TITOLO II - Del fallimento
Capo III - Degli effetti del fallimento
Sez. IV - Degli effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti

Art. 76

Contratto di borsa a termine
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. Il contratto di borsa a termine, se il termine scade dopo la dichiarazione di fallimento di uno dei contraenti, si scioglie alla data della dichiarazione di fallimento. La differenza fra il prezzo contrattuale e il valore delle cose o dei titoli alla data di dichiarazione di fallimento è versata nel fallimento se il fallito risulta in credito, o è ammessa al passivo del fallimento nel caso contrario. (1)

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(1) Articolo così modificato dall’art. 62 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

GIURISPRUDENZA

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Contratto di borsa a termine - Contratto di riporto - Conseguenze - Eccedenza di valore dei titoli - Pagamento al fallimento - Obbligo del riportatore..
Data la natura del contratto di riporto quale negozio giuridico complesso, comprendente una vendita a pronti di titoli di credito dal riportato al riportatore ed una retrovendita a termine di altrettanti titoli della stessa specie, l'art 76 della legge fallimentare, che disciplina gli effetti della dichiarazione di fallimento sui contratti di borsa a termine, si applica anche al contratto di riporto, e, piu analiticamente, alla vendita a termine che di esso fa parte, con la conseguenza che l'eventuale eccedenza del valore dei titoli, nel momento della dichiarazione di fallimento del riportato, rispetto al prezzo contrattuale, dev'essere versata dal riportatore al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 1975, n. 2127.


Contratto di borsa a termine - Risoluzione del contratto - Versamento dell'eccedenza di valore dei titoli - Credito del fallito - Debiti pecuniari - Compensazione - Ammissibilità

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L'art 76 della legge fallimentare, disponendo la risoluzione (rectius: liquidazione anticipata degli effetti), al momento della dichiarazione di fallimento di uno dei contraenti, dei contratti di borsa a termine scadenti dopo la dichiarazione stessa, ed il conseguente versamento nel fallimento della eventuale eccedenza del valore delle cose e dei titoli, sempre al momento di detta dichiarazione, rispetto al prezzo contrattuale, non dispone il sorgere di un credito del fallimento, in novazione del precedente credito del fallito, ma solo l'immediata liquidazione di quest'ultimo. Ed il debitore puo compensare con tale credito eventuali suoi crediti verso il fallito, ai sensi dell'art 56 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 1975, n. 2127.


Contratto di borsa a termine - Scioglimento del rapporto - Decorrenza - Debito derivante dalla liquidazione - Compensazione - Ammissibilità.
Lo scioglimento del rapporto nascente da contratti di borsa a termine (nella specie da un contratto di riporto) e la successiva liquidazione, previsti dall'art 76 della legge fallimentare, si verificano alla data del fallimento, e nulla hanno che vedere con la successiva gestione dell'impresa fallita. Il debito derivante da tale liquidazione costituisce, quindi, debito verso il fallito, di cui il creditore del fallimento ha facoltà di pretendere la compensazione, a sensi dell'art 56 della stessa legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 1975.


Contratto di riporto - Inclusione - Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Effetti - Per i rapporti preesistenti - Applicabilità al riporto.
Il contratto di riporto (nella specie, stipulato con una banca) rientra fra i 'contratti di borsa a termine' dei quali l'art 76 della legge fallimentare prevede lo scioglimento alla data del fallimento. Tale scioglimento si verifica anche nell'ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, in applicazione del generico rinvio contenuto nell'art 201 della legge medesima, e lo scioglimento del rapporto produce la conseguenza, prevista dalla legge, della liquidazione dei debiti e dei crediti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 1975.


Contratto di borsa a termine - Effetto del contratto - Posizioni delle parti.
Effetto dei contratti cosiddetti differenziali, fra i quali vengono a porsi i contratti di borsa a termine a seguito dell'applicazione dell'art 76 della legge fallimentare (il quale prevede che, a seconda dei casi, sia versata nel fallimento o sia ammessa al passivo la differenza fra il prezzo contrattuale e il valore delle cose o dei titoli alla data di dichiarazione di fallimento) e il prodursi di una unica obbligazione, non di più obbligazioni. Al momento della stipulazione non è possibile determinare quale sarà la posizione di ciascuna delle parti in tale rapporto, se cioè attiva o passiva, ma a seguito dell'attuazione del contratto non si produrrà una posizione duplice, di credito e di debito, in testa a ciascuna parte, sorgendo invece soltanto il debito dell'una nei confronti dell'altra. (fattispecie riguardante la compensazione - ammessa in virtù dello art 56 della legge fallimentare - di quest'ultimo debito con un credito per altro titolo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 1975.