LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO I
Della trascrizione
CAPO I
Della trascrizione degli atti relativi ai beni immobili

Art. 2645-ter

Trascrizione di atti di destinazione per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche
TESTO A FRONTE

I. Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche ai sensi dell'articolo 1322, secondo comma, possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il vincolo di destinazione; per la realizzazione di tali interessi può agire, oltre al conferente, qualsiasi interessato anche durante la vita del conferente stesso. I beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e possono costituire oggetto di esecuzione, salvo quanto previsto dall'articolo 2915, primo comma, solo per debiti contratti per tale scopo.


GIURISPRUDENZA

Fallimento – Stato Passivo – Riconoscimento della prededuzione all’attestatore della precedente procedura di concordato preventivo di società in nome collettivo – Ammissibilità.
La valutazione di (non) convenienza della proposta concordataria espressa dai creditori mediante il voto negativo su quest’ultima, in mancanza di acclarate condotte frodatorie nei loro confronti, non può elidere la funzionalità della prestazione resa dall’attestatore ai sensi dell’art. 111 l.fall., con la conseguenza che (considerata anche la mancanza di contestazioni sul corretto adempimento della prestazione resa dall’attestatore) deve essere riconosciuta la prededuzione richiesta per il credito derivante dalla prestazione professionale resa con l’attestazione del piano ex art. 161 l.fall., dovendosi ritenere integrati i requisiti previsti nell’art. 111 l.fall.

E’ da respingersi pertanto il mancato riconoscimento della prededuzione all’attestatore di concordato preventivo ammesso alle votazioni il cui esito è stato negativo secondo una valutazione ex post in fase di verifica dello stato passivo del successivo fallimento, sulla scorta che “il ricorso alla procedura di concordato preventivo con l'esclusione di parte del patrimonio personale dei soci non si può configurare come un'attività svolta nell'interesse dei creditori in quanto l'ipotesi fallimentare era evidentemente da preferire. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 09 Maggio 2019.


Concordato preventivo – Vincolo di destinazione di cui all’art. 2645 ter c.c. a favore di tutti i creditori del concordato – Lesione della par condicio – Esclusione – Meritevolezza – Sussistenza.
Qualora il vincolo di destinazione di cui all’art. 2645 ter c.c. sia stato costituito a favore di tutti i creditori del concordato, non è possibile ipotizzare la lesione della par condicio nei confronti di alcuno di essi, i quali sono tutti i creditori della società, compresi quelli prededucibili e non è dato ipotizzare, ai sensi della L. Fall., art. 167, che, una volta proposto il concordato di una società, possano sorgere nuovi crediti verso l’ente assoggettato alla procedura che non siano "creditori del concordato preventivo".

Deve ritenersi certamente meritevole di tutela il fine perseguito dall’impresa che, anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo, costituisca sul patrimonio un vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c. al fine di consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione; detta iniziativa consente, infatti, la conoscibilità dello stato di crisi e preserva il patrimonio da eventuali atti di distrazione o da iniziative destinate ad avvantaggiare solo alcuni creditori in pregiudizio degli altri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 18 Gennaio 2019, n. 1260.


Concordato preventivo - Atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c. - Effetti nei confronti del garante.
L'atto di destinazione di cui all’art. 2645-ter c.c., funzionale al buon esito del concordato preventivo del debitore principale, è idoneo a paralizzare l'azione esecutiva nei confronti del garante.

In presenza di atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c., non è applicabile l’art. 2929-bis c.c. poichè la segregazione immobiliare realizzata ai sensi della prima disposizione non può farsi rientrare, ai fini dell’applicazione del c.d. pignoramento revocatorio, nella categoria degli atti a titolo gratuito, dato che non emerge una "causa donandi" bensì una "causa solvendi”. (Francesco Giordano) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze, 20 Novembre 2018.


Concordato preventivo – Vincolo di destinazione non traslativo con procura irrevocabile a vendere in favore del nominando liquidatore – Apporto di terzo – Ammissibilità – Interesse meritevole di tutela – Sussiste – Eventuale pregiudizio per i creditori del disponente – Azioni a tutela.
Al fine di garantire l’esecuzione di un concordato preventivo, costituisce apporto di terzo l’istituzione di un vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. non traslativo, purché esso non sia revocabile senza il consenso degli organi della procedura e sia accompagnato da una procura irrevocabile a vendere gli immobili in favore del nominando liquidatore.

