TITOLO III - Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione
Capo II - Degli effetti dell'ammissione al concordato preventivo

Art. 168

Effetti della presentazione del ricorso
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. Dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese (1) e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore [...] (2) non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari (3) sul patrimonio del debitore.

II. Le prescrizioni che sarebbero state interrotte dagli atti predetti rimangono sospese e le decadenze non si verificano.

III. I creditori non possono acquistare diritti di prelazione con efficacia rispetto ai creditori concorrenti, salvo che vi sia autorizzazione del giudice nei casi previsti dall'articolo precedente. Le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. (4)



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(1) L'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ha sostituito le parole «presentazione del ricorso» con le parole «pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
(2) L'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ha soppresso le parole «al decreto», poste dopo le parole «creditori per titolo o causa anteriore». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
(3) L'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, dopo la parola «esecutive» ha aggiunto le seguenti: «e cautelari». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).
(4) L'art. 33 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ha aggiunto alla fine del comma le parole «Le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato.». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).

GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Concordato con riserva - Autorizzazione ex art. 161, co. 7 L.F..
In casi eccezionali, ove, in nome del principio della migliore soddisfazione dei creditori, appaia manifestamente evidente la vantaggiosità dell’atto con riguardo a tutti i crediti concordatari ed il pagamento abbia luogo nel rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione, durante il periodo interinale del concordato con riserva può essere autorizzato il pagamento di crediti anteriori in forza della disposizione di cui all’articolo 161, comma 7, L.F. quale atto urgente di straordinaria amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Luglio 2014.


Attività di esazione successiva all’omologazione del concordato – Illegittimità dell’iscrizione a ruolo, annullamento della cartella di pagamento e non debenza dei compensi di riscossione.
La domanda volta a impedire l’avvio, successivamente al deposito di una domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, di una procedura esecutiva esattoriale per la riscossione coattiva di un credito già computato al passivo concordatario costituisce una opposizione all’esecuzione preventiva avverso la cartella, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., vertendo al stessa in ordine all’an dell’esecuzione. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

La notifica della cartella di pagamento non è obbligatoria ai fini dell’ammissione al passivo di crediti iscritti a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

I c.d. “aggi” – ossia, i compensi di riscossione a carico del contribuente – non sono dovuti ove quest’ultimo sia una società sottoposta a concordato preventivo e l’attività di esazione sia iniziata dopo il deposito della domanda di ammissione alla procedura, stante il divieto di cui all’art. 168 L.F.. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Nei concordati preventivi con cessio bonorum, il concordato può dirsi completamente eseguito, con conseguente venir meno del divieto di agire in executivis di cui all’art. 168 L.F., solo per effetto della completa liquidazione dei beni sociali sulla base di quanto previsto nel piano concordatario. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Conseguentemente, l’esercizio di azioni esecutive da parte dei creditori anteriori alla procedura è, in concreto, inattuabile sino all’esecuzione del concordato preventivo e la cartella di pagamento deve essere annullata, previa dichiarazione dell’illegittimità dell’iscrizione a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 08 Luglio 2014.


Ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c. - Idoneità ad essere posta in esecuzione per mezzo del giudizio di ottemperanza - Sussiste - Assegnazione pro solvendo - Estinzione del diritto del creditore procedente - Avviene soltanto con il pagamento che il debitore assegnato effettua all'assegnatario (art. 2928 c.c.) -  Fallimento - Art. 44 l.f. - Applicabilità ai pagamenti effettuati dal terzo debitor debitoris - Sussiste - Concordato preventivo - Art. 44 l.f. - Non si applica - Art. 167, comma 2, l.f. - Non si applica al pagamento fatto dal debitore assegnato - Art. 168 l.f. - Non si applica al giudizio di ottemperanza nei confronti del debitor debitoris..
Sebbene l'ordinanza di assegnazione determini il trasferimento coattivo del credito dal debitore esecutato al creditore assegnatario, nondimeno il credito del terzo nei confronti del debitore esecutato non si estingue con l'assegnazione, ma rimane quiescente per effetto della condizione del “salvo esazione”. Operando l’assegnazione pro solvendo, essa non produce l’effetto dell’immediata liberazione del debitore esecutato verso il creditore pignorante, la quale si verifica soltanto con il pagamento che il debitore assegnato esegua al creditore assegnatario (art. 2928 c.c.), momento nel quale questi realizza il pieno effetto satisfattivo dell'assegnazione che, quindi, integra una datio in solutum condizionata al pagamento integrale. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Il pagamento del terzo debitore eseguito a favore del creditore assegnatario, oltre ad essere revocabile a norma dell'art. 67 l. fall. se intervenuto nell’anno antecedente il fallimento, ricade nell’ambito applicativo dell’art. 44 l. fall., che sanziona con l’inefficacia i pagamenti eseguiti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento, ancorché in forza di provvedimento di assegnazione in data anteriore. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, non si applica l'art. 44 l. fall., Per cui il pagamento eseguito dal debitor debitoris al creditore procedente ha sempre effetto liberatorio anche per il debitore principale, fermo restando l'obbligo del creditore accipiente di restituire alla massa quanto indebitamente percepito. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

