non si può ritenere di per sé inammissibile l’istanza di prova orale formulata dalla parte destinataria dell’eccezione di improcedibilità volta a provare la propria presenza all’incontro di mediazione. Il Giudice è, quindi, tenuto a prendere in considerazione l’istanza e, se ne sussistono i presupposti, ad ammettere la prova orale ed il mediatore quale testimone in quanto trattasi di deposizione volta a rappresentare al Giudice quanto avvenuto nella fase c.d. di identificazione che, per sua natura, non può e non ha alcun contenuto sostanziale, non avendo ancora affrontato e trattato l’oggetto della lite tra le parti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 07 Marzo 2018.


Mediazione obbligatoria – Opposizione a decreto ingiuntivo – Avvio della mediazione su iniziativa dell’opposto – Mancata comparizione dell’opponente avanti al mediatore – Improcedibilità del giudizio di opposizione – Esclusione.
La mancata comparizione dell’opponente dinanzi al mediatore, a seguito di iniziativa assunta dall’opposto, non può comportare l’improcedibilità del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo atteso che le conseguenze della mancata comparizione dinanzi al mediatore della parte costituita sono già previste dall’art. 8, comma 4 bis del d. lgs. 28/10 e che non appare possibile differenziare gli effetti della mancata comparizione a seconda che la stessa riguardi l’opposto o l’opponente, tenuto conto del fatto che, ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis del d. lgs 28/10, il giudice deve assegnare il termine per attivare il procedimento di mediazione a tutte le parti e non solo a quella che, in concreto, abbia interesse alla procedibilità della domanda. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 20 Settembre 2017.


Mediazione – Mancata partecipazione senza giustificato motivo – Condanna al pagamento del contributo unificato – Soccombenza – Condanna al pagamento delle spese di mediazione sostenute per l’organismo e per il legale .
La parte che non ha addotto alcun giustificato motivo per la mancata partecipazione al procedimento di mediazione va condannata al versamento a favore del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.
In caso di soccombenza, la condanna si estende alle spese sostenute per il procedimento di mediazione, posto che lo stesso rappresenta una condizione di procedibilità dell’azione. In questi termini, devono essere rifuse non solo le spese corrisposte all’organismo di mediazione, ma anche le spese per l’attività difensiva dell’avvocato versate per tale fase-pregiudiziale. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 04 Maggio 2017.


Mediazione – Mancata adesione del soggetto invitato – Comunicazione scritta di diniego prima del primo incontro – Validità del diniego – Non sussiste – Responsabilità ex art.8, comma 4bis, D.Lgs.28/2010: sussiste.
Il diniego del consenso ad intraprendere un percorso di mediazione può essere validamente espresso solo se la manifestazione di volontà negativa che la parte esprime sia: a) preceduta da un’adeguata opera di informazione del mediatore circa la ratio dell’istituto, le modalità di svolgimento della procedura, i possibili vantaggi rispetto ad una soluzione giudiziale della controversia, i rischi ragionevolmente prevedibili di un eventuale dissenso e l’esistenza di efficaci esiti alternativi del conflitto; b) per altro verso, supportata da adeguate ragioni giustificatrici che siano non solo pertinenti rispetto al merito della controversia, ma anche dotate di plausibilità logica prima ancora che giuridica.
Quando la parte invitata, senza partecipare alle attività informative e di interpellanza da espletarsi al primo incontro annuncia la propria assenza si deve ritenere che il dissenso così manifestato non sia stato validamente espresso, perché – a prescindere dalla validità delle argomentazioni giustificative – la parte non si è posta nelle condizioni di esprimere una volontà consapevole e informata.
Ne deriva che l’organismo di mediazione non è tenuto a prendere in considerazione o ad esaminare ne merito detta comunicazione. [Fattispecie in materia di mancata adesione alla mediazione da parte di un istituto bancario, che il Giudice ha condannato ai sensi dell’art.8, comma 4bis, D.L. 28/10.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Vasto, 20 Febbraio 2017.


Condanna al pagamento della sanzione di cui all’art. 8 del d. lgs. 28/2010 - Esito della lite - Irrilevanza .
La sanzione prevista per la mancata ingiustificata partecipazione al tentativo di mediazione prescinde del tutto dall’esito della lite sicché essa può essere irrogata anche nei confronti della parte risultata non soccombente, dovendosi escludere l’applicazione della norma di cui all’art. 91 c.p.c. e ciò in quanto il legislatore, nell’intento di garantire la ragionevole durata del processo, ha voluto favorire la definizione in via stragiudiziale di taluni tipi di controversie ed evitare il sistematico ricorso alla giustizia ordinaria, imponendo a ciascuna parte l’onere di partecipare attivamente alla mediazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 25 Ottobre 2016.


