TITOLO II - Del fallimento
Capo X - Del fallimento delle società

Art. 152

Proposta di concordato
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. La proposta di concordato per la società fallita è sottoscritta da coloro che ne hanno la rappresentanza sociale.

II. La proposta e le condizioni del concordato, salva diversa disposizione dell’atto costitutivo o dello statuto:

a) nelle società di persone, sono approvate dai soci che rappresentano la maggioranza assoluta del capitale;

b) nelle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata, nonché nelle società cooperative, sono deliberate dagli amministratori. (1)

III. In ogni caso, la decisione o la deliberazione di cui alla lettera b), del secondo comma deve risultare da verbale redatto da notaio ed è depositata ed iscritta nel registro delle imprese a norma dell’articolo 2436 del codice civile. (2)

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(1) Comma sostituito dall’art. 135 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
(2) Comma introdotto dall’art. 135 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo – Domanda di concordato con riserva – Sottoscrizione del solo difensore munito di procura – Sufficienza – Formalità di cui all’art. 152 l.f. – Deposito della domanda di concordato completa.
Se, ai fini della presentazione della domanda di concordato con riserva di cui all’art. 161, comma 6, l.fall., è sufficiente che il ricorso sia sottoscritto dal difensore munito di procura, non occorrendo che sia personalmente sottoscritto anche dal debitore, attesa la scissione tra i due momenti, del deposito della domanda di concordato con riserva, e del deposito della proposta, oltre che del piano e della documentazione, nel termine fissato dal giudice (Cass., sez. 1, 12/1/2017, n. 598), allora le formalità prescritte dall’art. 152 l.fall. dovranno essere rispettate solo al momento del successivo completamento della domanda con il deposito della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Settembre 2017, n. 20725.


Società di capitali - Decisione dell’amministratore - Verbale notarile - Carenza - Inammissibilità della domanda - Delibera di adesione dell’assemblea dei soci - Forme ex art. 152 l.fall. - Efficacia - Fondamento.
Nel concordato preventivo di una società di capitali la decisione di presentare la domanda di ammissione, salvo diversa previsione dello statuto, spetta all’organo amministrativo che delibera con verbale notarile da iscriversi nel registro delle imprese; sicché la domanda di concordato è inammissibile quando la relativa delibera sia stata assunta dagli amministratori in modo irrituale senza la verbalizzazione di un notaio, salvo che, prima della decisione del tribunale, l’assemblea dei soci aderisca alla domanda adottando una delibera con le forme prescritte dall’art. 152, comma 3, l.fall., trattandosi del medesimo organo da cui promanano i poteri degli amministratori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19009.


Accordi di ristrutturazione del debito – Omologazione – Deposito al Registro imprese della determina degli amministratori – Non necessità – Applicazione analogica dell'art. 152 l. fall. – Illegittimità.
Agli accordi di ristrutturazione del debito non è applicabile, in via analogica, l'onere di deposito ed iscrizione al registro delle imprese della deliberazione degli amministratori, previsto dall'art. 152, ultimo comma,  l.fall. per il concordato fallimentare, non sussistendo alcun vuoto normativo e trattandosi, peraltro, di istituti aventi caratteristiche non assimilabili. Appello Napoli, 26 Luglio 2017.


 .
L'art. 43 della legge fallimentare ha natura innovativa e non si applica alle dichiarazioni di fallimento intervenute prima della sua entrata in vigore (16/7/2006 ). Ne consegue che ai fini della tempestività della riassunzione si applica l'art. 300 cod. proc, civ, ed il termine decorre dalla dichiarazione in udienza del procuratore costituito. (Antonio Tanza) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Febbraio 2017.


