TITOLO II - Del fallimento
Capo V - Dell'accertamento del passivo e dei diritti reali mobiliari dei terzi

Art. 92

Avviso ai creditori ed agli altri interessati
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il curatore, esaminate le scritture dell'imprenditore ed altre fonti di informazione, comunica senza indugio ai creditori e ai titolari di diritti reali o personali su beni mobili e immobili di proprieta' o in possesso del fallito, a mezzo posta elettronica certificata se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall'Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti e, in ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell'impresa o la residenza del creditore:

1) che possono partecipare al concorso trasmettendo domanda con le modalita' indicate nell'articolo seguente;

2) la data fissata per l'esame dello stato passivo e quella entro cui vanno presentate le domande;

3) ogni utile informazione per agevolare la presentazione della domanda, con l'avvertimento delle conseguenze di cui all'articolo 31-bis, secondo comma, nonche' della sussistenza dell'onere previsto dall'articolo 93, terzo comma, n. 5);

4) il suo indirizzo di posta elettronica certificata. (1)

II. Se il creditore ha sede o risiede all’estero, la comunicazione può essere effettuata al suo rappresentante in Italia, se esistente.

_____________________________

(1) Comma sostituito dall'art. 17 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221. La nuova disposizione si applica dal 19 dicembre 2012 (data di entrata in vigore della citata legge di conversione) anche alle procedure di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria pendenti, rispetto alle quali, alla stessa data, non e' stata effettuata la comunicazione rispettivamente prevista dagli articoli 92, 171, 207 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e dall'articolo 22 decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. Per le procedure in cui, alla data 19 dicembre 2012, sia stata effettuata la comunicazione suddetta, la nuova disposizione si applica a decorrere dal 31 ottobre 2013. Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario straordinario entro il 30 giugno 2013 comunicano ai creditori e ai terzi titolari di diritti sui beni il loro indirizzo di posta elettronica certificata e li invitano a comunicare, entro tre mesi, l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, avvertendoli di rendere nota ogni successiva variazione e che in caso di omessa indicazione le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria.

GIURISPRUDENZA

Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Contratto di leasing - Risoluzione precedente alla dichiarazione di fallimento - Equo compenso per l’uso della cosa - Determinazione - Potere del giudice delegato - Sussiste.
In materia di insinuazione allo stato passivo dei crediti derivanti da un contratto di leasing che sia stato risolto prima della dichiarazione di fallimento, rientra nei poteri del giudice delegato, ai sensi degli artt. 25, comma 1, n. 8), e 92 e ss. l.fall., provvedere alla determinazione dell'equo compenso per l'uso della cosa ex art. 1526, comma 1, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2018, n. 11962.


Fallimento - Accertamento del passivo - Contributi pubblici in favore delle imprese - Dichiarazione di fallimento dell’impresa beneficiaria - Revoca successiva del contributo da parte dell’Amministrazione - Natura di mero accertamento - Opponibilità alla massa - Sussiste.
In sede di accertamento dello stato passivo, la revoca dei contributi pubblici in favore delle imprese, disposta dall'Amministrazione a causa della dichiarazione di fallimento dell'impresa beneficiata, ha natura di mero accertamento del venir meno di una delle condizioni per la permanenza del beneficio stesso, sicché detta revoca resta opponibile alla massa anche se intervenuta dopo la pubblicazione della sua sentenza di fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2018, n. 4510.


Fallimento - Accertamento del passivo - Crediti previdenziali iscritti a ruolo - Ammissione al passivo fallimentare - Modalità - Ammissione con riserva ex art. 88 d.P.R. n. 602 del 1973 - Esclusione - Fondamento.
In tema di ammissione allo stato passivo, l'iscrizione a ruolo di una pretesa creditoria di natura previdenziale non consente l'applicazione del meccanismo dell'ammissione con riserva, prevista dagli artt. 87 e 88 del D.P.R. n. 602 del 1973, il quale opera esclusivamente con riferimento ai crediti di natura tributaria, attesa la riserva di giurisdizione ad essi applicabile. Al contrario, l'accertamento del credito previdenziale è assoggettato alla giurisdizione del giudice ordinario il quale la esercita secondo le competenze e le procedure previste dalla legge mediante l'insinuazione e l'eventuale opposizione allo stato passivo, dovendo anche escludersi, una volta intervenuta la notifica della cartella (ossia dell'estratto al ruolo) al curatore o al commissario straordinario nell'amministrazione straordinaria, che questi ultimi siano tenuti all'impugnazione ex art. 24, comma 5, d.lgs n.46 del 1999 davanti al giudice del lavoro. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2017, n. 29806.


