TITOLO II - Del fallimento
Capo II - Degli organi preposti al fallimento
Sez. IV - Del comitato dei creditori

Art. 40

Nomina del comitato
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il comitato dei creditori è nominato dal giudice delegato entro trenta giorni dalla sentenza di fallimento sulla base delle risultanze documentali, sentiti il curatore e i creditori che, con la domanda di ammissione al passivo o precedentemente, hanno dato la disponibilità ad assumere l’incarico ovvero hanno segnalato altri nominativi aventi i requisiti previsti. Salvo quanto previsto dall’articolo 37-bis, la composizione del comitato può essere modificata dal giudice delegato in relazione alle variazioni dello stato passivo o per altro giustificato motivo.

II. Il comitato è composto di tre o cinque membri scelti tra i creditori, in modo da rappresentare in misura equilibrata quantità e qualità dei crediti ed avuto riguardo alla possibilità di soddisfacimento dei crediti stessi.

III. Il comitato, entro dieci giorni dalla nomina, provvede, su convocazione del curatore, a nominare a maggioranza il proprio presidente.

IV. La sostituzione dei membri del comitato avviene secondo le modalità stabilite nel secondo comma.

V. Il comitato dei creditori si considera costituito con l'accettazione, anche per via telematica, della nomina da parte dei suoi componenti, senza necessita' di convocazione dinanzi al curatore ed anche prima della elezione del suo presidente. (1)

VI. Il componente del comitato che si trova in conflitto di interessi si astiene dalla votazione.

VII. Ciascun componente del comitato dei creditori può delegare in tutto o in parte l’espletamento delle proprie funzioni ad uno dei soggetti aventi i requisiti indicati nell’articolo 28, previa comunicazione al giudice delegato.

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(1) Comma aggiunto dal D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla L. 30 giugno 2016, n. 119. La modifica è entrata in vigore il 4 maggio 2016.

GIURISPRUDENZA

Fallimento - Organi della procedura - Comitato dei creditori - Potere del giudice delegato di sostituzione dei membri - Natura amministrativa ed ordinatoria - Impugnazione con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione.
Il provvedimento con il quale il giudice delegato al fallimento accoglie o respinge la richiesta di sostituzione di un membro del comitato dei creditori ai sensi dell'art. 40 legge fall. ha natura amministrativa ed ordinatoria ed è privo di portata decisoria su posizioni di diritto soggettivo, con la conseguenza che lo stesso non è impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost.

La disciplina regolante la partecipazione agli organi della procedura concorsuale è dettata unicamente a tutela dell'interesse pubblicistico al regolare svolgimento e al buon esito della procedura stessa, incidendo solo indirettamente sugli interessi dei componenti del comitato dei creditori o dei creditori ammessi al concorso (Cass. civ., sez. I, 13 marzo 2015, n.5094). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 23 Maggio 2018, n. 12821.


Fallimento – Liquidazione dell’attivo – Parere vincolante del comitato dei creditori – Omessa menzione.
La mancata menzione, nel provvedimento autorizzativo del giudice delegato, del parere vincolante del comitato dei creditori e di ogni richiamo all’impossibilità di costituzione o funzionamento dell’organo costituisce vizio dell’atto solo se, pur essendo stato costituito e regolarmente funzionante il suddetto comitato, non ne sia stato acquisito il parere favorevole; se, viceversa, il comitato stesso non sia stato ancora costituito, il provvedimento autorizzativo del Giudice delegato, che in questo caso esercita anche i poteri del comitato dei creditori, vale al tempo stesso quale parere favorevole dell’organo mancante, per l’ovvia considerazione che autorizzare qualcosa implica necessariamente la manifestazione espressa di una valutazione favorevole a ciò che si autorizza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 03 Novembre 2016.