L'art. 168 l. fall., il quale fa divieto ai creditori, dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, non si applica al giudizio di ottemperanza promosso non già nei confronti del debitore, ma nei confronti del terzo pignorato. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)
T.A.R. Firenze, 05 Marzo 2014.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Ambito di applicazione dell’art. 168 L.F. ed azioni escluse dal divieto - Esperibilità procedimento ex art. 610 c.p.c. - Fallimento società ammessa al concordato ed applicazione dell’art. 51 L.F...
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva opera esclusivamente sulle azioni esecutive individuali, non rientrando nel citato divieto le azioni di consegna o rilascio, di rivendicazione e separazione dei beni non appartenenti al debitore. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)

Qualora sorgano delle difficoltà materiali nel procedimento di consegna o rilascio che non ammettono dilazione, ciascuna parte può chiedere al Giudice dell’Esecuzione l’adozione di provvedimenti ai sensi dell’art. 610 c.p.c.. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)

In caso di fallimento della società debitrice, precedentemente ammessa alla procedura di concordato preventivo, la sentenza dichiarativa di fallimento determina il cd. spossessamento dell’imprenditore ai sensi dell’art. 42 L.F., sicchè all’interno del patrimonio fallimentare debbono essere ricompresi anzitutto i beni preesistenti di qualsiasi natura che si trovano nel patrimonio del fallito, anche se in possesso di terzi, nonché i beni sopravvenuti. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)

In caso di successivo fallimento della società precedentemente ammessa al concordato preventivo opera la previsione di cui all’art. 51 L.F., sicchè al terzo proprietario di beni in possesso del debitore non resta che attivare i rimedi previsti dagli art. 87 bis, 93 e 103 L.F.. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)
Tribunale Aosta, 20 Febbraio 2014.


