TITOLO III - Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione
Capo IV - Della deliberazione del concordato preventivo

Art. 175

Discussione della proposta di concordato
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. Nell'adunanza dei creditori il commissario giudiziale illustra la sua relazione e le proposte definitive del debitore e quelle eventualmente presentate dai creditori ai sensi dell'articolo 163, comma quarto. (1)

II. [...] (2)

III. Ciascun creditore puo' esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili o convenienti le proposte di concordato e sollevare contestazioni sui crediti concorrenti. Il debitore puo' esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili o fattibili le eventuali proposte concorrenti. Quando il tribunale ha disposto che l'adunanza sia svolta in via telematica, la discussione sulla proposta del debitore e sulle eventuali proposte concorrenti e' disciplinata con decreto, non soggetto a reclamo, reso dal giudice delegato almeno dieci giorni prima dell'adunanza. (3) (4)

IV. Il debitore ha facoltà di rispondere e contestare a sua volta i crediti, e ha il dovere di fornire al giudice gli opportuni chiarimenti.

V. Sono sottoposte alla votazione dei creditori tutte le proposte presentate dal debitore e dai creditori, seguendo, per queste ultime, l'ordine temporale del loro deposito. (5)


_______________
(1) L'art. 3 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, ha aggiunto, alla fine del comma, le seguenti parole "e quelle eventualmente presentate dai creditori ai sensi dell'articolo 163, comma quarto."
(2) Comma soppresso dall'art. 3 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(3) Comma sostituito dall'art. 3 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(4) Ultimo periodo aggiunto dal D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla L. 30 giugno 2016, n. 119. La modifica è entrata in vigore il 4 maggio 2016.
(5) Comma aggiunto dall'art. 3 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(*) Le modifiche di cui alle note 1, 2, 3 e 5 si applicano ai procedimenti di concordato preventivo introdotti successivamente alla data del 21 agosto 2015 di entrata in vigore della citata legge di conversione.

GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Voto dei creditori espresso prima del deposito della relazione del commissario giudiziale - Validità - Esistenza della proposta concordataria definitiva - Necessità.
E' valido il voto espresso dai creditori anche prima del deposito della relazione del commissario giudiziale di cui all’articolo 172 L.F. purché abbiano avuto la possibilità di conoscere la proposta concordataria nella sua formulazione definitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 17 Luglio 2014.


Concordato di gruppo - Unicità della procedura, del piano e della adunanza dei creditori - Computo delle maggioranze riferito non ad ogni singola impresa ma all'unico programma concordatario.
Nel concordato di gruppo, i rapporti che legano le varie imprese del gruppo giustificano e legittimano sia una valutazione sostanziale che una trattazione a livello procedurale unitaria del piano concordatario e quindi una gestione integralmente unitaria della procedura concorsuale, con unica adunanza dei creditori e un computo delle maggioranze riferito non già ad ogni singola d'impresa bensì all'unico programma concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Manifestazione del voto in epoca anteriore al deposito della relazione del commissario giudiziale e all'adunanza - Ammissibilità..
È valido il voto di dissenso espresso dal creditore in qualunque momento, anteriore o posteriore al deposito del piano o all'adunanza dei creditori. Benché, infatti, l'attività del commissario giudiziale sia funzionale alla espressione di un voto informato, l'acquisizione di adeguate informazioni non è un obbligo ma un diritto del creditore e l'attività del commissario non è l'unica fonte di informazioni, potendo il creditore ritenersi in grado di valutare autonomamente la fattibilità e la convenienza del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 10 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Accertamento dei crediti - Rilevanza esclusivamente ai fini del voto e del computo delle maggioranze - Contestazione del debitore - Decadenza - Esclusione - Revocabilità e immodificabilità dei provvedimenti fino alla chiusura delle operazioni di voto..
I creditori che non risultino inseriti nell'elenco predisposto dal debitore che chiede l'ammissione al concordato preventivo o in quello rettificato dal commissario giudiziale possono chiedere al giudice delegato il riconoscimento dei rispettivi crediti esclusivamente ai fini dell'ammissione al voto e del calcolo delle maggioranze. In sede di adunanza il debitore ha facoltà di rispondere e contestare i crediti e ha il dovere di fornire al giudice gli opportuni chiarimenti, facoltà, questa, per la quale non è prevista decadenza alcuna, posto che l'ammissione o l'esclusione di eventuali crediti viene decisa sulla base di una verifica di carattere sommario ed i relativi provvedimenti, che hanno forma di decreto, possono essere revocati o modificati dallo stesso giudice delegato fino alla chiusura delle operazioni di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 20 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Offerta migliorativa successiva alla votazione - Inammissibilità - Obbligazione naturale..
Poiché le modificazioni alla proposta di concordato successive alla votazione dei creditori devono considerarsi inammissibili, l'impegno del debitore di pagare una percentuale maggiore che venga assunto dopo la votazione può essere considerato alla stregua di un'obbligazione naturale la quale, una volta adempiuta, non consente la ripetizione di quanto corrisposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Modifica della proposta prima dell'inizio delle operazioni di voto - Ammissibilità - Attivazione del procedimento di revoca ex art. 173 l.fall. - Modifica della proposta - Esclusione..
Prima dell'inizio delle operazioni di voto la proposta concordataria può essere modificata sempre che non sia stato in precedenza attivato il procedimento di revoca ex art. 173 l.fall. Una volta attivato il procedimento ex art. 173 l.fall. la procedura di concordato entra, infatti, in una fase di "limbo" durante la quale non possono essere invocate le norme che quella procedura caratterizzano. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Esposizione di credito contestato in misura inferiore a quella pretesa e senza il privilegio richiesto - Disamina della doglianza in sede di adunanza dei creditori - Corretta informazione del ceto creditorio..
La disamina, in sede di adunanza dei creditori, delle doglianze esposte da chi lamenti l'esposizione del proprio credito in misura inferiore a quella pretesa e senza riconoscimento del privilegio, è idonea a soddisfare le esigenze di corretta informazione del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Unica domanda di concordato - Previsione di un'unica massa attiva - Approvazione del concordato mediante distinte e separate adunanze e maggioranze - Necessità..
Qualora con riferimento ad un gruppo di imprese venga presentata un'unica domanda di concordato, con previsione di un'unica massa attiva da ripartire tra i creditori di tutte le società, l'approvazione del concordato da parte dei creditori dovrà aver luogo in adunanze separate e votazioni distinte per ciascuna società con conseguenti, rispettive e distinte maggioranze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 18 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Procedimento - Natura incidentale nell'ambito della procedura fallimentare - Sospensione impropria - Conseguenze.