Concordato preventivo – Sottoscrizione della domanda da parte del liquidatore – Delibera assembleare – Necessità.
Poiché lo statuto legale dei liquidatori delle società di capitali (e delle società cooperative) non è identico a quello degli amministratori, atteso che i poteri di questi ultimi si presumono in base alla legge, mentre quelli dei secondi devono risultare dalla deliberazione dell'assemblea che li ha nominati, il potere dei liquidatori di deliberare la proposta e le condizioni di un concordato preventivo ai sensi dell'art. 152, comma 2, lett. b), legge fall., non può ritenersi compreso nell'atto di nomina degli stessi, né può rientrare tra gli atti utili per la liquidazione della società di cui all'art. 2489, comma 1, c.c., ma deve essere loro specificamente attribuito dall'assemblea ex art. 2487, comma 1, lett. c), c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2017.


Concordato preventivo - Delibera della proposta e delle condizioni di concordato - Potere degli amministratori - Estensione al liquidatore - Esclusione - Delibera dell’assemblea - Necessità.
Il potere di deliberare la proposta e le condizioni di concordato preventivo che l’articolo 152 legge fall. riconosce agli amministratori non è automaticamente estensibile al liquidatore della società, il quale deve, pertanto, essere a ciò espressamente autorizzato dall’assemblea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Giugno 2016, n. 12273.


Concordato preventivo - Requisiti - Sottoscrizione approvazione della proposta ex articolo 152 l.f..
Deve essere dichiarate inammissibile, perché carente del requisito previsto dall'articolo 161, comma 1, legge fall. la proposta di concordato che non risulti deliberata nelle forme di cui all'articolo 152 legge fall. (Nel caso di specie, la delibera non era stata prodotta nemmeno nel termine a tal fine fissato dal Tribunale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 31 Agosto 2015.


Concordato Preventivo – Disciplina ex comb. disp. Artt. 152 e 161 – Derogabilità – Specifica previsione – Necessità.
La disciplina dettata dall’art. 152 LF, dove disposto che nelle società di capitali la proposta e le condizioni di concordato sono deliberate dagli amministratori, ha natura dispositiva ed è quindi derogabile dall’atto costitutivo e/o dallo statuto societario. Tale deroga, tuttavia, deve essere prevista in modo specifico ed espresso, non dovendosi considerare tale una eventuale clausola che preveda la preventiva e generica autorizzazione da parte dell’assemblea per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Luglio 2015.


Concordato con riserva – Verbale notarile per approvazione condizioni di concordato – Necessità.
Nel concordato con riserva ex art. 161 comma 1 LF il debitore, ai sensi del comb. disp. degli artt. 161 comma 4 e 152 comma 3 LF, deve formalizzare con atto notarile sia la domanda introduttiva sia, all’esito del deposito di proposta e piano, la decisione relativa alla condizioni del concordato. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Delibera ex articolo 152 L.F. - Iscrizione nel registro delle imprese - Funzione - Mancata indicazione del contenuto della proposta del piano.
La funzione della delibera prevista dall'articolo 152 L.F. per la presentazione della domanda di concordato e della sua iscrizione nel registro delle imprese è quella di rendere conoscibili la decisione dell'organo amministrativo della società.

La mancata indicazione nella delibera dello specifico contenuto della proposta e del piano concordatari può essere rilevata esclusivamente dai soci. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Cancellazione d’ufficio di atto notarile iscritto immediatamente dal Conservatore del Registro Imprese ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n.91 - Ammissibilità in ipotesi di assenza di tipicità dell’atto iscritto.
Può essere disposta la cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. di un atto pubblico – quale la determinazione ai sensi dell’art. 152 l.fall. dei soci di società in nome collettivo per l’ammissione al concordato preventivo o in alternativa alla presentazione di accordo di ristrutturazione – qualora il Conservatore del Registro Imprese, ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014 n. 116, abbia proceduto all’iscrizione immediata dell’atto, non trattandosi di atto tipico per il quale è prevista l’iscrizione nel registro. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Iscrizione immediata del Conservatore del Registro Imprese ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n.91 quando l’iscrizione è richiesta sulla base di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata - Vaglio del Conservatore di competenza territoriale e autenticità della sottoscrizione - Possibilità di richiedere la cancellazione d’ufficio per difetto di tipicità dell’atto.
Il Conservatore del Registro Imprese, ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014 n. 116, procede all’iscrizione immediata dell’atto notarile, dopo avere vagliato unicamente la competenza territoriale della Camera e l’autenticità della sottoscrizione della domanda, ma può chiedere al Giudice del registro la cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. dell’iscrizione effettuata ove non si tratti di atto tipico per il quale è prevista l’iscrizione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Proposta di concordato - Formalità di cui all'articolo 152 L.F. - Applicabilità alla domanda di concordato con riserva - Esclusione.
La disciplina di cui all'articolo 152 L.F. è applicabile al deposito della domanda di cd. concordato pieno e non a quello della domanda di concordato con riserva formulata ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F., la quale può preludere anche la richiesta di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Giugno 2014.