Rapporti tra art. 168, primo comma, l.f. e ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c.  anteriore all'ammissione al concordato preventivo - Pagamento effettuato al creditore procedente - Efficacia liberatoria per il debitore - Sussiste - Obbligo del creditore di restituire alla massa quanto indebitamente percepito - Sussiste - Somme non ancora corrisposte - Obbligo di pagamento alla società alla concordato - Sussiste..
La norma di cui all'art. 168, primo comma, legge fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato del provvedimento di omologazione, se non sottrae il creditore preconcordatario accipiente all'obbligo di restituire alla massa quanto indebitamente percepito, non priva di efficacia liberatoria il medesimo pagamento per il "debitor debitoris" che adempia, nel corso del concordato preventivo e prima della dichiarazione di fallimento, all'ordinanza di assegnazione del credito disposta nella esecuzione individuale anteriormente iniziata contro il medesimo debitore (Principio enunciato in una fattispecie nella quale la S.C., dopo aver precisato che l'art. 44 legge fall. non trova applicazione in tema di concordato preventivo, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva respinto la domanda con cui il curatore del fallimento aveva chiesto la condanna del terzo pignorato al pagamento della somma corrisposta al creditore per effetto dell'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione) " (cfr. Cass. civ., Sez. I, 02/10/2008, n. 24476). (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Il debito ancora esistente in capo al debitore principale, ancorché oggetto dell'ordinanza di assegnazione, deve essere invece estinto mediante pagamento alla società in concordato, in ossequio al principio della par condicio creditorum. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)
Tribunale Livorno, 04 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Esame di istanza di fallimento - Ammissibilità - Diritto del debitore di proporre una procedura concorsuale alternativa - Sussistenza - Rapporto tra richiesta di fallimento e concordato con il server - Ipotesi di precedenza accordata alla dichiarazione di fallimento..
E' ammissibile l’esame dell’istanza di fallimento da parte del tribunale, con potenziale accoglimento della stessa, pur in pendenza della procedura concordataria ovvero del termine concesso ex art. 161, sesto comma, l.fall.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La facoltà per il debitore di proporre una procedura concorsuale alternativa al suo fallimento non rappresenta un fatto impeditivo alla relativa dichiarazione, ma una semplice esplicazione del diritto di difesa del debitore, che non potrebbe comunque "disporre unilateralmente e potestativamente dei tempi del procedimento fallimentare", venendo così a paralizzare le iniziative recuperatorie del curatore e ad incidere negativamente sul principio costituzionale della ragionevole durata del processo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La pendenza della procedura concordataria, anche nella forma di concordato con riserva, non rappresenta un ostacolo assoluto alla dichiarazione di fallimento, che pertanto non è impedita dal divieto generale di cui all’art. 168, primo comma, l. fall., quand'anche tale eventualità deve ritenersi assolutamente eccezionale, per le ipotesi in cui la domanda di concordato  alternativamente: i) non sia rituale e completa, ai sensi degli artt. 160 e 161 L.Fall.; ii) configuri una evidente forma di abuso dello strumento concordatario, anche attraverso condotte penalmente sanzionabili; iii) pregiudichi, definitivamente e in concreto, una più proficua liquidazione fallimentare, in danno della massa dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Possono valutarsi elementi che impongono l’esercizio del potere/dovere del tribunale di procedere all’esame dell’istanza di fallimento, pur in pendenza di procedura concordataria: la durata della procedura prefallimentare, l’allegazione da parte del Pubblico ministero di condotte distrattive addebitate agli amministratori, la cancellazione della società eseguita in presenza di rimanenze attive (es. immobili non liquidati) e la prossimità del compimento del termine di cui all’art. 10 l.fall.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Cuneo, 22 Novembre 2013.


Concordato preventivo – Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari – Sospensione del processo esecutivo pendente – Revoca – Ammissibilità..
La improseguibilità della procedura esecutiva (nel caso di specie immobiliare) a seguito della pubblicazione del ricorso per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo nel registro delle imprese configura una ipotesi di sospensione, non già di estinzione, della procedura medesima sino al passaggio in giudicato della sentenza che decide sulla domanda di concordato, sicché è ammissibile la revoca del provvedimento dichiarativo della improseguibilità, e, ove il concordato non sia omologato, il creditore procedente può proseguire l’azione esecutiva individuale. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 18 Novembre 2013.


Pegno - Escussione in presenza di concordato preventivo - Ammissibilità - Condizioni..
La banca ha facoltà di escutere il pegno che risulti da scrittura avente data certa anteriore alla apertura della procedura di concordato preventivo in base all'art. 4 del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 170, il quale, in deroga al divieto di cui all'articolo 168 L.F., riconosce detta facoltà anche in caso di apertura di una procedura di risanamento o di liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 25 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Attestazione di regolarità contributiva (D.U.R.C.) - Sospensione dei pagamenti in violazione della par condicio creditorum - Legittimità..
La regolarità contributiva ai fini dell'attestazione rilasciata dagli istituti previdenziali (D.U.R.C.) sussiste anche nel caso di "sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative" e, quindi, anche per effetto della sospensione derivante dall'applicazione del divieto di pagamenti lesivi della par condicio creditorum previsto dagli articoli 167, 168 e 184 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 02 Ottobre 2013.


Concordato preventivo con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Decorrenza dalla pubblicazione nel registro delle imprese - Improcedibilità del procedimento esecutivo presso terzi pendente ed autorizzazione allo svincolo delle somme pignorate e detenute dal terzo (debitor debitoris)..
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva ha inizio con la pubblicazione nel registro delle imprese. Conseguentemente, l'eventuale procedimento di espropriazione forzata pendente deve essere dal giudice dell'esecuzione dichiarato improcedibile con contestuale liberazione dal vincolo pignoratizio delle somme detenute dal terzo pignorato. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 27 Settembre 2013.


Concordato preventivo con riserva - Richiesta di un termine per il deposito del piano e della documentazione più lungo di quello minimo di legge - Motivazione - Necessità..
Nel concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F., la richiesta di un termine più lungo rispetto a quello minimo di 60 giorni deve essere congruamente motivata e ciò in ragione dell'importanza degli effetti inibitori delle azioni esecutive e cautelari previste dal novellato articolo 168 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 20 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Inosservanza - Nullità degli atti.

Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari - Esecuzione forzata pendente - Improcedibilità - Esclusione - Sospensione.
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L'art. 168 L.F. comporta la negazione temporanea del diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata e l'inosservanza del divieto sancito dallo stesso art. 168 determina la nullità degli atti, rilevabile anche d'ufficio dal giudice e deducibile con la opposizione all'esecuzione. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata)

A seguito della pubblicazione nel Registro delle Imprese della domanda di concordato preventivo, l'esecuzione forzata in corso non diviene improcedibile ma va sospesa per tutto il tempo in cui opera il divieto di cui all'art. 168 L.F., giacche la nullità sancita dallo stesso art. 168 non travolge gli atti esecutivi già compiuti, ma impedisce soltanto il compimento di ulteriori atti di impulso processuale. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata)
Tribunale Siracusa, 26 Luglio 2013.


Dichiarazione di fallimento - Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo - Ammissione del debitore alla procedura di concordato - Improcedibilità della domanda di fallimento.

Dichiarazione di fallimento - Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo - Sospensione del procedimento per dichiarato di fallimento - Regolamento di competenza - Esclusione.
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In tema di rapporti tra i procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo, in caso di ammissione del debitore alla seconda procedura e di contestuale presentazione di un'istanza di fallimento, l'unica soluzione alternativa alla sospensione impropria è quella di dichiarare improcedibile la domanda di fallimento, ai sensi dell'articolo 168 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il provvedimento che dispone la sospensione del procedimento per dichiarazione di fallimento per effetto dell'ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo non è impugnabile con regolamento di competenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 11 Giugno 2013, n. 14684.


Concordato preventivo con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Decorrenza dalla pubblicazione nel registro delle imprese - Improcedibilità del procedimento esecutivo pendente..
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva ha inizio con la pubblicazione nel registro delle imprese. Conseguentemente, l'eventuale procedimento di espropriazione forzata pendente deve essere dal giudice dell'esecuzione dichiarato improcedibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 16 Aprile 2013.


Ricorso per concordato preventivo con riserva - Deposito di domanda di omologa di accordo di ristrutturazione dei debiti - Conservazione degli effetti del ricorso per concordato con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Sussistenza..
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive, enunciato dall'articolo 168 L.F., deve ritenersi operante anche nel caso in cui l'accordo di ristrutturazione venga presentato nel termine concesso dal tribunale in seguito al deposito di ricorso per concordato preventivo con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F.. (Alberto Rinaldi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28 Marzo 2013.


Leasing – Concordato preventivo “in bianco” dell’utilizzatore – Risoluzione del contratto ed azione esecutiva di riconsegna del bene da parte della società di leasing – Legittimità. .
L’azione cautelare tesa al rilascio dell’immobile in leasing proposta dopo la risoluzione del contratto non urta contro il disposto dell’art. 168 L.F. (nella versione novellata dal D.L. 22 giugno 2012), il quale vieta di instaurare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore. L'azione in questione non incide, infatti, sul patrimonio del debitore poiché il bene oggetto del contratto di locazione finanziaria è di proprietà della concedente, mentre l'utilizzatore è titolare esclusivamente di un diritto personale di godimento. (Vittorio Versace) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 22 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Divieto di intraprendere azioni esecutive - Formale opposizione - Semplice allegazione dell'avvio della procedura - Crediti per titolo e per causa anteriori - Distinzione. .
Non occorre una formale opposizione per far valere il divieto legislativo di intraprendere azioni esecutive nei confronti dell’impresa in concordato, essendo sufficiente la semplice allegazione dell’avvio della procedura per determinare l’applicazione dell’art. 168 L.F. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

Perciò, la questione può essere rilevata anche d’ufficio nel corso di un’opposizione ex art. 615 comma 1° c.p.c. (promossa per altre ragioni), posto che il divieto ex art. 168 L.F. si estende alla minaccia di azioni esecutive formulata col precetto. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

Il divieto di azioni esecutive per i creditori anteriori riguarda anche la fase di esecuzione del concordato preventivo successiva all’omologazione. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

