TITOLO II - Del fallimento
Capo III - Degli effetti del fallimento
Sez. II - Degli effetti del fallimento per i creditori

Art. 61

Creditore di più coobbligati solidali
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il creditore di più coobbligati in solido concorre nel fallimento di quelli tra essi che sono falliti, per l'intero credito in capitale e accessori, sino al totale pagamento.

II. Il regresso tra i coobbligati falliti può essere esercitato solo dopo che il creditore sia stato soddisfatto per l'intero credito.


GIURISPRUDENZA

Art. 61 l.fall. – Fideiussione e diritto di regresso tra coobbligati falliti – Necessità della previa soddisfazione del creditore – Credito di regresso – Ammissione con riserva – Condizioni.
In tema di concorso di creditori, ex art. 61, comma 2 , l. fall., il fideiussore non ha un credito di regresso prima del pagamento e dunque non può essere ammesso con riserva per un credito condizionale; potrà invece essere ammesso al passivo solo dopo il pagamento, in surrogazione del creditore, considerata la natura concorsuale del credito di regresso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Agosto 2017, n. 19609.


Fallimento - Effetti - Per i creditori - Concorso dei creditori - Fideiussore "solvens" del fallito - Credito di regresso - Natura - Concorsuale - Fondamento - Conseguenze - Ammissione al passivo con riserva - Necessità - Esclusione.
Il credito di regresso del fideiussore, che abbia pagato integralmente il creditore dopo la dichiarazione di fallimento del debitore principale, ha natura concorsuale, in quanto esclude dal concorso, con effetto surrogatorio, il credito estinto, mutuandone la concorsualità, senza violare, quindi, il principio di cristallizzazione della massa passiva. Ne consegue che il fideiussore "solvens" può esercitare il credito di regresso, nei limiti imposti dalle regole inderogabili del concorso, anche qualora non ne abbia chiesto e ottenuto l'ammissione al passivo con riserva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 13 Luglio 2017, n. 17413.


Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Creditore di più coobbligati solidali - Insinuazione al passivo del fallimento di uno di essi - Insinuazione dello stesso credito al passivo del fallimento di altro coobbligato - Ammissibilità.
Il creditore di più coobbligati solidali può essere ammesso al passivo del fallimento di uno dei condebitori pur essendo già insinuato al concorso nel fallimento di altro coobbligato per lo stesso credito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Luglio 2016.


Appello avverso la dichiarazione di fallimento – Inammissibilità concordato preventivo – Norme sull’applicazione della prelazione insistente sui beni di un terzo coobligato del debitore concordatario – Regole in tema di legittimità informativa e fattibilità giuridica del piano – Mancata efficacia di giudicato della mera reiezione del concordato preventivo.
Il diritto di credito del titolare di diritto di prelazione soltanto su beni di un terzo coobbligato del debitore concordatario, alla luce del regime di solidarietà passiva stabilito dall’art. 61 l. fall., impone di riconoscere a tale creditore, in mancanza di un previo accordo, il diritto di voto ex art. 174 legge fall. in misura pari all’intero ammontare per il quale ricorre la solidarietà: dovendosi altresì curare, proprio perché vi è disposizione a maggioranza di un diritto esclusivo del singolo creditore, che qualora tale credito non raggiunga il quorum del 20% di cui all’art. 180, co. 4, l. fall., sia formata un’apposita classe utile all’esercizio del cram down. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Appello Genova, 05 Maggio 2016.


Fallimento - Effetti - Per i creditori - Creditore di coobbligati solidali - Insinuazione al passivo del coobbligato in solido del fallito - Diritto a partecipare al concorso per l'intero credito - Sussistenza - Fattispecie in tema di erronea apposizione di riserva atipica.
Il creditore ha diritto di concorrere nel fallimento del coobbligato fallito per l'intero debito per capitale e accessori sino all'integrale pagamento, anche nel caso in cui, in data successiva al fallimento, abbia ricevuto un pagamento parziale da un altro coobbligato. (Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto del tribunale che, respingendo l'opposizione allo stato passivo, aveva confermato l'ammissione del credito del coobbligato al passivo del fallimento «con riserva di detrazione di quanto eventualmente ricavato sui beni del terzo garante responsabile in solido»). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Maggio 2014.


Concordato preventivo – Adunanza dei creditori – Partecipazione dei fideiussori – Diritto di voto – Sussistenza..
La facoltà di intervenire all’adunanza dei creditori riconosciuta dall’articolo 174, comma 4, L.F. ai fideiussori risponde all’esigenza di tutelare questi soggetti dall’effetto del concordato, il quale produce l’esdebitazione del debitore senza liberare i garanti. A questi deve essere pertanto riconosciuto il diritto di voto anche nell’ipotesi in cui non siano stati ancora escussi dal creditore garantito. (Paola Castagnoli) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 15 Luglio 2011.


Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Non eseguita - Promessa di vendita di bene indiviso - Considerazione del bene come un "unicum" inscindibile - Fallimento di uno dei comproprietari promittenti venditori - Dichiarazione del curatore di scioglimento del contratto - Effetti - Caducazione del contratto "ab origine" - Conseguenze - Inammissibilità dell'azione ex art. 2932 cod. civ. e dell'azione di risoluzione per inadempimento nei riguardi degli altri comproprietari - Fondamento.
In tema di contratto preliminare di vendita di immobile indiviso, ove il bene sia stato considerato dalle parti come un "unicum" inscindibile e non con riferimento alle singole quote facenti capo a ciascuno dei comproprietari, allorché uno di costoro successivamente fallisca ed intervenga, poi, la dichiarazione di scioglimento del contratto da parte del curatore ex art. 72, quarto comma, della legge fall., resta preclusa al promissario compratore la possibilità di ottenere la sentenza costitutiva ex art. 2932 cod. civ. nei confronti degli altri comproprietari promittenti venditori rimasti "in bonis", sia pure limitatamente alle loro quote, poiché la dichiarazione di scioglimento del curatore determina il venir meno con effetti retroattivi della volontà negoziale manifestata dal promittente fallito e, dunque, di un elemento essenziale della volontà negoziale unitaria manifestata dai promittenti; non essendo pertanto ipotizzabile una scindibilità dell'unico contratto, la sopravvenuta impossibilità di adempiere da parte dei promittenti venditori "in bonis" esclude parimenti che possa essere coltivata nei loro confronti alcuna azione di risoluzione, discendente da inadempimento anteriore allo scioglimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 2009.


