TITOLO II - Del fallimento
Capo III - Degli effetti del fallimento
Sez. III - Degli effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori

Art. 65

Pagamenti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Sono privi di effetto rispetto ai creditori i pagamenti di crediti che scadono nel giorno della dichiarazione di fallimento o posteriormente, se tali pagamenti sono stati eseguiti dal fallito nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento.


GIURISPRUDENZA

Fallimento – Azioni revocatorie – Principio della consecuzione delle procedure concorsuali – Decorrenza del termine dalla pubblicazione della domanda di concordato anche con riserva.
Il principio della consecuzione delle procedure concorsuali è preesistente alla introduzione (ad opera del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134) del secondo comma dell’art. 69-bis legge fall., norma, questa, che non ha fatto che altro che precisare che i termini di cui agli artt. 64, 65, 67, commi 1, 2, e 69 decorrono dalla pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese e ciò al fine di ricomprendere anche l’ipotesi della domanda di concordato con riserva introdotta dalla medesima modifica legislativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Dicembre 2016.


Fallimento – Accertamento del passivo – Eccezioni del curatore – Eccezione revocatoria – Presupposti – Previsione nel programma di liquidazione .
L'eccezione di revocatoria, che il curatore può sollevare ai sensi dell’art. 95 legge fall., non è affatto condizionata dalla circostanza che la corrispondente azione sia stata inserita nel programma di liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Dicembre 2016.


Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Pagamenti di crediti non scaduti - Art. 65 l.fall. - Portata - Fatto oggettivo dell'anticipazione del pagamento - Sufficienza.
L'art. 65 l.fall., a norma del quale sono privi di effetto rispetto ai creditori i pagamenti di crediti che scadono nel giorno della dichiarazione di fallimento o posteriormente, se tali pagamenti sono stati eseguiti dal fallito nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento, richiede, per la sua applicabilità, unicamente il fatto oggettivo dell'anticipazione del pagamento rispetto alla sua scadenza originaria, sia essa convenzionale o legale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Agosto 2016, n. 16618.


Fallimento - Inefficacia dei pagamenti ex articolo 65 L.F. - Onere della prova a carico del curatore - Irrilevanza di ragioni che giustificano il pagamento anticipato - Presunzione assoluta di illegittimità dei pagamenti anticipati in ragione della loro anormalità..
Nel proporre la domanda di inefficacia di cui all'articolo 65 L.F., il curatore deve provare solo l'esecuzione del pagamento anticipato nel periodo sospetto, non essendo consentito al giudice alcuna valutazione in ordine all'eventuale presenza di ragioni tali da aver reso conveniente anticipare l'adempimento così da renderlo giustificato. L'inefficacia opera poi oggettivamente, essendo irrilevanti le condizioni soggettive sia di chi esegue il pagamento sia di chi lo riceve ed operando nella materia de qua una presunzione assoluta di illegittimità in base all'alto grado di anormalità dei pagamenti anticipati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Aprile 2013.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Organi - Commissario Giudiziale - Compenso - Liquidazione ex art. 5 del d.m. n. 570 del 1992 - Attività cessata prima dell'omologazione - Liquidazione inferiore ai minimi stabiliti - Ammissibilità - Potere discrezionale del tribunale fallimentare..
In tema di liquidazione del compenso al commissario giudiziale del concordato preventivo, l'art. 5, comma quarto, del d.m. 28 luglio 1992, n. 570, nello stabilire che, qualora il commissario cessi dalle funzioni prima della chiusura delle operazioni, il compenso è liquidato, secondo i criteri fissati, "tenuto conto dell'opera prestata", attribuisce al giudice il potere discrezionale di liquidare un compenso inferiore ai minimi risultanti dall'applicazione dei criteri fissati dal primo comma della norma in commento, nel caso in cui il commissario stesso non svolga la sua attività per l'intero corso della procedura, sia per effetto della sua sostituzione, sia perché non venga completata la procedura medesima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Giugno 2010, n. 14581.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Pagamenti di crediti non scaduti - Art. 65 legge fall. - Portata - Fatto oggettivo dell'anticipazione del pagamento - Sufficienza - Clausola derogatoria dell'art. 1816 cod. civ. - Rilevanza - Esclusione - Fondamento..
La disposizione dell'art. 65 legge fall., a norma del quale sono privi di effetto rispetto ai creditori i pagamenti di crediti che scadono nel giorno della dichiarazione di fallimento o posteriormente, se tali pagamenti sono stati eseguiti dal fallito nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento richiede, per la sua applicabilità, soltanto il fatto oggettivo dell'anticipazione del pagamento rispetto alla sua scadenza originaria, sia essa convenzionale o legale, senza che, in tema di mutuo, possa darsi rilievo all'eventuale clausola che, in deroga al disposto dell'art. 1816 cod. civ. (in base al quale il termine per la restituzione della somma mutuata si presume stipulato a favore di entrambe le parti), attribuisca al mutuatario la facoltà di anticipare la restituzione di detta somma rispetto al termine originariamente pattuito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Luglio 2009, n. 17552.


Fallimento – Accertamento del passivo – Obbligo di motivazione in sede di verifica tempestiva – Non sussiste. (26/04/2010).
Anche dopo la riforma dell’accertamento del passivo, il difetto di motivazione del Giudice delegato, quand’anche la motivazione sia del tutto omessa o inconferente, non determina vizio del provvedimento di esclusione del credito, tale da comportarne l’ammissione in sede di opposizione allo stato passivo, sia perché è il Tribunale che fornisce la motivazione definitiva a seguito di accertamento pieno, sia perché non è concepibile l’ammissione al passivo soltanto a causa di pretesi vizi della motivazione del provvedimento del Giudice delegato, attesa la sommarietà e non definitività dell’accertamento del credito compiuto nella verifica tempestiva. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Maggio 2008.