 .
Il condominio che non abbia aderito all’invito a partecipare alla mediazione, pur se esperita dalla controparte in una materia non obbligatoria (nella specie pagamento di fatture di riscaldamento) deve essere condannato al risarcimento del maggior danno ex articoli 1218 e 1224 comma 2 Cc rappresentato dalle spese sostenute dal creditore in detta procedura, dovendosi ritenere che la procedura stragiudiziale di mediazione, per quanto facoltativa, fosse più che opportuna opportuna perché avrebbe consentito ad entrambe le parti di evitare i costi e i tempi del giudizio, necessariamente incardinato per la mancata collaborazione del condominio. (Attilia Fracchia) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Luglio 2016.


Convinzione della infondatezza degli assunti della controparte – Giustificato motivo per la mancata partecipazione alla mediazione – Esclusione

Condanna al pagamento del contributo unificato – Necessità che la parte che non ha partecipato alla mediazione sia soccombente nel successivo giudizio – Esclusione
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La convinzione dell’infondatezza degli assunti di controparte non integra il giustificato motivo che esonera la parte dal partecipare alla mediazione, poichè una simile decisione costituisce, con tutta evidenza, una condizione non già oggettiva ma meramente soggettiva e comporta quindi l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 8 comma 4 bis d. lgs. 28/2010. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

L’applicazione dell’art. 8 comma 4 bis d. lgs. 28/2010 prescinde dalla soccombenza in giudizio. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 13 Maggio 2016.


Primo incontro nella procedura di mediazione – Realizzazione della condizione di procedibilità qualora le parti manifestino l’intenzione di non proseguire nella procedura – Sussiste.
L’art. 8, comma 1, D.Lgs. 28/10 va interpretato nel senso che il primo incontro tra le parti e il mediatore ha la funzione di verificare la volontà e disponibilità delle prime, informate sulla natura e funzione della mediazione cui il mediatore intende procedere, ad ‘autorizzare’ l'avvio della procedura, consentendo loro altresì di fornire le eventuali giustificazioni per non procedervi. A tale conclusione induce l’art. 5, comma 2 bis, che, nell’affermare espressamente che “…la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l'accordo”, implicitamente ammette che il primo incontro informativo non è un momento estraneo alla ricerca dell’accordo e che la mediazione possa legittimamente chiudersi al primo incontro, sicchè nell’espressione ‘senza l’accordo’ deve necessariamente rientrare anche l’ipotesi che le parti o una di esse non intendano tout court proseguire con la mediazione, ritenendo preferibile che la controversia sia conosciuta dall’autorità giudiziaria. (Eugenia Tommasi Di Vignano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24 Marzo 2016.


Mediazione - Mancata partecipazione al procedimento di mediazione -  Giustificato motivo.
La mancata partecipazione della convenuta, senza giustificato motivo, al procedimento di mediazione, ai sensi dell’art. 8, comma 4-bis, D.Lvo N. 28/2010 (e successive modificazioni), comporta la condanna della stessa al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio. (Riccardo Guida) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 30 Giugno 2015.


Mediazione - Partecipazione personale delle parti - Necessità.
Le parti sono libere di scegliere l’organismo di mediazione al quale rivolgersi, ma sono tenute a partecipare personalmente, assistite dal proprio difensore, all’incontro preliminare, informativo e di programmazione, che si svolgerà davanti al mediatore dell’organismo prescelto e nel quale verificheranno se sussistano effettivi spazi per procedere utilmente in mediazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 23 Giugno 2015.


Mediazione - Mancata partecipazione personale delle parti senza giustificato motivo - Improcedibilità della domanda - Irrogazione della sanzione pecuniaria.
La mancata partecipazione personale delle parti senza giustificato motivo agli incontri di mediazione può costituire per la parte attrice causa di improcedibilità della domanda e, in ogni caso, per tutte le parti costituite, presupposto per l’irrogazione – anche nel corso del giudizio – della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 8, comma 4 bis, D. Lgs. n. 28/10, oltre che fattore da cui desumere argomenti di prova, ai sensi dell’art. 116, secondo comma, c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 23 Giugno 2015.