Fallimento – Effetti – Per i creditori – Concorso dei creditori – Fideiussore del fallito – Pagamento del creditore dopo la dichiarazione di fallimento del debitore principale – Credito di regresso nei confronti del fallito – Assenza di precedente ammissione al passivo con riserva – Azionabilità da parte del fideiussore solvente anche in via di insinuazione tardiva – Fondamento – Limiti..
Il credito di regresso del fideiussore che abbia pagato integralmente il creditore dopo la dichiarazione di fallimento del debitore principale fallito ha natura concorsuale in quanto, oltre a trarre origine da un atto giuridico anteriore all'apertura della procedura fallimentare, esclude dal concorso, con effetto surrogatorio, il credito estinto e può quindi essere esercitato dal "solvens", nei limiti imposti dalle regole inderogabili del concorso, anche quando questi non abbia chiesto e ottenuto in precedenza la insinuazione al passivo con riserva, ex art.55 legge fall., della propria pretesa di rivalsa. (Fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 17 Gennaio 2008, n. 903.


Fallimento – Creditore di più coobbligati solidali – Regresso del coobbligato – Regresso tra coobbligati falliti – Condizione dell’integrale pagamento del creditore – Ratio della norma..
A norma degli artt. 61 e 62, commi 1 e 2, legge fallimentare, mentre per i pagamenti effettuati prima della dichiarazione di fallimento il coobbligato o il fideiussore può esercitare il regresso verso l'altro coobbligato fallito sempre e in ogni caso (mediante concorso nel fallimento della somma pagata), prescindendosi dal risultato dei pagamenti medesimi sulla sorte del credito principale (riduzione o estinzione), per i pagamenti effettuati dopo la dichiarazione di fallimento il regresso è sottoposto unicamente alla condizione che il creditore, per effetto del pagamento del coobbligato, resti completamente soddisfatto, così da non poter più concorrere nel passivo per alcuna entità residua. Ove detta condizione non si verifichi, per qualsiasi causa, il regresso non è ammesso ed è del tutto indifferente che il coobbligato, con il pagamento, abbia totalmente assolto la sua obbligazione (per esempio di fideiussione parziale) esigendosi per il sistema della legge l'adempimento per intero ex parte creditoris (e non debitoria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 17 Gennaio 2008, n. 903.


Fallimento - Stato passivo - Ammissione con riserva - Dei crediti condizionali - Credito condizionale - Nozione - Fattispecie in tema di garanzia impropria in ordine al pagamento degli oneri di urbanizzazione, assunta pattiziamente nei confronti dell'acquirente dal venditore, poi fallito, di terreno da lottizzare a scopo edilizio - Ammissione al passivo dell'acquirente condizionatamente al pagamento di tali oneri - Esclusione.
L'art. 55, terzo comma, legge fall., nel prevedere la partecipazione al concorso con riserva (a norma degli artt. 95 e 113 della stessa legge) dei crediti condizionali, è norma eccezionale, che devia dal principio generale della cristallizzazione operata dalla dichiarazione di fallimento sulla situazione del passivo dell'imprenditore, e come tale non suscettibile di applicazione analogica a diritti i cui elementi costitutivi non si siano integralmente realizzati anteriormente alla detta dichiarazione, in tal caso versandosi in ipotesi, non già di mera inesigibilità della pretesa, ma di credito non ancora sorto ed eventuale. Pertanto, in presenza di un patto, qualificabile di garanzia impropria, con il quale l'originario proprietario del terreno da lottizzare a scopo edilizio, successivamente fallito, assuma su di sè l'onere di tutte le spese di urbanizzazione, in tal senso obbligandosi verso l'acquirente del singolo lotto, deve escludersi l'ammissione con riserva dell'acquirente al passivo fallimentare subordinatamente all'avvenuto pagamento, da parte sua, degli oneri in questione, giacché detto pagamento costituisce elemento costitutivo della fattispecie, e non condizione di efficacia del patto di garanzia impropria, di tal che prima di esso non è ipotizzabile un diritto dell'acquirente in attesa di divenire operativo. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 08 Agosto 2003, n. 11953.


Fallimento dell'agente di cambio - Disciplina degli artt. 61 e 62 legge fall. - Disciplina del R.D.L. n. 815 del 1932 sullo speciale fondo di garanzia - Incompatibilità tra le due discipline - Esclusione. .
In relazione al fallimento dell'agente di cambio (espressamente previsto dall'art. 4 legge fallimentare), non si pone alcun problema di incompatibilità tra la disciplina del R.D.L. n. 815 del 1932 (che, all'art. 9, istituisce un fondo comune di garanzia a disposizione dei creditori dell'agente di cambio e ne disciplina l'utilizzazione attraverso il Comitato) e quella degli artt. 61 e 62 legge fallimentare, che regolano la posizione del creditore nei confronti di più coobbligati solidali nel caso di fallimento di uno di essi, a seconda che il pagamento da parte del coobbligato non fallito sia avvenuto dopo o prima del fallimento medesimo. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 17 Aprile 1999, n. 3841.