Concordato preventivo - Revoca della procedura ex articolo 173 LF - Modifiche la domanda - Esclusione.

Concordato preventivo - Revoca della procedura - Falsa rappresentazione della realtà - Inganno potenzialmente idoneo a ledere gli interessi dei creditori - Esistenza in concreto del pregiudizio - Irrilevanza.
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La procedura concordataria si pone come un procedimento incidentale nell'ambito della procedura fallimentare e da' luogo ad una sospensione impropria della stessa la quale riprende se la procedura concordataria viene meno. (Andrea Balba) (riproduzione riservata)

La procedura ex art. 173, legge fallimentare rende inoperante la procedura di concordato preventivo con la conseguenza che non possono essere introdotte modifiche a proposte che riguardino una procedura che non é in corso. (Andrea Balba) (riproduzione riservata)
 
Ai fini della revoca della procedura di concordato preventivo é condizione sufficiente una falsa rappresentazione della realtà chi si sostanzi in un inganno potenzialmente idoneo a ledere gli interessi dei creditori senza che si debba indagare sull'esistenza o meno in concreto del pregiudizio. (Andrea Balba) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 29 Giugno 2011.


Fallimento – Iniziativa del P.M. – Contestuale domanda di concordato preventivo – Criterio della prevenzione.

Fallimento – Iniziativa del P.M. – Contestuale domanda di concordato preventivo – Preclusioni.

Concordato preventivo – Domanda di concordato – Modificabilità della domanda – Limite ultimo.

Concordato preventivo – Fase preliminare di ammissibilità alla procedura – Giudizio del Tribunale – Natura – Giudizio di fattibilità dell’esperto – Contenuto.
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Benché sia stato soppresso l’inciso del vecchio testo dell’art. 160 l.fall., la domanda di concordato preventivo deve essere trattata con precedenza rispetto ad una domanda di fallimento, attesa la funzione dell’istituto, volto a prevenire la dichiarazione di fallimento mediante il componimento del dissesto previsto nel piano di ristrutturazione dei debiti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

Il principio della prevenzione della domanda di concordato su quella di fallimento non può essere sovvertito dalla circostanza secondo la quale la prima sia stata depositata in pendenza dell’iniziativa, ex art. 7, l.fall., del P.M. in esito ad un precedente rigetto di una prima proposta di concordato, atteso che gli artt. 160 e ss. l.fall. non prevedono alcuna preclusione in ordine alla presentazione della domanda, fintanto che il tribunale non abbia dichiarato il fallimento del debitore. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