Mediazione - Onere del mediatore di verbalizzare i motivi addotti dalle parti per giustificare la mancata comparizione personale - Provvedimenti atti ad assicurare la presenza personale delle parti - Necessità.
Incombe sul mediatore l’onere di verbalizzare i motivi eventualmente addotti dalle parti assenti per giustificare la propria mancata comparizione personale e, comunque, di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle stesse, ad esempio disponendo – se necessario – un rinvio del primo incontro o sollecitando anche informalmente il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione ovvero dando atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato (diverso dal difensore), per il caso di assoluto impedimento a comparire. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 23 Giugno 2015.


Mediazione – Spese di Avvio – Obbligo di sostenerle – Sussiste.
In materia di mediazione delle controversie civili e commerciali, le spese di avvio sono dovute per il primo incontro di cui all’art. 8, comma 1, del medesimo d.lgs. nr. 28/2010. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Consiglio di Stato, 22 Aprile 2015.


Mediazione demandata – Mancata comparizione personale delle parti – Improcedibilità della domanda.
Così come per la mediazione obbligatoria da svolgersi prima del giudizio ex art. 5, comma 1 bis, D. Lgs. n. 28/2010, che per la mediazione demandata dal giudice, ex art. 5, comma 2, è necessario – ai fini del rispetto della condizione di procedibilità della domanda – è necessario che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori, come previsto dal successivo art. 8) all’incontro con il mediatore. Graverà su quest’ultimo, in qualità di soggetto istituzionalmente preposto ad esercitare funzioni di verifica e di garanzia della puntuale osservanza delle condizioni di regolare espletamento della procedura, l’onere di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle parti, ad esempio disponendo – se necessario – un rinvio del primo incontro, sollecitando anche informalmente il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione, ovvero dando atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato (diverso dal difensore), per il caso di assoluto impedimento a comparire.

La parte che avrà interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda avrà l’onere di partecipare personalmente a tutti gli incontri di mediazione, chiedendo al mediatore di attivarsi al fine di procurare l’incontro personale tra i litiganti; potrà, altresì, pretendere che nel verbale d’incontro il mediatore dia atto della concreta impossibilità di procedere all’espletamento del tentativo di mediazione, a causa del rifiuto della controparte di presenziare personalmente agli incontri. Solo una volta acclarato che la procedura non si è potuta svolgere per indisponibilità della parte che ha ricevuto l’invito a presentarsi in mediazione, la condizione di procedibilità può considerarsi avverata, essendo in questo caso impensabile che il convenuto possa, con la propria colpevole o volontaria inerzia, addirittura beneficiare delle conseguenze favorevoli di una declaratoria di improcedibilità della domanda, che paralizzerebbe la disamina nel merito delle pretese avanzate contro di sè. Negli altri casi e, segnatamente, quando è la stessa parte che ha agito (o che intende agire) in giudizio a non presentarsi personalmente in una procedura di mediazione da lei stessa attivata (anche su ordine del giudice), la domanda si espone al rischio di essere dichiarata improcedibile, per incompiuta osservanza delle disposizioni normative che impongono il previo corretto esperimento del procedimento di mediazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Vasto, 09 Marzo 2015.


Opposizione a decreto ingiuntivo - Mancato esperimento del tentativo di mediazione - Improcedibilità dell'opposizione - E revocabilità del decreto monitorio.
Qualora nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo non venga esperito il tentativo di mediazione, la sanzione dell'improcedibilità non colpisce la pretesa creditoria azionati in via monitoria, bensì l'opposizione, con la conseguenza che il decreto ingiuntivo diviene irrevocabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 24 Aprile 2014.


Mediazione - Primo incontro avanti al mediatore - Interpretazione.
Il "primo incontro" di cui all'articolo 5, comma 2 bis, d.lgs n. 28 del 2010 è quello fissato avanti al mediatore per la partecipazione di tutte le parti al tentativo di mediazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Aprile 2014.