Il divieto ex art. 168 L.F. non concerne soltanto i crediti per “titolo” anteriore ma anche quelli per “causa” anteriore all’inizio della procedura: la condanna alla rifusione delle spese di una lite cominciata prima dell’apertura del concordato e contenuta in una sentenza emessa successivamente trova causa in fatti generatori accaduti in precedenza. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 06 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Omologazione - Efficacia dei titoli esecutivi ottenuti nei confronti del debitore - Esperibilità di azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Ammissibilità - Limiti imposti dal concordato omologato..
Nei confronti di soggetto ammesso alla procedura di concordato preventivo è possibile proporre in giudizio azioni di condanna e, volta che il concordato sia stato omologato, i titoli esecutivi ottenuti dai creditori conservano la loro efficacia, con la conseguenza che sulla base di detti titoli è possibile dar corso ad azioni esecutive nei confronti del debitore a condizione che vengano esercitate nei limiti indicati dalle previsioni del concordato omologato, il quale, a norma dell'articolo 184 L.F., è obbligatorio per tutti i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Dicembre 2012.


Fallimento – Ricorsi pendenti – Domanda di concordato preventivo – Regime – Improcedibilità - Esclusione..
La presentazione della domanda di concordato preventivo non comporta l’improcedibilità delle istanze di fallimento eventualmente pendenti, atteso che il concetto di azioni esecutive contenuto nell’art. 168 l.f. deve essere esteso anche alla sentenza dichiarativa di fallimento e che il relativo divieto è operativo soltanto all’esito della successiva ammissione e sino al momento della definitiva omologazione, di talché, in caso di inammissibilità della domanda o di mancata omologazione, il tribunale dovrà procedere alla valutazione delle istanze di fallimento già proposte. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 21 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Effetti sulla procedura esecutiva pendente - Estinzione..
Il divieto di cui all'articolo 168, legge fallimentare, di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore non comporta una sospensione del processo esecutivo ma una vera e propria estinzione atipica dello stesso riconducibile alle ipotesi previste dall'articolo 187 bis, disp. att. c.p.c.; la procedura esecutiva non potrà pertanto essere riattivata dopo l'omologazione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18 Aprile 2012.


Concordato preventivo – Effetti sulle procedure esecutive pendenti – Sospensione..
La presentazione della domanda di concordato preventivo da parte del debitore esecutato non comporta l’estinzione della procedura esecutiva già iniziata nei confronti del debitore stesso, ma soltanto la sospensione della stessa sino alla definizione del giudizio di omologazione (nella specie, il debitore esecutato aveva presentato domanda di concordato preventivo dopo il perfezionamento di un pignoramento presso terzi con la dichiarazione positiva del terzo pignorato, e chiesto l’estinzione della procedura esecutiva; il giudice dell’esecuzione ha invece disposto la sospensione della procedura, con ordinanza confermata in sede di reclamo). (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 16 Marzo 2012.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Vendita in danno della partecipazione del socio moroso prevista dall'articolo 2466 c.c. - Rimedio coattivo assimilabile alla procedura esecutiva..
La vendita in danno della partecipazione del socio moroso, prevista dall'articolo 2466 c.c., ha natura alternativa rispetto all'azione per l'esecuzione dei conferimenti dovuti ed è rimedio coattivo suscettibile di essere attuato in autotutela, senza la cooperazione del debitore, in suo danno e con modalità non dissimili da quanto accade con le ordinarie azioni esecutive; la vendita in questione è, pertanto, soggetta al divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore previsto dall'articolo 168, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 10 Febbraio 2012.


Concordato preventivo - Provvedimenti cautelari - Ammissibilità - Condizioni.

Concordato preventivo - Sequestro conservativo - Tutela del patrimonio per il tempo intercorrente tra la domanda di concordato e l'apertura della procedura - Ammissibilità.
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In assenza di specifica disposizione normativa, non è possibile escludere a priori la esperibilità di azioni cautelari nei confronti di impresa che abbia presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo dovendosi, invece, rimettere al giudice del provvedimento cautelare di valutare di volta in volta se l'adozione del provvedimento richiesto possa risultare in contrasto con la finalità e la funzione proprie del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Può concedersi il sequestro conservativo sui beni della società che abbia presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo in considerazione dell'esigenza di tutelare il patrimonio della stessa per il periodo che intercorre dalla domanda alla apertura della procedura ed altresì per l'ipotesi in cui ad una eventuale dichiarazione di inammissibilità non faccia seguito la dichiarazione di fallimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 26 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Anticipazioni bancarie regolate in conto corrente - Diritto della banca di trattenere le somme ricavate dal portafoglio anticipato prima della procedura di concordato preventivo - Sussistenza..
Deve ritenersi operante anche dopo l'inizio della procedura di concordato preventivo la clausola contrattuale che attribuisce alla banca il diritto di incamerare le somme incassate in relazione ad anticipazioni effettuate prima dell'inizio della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 22 Novembre 2011, n. 2606.


