CAPO I
Disposizioni di attuazione
SEZIONE III
Disposizioni relative al libro III

Art. 64

TESTO A FRONTE

I. Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dall'undicesimo comma dell'articolo 1129 e dal quarto comma dell'articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore in contraddittorio con il ricorrente.

II. Contro il provvedimento del tribunale puo' essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione o dalla comunicazione.



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(1) Articolo sostituito dall'art. 19 della legge 11 dicembre 2012, n. 220. La nuova disposizione entra in vigore il 18 giugno 2013. L'articolo sostituito disponeva:

"Art. 64

I. Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dal terzo comma dell'articolo 1129 e dall'ultimo comma dell'articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore medesimo.

II. Contro il provvedimento del tribunale può essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione. "


GIURISPRUDENZA

Condominio – Revoca dell’amministratore – Procedimento – Patrocinio di un difensore – Necessità – Esclusione.
Poichè il giudizio di revoca dell'amministratore di condominio ex art. 1129 c.c., comma 11, e art. 64 disp. att. c.c., dà luogo ad un procedimento camerale plurilaterale tipico, nel quale l'intervento del giudice è diretto all'attività di gestione di interessi e non culmina in un provvedimento avente efficacia decisoria, in quanto non incide su situazioni sostanziali di diritti o di "status", non è indispensabile il patrocinio di un difensore legalmente esercente, ai sensi dell'art. 82 c.p.c., comma 3. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 23 Giugno 2017, n. 15706.


Condominio negli edifici - Amministratore - Nomina e revoca - Amministratore di condominio - Revoca giudiziale - Procedimento - Difesa tecnica - Necessità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.
Nel giudizio di revoca dell'amministratore di condominio non è richiesto il patrocinio di un difensore legalmente esercente, ex art. 82, comma 3, c.p.c., trattandosi di un procedimento camerale plurilaterale tipico, che culmina in un provvedimento privo di efficacia decisoria, siccome non incidente su situazioni sostanziali di diritti o "status". Pertanto, ove si difenda personalmente e non rivesta anche la qualità di avvocato, il condomino che agisca per la revoca può richiedere, indicandole in apposita nota, unicamente il rimborso delle spese vive concretamente sopportate e non anche la liquidazione del compenso professionale, che spetta solo al difensore legalmente esercente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Giugno 2017, n. 15706.


Condominio - Nomina e revoca - Amministratore di condominio - Revoca giudiziale - Ricorso per cassazione avverso il decreto della corte di appello in sede di reclamo - Inammissibilità - Limiti.
È inammissibile il ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., avverso il decreto con il quale la corte di appello provvede sul reclamo contro il decreto del tribunale in tema di revoca dell'amministratore di condominio, previsto dagli artt. 1129 c.c. e 64 disp. att. c.c., trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione; tale ricorso è, invece, ammissibile avverso la statuizione relativa alla condanna al pagamento delle spese del procedimento, concernendo posizioni giuridiche soggettive di debito e credito discendenti da un rapporto obbligatorio autonomo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 11 Aprile 2017, n. 9348.


Amministratore - Nomina e revoca - Amministratore di condominio - Revoca giudiziale - Regolamento di competenza avverso il decreto della corte di appello in sede di reclamo - Inammissibilità - Fondamento.
È inammissibile il regolamento di competenza avverso il decreto con il quale la corte di appello provvede sul reclamo contro il decreto del tribunale in tema di revoca dell'amministratore di condominio, ex artt. 1129 c.c. e 64 disp. att. c.c., trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione, privo, pertanto, dei caratteri di decisorietà e definitività. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Aprile 2017, n. 8656.