TITOLO V - Della liquidazione coatta amministrativa

Art. 196

Concorso fra fallimento e liquidazione coatta amministrativa
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Per le imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa, per le quali la legge non esclude la procedura fallimentare, la dichiarazione di fallimento preclude la liquidazione coatta amministrativa e il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa preclude la dichiarazione di fallimento.


GIURISPRUDENZA

Fallimento - Società cooperativa - Imprenditore commerciale - Presupposti - Lucro oggettivo - Necessità - Fine mutualistico - Compatibilità - Fallibilità - Fattispecie.
Lo scopo di lucro (c.d. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, essendo individuabile l'attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell'attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest'ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, ben può essere presente anche in una società cooperativa, pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci. Ne consegue che anche tale società ove svolga attività commerciale può, in caso di insolvenza, può essere assoggettata a fallimento in applicazione dell'art. 2545 terdecies cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza dichiarativa di fallimento di una società cooperativa avente quale oggetto la commercializzazione verso terzi di prodotti agricoli conferiti dai soci, dei quali la società incassava il prezzo, senza che sia risultato provato che tutte le operazioni di vendita ed incasso compiute dalla società siano state seguite dal completo versamento del denaro ai soci). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Marzo 2014.


Società pubblica – Assoggettabilità a fallimento o liquidazione coatta amministrativa – Alternatività – Applicazione dell’art. 196 legge fall...
La disciplina delle società per azioni debitrici dello Stato per un ammontare superiore al quadruplo del capitale sociale (R.D.L. 17 gennaio 1935, n. 2) non esclude l’assoggettamento a fallimento di tali società, le quali, ai sensi dell’art. 196, legge fallimentare, laddove si tratti di società per azioni o di società in accomandita per azioni, possono essere assoggettate in via alternativa a liquidazione coatta amministrativa o a fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 22 Giugno 2007.