Fallimento – Domande tardive – Causa non imputabile – Contestazione di mera irregolarità.
La rimessione in termini ai sensi dell’art. 101 l.fall. non può essere concessa a chi non abbia contestato la ricezione della comunicazione del curatore ex art. 92 c.p.c., ma semplicemente l’irregolarità della stessa perché non inviata alla sede legale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 13 Luglio 2017, n. 17416.


Esclusività del foro fallimentare in relazione alla domanda di riconoscimento del credito sorto successivamente alla sentenza dichiarativa di fallimento - Improcedibilità della domanda proposta in sede ordinaria.
Non appare corretto in diritto restringere la portata della disciplina dell'art. 52 legge fall. alla sola valutazione dei crediti sorti prima del fallimento, atteso che nella procedura fallimentare operano i principi del concorso formale e sostanziale, in virtù dei quali, da un lato, i creditori, fatti salvi gli eventuali diritti di prelazione, possono partecipare solo in proporzione delle rispettive ragioni (par condicio creditorum) alla distribuzione del ricavato fallimentare, dall'altro tutte le posizioni creditorie verso il fallito sono sottoposte ad un accertamento unitario, quali che siano i titoli e quali che possano essere, in astratto, le domande proponibili; pertanto, ogni diritto di credito, una volta dichiarato il fallimento, è tutelabile esclusivamente nelle forme previste dagli artt. 92 e ss. legge fall.

La preclusione rispetto a forme di tutela diverse da quelle dell'accertamento endofallimentare, operando anche nei confronti dei crediti prededucibili, assume rilevanza ad un tempo strumentale e complementare rispetto al divieto delle azioni esecutive individuali sancito dall'art. 51; non è quindi limitata alle posizioni dei creditori che, qualificabili come concorsuali al momento della dichiarazione di fallimento, diventano concorrenti per effetto del riconoscimento del loro credito ad opera degli organi fallimentari, ma si applica ad ogni pretesa creditoria successivamente insorta e suscettibile di soddisfacimento sul patrimonio del fallito. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata)
Appello Salerno, 11 Aprile 2017.


Fallimento - Ammissione al passivo - Domanda cd. supertardiva - Conoscenza della pendenza della procedura fallimentare da parte del socio amministratore di società di persone - Imputabilità alla società - Assenza di limitazioni ai poteri di amministrazione - Applicabilità dell'art. 1391 c.c..
La domanda cd. supertardiva proposta, ex art. 101, comma 4, l.fall., da una società in accomandita semplice assumendo di non aver ricevuto l'avviso di cui all'art. 92 l.fall., è inammissibile ove il suo socio accomandatario e legale rappresentante, di cui nemmeno risultino limitazioni statutarie o assembleari dei pieni poteri di amministrazione e rappresentanza spettantigli, fosse comunque a conoscenza della pendenza della procedura concorsuale, valendo anche per le società di persone il principio, desumibile dall'art. 1391 c.c., dell'attribuibilità della conoscenza di un fatto di pertinenza della società sulla base dell'atteggiamento psichico delle persone che la rappresentano. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Ottobre 2016, n. 20120.


Procedure concorsuali – Procedura di Liquidazione Coatta Amministrativa – Effetti per i creditori – Giudizio civile pendente – Pronuncia di compensazione – Inammissibilità – Necessità di insinuazione del credito nella procedura – Sussistenza.
Non può essere pronunciata in sede civile, ai sensi e per gli effetti dell’art. 56 l. fall., la compensazione di un credito vantato dalla società ammessa alla procedura di liquidazione coatta amministrativa con un controcredito della parte in bonis, specie se tale credito, come quello vantato dalla società attrice, sia illiquido, dovendo ancora essere determinato nel suo esatto ammontare, stante la sua natura risarcitoria.