Nel nostro ordinamento positivo si rinvengono indici normativi che consentono di ritenere che anche il vincolo di destinazione “puro”, cui non consegue un immediato effetto traslativo, sia da qualificare istituto di diritto sostanziale, finalizzato a perseguire l’interesse, meritevole di tutela, di consentire il soddisfacimento, altrimenti precluso, dei creditori chirografari.

L’effetto segregativo che consegue alla costituzione del vincolo non è incompatibile col principio di responsabilità patrimoniale di cui all’art. 2740 c.c., posto che i creditori del disponente, che ne subiscano eventuale pregiudizio, potranno esperire le azioni previste dagli articoli 2901 e 2929 bis c.c. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Catania, 14 Dicembre 2017.


Fondi comuni di investimento - Autonomi soggetti di diritto - Esclusione - Trasferimenti immobiliari in favore del fondo comune - Trascrizione dell’atto di acquisto in favore della società di gestione e non del fondo comune.
Poiché il fondo comune di investimento costituisce un patrimonio autonomo distinto a tutti gli effetti dal patrimonio della società di gestione del risparmio e da quello di ciascun partecipante e che lo stesso non può considerarsi un autonomo soggetto di diritto, in caso di acquisto immobiliare operato nell’interesse di un fondo, la trascrizione di tale atto deve essere effettuata in favore della società di gestione con annotazione, nel quadro D, del fondo comune di investimento e non invece direttamente in favore di quest’ultimo. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Maggio 2016.


Procedimento civile - Legittimazione - Attiva - "Trust" - Natura - Legittimazione esclusiva del "trustee", nei rapporti con i terzi, in ordine ai beni vincolati - Fondamento - Fattispecie in tema di insinuazione al passivo.
Il "trust" non è un ente dotato di personalità giuridica ma un insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato, nell'interesse di uno o più beneficiari, e formalmente intestati al "trustee", il quale, pertanto, disponendo in via esclusiva dei diritti conferiti nel patrimonio vincolato, è l'unico soggetto legittimato a farli valere nei rapporti con i terzi, anche in giudizio. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C., confermando il decreto impugnato, ha ritenuto che, costituiti in "trust" i diritti di tutti gli obbligazionisti di una società, solo il "trustee" era legittimato ad insinuare i relativi crediti al passivo della garante poi fallita). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2015, n. 25800.


Vincoli di destinazione - Interesse meritevole di tutela - Altruità dell'interesse - Necessità.
Il requisito della meritevolezza che caratterizza il vincolo di destinazione di cui all'articolo 2645-ter c.c. presuppone l'altruità dell'interesse che non deve, pertanto, essere riferibile a colui che il vincolo istituisce. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 04 Novembre 2015.


Vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. - Mancanza di attribuzione a favore del disponente - Natura gratuita dell'atto - Revocabilità ex articolo 2901 c.c..
La costituzione di un vincolo di destinazione su un determinato bene ex articolo 2645-ter c.c. si caratterizza per essere espressione del fenomeno della separazione patrimoniale e, in mancanza di contropartita costituita da attribuzioni in favore del disponente, deve essere classificato come atto a titolo gratuito revocabile sensi dell'articolo 2901 n. 1 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 27 Ottobre 2015.


Vincolo di destinazione - Interessi meritevoli di tutela - Rilevanza dell'interesse perseguito - Valutazione comparativa tra gli interessi in conflitto - Esclusione.
Il giudizio di meritevolezza riguardo agli atti di destinazione è un giudizio che riguarda gli interessi in sé e non comporta una valutazione comparativa in termini di prevalenza o potiorità tra l'uno e l'altro, non apparendo legittima alcuna ulteriore delimitazione degli interessi che i privati possono perseguire costituendo un vincolo di destinazione, con la precisazione che la "immeritevolezza" coincide con la "illiceità dell'interesse perseguito". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 12 Agosto 2015.