Mediazione - Primo incontro avanti al mediatore - Attività del mediatore - Informazione su funzione e modalità della mediazione - Svolgimento di vera e propria attività di mediazione - Necessità.
Al primo incontro avanti al mediatore di cui all'articolo 5, comma 2 bis, d.lgs n. 28 del 2010, il mediatore non deve limitarsi ad un'attività informativa circa la funzione e le modalità della mediazione, ma anche effettuare una vera e propria attività di mediazione sul merito delle questioni oggetto della lite, salva la facoltà delle parti di non procedere oltre nella mediazione, ove non sia raggiunto un accordo al primo incontro. Infatti, diversamente opinando ed assumendo che il primo incontro possa avere solo funzione informativa, il processo civile verrebbe a subire un'intralcio per l'espletamento di un'incombente meramente burocratico e rituale, senza cioè lo svolgimento di alcuna mediazione, unica attività che può dare alle parti una concreta chance di definizione transattiva della controversia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Aprile 2014.


Mediazione - Sanzione dell'improcedibilità - Sanzione a carico della parte onerata - Comparizione al primo incontro - Necessità.
Va sanzionato con l'improcedibilità il comportamento della parte onerata ex lege che, a prescindere dal fatto che il procedimento di mediazione sia stato attivato dalle altre parti, non lo coltiva non comparendo al primo incontro avanti al mediatore, mentre la mancata partecipazione alla mediazione della parte non onerata non potrà avere alcuna rilevanza ai fini della procedibilità della domanda, non potendo certo la parte diligente subire un pregiudizio per la mancata collaborazione di quella che non vi ha interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Aprile 2014.


Mediazione disposta dal giudice (mediazione ex officio) – Condizione di procedibilità – Esigenza che le parti svolgano effettivamente il procedimento di mediazione – Sussiste (art. 5 comma II, dlgs 28/2010)..
Nel caso in cui il giudice disponga la mediazione, la condizione di procedibilità non è soddisfatta quando i difensori si recano dal mediatore e, ricevuti i suoi chiarimenti su funzione e modalità della mediazione, dichiarano il rifiuto di procedere oltre. In caso di mediazione ex officio, è necessario che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori come previsto dall'art. 8 d.lgs. n. 28/2010) e che la mediazione sia effettivamente avviata (Trib. Firenze, 19 marzo 2014). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 19 Marzo 2014.


Mediazione delle controversie civili e commerciali – Obbligatorietà della mediazione – Art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Incostituzionalità per eccesso di delega – Sussiste. .
Sussiste eccesso di delega legislativa, in relazione al carattere obbligatorio dell’istituto di conciliazione e alla conseguente strutturazione della relativa procedura come condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle controversie di cui all’art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 28 del 2010. La Consulta dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali); e dichiara, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l’illegittimità costituzionale: a) dell’art. 4, comma 3, del decreto legislativo n. 28 del 2010, limitatamente al secondo periodo («L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale») e al sesto periodo, limitatamente alla frase «se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1»; b) dell’art. 5, comma 2, primo periodo, del detto decreto legislativo, limitatamente alle parole «Fermo quanto previsto dal comma 1 e», c) dell’art. 5, comma 4, del detto decreto legislativo, limitatamente alle parole «I commi 1 e»; d) dell’art. 5, comma 5 del detto decreto legislativo, limitatamente alle parole «Fermo quanto previsto dal comma 1 e»; e) dell’art. 6, comma 2, del detto decreto legislativo, limitatamente alla frase «e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto periodo del comma 1 dell’articolo cinque,»; f) dell’art. 7 del detto decreto legislativo, limitatamente alla frase «e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell’art. 5, comma 1»; g) dello stesso articolo 7 nella parte in cui usa il verbo «computano» anziché «computa»; h) dell’art. 8, comma 5, del detto decreto legislativo; i) dell’art. 11, comma 1, del detto decreto legislativo, limitatamente al periodo «Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all’art. 13»; l) dell’intero art. 13 del detto decreto legislativo, escluso il periodo «resta ferma l’applicabilità degli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile»; m) dell’art. 17, comma 4, lettera d), del detto decreto legislativo; n) dell’art. 17, comma 5, del detto decreto legislativo; o), dell’art. 24 del detto decreto legislativo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 27 Novembre 2012, n. 272.