Merita adesione l’indirizzo giurisprudenziale secondo cui la regola per la quale le posizioni creditorie verso il fallito o l’impresa assoggettata alla procedura di liquidazione coatta amministrativa siano tutelabili esclusivamente nelle forme previste dagli artt. 92 e 209 l. fall. opera anche qualora sia chiesta la compensazione del credito con altro credito azionato in giudizio dal curatore fallimentare o dal commissario liquidatore, poiché la compensazione può essere riconosciuta soltanto in sede fallimentare o nell’ambito della procedura di liquidazione coatta amministrativa e, anche quando sia stata dedotta solo in via di eccezione, presuppone comunque l’accertamento del debito del fallito o dell’impresa soggetta a liquidazione coatta amministrativa (vedi Cass. 4 settembre 2014 n.18691; Cass. 30 luglio 2009 n. 17749; Cass. 2008/7967; Cass. 2008/5063; Cass. 2007/13769; Cass. 2005/453). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 19 Aprile 2016.


Fallimento - Domanda di ammissione al passivo - Termini per la presentazione - Sospensione feriale - Applicabilità.
Il termine perentorio per la presentazione delle domande di insinuazione al passivo fallimentare previsto dagli articoli 16, comma 1, n. 5, e 93, comma 1, legge fall., è soggetto alla sospensione feriale dei termini, così come è possibile desumere dagli articoli 92 regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 e 36-bis legge fall., in quanto si tratta di termine processuale entro il quale il giudizio deve necessariamente essere proposto, non essendo concessa altra forma di tutela del diritto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Marzo 2016, n. 4408.


Fallimento - Domande di risoluzione contrattuale e simulazione - Trascrizione anteriore al fallimento della parte convenuta - Proseguibilità con il rito ordinario - Pretese, accessorie, di carattere restitutorio o risarcitorio - Rito ex art. 93 ss. l.fall. - Necessità - Fondamento.
Le domande principali (prodromiche) di simulazione e risoluzione contrattuale, trascritte anteriormente alla dichiarazione di fallimento della parte convenuta in giudizio, proseguono legittimamente con il rito ordinario attesa l'opponibilità della relativa sentenza alla massa dei creditori in ragione dell'effetto prenotativo della trascrizione, mentre le pretese, accessorie, di restituzione e risarcimento del danno devono necessariamente procedere, previa separazione dalle prime, nelle forme degli art. 93 e ss. l.fall., in quanto assoggettate alla regola del concorso e non suscettibili di sopravvivere in sede ordinaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Febbraio 2016, n. 3953.


Fallimento - Accertamento del passivo - Crediti prededucibili - Tutela in sede di accertamento del passivo - Necessità - Anche se opposto in compensazione - Fondamento - Fattispecie.
L'accertamento dei crediti prededucibili vantati nei confronti della massa è tutelabile nelle sole forme di cui agli artt. 93 e seguenti l.fall., sicché anche il credito opposto in compensazione può essere riconosciuto esclusivamente in sede fallimentare, deponendo in tal senso l'art. 111-bis, comma 1, l.fall., introdotto dal d.lgs. n. 5 del 2006, il quale assoggetta espressamente alle modalità previste per l'accertamento del passivo i crediti prededucibili, con esclusione soltanto di quelli non contestati, per collocazione e ammontare, nonché di quelli sorti a seguito di provvedimento di liquidazione dei compensi dei soggetti nominati ai sensi dell'art. 25 l.fall. (Nella specie, la S.C. ha confermato il decreto impugnato, evidenziando che la prededucibilità del credito opposto in compensazione al fallimento, derivante da una sentenza ex art. 2932 c.c. emessa in epoca successiva alla dichiarazione di fallimento, era stato oggetto di contestazione da parte del curatore). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Febbraio 2016, n. 2694.


Fallimento - Domande cd. supertardive - Ricezione tardiva dell'avviso di cui all'articolo 92 l.f. - Termine per la presentazione della domanda - Valutazione in concreto rimessa al giudice.
In tema di domande di ammissione al passivo cd. supertardive, il creditore che riceva in ritardo l'avviso di cui all'articolo 92 legge fall. non dispone di un altro anno o di un periodo di tempo determinato per provvedere alla presentazione della domanda, ma esclusivamente del tempo necessario alla valutazione dell'opportunità di proporre l'istanza e, quindi, di presentarla, con la precisazione che non è possibile indicare in astratto quale sia il tempo occorrente a detta valutazione costituendo, questo, un apprezzamento che non può effettuarsi se non in concreto in base alle particolarità di ciascun caso, secondo un criterio di ragionevolezza la cui applicazione è rimessa al giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Novembre 2015, n. 23975.


Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Avviso ex art. 92 l.fall. ricevuto oltre il termine di cui all'art. 101, comma 1, l.fall. - Domanda cd. ultratardiva - Ammissibilità - Limiti temporali - Valutazione del giudice di merito.
Il creditore che abbia ricevuto l'avviso ex art. 92 l.fall. oltre il termine annuale di cui al successivo art. 101, comma 1, può chiedere di insinuarsi al passivo ai sensi dell'ultimo comma della medesima disposizione, ma deve farlo nel tempo necessario a prendere contezza del fallimento ed a redigere la suddetta istanza, dovendo quel tempo essere indicato non già in un termine predeterminato, ma essere rimesso alla valutazione del giudice di merito, secondo un criterio di ragionevolezza, in rapporto alla peculiarità del caso concreto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Novembre 2015, n. 23975.


Fallimento - Domande tardive - Ammissibilità delle domande cd. supertardive - Mancato avviso al creditore - Causa non imputabile del ritardo - Presunzione juris tantum - Facoltà del curatore di provare la conoscenza aliunde del fallimento.
In tema di ammissibilità delle domande di ammissione al passivo cd. supertardive, se è vero che il mancato avviso al creditore di cui all'articolo 92 legge fall. può costituire una causa di non imputabilità del ritardo, il curatore ha tuttavia la facoltà di provare che il creditore è venuto comunque a conoscenza del fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Novembre 2015, n. 23302.


Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Domanda cd. supertardiva - Omesso avviso del curatore ex art. 92 l.fall. - Ritardo per causa non imputabile al creditore - Facoltà del curatore di provare la conoscenza del fallimento da parte del ricorrente - Sussistenza - Accertamento in fatto riservato al giudice di merito - Fattispecie.
Ai fini dell'ammissibilità della domanda cd. supertardiva, di cui all'ultimo comma dell'art. 101 l.fall., il mancato avviso al creditore da parte del curatore del fallimento, previsto dall'art. 92 l.fall., integra la causa non imputabile del ritardo da parte del ricorrente, ma il curatore ha facoltà di provare che il creditore, pur in mancanza del predetto avviso, abbia comunque avuto notizia del fallimento, spettando al giudice di merito la valutazione del relativo accertamento di fatto, che, se congruamente e logicamente motivata, sfugge al sindacato di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha respinto il ricorso per cassazione avverso il decreto con cui il tribunale aveva ritenuto l'effettiva conoscenza da parte del creditore, oltre che del fallimento della società, anche di quelli personali dei soci, nei quali intendeva tardivamente insinuarsi, in ragione della comunicazione della sentenza di fallimento e della trasmissione della stessa via fax). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Novembre 2015.


Ammissione al passivo - Insinuazione cd. supertardiva - Ammissibilità - Ritardo non imputabile al creditore - Necessità - Omesso avviso del curatore ex art. 92 l.fall. - Integrazione della causa non imputabile - Configurabilità - Facoltà per il curatore di provare la conoscenza del fallimento "aliunde" - Ammissibilità - Fattispecie.
Ai fini dell'ammissibilità della domanda tardiva di cui all'ultimo comma dell'art. 101 l.fall. (cd. supertardiva), il mancato avviso al creditore da parte del curatore del fallimento, previsto dall'art. 92 l.fall., integra la causa non imputabile del ritardo da parte del creditore; peraltro, il curatore ha facoltà di provare, ai fini dell'inammissibilità della domanda, che, indimente dalla ricezione dell'avviso, il creditore abbia avuto comunque notizia del fallimento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto ammissibile la domanda proposta dalla banca istante, avendo quest'ultima ricevuto l'avviso ex art. 92 l.fall. allorquando non era ancora subentrata, a seguito di fusione per incorporazione, all'originario creditore della società fallita, non potendo ritenersi che il rapporto di controllo preesistente tra le due società implicasse anche la trasmissione della conoscenza del fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Ottobre 2015, n. 21316.