Vincolo di destinazione - Interessi meritevoli di tutela - Concordato preventivo - Soddisfacimento dei creditori sociali .
L'atto di destinazione di cui all'articolo 2645-ter c.c. è valido ed efficace e realizza un interesse pienamente meritevole di tutela ai sensi dell'articolo 1322 c.c. ove venga utilizzato per il soddisfacimento dei creditori di società che intenda accedere alla procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 12 Agosto 2015.


Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Meritevolezza degli interessi - Scopo lecito non altrimenti raggiungibile con gli strumenti tipici - Causa concreta dell'istituto dell'atto di destinazione.
La meritevolezza degli interessi cui fa riferimento l'articolo 2645 ter c.c. va identificata nell'idoneità del programma negoziale al raggiungimento dello scopo lecito, che non sia altrimenti raggiungibile dalle parti nell'espletamento della loro autonomia negoziale mediante l'utilizzo di strumenti tipici, ancorché composti o collegati. Tale elemento, che è presunto dall'ordinamento per le figure negoziali tipiche, integra la causa concreta dell'istituto dell'atto di destinazione, quel programma negoziale che altrimenti rimarrebbe incompleto e non meritevole di tutela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Maggio 2015.


Vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. - Meritevolezza degli interessi - Idoneità del programma negoziale al raggiungimento di uno scopo lecito non altrimenti raggiungibile

Vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. - Meritevolezza degli interessi - Causa concreta dell'atto di destinazione

Vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. - Atto negoziale autonomo per realizzare un più ampio programma negoziale
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La meritevolezza di interessi cui fa riferimento l'articolo 2645-ter c.c. va identificata nell'idoneità del programma negoziale al raggiungimento di uno scopo lecito, il quale non sia altrimenti raggiungibile dalle parti nell'espletamento della loro autonomia negoziale mediante l'utilizzo di strumenti tipici, ancorché composti o collegati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La ricerca della meritevolezza di interessi è espressamente imposta dall'articolo 2645-ter c.c. e costituisce elemento che viene così ad integrare la causa concreta dell'atto di destinazione, quel programma negoziale che altrimenti rimarrebbe incompleto e non meritevole di tutela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'atto di destinazione di cui all'articolo 2645-ter c.c. deve essere costituito da un atto negoziale autonomo utilizzato per attuare la segregazione e per realizzare sul piano degli effetti un più ampio programma negoziale attraverso l'utilizzo di altri singoli negozi ed istituti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Giudice Tavolare Trieste, 22 Aprile 2015.


Vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c. – Interpretazione restrittiva per non violare il precetto dell’art. 2740 c.c. – Impossibilità di negozio destinatorio puro e necessità di collegamento con altra fattispecie negoziale – Necessità comunque di penetrante vaglio sulla meritevolezza di tutela e sulla prevalenza rispetto agli interessi sacrificati – Applicazione alla materia dell’elaborazione giurisprudenziale in tema di fondo patrimoniale ex art. 170 c.c. – Sussiste.
Il vincolo di cui all’art. 2645-ter c.c., norma da interpretare restrittivamente per non svuotare di significato il principio della responsabilità patrimoniale del debitore ex art. 2740 c.c., non può essere unilateralmente autodestinato su di un bene già in proprietà con un negozio destinatorio puro, ma può unicamente collegarsi ad altra fattispecie negoziale tipica od atipica dotata di autonoma causa.

Gli interessi meritevoli di tutela che legittimano il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c., devono essere esplicitati nell’atto di costituzione, devono essere valutati in modo stringente e devono essere prevalenti rispetto agli interessi sacrificati dei creditori del disponente estranei al vincolo.

Così come per l’omogena materia del fondo patrimoniale ex art. 170 c.c., anche nel caso di vincolo di destinazione ex art. 2645 c.c., spetta al debitore provare che il creditore conosceva l’estraneità del credito ai bisogni della famiglia, e tale categoria di bisogni deve essere interpretata in senso ampio. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 10 Marzo 2015.