Concordato preventivo - Deposito di domanda incompleta - Successivo deposito della documentazione e della attestazione ex articolo 161, L.F. - Ammissibilità..
Vista la nuova formulazione dell'art. 162, comma 1, legge fall., qualora motivi d'urgenza ex artt.168 o 167 legge fall. lo richiedano, è possibile depositare un domanda di concordato preventivo ove ancora non completa di ogni documentazione, e quindi ove difetti anche l' attestazione ex art.161 legge fall.. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 24 Ottobre 2011.


Concordato preventivo - Finanziamento ponte - Spese di giustizia - Prededuzione - Fattispecie ex art. 182 quater - Distinzione..
Un'estensiva interpretazione dell'art.167. legge fall., visto anche l'art. 168, comma 3, legge fall. (dettato per la fase ante ammissione ma pur sempre richiamante l'art. 167 legge fall.), può consentire al tribunale di autorizzare il compimento di atti, quale un "finanziamento ponte" bancario (per le spese di giustizia, nella specie), che pertanto fruiscono della prededuzione, come invece non potrebbe accadere ai sensi dell'art. 182quater comma 2 legge fall. che, vista anche la previsione del successivo comma 5, presuppone un finanziamento già erogato e quindi con alea a carico di chi lo effettui e di chi lo riceva. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 24 Ottobre 2011.


Concordato preventivo – Adunanza dei creditori – Partecipazione dei fideiussori – Diritto di voto – Sussistenza..
La facoltà di intervenire all’adunanza dei creditori riconosciuta dall’articolo 174, comma 4, L.F. ai fideiussori risponde all’esigenza di tutelare questi soggetti dall’effetto del concordato, il quale produce l’esdebitazione del debitore senza liberare i garanti. A questi deve essere pertanto riconosciuto il diritto di voto anche nell’ipotesi in cui non siano stati ancora escussi dal creditore garantito. (Paola Castagnoli) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 15 Luglio 2011.


Concordato preventivo - Pignoramento presso terzi - Improcedibilità - Inopponibilità alla procedura dell'assegnazione delle somme - Dovere del creditore di restituzione delle somme assegnate..
Se anteriormente alla domanda di concordato preventivo, nell'ambito di un procedimento di espropriazione presso terzi, un creditore del proponente ha ottenuto l'assegnazione di una somma dovuta dal terzo al debitore ma non il pagamento, nel procedimento di concordato preventivo a detto creditore è preclusa, ai sensi dell’art. 168, legge fallimentare, la prosecuzione dell’azione esecutiva; ne consegue che l’assegnazione delle somme non è di fatto opponibile alla massa dei creditori ed il creditore che, in adempimento dell’ordinanza di assegnazione, dovesse ottenere il pagamento da parte del terzo sarebbe comunque tenuto a restituire alla procedura quanto indebitamente conseguito, dovendosi privilegiare il mantenimento dell’integrità del patrimonio del debitore che ha presentato proposta di concordato, la regola dell’obbligatorietà del concordato per tutti i creditori anteriori al decreto di apertura della procedura, nonché il principio di parità di trattamento di tutti i creditori anteriori che si trovino nella stessa posizione giuridica e presentino omogenei interessi economici. (Laura de Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Giugno 2011.


Concordato preventivo – Continuità dell’impresa – Crediti relativi a rapporti in prosecuzione – Prededuzione – Esclusione..
Nell’ipotesi di proposta di concordato preventivo che preveda la continuazione dell’attività d’impresa, i crediti sorti in epoca anteriore al deposito del ricorso nascenti da rapporti di cui si prevede la prosecuzione, pur se ritenuti dal proponente essenziali per la continuazione dell’impresa stessa, hanno natura concorsuale con la conseguenza che la loro collocazione in prededuzione determina l’inammissibilità del ricorso per violazione delle regole sul concorso dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 11 Aprile 2011.


