TITOLO II - Del fallimento
Capo VI - Dell'esercizio provvisorio e della liquidazione dell'attivo
Sez. II - Della vendita dei beni

Art. 109

Procedimento di distribuzione della somma ricavata
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice delegato provvede alla distribuzione della somma ricavata dalla vendita secondo le disposizioni del capo seguente.

II. Il tribunale stabilisce con decreto la somma da attribuire, se del caso, al curatore in conto del compenso finale da liquidarsi a norma dell’art. 39. Tale somma è prelevata sul prezzo insieme alle spese di procedura e di amministrazione.

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(1) Comma così modificato dall’art. 97 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

GIURISPRUDENZA

Accertamento del passivo - Revocazione - Nuova formulazione dell'articolo 98, comma 4 - Necessità che il fallimento sia ancora aperto - Esclusione..
Diversamente dall'abrogato l'articolo 102, legge fallimentare, il quale disciplinava la revocazione nei confronti dei crediti ammessi al passivo, il nuovo articolo 98, comma 4 non prevede più, quale condizione essenziale di procedibilità dell'azione, la circostanza che il fallimento sia ancora aperto e che non sia stato pronunciato dal tribunale il decreto previsto dall'articolo 109. Il legislatore della riforma ha, infatti, introdotto un termine perentorio entro il quale far valere, a pena di decadenza, il mezzo in esame, termine identificabile in 30 giorni dalla scoperta del fatto o del documento (articolo 99, comma 1). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 26 Ottobre 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - In genere - Disciplina dettata in tema di esecuzione forzata - Applicabilità - Condizioni e limiti - Dichiarazione di decadenza dell'aggiudicatario per inadempienza - Contestuale fissazione di un'udienza per l'audizione delle parti - Necessità - Esclusione - Fondamento. .
In tema di vendita di beni fallimentari, deve escludersi che il giudice delegato, con il decreto dichiarativo della decadenza dell'aggiudicatario per inadempienza, sia tenuto a fissare un'udienza per l'audizione delle parti, giusta disposto degli artt. 569 cod. proc. civ. e 176 disp. att. cod. proc. civ., trattandosi di adempimento estraneo alla procedura fallimentare, caratterizzata, per converso, dall'impulso d'ufficio e dalla legittimazione del curatore a presentare l'istanza di vendita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2002, n. 17249.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Somme attribuite al fallimento da una procedura esecutiva immobiliare in corso alla data dello stesso - Distribuzione - Criteri - Credito assistito da iscrizione ipotecaria - Interessi da considerare collocati nello stesso grado del credito - Determinazione - Data - Riferimento - Originario pignoramento - Esclusione - Dichiarazione del fallimento - Riferimento - Necessità.
Le somme attribuite al fallimento da una procedura esecutiva immobiliare in corso alla data del fallimento e proseguita ad istanza della curatela che sia subentrata al creditore procedente a norma dell'art. 107 legge fall., debbono essere distribuite ai creditori unicamente secondo i criteri del riparto fallimentare, vincolati alle risultanze dello stato passivo esecutivo, essendo inammissibili nella procedura concorsuale qualsiasi forma di riparto ai creditori ammessi al di fuori dalle forme degli art. 109 e 111 legge fall. -, che richiamano, quanto ai creditori concorrenti, le risultanze del procedimento di verificazione dei crediti. Ne consegue che, ai fini dell'applicazione dell'art. 2855 e per la determinazione degli interessi da considerare collocati nello stesso grado del credito assistito da iscrizione ipotecaria, deve aversi riguardo non alla data dell'originario pignoramento bensì a quella della dichiarazione del fallimento, giusto il disposto dell'art. 54, ultimo comma legge fall.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Maggio 1992, n. 5987.


Fallimento - Passività fallimentari - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Termine finale.
Il termine finale per l'insinuazione tardiva dei crediti nello stato passivo del fallimento si identifica con quello con cui diviene definitivo il provvedimento del giudice delegato che approva e rende esecutivo il piano di riparto finale dell'attivo (art. 117 legge fallimentare), senza che sia richiesto l'esaurimento delle ripartizioni dell'attivo fallimentare con il pagamento dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Marzo 1988, n. 2201.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Distribuzione della somma ricavata - Vendita di immobili oggetto di ipoteca o di privilegio speciale - Distribuzione del ricavato - Criteri - Diritto dei creditori ipotecari o privilegiati di conseguimento di tale somma prima della ripartizione dell'attivo fallimentare - Sussistenza - Esclusione.
Il principio, evincibile dagli artt 54, 107 e 109 della legge fallimentare, in base al quale la somma ricavata dalla vendita di immobili, oggetto di ipoteca o privilegio speciale, va distribuita fra i creditori muniti di detta garanzia o privilegio, separatamente dai proventi delle altre attivita fallimentari, e con deduzione delle sole spese e compensi concernenti l'amministrazione, l'espropriazione e la vendita degli immobili stessi, non si traduce nel diritto dei predetti creditori di conseguire quella distribuzione prima ed indipendentemente dalla ripartizione dell'attivo fallimentare. Anche in tale ipotesi, pertanto, trovano applicazione le norme concorsuali sulla ripartizione totale o parziale, e sui poteri del giudice delegato in ordine alla fissazione dei tempi e delle modalita della medesima. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 1978, n. 458.