Fallimento - Accertamento del passivo - Domanda proposta ai sensi dell'articolo 2932 c.c. - Proponibilità con le forme della rivendica ex articolo 103 L.F. - Esclusione.
La domanda proposta ai sensi dell'articolo 2932 c.c., avente ad oggetto l'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto, non rientra nell'ambito delle domande che possono e devono essere proposte nelle forme previste dagli articoli 92 e seguenti L.F. Il preliminare di vendita, infatti, non trasferisce la proprietà, ma obbliga a trasferirla, sicchè il promissario acquirente non può vantare un diritto reale che lo legittimi ad una domanda di restituzione o di rivendica ex articolo 103 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 2015.


Fallimento - Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo privo del decreto di esecutorietà - Opponibilità al fallimento dell'ipoteca giudiziale - Esclusione.
Il decreto ingiuntivo che non sia munito del decreto di esecutorietà non può considerarsi passato in giudicato e, come tale, non è opponibile al fallimento, con conseguente inopponibilità al medesimo dell'ipoteca giudiziale eventualmente iscritta e delle spese processuali che su quel titolo si fondano. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 17 Settembre 2014.


Fallimento - Accertamento del passivo - Opponibilità del decreto ingiuntivo non munito del decreto di esecutorietà prima della dichiarazione di fallimento - Esclusione..
Il decreto ingiuntivo che non sia stato un munito, prima della dichiarazione di fallimento, del decreto di esecutorietà di cui all'articolo 647 c.p.c., non può considerarsi passato in cosa giudicata formale e sostanziale, né può acquisire tale valore con un successivo decreto di esecutorietà per mancata opposizione, poiché, intervenuto il fallimento, ogni credito, secondo quanto prescrive l'articolo 52 L.F., deve essere accertato nel concorso dei creditori in sede di accertamento del passivo, secondo le regole stabilite dagli articoli 92 e seguenti L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27 Gennaio 2014, n. 1650.


Fallimento - Accertamento del passivo - Rinuncia a domanda proposta in sede tempestiva - Riproposizione in sede tardiva - Ammissibilità..
È ammissibile la domanda tardiva di ammissione al passivo già proposta come domanda tempestiva ma fatta oggetto di rinuncia prima del deposito del decreto di esecutività dello stato passivo del fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 23 Gennaio 2014.


Fallimento - Domanda di ammissione al passivo - Supertardiva - Causa non imputabile di ritardo - Omessa comunicazione ex articolo 92 L.F. - Irrilevanza - Presunzioni - Onere della prova.
L’omessa tempestiva comunicazione da parte del curatore dell’avviso di cui all’articolo 92 L.F. non è sufficiente ad integrare una causa non imputabile di ritardo nella presentazione della domanda di ammissione al passivo ai sensi dell’articolo 101 L.F. qualora il curatore abbia allegato l’esistenza di presunzioni gravi, precise e concordanti tali da portare a considerare come verosimile la pregressa conoscenza o la conoscibilità del fallimento da parte del creditore. In tale ipotesi, sarà onere di quest’ultimo allegare e provare l’esistenza di altri fatti tali da mettere in discussione la gravità, precisione e la concordanza delle predette presunzioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 29 Ottobre 2013.


Insinuazione al passivo – Domande tardive – Termine di dodici o diciotto mesi – Decorrenza dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo – Decorrenza dalla data in cui viene meno la causa non imputabile..
Il termine ultimo per la presentazione delle domande tardive di dodici (o diciotto) mesi non necessariamente deve decorrere dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo, ma può anche decorrere – in determinate ipotesi – dalla data in cui viene meno la causa non imputabile che ha determinato l’impedimento alla presentazione della domanda tempestiva, quale ad esempio l’incolpevole non conoscenza dell’apertura della procedura nel caso in cui non sia stato dato avviso al creditore da parte del curatore, atteso che lo stesso legislatore ha previsto un termine lungo per il deposito delle domande tardive, implicitamente riconoscendo che situazioni soggettive particolari del creditore (si pensi ai creditori esteri) o domande particolarmente complesse possono necessitare di tempi dilatati per la loro predisposizione e deposito. Tuttavia, una volta venuta meno la causa che impediva la presentazione della domanda, il creditore incolpevole non ha diritto a un termine pari a quello spettante ai creditori tempestivi, vale a dire di 120 o di 90 giorni (ove si voglia sottrarre il termine di 30 giorni per la presentazione delle domande in cancelleria), dato che è lo stesso legislatore a fissare il termine lungo di dodici (o diciotto) mesi per le domande tardive e vi è comunque un termine ultimo, rappresentato dalla ripartizione finale dell’attivo, oltre il quale non si può andare. (Irma Giovanna Antonini – Riproduzione riservata) Tribunale Udine, 08 Maggio 2013.


