TITOLO V - Della liquidazione coatta amministrativa

Art. 200

Effetti del provvedimento di liquidazione per l'impresa
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione si applicano gli artt. 42, 44, 45, 46 e 47 e se l'impresa è una società o una persona giuridica cessano le funzioni delle assemblee e degli organi di amministrazione e di controllo, salvo per il caso previsto dall'art. 214.

II. Nelle controversie anche in corso, relative a rapporti di diritto patrimoniale dell'impresa, sta in giudizio il commissario liquidatore.


GIURISPRUDENZA

Liquidazione coatta amministrativa – Società Cooperative – Inefficacia ex art. 44 L.F. – Privilegio fondiario ex art. 41 TUB – Inapplicabilità.
Al contrario di quanto avviene nelle ipotesi di fallimento, in caso di liquidazione coatta amministrativa, dei soli enti cooperativi, il creditore fondiario non può proseguire la procedura individuale eventualmente iniziata prima della procedura concorsuale. (Lorenzo Serretti) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 12 Agosto 2016.


Società cooperative - Scioglimento - Cause - Atto dell'autorità - Liquidazione coatta amministrativa per scioglimento di società cooperativa ex art. 2545 septiesdecies c.c. - Giudizio d'appello pendente - Improcedibilità - Esclusione - Prosecuzione del giudizio nei confronti del commissario liquidatore - Ragioni.
Lo scioglimento d'ufficio della società cooperativa, disposto, ai sensi dell'art. 2545 septiesdecies c.c., pendente, nei suoi confronti, un giudizio di appello, non comporta l'improcedibilità del gravame, ma - in applicazione delle norme dettate per la liquidazione coatta amministrativa, ivi compreso l'art. 96, comma 2, n. 3, l.fall., nel testo introdotto dal d.lgs. n. 5 del 2006 - la sua prosecuzione e decisione nei confronti del nominato commissario liquidatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Gennaio 2016, n. 1083.


Liquidazione coatta amministrativa - Prosecuzione dell'attività - Mancanza di autorizzazione - Acquisizione alla procedura delle somme affluite sui conti correnti - Eccezioni opponibili dalla banca - Deduzione delle passività.
È applicabile anche al caso della società posta in liquidazione coatta amministrativa che abbia proseguito l'attività di impresa per un certo periodo di tempo ed in assenza dell'autorizzazione del commissario giudiziale il principio secondo il quale le somme affluite sul conto corrente della medesima in epoca successiva all'apertura della procedura e delle quali non risulti provato il titolo di acquisizione possono essere immediatamente apprese dal curatore; in tal caso, la banca convenuta per la restituzione di dette somme potrà opporre, in via di eccezione e con onere della prova a suo carico, che le rimesse sul conto costituiscono provento della gestione di un'attività esercitata dall'impresa dopo l'apertura della procedura, dalle quali devono essere detratti i pagamenti eseguiti a terzi mediante assegni bancari tratti sul conto e costituenti passività sostenute per la produzione del reddito e ciò indipendentemente dal fatto che le somme in questione siano riferibili ad una nuova attività iniziata in epoca successiva alla dichiarazione di fallimento o a quella stessa attività che l'impresa già esercitava e che, nonostante la mancanza di autorizzazione, abbia successivamente proseguito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 05 Maggio 2015.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Organi - Commissario liquidatore - In genere - Inesistenza della revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa e del decreto di liquidazione coatta amministrativa - Legittimazione sostanziale e processuale del commissario - Esclusione - Condizioni - Accertamento in via principale e con efficacia di giudicato - Necessità - Effetti - Decorrenza.
Nel caso di ritenuta inesistenza della revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa e del conseguente decreto di messa in stato di liquidazione coatta amministrativa della società, la legittimazione sostanziale e processuale del commissario liquidatore può essere esclusa soltanto per effetto dell'accertamento - compiuto, in via principale, quanto meno tra la società "in bonis" ed il Ministero competente, con l'intervento dello stesso commissario - dell'avvenuta emissione in carenza di potere dei menzionati provvedimenti. Tale accertamento deve risultare da una sentenza passata in giudicato, la quale, traducendosi nell'affermazione dell'inesistenza giuridica della procedura concorsuale, comporta la cessazione dei poteri rappresentativi e gestionali spettanti al commissario, senza peraltro che il venir meno della legittimazione di quest'ultimo implichi l'inesistenza degli atti legalmente compiuti nell'ambito della procedura e nei rapporti con i terzi, operando la predetta declaratoria con efficacia "ex nunc". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Gennaio 2014.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Amministrazione controllata - Amministrazione straordinaria - Consecuzione - Conto corrente bancario - Scoperto preesistente alla prima procedura - Pagamento nel corso della prima o della seconda procedura - Revocabilità ex art. 67 legge fall. - Esclusione - Inefficacia nei confronti della massa ex art. 44, legge fall. - Sussistenza - Fattispecie anteriore al D.lgs. n. 270 del 1999.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - In genere - Amministrazione straordinaria susseguente ad amministrazione controllata - Conto corrente bancario - Scoperto preesistente alla prima procedura - Pagamento nel corso della prima o della seconda procedura - Revocabilità ex art. 67 legge fall. - Esclusione - Inefficacia nei confronti della massa ex art. 44, legge fall. - Sussistenza - Fattispecie anteriore al D.lgs. n. 270 del 1999.
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Nel caso di assoggettamento dell'imprenditore alla procedura di amministrazione controllata, alla quale sia seguita l'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, il pagamento dei debiti preesistenti alla data del decreto di ammissione alla prima procedura per scoperto di conto corrente bancario - contratto che non è sciolto dall'apertura di detta procedura concorsuale, non essendo a questa applicabile l'art. 72, legge fall. - non può costituire oggetto di azione revocatoria fallimentare (art. 67, legge fall.), in quanto detto pagamento deve ritenersi inefficace nei confronti della massa dei creditori, in virtù dei principi ricavabili dall'art. 188, legge fall., nel caso in cui sia effettuato nel corso della prima procedura, e, in forza dell'art. 44, legge fall., applicabile ex art. 1, D.L. n. 26 del 1979, e degli artt. 200 e 201, legge fall., qualora avvenga nel corso della seconda procedura.(Nell'enunciare siffatto principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, a fronte della domanda diretta ad ottenere la dichiarazione di inefficacia delle rimesse aventi carattere solutorio effettuate nel corso della seconda procedura, aveva limitato il proprio esame alle rimesse anteriori all'apertura della procedura, ritenendole peraltro revocabili ex art. 67, legge fall., anziché inefficaci). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2003, n. 18380.