Società di capitali - Scioglimento di liquidazione - Iscrizione del registro delle imprese - Efficacia costitutiva - Nomina del liquidatore.
Ai sensi dell'articolo 2484 c.c., gli effetti dello scioglimento della società deciso dall'assemblea si producono dal momento dell'iscrizione della relativa delibera nel registro delle imprese, momento dal quale, ai sensi dell'articolo 2487 bis c.c., produce i suoi effetti anche la nomina dei liquidatori, iscrizione che assolve dunque ad una funzione costitutiva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Giugno 2014.


Concordato con riserva - Abuso del diritto - Fattispecie..
È ravvisabile un abuso nel ricorso al concordato preventivo con riserva previsto dall'articolo 161, comma 6, L.F. qualora l'imprenditore depositi il ricorso producendo copie inattendibili dei bilanci, ometta la produzione della delibera dell'organo di gestione prevista dall'articolo 152 L.F. e rinunci a spiegare qualsiasi difesa nell'ambito del procedimento per dichiarazione di fallimento pendente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 21 Novembre 2013.


Concordato preventivo con riserva – Società di capitali – Delibera dell’amministratore – Necessità – Contenuto dello statuto o dell’atto costitutivo – Rilevanza..
Poiché con il ricorso ex art. 161, comma 6, L.F. la società di capitali formula istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo, la stessa deve allegare al ricorso la delibera dell'amministratore nelle forme previste dal quarto comma dell'art. 152 L.F., salva diversa disposizione dell’atto costitutivo o dello statuto. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Marzo 2013.


Concordato preventivo – Società di capitali – Delibera dell’amministratore – Necessità – Concessione di un termine per la regolarizzazione – Ammissibilità..
Se con il ricorso ex art. 161, comma 6, L.F. la società di capitali non allega la delibera dall'amministratore nelle forme previste dal quarto comma dell'art. 152 L.F. può essere concesso dal Tribunale un termine per la regolarizzazione, in applicazione del principio generale espresso dall’art. 182 c.p.c.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Marzo 2013.


Concordato preventivo con riserva - Deposito dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e della delibera di cui all'articolo 152 L.F. - Adempimento che deve precedere il deposito del ricorso..
I bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. da depositarsi unitamente al ricorso per concordato preventivo con riserva, devono essere stati effettivamente approvati e la pubblicazione della relativa delibera nel registro delle imprese deve precedere il deposito del ricorso, non potendo detto adempimento, al pari della delibera di cui all'articolo 152 L.F., essere compiuto nel termine concesso per la presentazione del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 21 Febbraio 2013.