Insinuazione al passivo – Domande ultratardive – Art. 101 LF – Termine di insinuazione – Avviso ex art. 92 LF – Conoscenza del creditore dell’apertura del concorso – Causa non imputabile – Insussistenza..
L’art. 101, ultimo comma, LF consente al creditore che non abbia avuto la possibilità di attivarsi senza sua colpa per ragioni connesse alla natura del credito o ad altre cause parimenti non imputabili (mancato avviso del curatore) di insinuarsi con la domanda ultratardiva nel termine fissato dal primo comma del medesimo articolo, decorrente dalla data in cui è venuta meno la ragione ostativa alla presentazione dell’istanza, salvo che il curatore non dimostri che il creditore era comunque a conoscenza dell’apertura del concorso, in particolare per essere stato avvisato ai sensi dell’art. 92 LF. (Nel caso di specie il creditore – un ente impositore – non poteva addurre come cause a lui non imputabili i ritardi derivanti dall’organizzazione interna del servizio di riscossione, con l’invio all’Esatto s.p.a. degli avvisi di accertamento e il tardivo avviso di quest’ultima del mancato pagamento, poiché era stato tempestivamente avvertito dell’apertura della procedura concorsuale e della data di verifica delle domande tempestive). (Irma Giovanna Antonini – Riproduzione riservata) Tribunale Udine, 08 Maggio 2013.


Fallimento e procedure concorsuali - Domanda di insinuazione al passivo - Esatta individuazione della procedura - Necessità..
Nel regime anteriore alle modifiche operate con il d.lgs. n. 5 del 2006, la domanda di insinuazione al passivo richiede l’esatta individuazione della procedura cui si intende partecipare, che può ritenersi implicita solo quando la procedura riguardi il fallimento di un solo soggetto. Cassazione civile, sez. I, 22 Marzo 2013, n. 7278.


Domanda di ammissione al passivo - Credito di lavoro - Sospensione feriale dei termini - Applicabilità - Esclusione - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza..
Il ricorso è stato dichiarato manifestamente inammissibile ai sensi dell'articolo 360 bis, n. 1 c.p.c. perché la decisione impugnata ha deciso le questioni di diritto evidenziate nel ricorso stesso in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame del motivo non offre elementi per confermare o mutare il precedente orientamento giurisprudenziale in virtù del quale, in tema di fallimento, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 92, legge fall. e degli articoli 1 e 3 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, le controversie aventi ad oggetto l'ammissione tardiva dei crediti al passivo non si sottraggono al principio della sospensione dei termini durante il periodo feriale, fatta eccezione per quelle riguardanti crediti di lavoro, le quali, pur dovendo essere trattate con il rito fallimentare, sono assoggettate al regime previsto dall'articolo 3 citato, che, escludendo l'applicabilità della sospensione alle controversie previste dagli articoli 409 seguenti c.p.c., fa riferimento alla natura specifica della controversia, avente ad oggetto un rapporto individuale di lavoro (Cass. S.U. 24 novembre 2009, n. 24665; Cass. Sez. I, 5 agosto 2011, n. 17044). (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La corte ha altresì dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 3 della legge n. 742 del 1969 che esclude le controversie di lavoro e in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie dalla sospensione dei termini durante il periodo feriale, sollevate in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dovendosi escludere, in linea con i principi più volte affermati dalla Corte costituzionale (sentenza n. 130 del 1974, ordinanza n. 61 del 1985, ordinanza n. 61 del 1992), che la norma sia idonea a produrre una lesione dei diritti di difesa dei pubblici dipendenti nonché dei diritti alle ferie degli avvocati (la cui tutela non rinviene presidio dell'articolo 36, terzo comma della costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 18 Dicembre 2012, n. 23395.