Mediazione delle controversie civili – D.lgs. 28/2010 – Invito del Giudice alla mediazione cd. delegata – Rinvio del processo per acquisire il consenso o dissenso delle parti – Presentazione spontanea di domanda di mediazione cd. facoltativa, da parte di uno dei litiganti, nelle more – Conseguenze..
Il sollecito per una mediazione delegata non impedisce alle parti di attivarsi comunque per provocare la cd. mediazione volontaria; in quel caso, la pendenza dell’una impedisce la pendenza anche dell’altra, sugli stessi fatti e tra le stesse parti, poiché pur essendo diversa la fonte (volontà della parte; invito del giudice) uguale resta il procedimento. Da ciò consegue che, se in pendenza dei termini dati dal giudice alle parti per valutare l’invito alla mediazione cd. delegata, uno dei litiganti nelle more presenti spontaneamente istanza di mediazione cd. facoltativa, resta ferma la libertà della controparte di aderire o non all’istanza già depositata e, comunque, resta ferma la libertà del giudice, dinanzi al fallimento di quel procedimento, di provocarne un altro per via giudiziale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Settembre 2012.


Art. 8 comma V, Decreto legislativo 28/2010 – Mediazione obbligatoria – Omessa partecipazione della parte costituita al procedimento di mediazione, senza giustificato motivo – Sanzione – Sussiste – Attesa della sede decisoria – Esclusione – Condanna ex lege “automatica” – Sussiste..
Ai sensi dell’art. 8 comma V d.lgs. 28/2010, come modificato dalla legge 148/2011, "il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio". Si tratta di misura a carattere sanzionatorio come è reso evidente dal fatto che il pagamento non viene ordinato in favore dell'attore ma in favore dello Stato. E proprio perché si tratta di una sanzione imposta dallo Stato e non di un rimborso all'attore delle spese per il contributo unificato, non vi è la necessità che la valutazione del giudice sull'imposizione di tale sanzione venga fatta in sede di decisione sul regime delle spese di lite in sentenza. Nulla esclude che anche prima della sentenza il giudice possa emettere la condanna in questione. Certo, occorre che sia chiaro il motivo della mancata comparizione, motivo che può essere esplicitato dal convenuto già in comparsa di risposta o alla prima udienza, con conseguente possibilità di emettere in quest'ultima sede la relativa condanna. Si dovrà invece aspettare la scadenza delle preclusioni istruttorie di cui ai termini ex art. 183, comma 6, c.p.c. o la fine della fase istruttoria quando il motivo sia allegato e si intenda provarlo per testimoni o con documenti da depositare nei detti termini. La valutazione sulla sanzione economica in questione andrà infine effettuata nella fase decisoria quando essa sia costituita, ad esempio, dalla temerarietà della lite. Se poi non viene addotta alcuna ragione della mancata partecipazione o se il motivo fatto valere non è ritenuto dal giudice giustificato la condanna è automatica. La legge non attribuisce al giudice alcun potere discrezionale. La norma prevede che in assenza di giustificato motivo il “giudice condanna”. Non è utilizzata l’espressione “può condannare”, che sarebbe stata invece indicativa di una facoltà attribuita al giudice. Il “può” è impiegato nella prima parte del comma 5 a proposito degli argomenti di prova, ma non anche per l’applicazione della sanzione economica. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 20 Luglio 2012.


Processo civile – Mediazione obbligatoria – Mancata partecipazione – Insussistenza di giustificati motivi – Disciplina ratione temporis..
La norma dell’art. 8, comma 5, del d.lgs. n. 28 del 2010, nel testo modificato dall’art. 2, comma 35 sexies del D.L. 13 agosto 2011 – che prevede la condanna al versamento all’entrata del bilancio dello Stato, di una somma di importo corrispondente al contributo unificato per il giudizio nei confronti della parte costituita che non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo - è applicabile al procedimento obbligatorio di mediazione svoltosi successivamente all’entrata in vigore del d.l. 13 agosto 2011, n. 138 medesimo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 28 Maggio 2012.


Processo civile – Mediazione obbligatoria – Mancata partecipazione – Insussistenza di giustificati motivi – Condanna – Esisto del giudizio di merito – Affrancazione..
La pronuncia della condanna prevista dall’art. 8, comma 5, del d.lgs. n. 28 del 2010, nel testo modificato dall’art. 2, comma 35 sexies del D.L. 13 agosto 2011 è da ritenersi obbligatoria ogniqualvolta la parte che non abbia partecipato al procedimento di mediazione non fornisca una idonea giustificazione alla propria condotta, e prescinde dall’esito del giudizio. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 28 Maggio 2012.


