TITOLO V - Della liquidazione coatta amministrativa

Art. 211

Società con responsabilità sussidiaria limitata o illimitata dei soci (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE



(abrogato)



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(1) Articolo abrogato dall’art. 18 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169. La modifica si applica ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.).

GIURISPRUDENZA

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - In genere - Piano di riparto per la estinzione delle passività sociali - Modifiche od integrazioni costituenti diretta conseguenza delle osservazioni o contestazioni dei soci - Natura - Piano nuovo - Configurabilità - Esclusione - Provvedimento terminale della procedura prevista dall'art. 151 legge fall., applicabile, per effetto del richiamo di cui all'art. 211 della stessa legge, anche alla liquidazione coatta amministrativa - Conseguenze - Rinnovo della procedura di deposito e comunicazione a tutti i soci - Necessità - Esclusione - Decreto dichiarativo della esecutività del piano aggiornato, depositato in cancelleria unitamente al piano stesso, senza che questo sia stato nuovamente comunicato ai soci - Inesistenza - Configurabilità - Esclusione. .
In tema di liquidazione coatta amministrativa, il piano di riparto, formato dal commissario liquidatore al fine di richiedere ai soci le somme necessarie per l'estinzione delle passività sociali, a norma dell'art. 151 legge fall. - applicabile, per effetto del rinvio operato dall'art. 211 della stessa legge, alla predetta procedura - e depositato presso la cancelleria, al fine di consentire ai soci di formulare nel termine perentorio di quaranta giorni dall'avviso di deposito, osservazioni o contestazioni, ove modificato, o integrato, dal presidente della sezione fallimentare, a seguito di tali osservazioni o contestazioni, non configura un piano nuovo, con conseguente necessità di rinnovo della descritta procedura di deposito e comunicazione a tutti i soci, costituendo, invece, il provvedimento terminale della procedura prevista dal citato art. 151 legge fall. per la ripartizione degli oneri. Ne consegue che non può ritenersi inesistente il decreto che renda esecutivo detto piano aggiornato, depositato in cancelleria unitamente al piano stesso senza che questo sia stato nuovamente comunicato ai soci. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Novembre 2000, n. 15304.