TITOLO II - Del fallimento
Capo VII - Della ripartizione dell'attivo

Art. 114

Restituzione di somme riscosse (1)
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. I pagamenti effettuati in esecuzione dei piani di riparto non possono essere ripetuti, salvo il caso dell’accoglimento di domande di revocazione.

II. I creditori che hanno percepito pagamenti non dovuti, devono restituire le somme riscosse, oltre agli interessi legali dal momento del pagamento effettuato a loro favore.

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(1) Articolo sostituito dall’art. 104 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

GIURISPRUDENZA

Fallimento - Esecutività dello stato passivo - Efficacia endofallimentare del decreto di esecutività dello stato passivo - Coordinamento con il principio di intangibilità del riparto dell'attivo - Necessità - Conseguenze.
Nella vigenza del r.d. n. 267 del 1942 anteriormente alla riforma recata dal d.lgs. n. 5 del 2006, l'efficacia solo endofallimentare del decreto di esecutività dello stato passivo deve essere coordinata con il principio di intangibilità dei riparti dell'attivo, eseguiti nel corso della procedura; tale principio soffre la sola eccezione contemplata espressamente dall'art. 114 l.fall., sicché se il comportamento del fallito in sede di predisposizione dello stato passivo non può pregiudicare le sue azioni una volta tornato "in bonis", tuttavia le ripartizioni che in base ad esso sono state eseguite nella procedura fallimentare non possono essere rimesse in discussione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Febbraio 2018, n. 4729.


Fallimento – Riparto – Efficacia endofallimentare del decreto di esecutività dello stato passivo – Coordinamento con il principio dell'intangibilità dei riparti.
L'efficacia endofallimentare del decreto di esecutività dello stato passivo deve essere coordinata con il principio dell'intangibilità dei riparti dell'attivo eseguiti nel corso della procedura, principio che soffre la sola eccezione contemplata espressamente dall'art. 114 l.fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Novembre 2012, n. 20748.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Immutabilità delle ripartizioni - Restituzione di quanto distribuito in precedenza - Esclusione.
Poiché le ripartizioni già eseguite in forza di riparti divenuti definitivi sono immutabili, i creditori che abbiano proposto opposizione allo stato passivo non possono chiedere la restituzione di quanto distribuito in precedenza, anche se ciò sia avvenuto in violazione della "par condicio creditorum", fatta eccezione per i casi di revocazione come previsto dall’art. 114, comma 2, l.fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Genova, 03 Aprile 1997.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Partecipazione dei creditori tardivi - Creditore ammesso tardivamente al passivo del fallimento - Ritardo non imputabile al creditore - Riparto dell'attivo solo nei limiti della quantità disponibile al momento dell'ammissione - Necessità - Riduzione dei reparti ricevuti dagli altri creditori - Esclusione..
Il creditore ammesso tardivamente al passivo del fallimento, (anche) nel caso in cui il ritardo sia dipeso da causa a lui non imputabile, può partecipare, ai sensi dell'art. 112 legge fall., alla ripartizione dell'attivo solo nei limiti della quantità di esso disponibile al momento della sua ammissione, essendo ormai divenuto definitivo il provvedimento mediante il quale è stato reso esecutivo il precedente progetto di riparto (se non impugnato), senza che possa pretendere di incrementare le disponibilità residue all'atto dell'ammissione mediante la riduzione dei riparti ricevuti da altri creditori, dovendosi escludere, in presenza dell'espressa regolamentazione del citato art. 112 legge fall., la possibilità di ricorrere ad una applicazione, in via estensiva, della disciplina contenuta nell'art. 114 stessa legge (che prevede, invece, la restituzione delle somme già riscosse dai creditori, con riferimento ai casi di revocazione di cui al precedente art. 102). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Dicembre 1990, n. 11961.


Fallimento – Ripartizione dell'attivo – Assegnazione di somma ricavata dal riparto – Illegittimità – Provvedimento abnorme – Rimedi.
Il provvedimento di assegnazione di somme ricavate dalla liquidazione dell’attivo del fallimento che avvenga al di fuori di qualsiasi norma giuridica è abnorme e come tale impugnabile con autonoma "actio nullitatis" e non con il reclamo endofallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Orvieto, 17 Aprile 1989.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Ripartizione parziale.
L'art 66 n 5 della legge 30 aprile 1969 n 153 che stabilisce il nuovo ordine dei privilegi, non può essere applicato nella procedura fallimentare quando, in forza di provvedimento definitivo ed esecutivo di riparto parziale , anteriore alla legge stessa, formato in base all'ordine dei privilegi allora esistente, siano state assegnate ai creditori le somme realizzate, perchè il predetto procedimento avente contenuto decisorio e carattere giurisdizionale, se non ritualmente impugnato, acquista carattere di definitivita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 13 Luglio 1973, n. 2035.


Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Ripartizione parziale.
L'art 66 n 5 della legge 30 aprile 1969 n 153, nello stabilire il nuovo ordine dei privilegi, dispone che le norme dettate si applicano anche se il privilegio che esso regola e stato fatto valere anteriormente all'entrata in vigore della nuova legge, purchè la procedura sia ancora in corso in tale momento. L'applicazione dello ius superveniens nel corso del processo trova peraltro un limite insuperabile non soltanto nel c.d. giudicato esterno , ma anche nel giudicato interno formatosi a seguito di preclusioni. Pertanto, il nuovo ordine di privilegi non può ricevere applicazione allorquando nella procedura fallimentare, in base a provvedimento definitivo ed esecutivo di riparto parziale anteriore alla legge citata, formato in base all'ordine di privilegi all'epoca vigenti, siano state assegnate e pagate ai creditori le somme realizzate, poiche detto provvedimento - come risulta dall'art 114 (possibilita di recupero delle somme pagate ai creditori solo in caso di revocazione) e 122 della legge fallimentare (divieto di concorso dei creditori per le somme gia percepite nelle precedenti ripartizioni) - da luogo ad una reclusione e ad un giudicato interno alla procedura fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 28 Febbraio 1972, n. 601.