Fallimento – Liquidazione dell’attivo – Parere vincolante del comitato dei creditori – Omessa menzione.
L’organo di gestione della procedura, fino a quando la vendita non si è perfezionata con il versamento integrale del prezzo, ben può decidere di sospenderla se perviene, anche dopo che il prelazionario abbia dichiarato di volersi avvalere della prelazione sul prezzo scaturito all’esito della gara competitiva, un’offerta irrevocabile d’acquisto migliorativa per un importo non inferiore al dieci per cento del prezzo offerto. Diversamente opinando, infatti, la prelazione si trasformerebbe in un diritto diverso e di maggiore ampiezza, assumendo i caratteri dell’opzione ovvero del contratto preliminare, istituti negoziali, questi, che non possono trovare ingresso nelle vendite concorsuali in quanto palesemente incompatibili con la natura delle procedure di vendita forzata, nelle quali la scelta dell’acquirente non può avvenire consentendo ad uno degli interessati di sottrarsi alla competizione con gli altri, ciò che non accade, invece, nel caso della prelazione, che non impedisce la corsa al rialzo, anche nei modi di cui al 4° comma dell’art. 107 della legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 03 Novembre 2016.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Sentenza - Gravami - Termini - Termine breve ex art. 99, comma 5, l.fall. "ratione temporis" vigente - Ambito di applicabilità - Ai capi attinenti alla formazione dello stato passivo e a quelli intrinsecamente connessi - Fondamento - Fattispecie.
In tema di opposizione allo stato passivo, il termine di trenta giorni per la proposizione del ricorso per cassazione, prescritto dall'art. 99 della l.fall. (nel testo applicabile "ratione temporis", anteriore al d.lgs. n. 5 del 2006) riguarda sia i capi della sentenza di appello che attengano specificamente alla formazione dello stato passivo, sia quelli trattati nel giudizio di opposizione che risultino connessi in modo intrinseco e non meramente estrinseco, senza che costituisca criterio decisivo il fatto che potessero o meno essere trattati anche fuori dal giudizio di opposizione al passivo. (Nella specie, la S.C. ha osservato che si verteva in ipotesi di connessione intrinseca, poiché l'eccezione di compensazione e la domanda riconvenzionale, formulate dalla curatela nel giudizio d'opposizione allo stato passivo promosso da un dipendente avverso il provvedimento di reiezione dell'istanza di ammissione di crediti retributivi, inerivano al medesimo percorso logico-giuridico che determinava la quantificazione del credito da ammettere, aggiungendo che la conseguente decadenza dell'impugnazione non era esclusa dalla riproposizione davanti al giudice del lavoro, da parte della curatela, della riconvenzionale già avanzata nel giudizio di opposizione allo stato passivo, atteso che la riunione delle cause non impediva a ciascuna domanda di seguire la disciplina processuale sua propria). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 17 Marzo 2016, n. 5299.


Comitato dei creditori - Conflitto di interesse - Natura.
Il conflitto d’interesse di un membro del comitato dei creditori deve essere identificato nell’interesse esterno riconducibile allo stesso, in guisa che egli non possa perseguire l’interesse comune nello specifico affare devoluto alla competenza dell’organo di cui fa parte senza sacrificare il proprio tornaconto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Dicembre 2015.


Comitato dei creditori - Delega delle proprie funzioni - Conferimento del mandato alle liti - Esclusione.
L'elezione di domicilio ed il conferimento del mandato alle liti senza ulteriore specificazione non vale di per sé a porre in essere la delega del componente del comitato dei creditori all'espletamento delle proprie funzioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Dicembre 2015.


Fallimento - Comitato dei creditori - Sostituzione di membri - Presupposti - Fattispecie in tema di conflitto di interessi.
Non è sufficiente il timore di un potenziale conflitto di interessi perché il giudice delegato provveda alla sostituzione dei componenti del comitato dei creditori, essendo invece necessaria l'esistenza di un pregiudizio attuale e concreto agli interessi della massa dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 19 Marzo 2015.


Comitato dei creditori - Disciplina del conflitto di interessi - Violazione del dovere di informazione - Sussistenza del danno - Necessità..
Alla materia del conflitto di interessi del componente del comitato dei creditori, per il quale l'articolo 40, legge fallimentare prevede l'obbligo di astensione, può essere applicato il principio generale vigente in materia societaria, e quindi in tema di conflitti di natura privatistica, secondo il quale la violazione del dovere di informazione sul conflitto e dell'obbligo di astensione rilevano unicamente se le deliberazioni assunte con la partecipazione del soggetto in conflitto possono arrecare un danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011.


Comitato dei creditori - Violazione delle norme sul conflitto di interessi - Mancata impugnazione della delibera del comitato - Mancata richiesta di sostituzione del membro in conflitto - Ripercussione del vizio sulle fasi successive della procedura - Esclusione..
Il vizio derivante da una situazione di conflitto di interessi di un componente del comitato dei creditori non si ripercuote sulle fasi successive del procedimento qualora non sia stata formulata richiesta di sostituzione del membro del comitato ritenuto in conflitto di interessi o la delibera del comitato non sia stata tempestivamente reclamata ai sensi dell'art. 36, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi – Dichiarazione dello stato di insolvenza – Nomina di un comitato dei creditori – Nomina da parte del Giudice delegato – Ammissibilità. (31/08/2010).
La  nomina del comitato dei creditori, nel contesto della procedura di amministrazione straordinaria delle imprese in crisi,  può essere rimessa dal Tribunale al Gd che vi provvederà, dopo l’individuazione da parte del Commissario giudiziale, dei creditori aventi i requisiti previsti dall’art. 40 LF. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 26 Aprile 2010, n. 0.