L’art. 175, secondo comma, l.fall. prevede esplicitamente che la proposta di concordato preventivo possa essere modificata, anche dopo l’ammissione alla procedura, fino all’inizio delle operazioni di voto nell’adunanza dei creditori, ponendo perciò come limite estremo di modificabilità della domanda la decisione dei creditori di approvazione o meno della proposta, in linea con la natura eminentemente contrattuale che connota il nuovo concordato preventivo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

In sede di giudizio di ammissibilità alla procedura di concordato preventivo, il Tribunale non ha alcun potere di addivenire ad una valutazione nel merito dell’adeguatezza e della convenienza dello stesso per i creditori, laddove il giudizio di fattibilità del piano effettuato dall’esperto appaia idoneo – sotto il profilo della logicità, coerenza, completezza e congruenza - ad assicurare una corretta informazione dei creditori e non riproduca in maniera generica e acritica le previsioni del piano di ristrutturazione, ma operi un vaglio sotto il profilo tanto fattuale che logico. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 10 Maggio 2011.


Concordato preventivo - Termine per la presentazione di modifiche alla proposta - Inizio delle operazioni di voto - Articolo 175, comma 2.l.f. - Applicabilità del divieto alla  presentazione di nuova proposta - Esclusione..
Il divieto contenuto nell'articolo 175, comma 2, legge fallimentare, per cui “la proposta di concordato non può più essere modificata dopo l'inizio delle operazioni di voto”, deve ritenersi riferito esclusivamente alla sola ipotesi di modifica  della originaria proposta e non è quindi applicabile all'ipotesi in cui venga formulata una diversa e nuova proposta che non costituisca integrazione o modifica della precedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Dicembre 2010.


Fallimento e concordato preventivo – Contemporanea pendenza dei due procedimenti – Presentazione di una nuova proposta di concordato – Previa decisione delle istanze di fallimento – Necessità. (29/06/2010).
In caso di contemporanea pendenza del procedimento di concordato preventivo e di quello per dichiarazione di fallimento, qualora la proposta di concordato venga respinta, il tribunale potrà procedere all’esame di una eventuale nuova proposta di concordato solo dopo aver deciso sull’istanza di fallimento già presentata e su quelle eventualmente sopraggiunte; depone in tale senso la struttura del procedimento previsto dagli artt. 162, comma 2, 179 e 175 della legge fallimentare, con particolare riferimento alla disposizione che non consente la modifica della proposta di concordato dopo che abbia avuto luogo l’adunanza dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 18 Giugno 2010, n. 0.


Fallimento – Concordato preventivo – Modifica della domanda a seguito di inammissibilità – Non configurabilità. (20/07/2010).
La proposta di concordato preventivo dichiarata inammissibile non può essere modificata o integrata fino all’inizio delle operazioni di voto, posto che non vi è alcuna procedura pendente, né proposta che si possa modificare; va invece presentata una nuova proposta. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 06 Luglio 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Modifica migliorativa della proposta intervenuta prima delle operazioni di voto – Comunicazione ai creditori – Non necessità..
Non è causa di nullità del procedimento o di lesione dei diritti dei creditori la mancata comunicazione agli stessi della proposta migliorativa di concordato preventivo intervenuta prima dell’inizio delle operazioni di voto così come consentito dall’art. 175 legge fallimentare, quand'anche riguardi l'impegno dei soci della società ammessa al concordato al trasferimento in favore della società o degli acquirenti della procedura degli immobili di proprietà dei medesimi soci, posto che costituisce onere dei creditori partecipare all’adunanza, come momento del pieno contraddittorio su ogni aspetto della proposta, e che la modifica solo migliorativa non altera, se non in senso più favorevole per i creditori sociali, la prognosi di fattibilità del concordato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 05 Marzo 2009.


Concordato preventivo – Modifica in melius della proposta – Ammissibilità – Diversa modalità di indicazione della percentuale offerta ai creditori – Irrilevanza..
Sino a che non sia intervenuta l’omologazione, è ammissibile la modifica in melius della proposta di concordato preventivo e ciò a prescindere dalla esatta indicazione della percentuale offerta ai creditori chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 05 Dicembre 2007, n. 0.


Concordato preventivo - Approvazione - Possibilità per il debitore di migliorare le proprie offerte - Esclusione.
In tema di concordato preventivo, dopo la manifestazione di voto da parte dei creditori ai sensi dell'art. 175 legge fallimentare, e in caso di mancata approvazione della proposta di concordato, il debitore non ha più la possibilità di formulare proposte migliorative della originaria offerta, dovendosi definitivamente escludere ogni ulteriore sviluppo della procedura concordataria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 1999, n. 13582.