Capo II
DEL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE

Art. 3

Disciplina applicabile e forma degli atti
TESTO A FRONTE

1. Al procedimento di mediazione si applica il regolamento dell'organismo scelto dalle parti.

2. Il regolamento deve in ogni caso garantire la riservatezza del procedimento ai sensi dell'articolo 9, nonche' modalita' di nomina del mediatore che ne assicurano l'imparzialita' e l'idoneita' al corretto e sollecito espletamento dell'incarico.

3. Gli atti del procedimento di mediazione non sono soggetti a formalita'.

4. La mediazione puo' svolgersi secondo modalita' telematiche previste dal regolamento dell'organismo.


GIURISPRUDENZA

Codice deontologico Forense – Art. 55-bis – Mediazione e Avvocato – Illegittimità – Sussiste..
E’ illegittimo l’art. 55 bis del Codice Deontologico nella parte in cui prevede che “l’avvocato, che svolga la funzione di mediatore, deve rispettare gli obblighi dettati dalla normativa in materia e la previsione del regolamento dell’organismo di mediazione, nei limiti in cui dette previsioni non contrastino con quelle del presente Codice”. Ed invero, il Codice Deontologico – che nel sistema delle fonti è certamente di rango subordinato alla normativa primaria in materia di conciliazione – non ha la forza di prevalere sulle norme primarie con lo stesso contrastanti. Come chiarito dalla Corte di cassazione (sez. VI, 4 agosto 2011, n. 17004; s.u. 17 giugno 2010, n. 14617; id. 7 luglio 2009, n. 15852) le previsioni del Codice Deontologico hanno natura di fonte meramente integrativa dei precetti normativi. Né rileva la circostanza che allo stato non sussiste alcun contrasto tra le norme primarie e quella impugnata perché nessuna disposizione normativa ha previsto che sono compatibili le attività precluse dall’art. 55 bis, essendo possibili interventi successivi che modifichino tali norme nel senso di contenere previsioni opposte a quelle del Codice Deontologico. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) T.A.R. Roma, 29 Ottobre 2012, n. 8855.


Mediazione - Mancato raggiungimento di un accordo amichevole - Formulazione da parte del mediatore di una proposta di conciliazione - Regolamento dell'organismo di mediazione che limita tale facoltà alla richiesta congiunta delle parti - Impossibilità del giudice di applicare all'articolo 13 del d.lg. 28/2010 in materia di spese processuali..
La formulazione da parte del mediatore di una proposta di conciliazione tutte le volte in cui le parti non abbiano raggiunto un accordo amichevole costituisce un passaggio fondamentale del procedimento di mediazione, la cui limitazione all'ipotesi in cui entrambe le parti ne facciano congiunta richiesta non consente al giudice l'applicazione delle disposizioni contenute nell'articolo 13 del d.lgs. 28/2010 in materia di spese processuali, vanificandone così la ratio ispiratrice, tesa a disincentivare rifiuti ingiustificati di proposte conciliative ragionevoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 08 Luglio 2012.


Processo civile – Mediazione obbligatoria – Scelta dell’organismo di mediazione – Criteri. .
La scelta degli attori di convocare un istituto di credito dinanzi ad un organismo di mediazione ubicato in un luogo diverso dalla sede operativa di quest’ultimo non risulta eccessivamente onerosa quando ricorrano valide ragioni giustificative tali da richiedere che le sedute del processo possano svolgersi preso la sede principale ovvero con modalità telematiche. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 28 Maggio 2012.