Domanda di ammissione al passivo in via tardiva – Creditore ricorrente in condizioni di handicap impeditive della comprensione del contenuto dell’avviso ex art. 92 l.f. – Ritardo non imputabile ex art. 101 l.f. – Sussistenza..
Deve ritenersi non imputabile ai sensi e per gli effetti dell’art. 101 l. fall. il ritardo nella presentazione della domanda di ammissione allo stato passivo da parte del creditore che abbia documentato di versare in condizioni di handicap impeditive della comprensione del contenuto dell’avviso ex art. 92 l.f. inviato dal curatore. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12 Dicembre 2012.


Ammissione al passivo - Insinuazione cd. supertardiva - Ammissibilità - Ritardo non imputabile al creditore - Necessità - Omesso avviso del curatore ex art. 92 legge fall. - Integrazione della causa non imputabile - Configurabilità - Facoltà per il curatore di provare la conoscenza del fallimento "aliunde" - Ammissibilità - Effetti.
Ai fini dell'ammissibilità della domanda tardiva di ammissione del credito ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 101 legge fall. (cd. supertardiva), il mancato avviso al creditore da parte del curatore del fallimento, previsto dall'art. 92 legge fall., integra la causa non imputabile del ritardo da parte del creditore; peraltro, il curatore ha facoltà di provare, ai fini dell'inammissibilità della domanda, che il creditore abbia avuto notizia del fallimento, indimente dalla ricezione dell'avviso predetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012, n. 4310.


Domanda di ammissione al passivo - Domanda tardiva - Imputabilità del ritardo - Omesso avviso dell'udienza - Causa di giustificazione - Esclusione..
Il fatto che il curatore non abbia avvisato il creditore dell’udienza di verifica (art. 92, legge fallimentare) non costituisce necessariamente causa di esclusione dell'imputabilità dell’eventuale ritardo ultra annuale nel quale il creditore o il rivendicante siano incorsi qualora si possa aliunde dedurre che gli stessi abbiano comunque avuto notizia del fallimento in tempo utile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 09 Dicembre 2011.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Creditori privilegiati - Proposizione della domanda di ammissione al passivo da parte di uno studio associato - Esclusione della personalità del rapporto d'opera - Presunzione - Sussistenza - Conseguenze - Esclusione del privilegio ex art. 2751 bis, n. 2, cod. civ. - Prova della cessione del credito spettante al singolo associato - Ammissibilità..
La proposizione della domanda per ottenere l'ammissione al passivo fallimentare da parte di uno studio associato lascia presumere l'esclusione della personalità del rapporto d'opera professionale, e, dunque, l'inesistenza dei presupposti per il riconoscimento del privilegio di cui all'art. 2751 bis, n. 2, cod. civ., salva l'allegazione e la prova della cessione del credito della prestazione professionale svolta personalmente dal singolo associato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Settembre 2011, n. 18455.


Opposizione allo stato passivo – Domanda di insinuazione al passivo ultratardiva..
L’accertamento della non imputabilità del ritardo nella presentazione della domanda di insinuazione al passivo (onere in capo al creditore istante) deve essere compiuto sulla base di tutti gli elementi sussistenti nel caso in concreto, ivi comprese le presunzioni di cui all'articolo. 2729 c.c.. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata)

La comunicazione ex art. 92 L.F. è un atto recettizio, che può ritenersi riconosciuto dal destinatario ove vi sia la prova che sia stato consegnato al suo indirizzo. È, poi, onere del destinatario dimostrare di non averne senza colpa avuto notizia. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 20 Agosto 2011.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Ammissione al passivo - In genere - Crediti tributari - Fallimento del contribuente intervenuto nel corso del processo tributario - Mancata comunicazione della causa interruttiva - Prosecuzione del processo fra le parti originarie - Utilizzo ai fini dell'insinuazione al passivo del giudicato favorevole all'Amministrazione finanziaria - Possibilità - Esclusione..
In caso di dichiarazione di fallimento del contribuente mentre è in corso il giudizio tributario relativo all'impugnazione di un avviso di accertamento, qualora tale evento interruttivo non sia stato dichiarato nel corso del processo, tanto che quest'ultimo sia proseguito fra le parti originarie, l'Amministrazione finanziaria può richiedere l'ammissione al passivo fallimentare del credito tributario sulla base del solo ruolo, senza potersi tuttavia, avvalere del giudicato, in quanto la sentenza emessa non è nulla né "inutiliter data", potendo produrre i suoi effetti nei confronti del fallito che abbia riacquistato la sua capacità, ma è da considerarsi inopponibile alla procedura fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 10 Dicembre 2010, n. 24963.


