TITOLO II - Del fallimento
Capo III - Degli effetti del fallimento
Sez. II - Degli effetti del fallimento per i creditori

Art. 59

Crediti non pecuniari
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. I crediti non scaduti, aventi per oggetto una prestazione in danaro determinata con riferimento ad altri valori o aventi per oggetto una prestazione diversa dal danaro, concorrono secondo il loro valore alla data della dichiarazione di fallimento. (1)


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(1) C. cost. 19 dicembre 1986, n. 300, ha dich. l'illeg. del combinato disposto dal articolo richiamato dall'art. 169 del decreto, ove esclude le rivendicazioni dei crediti di lavoro per il periodo successivo alla domanda di concordato preventivo. C. cost. 20 aprile 1989, n. 204, ha dich. l'illeg. cost. del articolo, anche in relazione all'art. 429, terzo comma, c.p.c., ove non prevede la rivalutazione dei crediti da lavoro con riguardo al periodo successivo all'apertura del fallimento fino al momento in cui lo stato passivo diviene definitivo. C. cost. 22 dicembre 1989, n. 567, ha dich. l'illeg. cost. del articolo, in relazione all'art. 1 d.l. n. 26 del 1979, ove non prevede la rivalutazione dei crediti di lavoro con riguardo al periodo successivo al decreto ministeriale con cui si dispone la procedura di amministrazione straordinaria fino al momento in cui la verifica del passivo diviene definitiva.

GIURISPRUDENZA

Dichiarazione di fallimento - Diritto del promissario venditore alla stipula del contratto definitivo - Legittimazione alla richiesta del fallimento del promissario acquirente - Sussistenza.
Il diritto del promissario venditore alla stipula del contratto definitivo integra la fattispecie del diritto di credito che, ai sensi dell'articolo 1 L.F. legittima il titolare a richiedere il fallimento del promissario acquirente e ciò anche in forza dell'articolo 59 L.F., il quale prevede il concorso di crediti aventi ad oggetto una prestazione diversa dal denaro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Aprile 2015.


Dichiarazione di fallimento - Legittimazione alla richiesta del promettente acquirente - Sussistenza.
Il promettente acquirente è legittimato a proporre ricorso per dichiarazione di fallimento anche nel caso in cui non abbia assunto alcuna iniziativa volta ad ottenere la risoluzione del contratto preliminare e la condanna del promittente venditore alla restituzione delle somme versate; egli ha, infatti, diritto, in forza del predetto contratto, all’adempimento dell'obbligazione traslativa e, ai fini dell'articolo 6 L.F., è creditore anche chi sia titolare di una pretesa di natura obbligatoria avente ad oggetto una prestazione diversa dal denaro, deponendo in tal senso il chiaro disposto dell’art. 59 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Gennaio 2015.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Formazione dello stato passivo - In genere - Liquidazione coatta amministrativa di compagnia di assicurazione - Crediti da lavoro - Rivalutazione - Ammissibilità - Limiti temporali - Fondamento..
In tema di liquidazione coatta amministrativa di compagnia di assicurazione, il meccanismo di rivalutazione di cui all'art. 429 cod. proc. civ., riguardante i crediti da lavoro resta fermo per effetto della declaratoria d'incostituzionalità (v. Corte costituzionale, sent. n. 204 del 1989) del combinato disposto dell'art. 59 legge fall. e dello stesso art. 429, terzo comma, cod. proc. civ. - nella parte in cui non prevede la rivalutazione di tale credito tra l'apertura del fallimento e la definitività dello stato passivo - nonché dell'art. 55, primo comma, e 54, terzo comma, legge fall. - nella parte in cui non estendono il privilegio agli interessi dovuti su tali crediti nel periodo successivo alla dichiarazione di fallimento - con la conseguenza che i crediti vantati dai lavoratori delle compagnie assicurative poste in liquidazione coatta amministrativa sono suscettibili di rivalutazione dall'inizio della procedura concorsuale sino al deposito dello stato passivo, per effetto dell'art. 201 della citata legge fall. che espressamente sancisce l'applicabilità alla procedura di liquidazione coatta amministrativa di tutte le disposizioni contenute nel titolo II, capo III, sez. II, della detta legge con rinvio operato al testo vigente del citato art. 59 legge fall., così come modificato per effetto della declaratoria di incostituzionalità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 31 Agosto 2010, n. 18894.