Società di persone - Concordato preventivo - Posizione dei soci illimitatamente responsabili - Facoltà per i creditori particolari del socio di iniziare o proseguire azioni esecutive - Sussistenza..
Poiché nel concordato preventivo di società di persone il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili non entra a far parte della procedura, i creditori particolari di detti soci non partecipano alla votazione per l'approvazione del concordato e possono iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio dei loro debitori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 02 Novembre 2010.


Concordato preventivo - Divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Espropriazione presso terzi - Ordinanza di assegnazione del credito - Successivo pagamento da parte del terzo pignorato - Efficacia liberatoria per il "debitor debitoris" nei confronti dei creditori - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie.
In tema di concordato preventivo, la norma di cui all'art. 168, primo comma, legge fall., che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato del provvedimento di omologazione, se non sottrae il creditore preconcordatario accipiente all'obbligo di restituire alla massa quanto indebitamente percepito, non priva di efficacia liberatoria il medesimo pagamento per il "debitor debitoris" che adempia, nel corso del concordato preventivo e prima della dichiarazione di fallimento, all'ordinanza di assegnazione del credito disposta nella esecuzione individuale anteriormente iniziata contro il medesimo debitore. (Principio enunciato in una fattispecie nella quale la S.C., dopo aver precisato che l'art. 44 legge fall. non trova applicazione in tema di concordato preventivo, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva respinto la domanda con cui il curatore del fallimento aveva chiesto la condanna del terzo pignorato al pagamento della somma corrisposta al creditore per effetto dell'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione). (Massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2010, n. 24476.


Fallimento – Concordato preventivo – Esecuzione presso terzi – Assegnazione del credito al creditor creditoris anteriore alla domanda di c.p. – Riscossione del credito successiva alla domanda di c.p. – Legittimità..
E’ legittima la riscossione del credito presso terzi, a seguito di esecuzione forzata che si sia esaurita con il provvedimento di assegnazione del credito al creditor creditoris in data anteriore alla presentazione del ricorso per l’ammissione al concordato preventivo, anche se la riscossione in concreto avvenga dopo la presentazione del ricorso. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 09 Aprile 2010.


Concordato preventivo – Divieto di azioni esecutive – Sequestro conservativo – Inammissibilità – Provvedimento d’urgenza – Ammissibilità..
Il divieto posto dall’art. 168 legge fallimentare di iniziare o proseguire azioni esecutive per il periodo che intercorre dalla data di presentazione del ricorso fino all’omologazione, non riguarda solo le azioni esecutive propriamente dette (artt. 474 e seguenti codice procedura civile) ma anche qualsiasi iniziativa del creditore volta a realizzare unilateralmente e al di fuori di una procedura concorsuale il contenuto dell’obbligazione, ivi compreso quindi il sequestro conservativo (civile o penale) che anticipa gli effetti del pignoramento. Sono invece da ritenersi ammissibili il sequestro preventivo penale (art. 321 codice penale), quello giudiziario (art. 670 codice procedura civile) e i provvedimenti di urgenza (art. 700 codice procedura civile), da valutarsi, questi ultimi, alla luce della domanda di merito che il ricorrente intende proporre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 09 Ottobre 2009, n. 0.


Concordato preventivo con cessione dei beni - Prescrizione dei crediti - Sospensione della prescrizione - Esclusione..
Nel concordato preventivo con cessione dei beni non trova applicazione, nei rapporti fra creditori e debitore ammesso a tale procedura, la causa di sospensione della prescrizione di cui all’art. 2941 n. 6 c.c.. Cassazione civile, sez. I, 03 Agosto 2007, n. 17060.


Concordato preventivo con cessione dei beni – Mandato ai liquidatori – Sospensione della prescrizione dei crediti – Sussistenza..
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, ai creditori viene conferito, per il tramite dei liquidatori giudiziali che agiscono in veste di loro rappresentanti, un mandato a liquidare i beni del debitore, così come avviene nella cessio bonorum di cui agli artt. 1977 e segg. cod. civ. E poichè i liquidatori ricevono tale investitura da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, deve ritenersi operante, rispetto ai crediti accertati nell’ambito del concordato, la causa di sospensione della prescrizione prevista dall’art. 2941, n. 6 cod. civ.. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Gennaio 2006.