Azione risarcitoria promossa nei confronti del curatore - Creditore non ammesso al concorso fallimentare - Omesso avviso ex art. 92 legge fall. - Nesso di causalità con il danno - Prova - Necessità.
L'azione risarcitoria promossa nei confronti del curatore per l'esclusione dal concorso fallimentare di un credito per prestazioni professionali, tardivamente insinuato al passivo, richiede l'accertamento del nesso di causalità tra il danno lamentato e la condotta colposa o dolosa ascrivibile all'autore dell'illecito. Quando tale condotta consista nell'omissione del formale avviso previsto dall'art. 92 legge fall. ma risulti pacificamente la tempestiva conoscenza della pendenza della procedura fallimentare e della data d'udienza di verifica dello stato passivo da parte del professionista, deve escludersi l'efficienza causale del comportamento omissivo lamentato e conseguentemente il collegamento eziologico con il danno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Dicembre 2007, n. 25624.


Accertamento del passivo - Crediti prededucibili - Tutela in sede di accertamento del passivo - Necessità - Fondamento.
Dichiarato il fallimento, ogni diritto di credito, ivi compresi i crediti prededucibili, è tutelabile nelle sole forme di cui agli artt. 92 ss. legge fall.; la previsione di un'unica sede concorsuale per l'accertamento del passivo comporta la necessaria concentrazione presso un unico organo giudiziario delle azioni dirette all'accertamento dei crediti e l'inderogabile osservanza di un rito funzionale alla realizzazione del concorso dei creditori, il che determina l'improponibilità della domanda proposta nelle forme ordinarie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Gennaio 2002, n. 1065.


Fallimento - Accertamento del passivo - Avviso ai creditori - Omissione - Esecutività dello stato passivo - Impugnazione per Cassazione del creditore non convocato - Esclusione - Fondamento - Rimedi.
Il decreto del giudice delegato di approvazione dello stato passivo è provvedimento privo di carattere decisorio rispetto ai crediti per cui non è presentata domanda di ammissione al passivo. Ne consegue che il creditore cui non sia stato fatto l'avviso ex art. 92 legge fallimentare. non è, per questa sola ragione, abilitato al ricorso per cassazione contro il detto decreto, mentre può proporre domanda di insinuazione tardiva al passivo senza esser pregiudicato, neppure per le spese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Ottobre 1999, n. 11969.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Debiti contratti dai commissari - Prededucibilità dei relativi crediti - Forme applicabili .
Con riguardo ai debiti contratti dai commissari durante l'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la prededucibilità dei corrispondenti crediti non consente di farli valere con le forme ordinarie, restando applicabili le regole sulla formazione del passivo fallimentare, in base al richiamo dell'art. 1 del D.L. 30 gennaio 1975 n. 26 (convertito, con modificazioni, in legge 3 aprile 1979 n. 95). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 Febbraio 1993, n. 1923.


Fallimento - Passività fallimentari - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Mancato o intempestivo avviso ex art. 92 Legge Fallimentare al creditore insinuatosi tardivamente - Spese - Addossamento - Esclusione - Limiti.
A norma dell'art 101, ultimo comma legge fallimentare, non e tenuto a sopportare le spese conseguenti alla tardiva presentazione della domanda di ammissione al passivo del fallimento, il creditore cui l'avviso previsto dall'art 92 della legge stessa non sia pervenuto o gli sia stato comunicato con un ritardo che non gli abbia consentito di provvedere all'insinuazione del credito prima dell'esaurimento delle operazioni dell'adunanza dei creditori, di cui al successivo art 96. Tuttavia, poiche la citata disposizione dell'art 101 legge fallimentare ha lo scopo di apprestare, in ordine alle spese, una giusta tutela soltanto al creditore effettivamente incolpevole, e consentito al curatore di dimostrare che il creditore, avendo avuto notizia del fallimento, indipendentemente dalla ricezione dell'avviso anzidetto, avrebbe potuto procedere tempestivamente all'insinuazione del credito per il quale abbia chiesto l'ammissione tardiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Settembre 1979, n. 4735.