Concordato preventivo delle società - Requisito di cui all'articolo 152, comma 3, l.f. - Decisione o deliberazione risultanti da verbale redatto da notaio - Sottoscrizione della domanda di concordato - Necessità - Distinzione tra domanda, proposta e piano. .
Il requisito di cui all'articolo 152, comma 3, legge fallimentare (secondo il quale la decisione o la deliberazione della società di accedere alla procedura di concordato preventivo devono risultare da verbale redatto da notaio, ed essere depositate ed iscritte nel registro delle imprese a norma dell'articolo 2436 c.c.) è necessario non solo per la sottoscrizione della proposta e delle condizioni del concordato ma anche per la sottoscrizione ed il deposito della “domanda” propriamente detta. La terminologia utilizzata dal citato articolo 152 non tiene, infatti, conto della distinzione, successivamente introdotta dal decreto legge numero 83 del 2012, il quale ha più correttamente definito come “domanda” l'istanza rivolta al tribunale tramite il ricorso per l'ammissione e l'omologazione del concordato, quale “proposta” le modalità quantitative, qualitative e temporali di soddisfacimento dei creditori e “piano” l'insieme delle attività attraverso le quali il debitore si propone di ottenere il verificarsi delle condizioni per l'adempimento della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 28 Novembre 2012.


Concordato preventivo – Proposta presentata da società – Deliberazione del consiglio di amministrazione – Coincidenza con il contenuto della proposta – Necessità. (26/10/2010).
La norma contenuta nell'articolo 161, comma 4, legge fallimentare, la quale prescrive che la domanda di concordato preventivo presentata dalla società debba essere approvata e sottoscritta a norma dell'articolo 152, legge fallimentare, deve essere interpretata nel senso che fra la proposta di concordato e la sua deliberazione da parte dell'organo sociale vi debba essere perfetta coincidenza di contenuto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Luglio 2010, n. 0.


Fallimento - Concordato - Convenienza - Valutazione incensurabile del giudice di merito. Società - Fallimento - Conseguenze - Proposta di concordato - Legittimazione degli amministratori. Società - Società per azioni - Atto costitutivo - Modifiche - Omologazione e iscrizione - Mancanza - Conseguenze. Società - Società per azioni - Assemblea - Convocazione - Indicazione dell'ordine del giorno - Estremi - Finalità.
Il giudizio sulla convenienza del concordato tra il fallito e i creditori costituisce un apprezzamento di fatto incensurabile in Cassazione, se sorretto da motivazione adeguata e immune da vizi logici e giuridici. Il fallimento è causa di scioglimento e non di Estinzione della società: sciolta questa per effetto della dichiarazione di fallimento, segue necessariamente quello speciale periodo di liquidazione che e la procedura fallimentare,durante la quale permangono il vincolo sociale, l'ente sociale, lo stesso patrimonio comune e gli organi sociali (sebbene l'ente sia spossessato del patrimonio stesso e l'amministrazione sia assunta dal curatore). Ne consegue che coloro che rappresentano la società fallita hanno il potere di sottoscrivere la proposta di concordato e gli amministratori di una società per azioni possono compiere gli Atti necessari per la presentazione di tale proposta e, quindi, a norma dell'art. 152 l.F. Convocare e presiedere l'assemblea straordinaria per l'approvazione di essa e delle relative condizioni.A norma dell'ultimo comma dell'art. 2436 cod.civ., il mancato deposito in cancelleria e la mancata iscrizione nel registro delle imprese della deliberazione che importa modificazione dell'atto costitutivo delle società per azioni, non producono la nullità ma soltanto l'inefficacia della deliberazione nei confronti dei terzi che non ne ebbero conoscenza. L'inserzione, nell'avviso di convocazione dell'assemblea di una societa per azioni, dell'elenco delle materie da trattare, prescritta dal 1' comma dell'art. 2366 cod.civ. ha la duplice funzione di rendere i soci edotti delle materie sulle quali dovranno deliberare, perché possano partecipare all'assemblea con la necessaria preparazione e di evitare che sia sorpresa la buona fede degli assenti deliberandosi su argomenti che questi ritenevano che non sarebbero stati trattati perché non inclusi nell'elenco; pertanto, non è necessario che detto avviso contenga l'indicazione particolareggiata della materia da trattare, essendo sufficiente una menzione sintetica, purché chiara e non ambigua. Cassazione civile, sez. I, 24 Gennaio 1961, n. 106.