TITOLO III - Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione
Capo I - Dell'ammissione alla procedura di concordato preventivo

Art. 164

Decreti del giudice delegato (1)
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. I decreti del giudice delegato sono soggetti a reclamo a norma dell’articolo 26.

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(1) Articolo sostituito dall’art. 141 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

GIURISPRUDENZA

Concordato con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Autorizzazione del tribunale - Reclamo ex articolo 26 L.F. - Ammissibilità.
I decreti emessi dal tribunale ai sensi dell’articolo 161, comma 7, L.F. di autorizzazione al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione nel periodo di concordato con riserva devono ritenersi impugnabili ai sensi dell’articolo 26 L.F. e ciò anche se l’articolo 164 L.F. si riferisce ai soli decreti del giudice delegato. La mancata menzione, in detto articolo, dei decreti del tribunale è, infatti, frutto di un difetto di coordinamento della norma conseguente alla introduzione, avvenuta nel 2012, della disciplina del concordato con riserva, la quale demanda al tribunale il controllo sugli atti di straordinaria amministrazione durante il periodo di concordato con riserva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 11 Luglio 2013.


Fallimento – Concordato preventivo – Esecuzione – Autorizzazione del giudice delegato – Non necessità – Diniego di autorizzazione ad effettuare pagamenti in esecuzione del C.P. – Reclamo – Inammissibilità..
L’attività liquidatoria posta in essere in esecuzione del piano concordato non è soggetta di norma ad autorizzazione del giudice delegato, e pertanto un eventuale diniego di autorizzazione ad effettuare un pagamento concordatario non è reclamabile. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Fallimento – Concordato preventivo – Esecuzione – Autorizzazione del G.D. – Non necessità – Diniego di autorizzazione ad effettuare pagamenti in esecuzione del C.P. – Reclamo – Inammissibilità (artt. 26, 36, 164, 165, 182 l.f.)..
L’attività liquidatoria posta in essere in esecuzione del piano concordato non è soggetta di norma ad autorizzazione del G.D., e pertanto un eventuale diniego di autorizzazione ad effettuare un pagamento concordatario non è reclamabile. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Reclamo avverso gli atti del giudice delegato - Liquidazione di compenso professionisti - Legittimazione del creditore - Sussistenza..
Il singolo creditore è legittimato a proporre reclamo ai sensi dell'articolo 26, legge fallimentare avverso il provvedimento con il quale il giudice delegato, nell'ambito della procedura di concordato preventivo, provvede alla liquidazione del compenso di un professionista che ha assistito l'imprenditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 01 Febbraio 2012.


Concordato preventivo con cessione dei beni – Attuazione del provvedimento di omologa – Reclamo al tribunale avverso i provvedimenti del giudice delegato in tema di vendita dei beni – Natura di giurisdizione esecutiva – Ricorso straordinario per cassazione – Ammissibilità..
Rientrano nel novero degli atti di giurisdizione esecutiva - allorchè assolvono ad una funzione corrispondente a quella dei provvedimenti di analogo tenore emessi nell'ambito della liquidazione fallimentare - i provvedimenti emessi dal giudice delegato in attuazione delle disposizioni della sentenza (ora decreto) di omologazione del concordato preventivo in tema di vendita dei beni del debitore ceduti ai creditori. Pertanto, così come i provvedimenti emessi dal giudice dell’esecuzione ex artt. 617 e 618 c.p.c. non altrimenti impugnabili sono ricorribili per cassazione, allo stesso modo si deve ritenere esperibile il ricorso straordinario per cassazione avverso il provvedimento con cui il tribunale decida un reclamo, proposto contro un decreto emesso dal giudice delegato in tema di vendita dei beni del debitore nella fase esecutiva di un concordato preventivo per cessione dei beni omologato dal tribunale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Luglio 2008, n. 19506.


Concordato preventivo - Organi - Giudice delegato - Concordato con cessione dei beni - Vendita di un cespite disposta dal giudice delegato - Sospensione della vendita dopo l'aggiudicazione ed il versamento del prezzo - Legittimità - Condizioni.
Il giudice delegato al concordato con cessione dei beni, dopo aver disposto una vendita (in virtù di attribuzioni di potere riconosciutegli in sentenza ovvero su richiesta del liquidatore), ha facoltà di ordinarne la sospensione (art. 108, comma terzo legge fall.) anche dopo l'aggiudicazione, e fino a quando non sia stato emesso il decreto di trasferimento - ancorché l'aggiudicatario abbia effettuato il versamento del prezzo -, tutte le volte che, a seguito di un'offerta in aumento anche inferiore al sesto ovvero altre circostanze, egli si convinca che il prezzo corrisposto è notevolmente inferiore al valore del cespite aggiudicato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Dicembre 1998, n. 12185.


Concordato preventivo - Organi - Giudice delegato Concordato con cessione di beni - Bene - Vendita da parte del giudice delegato - Sospensione dopo l'aggiudicazione ed il versamento del prezzo - Ammissibilità - Condizione.
Al giudice delegato al concordato con cessione di beni, il quale provveda, in virtù di attribuzioni di potere contenute nella sentenza di omologazione oppure su richiesta del liquidatore, alla vendita di un bene, compete il potere di disporre la sospensione della stessa, ai sensi dell'art. 108, terzo comma, della legge fallimentare, anche dopo l'aggiudicazione e fino a quando non venga emesso il decreto di trasferimento di cui all'art. 586 cod. proc. civ. ed ancorché l'aggiudicatario abbia effettuato il versamento del prezzo, allorché, sulla base di una offerta in aumento, anche inferiore al sesto, o di altre circostanze, si convinca che il prezzo offerto è notevolmente inferiore a quello giusto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Luglio 1994, n. 6560.