Vincolo di destinazione su beni per il perseguimento di determinate finalità - Imposta sulle successioni e donazioni di cui al 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006 - Applicazione - Fattispecie in tema di trust volto al rafforzamento di garanzia patrimoniale.
L'atto col quale il disponente vincoli beni a se appartenenti al perseguimento delle finalità di rafforzamento della generica garanzia patrimoniale già prestata, nella qualità di fideiussore, in favore di alcuni istituti bancari, in quanto fonte di costituzione di vincoli di destinazione, è assoggettato l'imposta gravante su tali vincoli a norma del 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 Febbraio 2015.


Imposta sulle successioni e donazioni - Applicazione alla costituzione di vincoli di destinazione - Presupposti.
Il presupposto per l'applicazione dell'imposta di cui al 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006, la quale prende espressamente in considerazione anche la costituzione di vincoli di destinazione, è correlato alla predisposizione del programma di funzionalizzazione del diritto al perseguimento degli obiettivi voluti, laddove l'oggetto consiste nel valore dell'utilità della quale il disponente, stabilendo che sia sottratta all'ordinario esercizio delle proprie facoltà proprietarie, finisce con l'impoverirsi. L'imposta in questione, non abbisogna, quindi, dell'arricchimento, risultando a tal fine sufficiente quella classica sulle successioni e donazioni, nelle quali il presupposto applicativo è appunto il trasferimento, quantunque condizionato o a termine, dell'utilità economica ad un beneficiario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 Febbraio 2015.


Atti di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. - Creazione di vincoli di destinazione - Applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni di cui al 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006.
Gli atti di destinazione contemplati dall'articolo 2645-ter c.c., in quanto idonei a produrre un vincolo di destinazione con effetti reali inerenti alla qualità del bene che ne è oggetto, sia pure con contenuto atipico perché rispondente ad interessi meritevoli di tutela, rientrano nell'area applicativa del 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 Febbraio 2015.


Trust - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni - Distinzione - Fattispecie - Trust liquidatorio.
Le sostanziali differenze tra il trust ed i vincoli di destinazione di cui all'articolo 2645 ter c.c. impediscono di estendere al primo la disciplina fiscale prevista per i vincoli di destinazione sulla base del solo effetto segregativo dei beni conferiti.

La norma che prevede la tassazione dei vincoli di destinazione si colloca all'interno della reintrodotta imposta sulle successioni e donazioni, la cui caratteristica è l'acquisizione in capo al beneficiario di un'utilità senza corrispettivo. Detta imposta non è quindi applicabile al trust liquidatorio diretto principalmente a soddisfare i creditori, in quanto carente di qualsiasi finalità liberale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Milano, 10 Febbraio 2015.


Vincolo di destinazione - Articolo 2645 ter c.c. - Riconoscibilità di atti di destinazione la cui creazione e rimessi all'autonomia privata.
L'ingresso nell'ordinamento giuridico italiano dell'articolo 2645 ter c.c., il quale, mediante il richiamo all'articolo 1322, comma 2, c.c., consente anche ad atti atipici ed a determinate condizioni (trascrizione, durata, forma) di rendere opponibile erga omnes un vincolo di destinazione impresso su certi beni immobili o mobili registrati ha definitivamente aperto la porta dell'ordinamento ai più disparati atti di destinazione scaturiti dall'autonomia privata (Trib. Reggio Emilia, 27 agosto 2011). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Febbraio 2015.


Conferimento in trust di quote di società a responsabilità limitata - Trasferimento di proprietà - Esclusione - Applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni in misura proporzionale - Esclusione.
L'atto di conferimento in trust di quote di società a responsabilità limitata che ne comporti esclusivamente l'effetto segregativo, senza trasferimento di proprietà, è soggetto all'imposta in misura fissa, così come prevede la circolare 3/E/2008 dell'Agenzia delle Entrate, la quale, al punto 6, prevede che la trascrizione di cui all'articolo 2645 ter c.c. può essere richiesta anche nell'ipotesi di costituzione di vincoli che non abbiano effetti traslativi e che in tale caso sono dovute le imposte in misura fissa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Lodi, 26 Gennaio 2015.