Processo civile – Mediazione obbligatoria – Mancata partecipazione – Insussistenza di giustificati motivi – Condanna – Pronuncia in corso di causa..
La pronuncia della condanna prevista dall’art. 8, comma 5, del d.lgs. n. 28 del 2010, nel testo modificato dall’art. 2, comma 35 sexies del D.L. 13 agosto 2011 può ben essere irrogata anche in corso di causa ed in un momento temporalmente antecedente rispetto alla pronuncia del provvedimento che definisce il giudizio, non potendosi ritenere condizionata alla decisione del merito della controversia. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)La pronuncia della condanna prevista dall’art. 8, comma 5, del d.lgs. n. 28 del 2010, nel testo modificato dall’art. 2, comma 35 sexies del D.L. 13 agosto 2011 può ben essere irrogata anche in corso di causa ed in un momento temporalmente antecedente rispetto alla pronuncia del provvedimento che definisce il giudizio, non potendosi ritenere condizionata alla decisione del merito della controversia. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 28 Maggio 2012.


Mediazione obbligatoria – Art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Omessa partecipazione al procedimento – A causa di litigiosità tra le parti – Assenza non giustificabile.

Mediazione obbligatoria – Art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Omessa partecipazione al procedimento – A causa di litigiosità tra le parti – Assenza non giustificabile – Art. 8 comma V dlgs. 28/2010 come modificato dal dl 138/11 vigente ratione temporis.
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La sussistenza di una situazione di litigiosita tra le parti non puo di per sè sola giustificare il rifiuto di partecipare al procedimento di mediazione, giacché tale procedimento è precipuamente volto ad attenuare la litigiosità, tentando una composizione della lite basata su categorie concettuali del tutto differenti rispetto a quelle invocate in giudizio e che prescindono dalla attribuzione di torti e di ragioni, mirando al perseguimento di un armonico contemperamento dei contrapposti interessi delle parti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Ai sensi dell’art. 8, comma 5, del d.lg.vo n. 28 del 2010, nel testo modificato dall’articolo 2, comma 35-sexies del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, va pronunciata condanna al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio nei confronti della parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5 del medesimo decreto legislativo, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo. La lettera della citata disposizione, in virtu dell’uso da parte del legislatore del tempo indicativo presente, induce a ritenere obbligatoria la pronuncia di condanna in questione ogniqualvolta la parte che non ha partecipato al procedimento non fornisca una idonea giustificazione alla propria condotta. L’irrogazione della sanzione pecuniaria prescinde del tutto dall’esito del giudizio e tale irrogazione non puo, pertanto, ritenersi necessariamente subordinata alla decisione del merito della controversia. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Termini Imerese, 09 Maggio 2012.


Mediazione delle controversie civili e commerciali – Dlgs 28/2010 – Compatibilità con la Direttiva 2008/52/CE – Onerosità e obbligatorietà della mediazione – Parere della Commissione UE - Negativo..
La direttiva 2008/52/CE, letta alla luce dell'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, non osta ad una normativa nazionale, come quella italiana, che preveda - per la parte che ingiustificatamente non partecipi al procedimento di mediazione – che il giudice successivamente investito della controversia possa desumere argomenti di prova dalla mancata partecipazione e la condanna ad una somma corrispondente al contributo unificato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione Europea, 02 Aprile 2012.


Mediazione delle controversie civili e commerciali – Dlgs 28/2010 – Compatibilità con la Direttiva 2008/52/CE – Onerosità e obbligatorietà della mediazione – Parere della Commissione UE - Negativo..
La direttiva 2008/52/CE, letta alla luce dell'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, osta ad una normativa nazionale, come quella italiana, che assortisce il procedimento di mediazione di tipo obbligatorio di sanzioni economiche in grado di incidere sulla libertà delle parti di porre fine al procedimento di mediazione in qualsiasi momento e pertanto di limitare, in maniera sproporzionata, l'esercizio del diritto d'accesso al giudice. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione Europea, 02 Aprile 2012.


Procedimento di mediazione – Art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Parte del procedimento sottoposta ad interdizione – Partecipazione del tutore – Sussiste..
In caso di interdizione, è il tutore e non l’interdetto a dovere prendere parte al procedimento di mediazione, di cui all’art. 5 comma I dlgs. 28/2010 essendo, peraltro, preciso compito dei mediatori quello di dovere accertare che il soggetto-litigante convocato al tavolo di conciliazione sia titolare incondizionato del potere di disporre del diritto conteso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 13 Febbraio 2012.