Abuso del diritto di credito - Responsabilità - Presupposti - Iscrizione ipotecaria dopo il deposito di domanda di concordato preventivo da parte del debitore - Sussistenza della responsabilità - Esclusione.
La responsabilità risarcitoria per abuso del diritto di credito , anche in relazione all'inosservanza dei generali doveri di lealtà e correttezza posti dall'art. 1175 cod. civ., postula un comportamento lesivo dell'interesse del debitore che esorbiti dal limite della ragionevole tutela dell'interesse del creditore, secondo una valutazione da effettuarsi al momento in cui il comportamento stesso è tenuto. Tale abuso non è configurabile nell'iscrizione di garanzia ipotecaria, per il solo fatto che segua la data della presentazione da parte dell'obbligato di domanda di ammissione al concordato preventivo, e che quindi, a norma dell'art. 168 legge fallim., non autorizzi il promuovimento o la prosecuzione di azioni esecutive sul patrimonio del debitore e non attribuisca prelazione nel rapporto con gli altri creditori concorrenti: l'ipotecante, infatti, mantiene prelazione rispetto ai crediti eventualmente insorti dopo l'indicata data, ed inoltre, si riappropria di tutte le sue facoltà, anche nei confronti del debitore, ove il concordato non vada a buon fine ed il successivo fallimento si chiuda senza il soddisfacimento (in tutto o in parte) delle sue ragioni (art. 120 legge fallim.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Agosto 2004, n. 17205.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Effetti - In genere - Creditori - Divieto di acquisto di diritti di prelazione - Operatività - Termine finale - Individuazione nella data del passaggio in giudicato della sentenza di omologazione - Differimento nel tempo dell'adempimento del concordato - Rilevanza - Esclusione.
In tema di effetti dell'ammissione alla procedura di concordato preventivo, il divieto per i creditori, stabilito dall'art. 168, terzo comma, della legge fallimentare, di acquistare diritti di prelazione con efficacia rispetto ai creditori concorrenti (salvo che vi sia stata autorizzazione del giudice nei casi previsti dal precedente art. 167) deve ritenersi anch'esso soggetto, per unicità di "ratio", al limite temporale di operatività - previsto dal primo comma del medesimo art. 168 in ordine al divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - della data del passaggio in giudicato della sentenza di omologazione del concordato. Nè a diversa conclusione può pervenirsi nel caso in cui la sentenza di omologazione preveda un adempimento del concordato differito nel tempo, dovendo anche in tale ipotesi ritenersi operante il limite temporale anzidetto e non già quello, eventualmente successivo al passaggio in giudicato della sentenza, coincidente con il momento dell'adempimento stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Aprile 2003, n. 6166.


Inefficacia di ipoteca giudiziale - Azione relativa - Legittimazione del debitore.
L'inefficacia dell'ipoteca giudiziale, che sia stata iscritta, su beni del debitore ammesso all'amministrazione controllata, dopo la data della presentazione della relativa istanza (data a partire dalla quale si verificano gli effetti della procedura concorsuale), può essere dedotta in giudizio dal debitore medesimo, in considerazione del suo interesse al mantenimento dell'integrità del patrimonio, ed altresì senza necessità di autorizzazione del giudice delegato, trattandosi di atto conservativo, il quale rientra nell'ambito dell'ordinaria amministrazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Marzo 1990, n. 2004.


Concordato preventivo – Procedimenti Cautelari – Sequestro – Convalida – In genere – Ammissione del debitore al concordato preventivo – Pronunzia di convalida del sequestro – Inefficacia..
Con riguardo a controversia promossa per sentire accertare un credito pecuniario e condannare il convenuto al suo pagamento, nonché per ottenere la convalida dell'ottenuto sequestro conservativo, l'ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni e l'omologazione del medesimo comportano, ove la pretesa attrice sia riconosciuta in Sede concordataria con gli accessori maturati fino alla data della richiesta di concordato, il venir meno della proponibilità della domanda, considerato che il concordato non consente l'attribuzione di interessi oltre i limiti fissati dall'art. 55 della legge fallimentare (richiamato dal successivo art. 169), estingue le posizioni debitorie attraverso la liquidazione dei beni ceduti (od il pagamento della prevista percentuale) ed inoltre renderebbe "inutiliter data" la pronuncia di convalida del sequestro, stante la sua non convertibilità in pignoramento su beni destinati ad essere consegnati al liquidatore liberi da vincoli posteriori a detta istanza. Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 1989, n. 1050.