Concordato preventivo - Utilizzo del trust di scopo e del vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Destinazione della c.d. “finanza esterna” - Interessi meritevoli di tutela.
Sia l’istituto del trust di scopo che il vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c. possono concorrere positivamente a garantire i creditori concordatari circa l’effettiva destinazione della c.d. “finanza esterna” promessa da soggetti terzi al fine di consentire un soddisfacimento non irrisorio dei creditori chirografari e la fattibilità del concordato (caso nel quale il trust è stato istituito su partecipazioni societarie ed il vincolo di destinazione su alcuni beni immobili). (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Perseguimento di interessi meritevoli di tutela - Mandato irrevocabile a vendere i beni vincolati in favore degli organi della procedura e del liquidatore giudiziale.
In particolare il vincolo di destinazione, ex art. 2645 ter c.c., persegue interessi meritevoli di tutela ove lo stesso si innesti su di una procedura di concordato, poiché da questa riceve la propria causa concreta, purché contenga un mandato irrevocabile a vendere gli immobili (o altro atto dispositivo) in favore degli organi della procedura ed in particolare del liquidatore giudiziale nominato dal tribunale, realizzandosi perciò di fatto una irrevocabilità della messa a disposizione dei beni condizionata alla sola omologa del concordato. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014.


Vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c. – Interpretazione restrittiva per non violare il precetto dell’art. 2740 c.c. – Impossibilità di negozio destinatorio puro e necessità di collegamento con altra fattispecie negoziale – Necessità comunque di penetrante vaglio sulla meritevolezza di tutela e sulla prevalenza rispetto agli interessi sacrificati.
Il vincolo di cui all’art. 2645 ter c.c., norma da interpretare restrittivamente per non svuotare di significato il principio della responsabilità patrimoniale del debitore ex art. 2740 c.c., non può essere unilateralmente autodestinato su di un bene già in proprietà con un negozio destinatorio puro, ma può unicamente collegarsi ad altra fattispecie negoziale tipica od atipica dotata di autonoma causa. In ogni caso, anche ipotizzando l’ammissibilità di un negozio destinatorio puro, gli interessi meritevoli di tutela che legittimano il vincolo devono essere esplicitati nell’atto di costituzione, devono essere valutati in modo stringente e devono essere prevalenti rispetto agli interessi sacrificati dei creditori del disponente estranei al vincolo. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 12 Maggio 2014.


Atto di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Vincolo di destinazione necessariamente collegato ad altra fattispecie negoziale..
L’art. 2645-ter cod. civ. non ha coniato una nuova tipologia negoziale, l’“atto di destinazione”; la disposizione è collocata tra le norme sulla pubblicità e, inoltre, mancano gli elementi per individuare la struttura di un simile negozio, la sua natura, la sua causa e i suoi effetti. Il vincolo di destinazione non può essere “autonomo”, bensì deve necessariamente collegarsi  ad altra fattispecie negoziale (tipica o atipica). (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.


Atto di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Esplicitazione degli interessi meritevoli di tutela - Necessità..
Anche ipotizzando l’ammissibilità di un “negozio destinatorio puro”, gli interessi meritevoli di tutela devono essere esplicitati nell’atto pubblico di costituzione del vincolo, senza possibilità di ricercare la causa destinationis in altre fonti. L’interesse meritevole di tutela, poi, deve riferirsi al costituente dato che la limitazione della responsabilità patrimoniale ha effetti nel suo patrimonio e rispetto ai suoi creditori. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.


Atto di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Auto-destinazione unilaterale - Esclusione..
L’art. 2645-ter cod. civ. non riconosce la possibilità dell’auto-destinazione unilaterale (“vincolo di destinazione autoimposto o autodichiarato”): l’effetto destinatorio deve ricondursi ad un atto avente effetti traslativi. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.


Atti di destinazione per interessi meritevoli di tutela - Valutazione della meritevolezza - Rilevanza della causa dell'atto e della mera liceità - Comparazione degli interessi coinvolti..
La valutazione di meritevolezza dell'interesse di cui all'articolo 2645 ter c.c. deve essere effettuata non solo con riferimento agli effetti dell'atto costitutivo del vincolo di destinazione ma anche con riferimento alla sua causa. Va, inoltre, precisato che il richiamo all'articolo 1322 c.c. non consente di individuare la meritevolezza unicamente nell'ambito della pubblica utilità o della solidarietà sociale e che la mera liceità dell'atto non rende di per sé l'atto meritevole di tutela, dovendosi, invece, a tal fine comparare l'interesse realizzato mediante l'atto di destinazione con quello dei soggetti che da tale atto subiscono eventuali pregiudizi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 19 Dicembre 2013.