Liquidazione coatta amministrativa – Azione revocatoria – Prescrizione — Termine – Decorrenza.
Nella liquidazione coatta amministrativa, il termine di prescrizione, ai fini dell'esercizio delle azioni recuperatorie soggette a prescrizione, decorre dal secondo dei due provvedimenti (amministrativo o giurisdizionale), cioè soltanto a partire dal momento in cui il diritto (di azione) è in concreto esercitabile: infatti, prima del decreto non c’é ancora un Commissario, e, quindi, il diritto non può essere esercitato, mentre prima della dichiarazione di insolvenza l’azione non è ancora sorta. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Giugno 2000.


Fallimento - Accertamento del passivo - Scrittura privata - Certezza e computabilità della data - Prova del credito sia in azione causale che in azione cambiaria
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In Sede di formazione dello stato passivo, nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa, il conflitto fra creditori anteriori, che concorrono, e creditori posteriori, che non partecipano, comporta, in fase di verifica o di opposizione al medesimo stato passivo, che la scrittura privata, allegata a documentazione di un credito, è soggetta, rispetto agli altri creditori, in qualità di terzi, alle regole dettate dall'art. 2704 primo comma cod. civ. in tema di certezza e computabilità della data; regole che possono essere fatte valere dal curatore o dal Commissario, nell'interesse della massa. Tale principio si applica anche alle cambiali, sia quando sono prodotte come prova di una promessa di pagamento a persona determinata, con l'Azione causale promossa contro qualunque obbligato cambiario, stante il carattere recettizio di tale promessa (e la conseguente non invocabilità del secondo comma del citato art. 2704 cod. civ.), sia quando venga esercitata l'Azione cambiaria, contro l'obbligato principale od il traente, alla stregua del carattere costitutivo della scrittura contenente l'obbligazione cambiaria nei confronti di colui al quale od all'ordine del quale deve farsi il pagamento. (massima ufficiale)
Cassazione Sez. Un. Civili, 28 Agosto 1990, n. 8879.


Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Commissario liquidatore - Operazioni, poteri e responsabilità - Poteri - Integrazione - Autorizzazione dell'autorità amministrativa - Azione di responsabilità contro gli amministratori ed i controllori - Transazioni e rinuncia - Necessità - Proposizione di impugnazione - Esclusione.
Nella liquidazione coatta amministrativa i poteri del Commissario liquidatore in materia giudiziale debbono essere integrati dall'autorizzazione dell'autorita amministrativa che esercita la vigilanza sulla liquidazione solo quando si tratta di promuovere l'Azione di responsabilita di cui agli artt 2393 e 2394 cod civ (art 206 comma primo RD 16 marzo 1942 n 267) o di porre in essere gli Atti di cui all'art 35 del citato RD n 267 del 1942 e non anche nel caso di proposizione di impugnazioni. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 19 Giugno 1972, n. 1935.