TITOLO II - Del fallimento
Capo III - Degli effetti del fallimento
Sez. I - Degli effetti del fallimento per il fallito

Art. 48

Corrispondenza diretta al fallito
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il fallito persona fisica è tenuto a consegnare al curatore la propria corrispondenza di ogni genere, inclusa quella elettronica, riguardante i rapporti compresi nel fallimento. (1)

II. La corrispondenza diretta al fallito che non sia persona fisica è consegnata al curatore. (2)

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(1) Comma modificato dall’art. 4 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
(2) Comma aggiunto dall’art. 4 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
Le modifiche (1) e (2) si applicano ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.).

GIURISPRUDENZA

Processo civile - Dichiarazione di fallimento - Interruzione - Decorrenza dalla conoscenza legale dell'evento introduttivo.
All’esito di una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 305 cod. proc. civ. anche per il curatore di un fallimento il dies a quo del termine di tre mesi per la riassunzione del processo decorre non dalla data di apertura del fallimento bensì dalla data di interruzione del processo in assenza di prova legale della conoscenza da parte del curatore dell’esistenza del giudizio medesimo in data antecedente alla dichiarazione di interruzione. (Vincenzo D'Ambra) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 16 Aprile 2015.


Art. 48 l.f. – Indirizzo di posta elettronica – Certificata – Sito internet – Società – Persona fisica – Poteri del curatore – Diritti del fallito..
Il fallito - persona fisica - mantiene il diritto di avere un proprio sito di posta elettronica, anche certificata ed è del tutto illegittima l'eventuale richiesta del curatore di chiuderlo e di sostituirlo con il proprio sito, con la conseguenza che una tale istanza va rigettata in quanto contraria al disposto dell'art. 48 l. fall. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata)

L'articolo 48 L.F., nella parte in cui prescrive che la corrispondenza diretta al fallito che non sia persona fisica deve essere consegnata al curatore, va interpretato nel senso che anche la posta elettronica debba essere consegnata al curatore, con la conseguenza che il curatore ha diritto di esaminare il sito internet intestato alla società, prendendo visione dei relativi messaggi. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) 

Anche la richiesta del curatore di sostituire con un proprio indirizzo di posta elettronica quello indicato nel sito internet della società deve essere rigettata in quanto non contemplata dalla legge ed in quanto la società e i suoi organi mantengono la titolarità dell'indirizzo, verificandosi anche in questo caso solo uno spossessamento a favore della curatela fallimentare, ben potendo avere la società un interesse al mantenimento del sito (ad esempio in vista di un concordato fallimentare o di chiusura del fallimento per insussistenza del passivo, ecc...). (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 26 Aprile 2013.


Corrispondenza diretta al fallito – Obbligo del fallito di consegna al curatore del fallimento – Illegittimità costituzionale per contrasto con gli artt. 3, 24 e 111 Cost. – Manifesta inammissibilità..
E’ manifesta inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 48 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), così come modificato dall'art. 45 del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'articolo 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Brescia con l'ordinanza in epigrafe.

(La questione di legittimità costituzionale dell'art. 48 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 è stata sollevata con riferimento alla parte in cui, senza distinguere fra imprenditore persona fisica e imprenditore persona giuridica, non prevede più che la corrispondenza diretta a soggetto del quale sia stato dichiarato il fallimento debba essere direttamente consegnata al curatore fallimentare, il quale aveva diritto di trattenere quella riguardante interessi patrimoniali, prevedendo, invece, l'obbligo per l'imprenditore fallito, o per gli amministratori o i liquidatori in caso di fallimento di persona giuridica, di consegnare al curatore la corrispondenza riguardante i rapporti compresi nel fallimento.)
Corte Costituzionale, 23 Novembre 2007, n. 393.


Fallimento – Corrispondenza diretta alla società fallita – Obbligo di consegna al curatore – Mancata previsione di sanzione – Questione di incostituzionalità – Rilevanza..
E’ ammissibile e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 48 della legge fallimentare, così come modificato, con effetto dal 16 gennaio 2006, dall’art. 45 del d. lgs. n. 5/2006, nella parte in cui non prevede alcuna sanzione per gli amministratori della società fallita che non ottemperino all’obbligo di consegnare al curatore fallimentare la corrispondenza riguardante i rapporti compresi nel fallimento. Tribunale Brescia, 20 Giugno 2006.