Vincolo di destinazione per interessi meritevoli di tutela - Vincolo sui beni del debitore che richiede l'accesso alla procedura di concordato preventivo - Illegittimità - Fattispecie..
Non è meritevole di tutela ai sensi degli articoli 2645 ter e 1322 c.c. l'atto costitutivo di un vincolo di destinazione sui beni del debitore che chiede l'accesso alla procedura di concordato preventivo nell'ipotesi in cui il vincolo sia istituito a favore dei soli creditori risultante delle scritture contabili e che limiti la costituzione di cause legittime di prelazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 19 Dicembre 2013.


Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. – Auto-destinazione unilaterale – Separazione patrimoniale – Opponibilità ai creditori – Esclusione..
Non è compatibile con l’istituto di cui all'articolo 2645 ter c.c. il cosiddetto atto di auto-destinazione patrimoniale a carattere unilaterale ed il vincolo di destinazione così costituito non è idoneo a produrre l’effetto della separazione patrimoniale opponibile ai creditori. (Nel caso di specie, il disponente ha vincolato, conservandone però la titolarità, determinati immobili allo scopo di assicurare la cura e l'assistenza della madre dichiarata disabile e beneficiaria della destinazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La disposizione dell’art. 2645-ter cod. civ. non riconosce, sul piano sostanziale, la possibilità dell’auto-destinazione unilaterale: sotto il profilo testuale, la norma presenta rilevanti indici che depongono in senso contrario alla cosiddetta “auto-destinazione” patrimoniale a carattere unilaterale; poi, sotto il profilo sistematico, in un sistema caratterizzato dal principio della responsabilità patrimoniale illimitata e dal carattere eccezionale delle fattispecie limitative di tale responsabilità (art. 2740 cod. civ.), la portata applicativa della norma deve essere interpretata in senso restrittivo e, quindi, limitata alle sole ipotesi di destinazione “traslativa”. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)
Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 28 Novembre 2013.


Separazione dei coniugi - Condizioni - Autonomia contrattuale - Controllo di legittimità da parte del tribunale in sede di omologazione.

Vincolo di destinazione - Natura della norma di cui all'articolo 2645 ter c.c. - Configurazione di un negozio distinatorio puro - Esclusione.

Vincolo di destinazione - Vincolo di destinazione autoimposto - Esclusione.

Negozio di destinazione di cui all'articolo 2645 ter c.c. - Qualificazione quale trust - Esclusione.
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In ossequio al principio di autonomia contrattuale, è possibile indicare, come condizioni del ricorso per separazione personale tra coniugi, pattuizioni di natura negoziale ma tali accordi, anche in assenza di prole minorenne, sono soggetti a un controllo di legittimità da parte del tribunale al momento dell’omologazione. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

L’art. 2645-ter c.c. è norma “sugli effetti” e non “sugli atti” e, perciò, disciplina esclusivamente gli effetti, complementari rispetto a quelli traslativi ed obbligatori, delle singole figure negoziali a cui accede il vincolo di destinazione; non consente, invece, la configurazione di un “negozio destinatorio puro”, cioè di una nuova figura negoziale atipica imperniata sulla causa destinatoria. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

Non è ammesso dalla predetta norma il cosiddetto “vincolo di destinazione autoimposto” in cui l’effetto destinatorio è collegato ad un atto privo di effetti traslativi. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

Non è possibile riqualificare il negozio di destinazione ex art. 2645-ter c.c. come trust (istituto che offre ai beneficiari vantaggi e garanzie maggiori rispetto a quelle previste dall’art. 2645-ter c.c.) in ragione delle molteplici differenze tra i due istituti. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 07 Giugno 2012.


Fondo comune di investimento - SGR - Caratteristiche della titolarità della SGR - Distinzione tra le altre figure di patrimonio separato - Proprietà dei beni - Attribuzione alla SGR di un potere gestorio unitamente alla formale intestazione dei beni

Fondo comune di investimento - Titolarità del fondo riferibile alla SGR - Distinzione tra proprietà in senso sostanziale e in senso formale

Fondo comune di investimento - Caratteristiche della titolarità del fondo in capo alla SGR - Gestione nell'interesse dei partecipanti - Proprietà degradata a posizione puramente formale
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Il patrimonio separato costituito dal fondo di investimento, la cui titolarità è attribuita alla SGR, si distingue nettamente da tutte le altre figure conosciute di patrimonio separato (articoli 167, 490, 2447 bis, 2645-ter, del codice civile) per l'aspetto essenziale che in questi casi il proprietario del patrimonio separato è esclusivamente il fondo, laddove alla SGR è attribuito esclusivamente un potere gestorio, unitamente alla formale intestazione dei beni del fondo, al solo scopo di consentire l'esercizio di un potere di disposizione vincolato all'interesse altrui e che, come tale, non si identifica con il potere dispositivo del proprietario, ma con il potere gestorio dell'amministratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In ordine alla natura del fondo comune di investimento e dei rapporti con la società di gestione risparmio, alla quale è riferibile la titolarità del fondo, occorre porre l'accento sulla distinzione tra proprietà in senso sostanziale, posta in capo ai partecipanti al fondo, e proprietà in senso formale, riferibile alla SGR. A favore di questa ricostruzione depongono elementi quali: la doppia separazione dal patrimonio dei partecipanti e da quello della SGR (articolo 36, comma 6, TUF); la destinazione dei beni inclusi nel fondo all'investimento avente le connotazioni descritte nel regolamento (articolo 39, comma 2, lettera d) TUF); la gestione della SGR "nell'interesse" (articoli 36, comma 4, e 40, comma 2, TUF) dei partecipanti e "per conto" (articolo 36, comma 6, TUF) del fondo; l'assenza, in capo alla SGR di un potere di gestire per conto e nell'interesse proprio e di godere dei beni di pertinenza del fondo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nella gestione del fondo comune di investimento, la SGR, pur essendo libera nella scelta dei singoli atti gestori, è vincolata nel "fine", trattandosi di una gestione "nell'interesse dei partecipanti" (articoli 36, comma 4, e 40, comma 1, lett. a) TUF), ma anche nei “metodi”, trattandosi di gestione connotata dalla assunzione degli obblighi e delle responsabilità del mandatario (articolo 36, comma 5, TUF), nei “contenuti”, segnati dal regolamento, ma anche dalle scelte di “politica di gestione” che possono essere fatte dai partecipanti al fondo (articolo 37, comma 2-bis, TUF). Questi aspetti consentono di ritenere che una gestione dei beni inclusi nel fondo da parte della essere SGR, vincolata nel fine, nel metodo e nelle responsabilità in favore del partecipanti al fondo, non può che far degradare la posizione giuridica di "proprietà" a posizione meramente formale, svuotata di gran parte di quella sostanza (la signoria del volere nell'interesse proprio e la facoltà di godere) che caratterizza la proprietà come abitualmente conosciuta e ricostruita in chiave essenzialmente obbligatoria e non più reale per scopi funzionali che possono essere individuati nella necessità di agevolare il traffico giuridico, massimizzare le possibilità di profitto per i partecipanti non in grado di gestire investimenti e di aprire il mercato interessato dal regolamento ad investimenti che solo la raccolta attraverso i fondi può consentire. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 30 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Potere del tribunale di valutare l'ipotesi di assoluta impossibilità oggettiva o giuridica della proposta - Sussistenza - Effettiva realizzabilità della proposta di mandata ai creditori.

Trascrizione di atti di destinazione meritevole di tutela - Vincolo a beneficio dei creditori del concordato preventivo - Opponibilità ai creditori ipotecari successivi.

Trascrizione di atti di destinazione meritevole di tutela - Meritevolezza - Ulteriore delimitazione degli interessi dei privati possono perseguire - Esclusione.

Concordato preventivo - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Perseguimento della soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione - Meritevolezza - Sussistenza.
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Nel concordato preventivo il tribunale può stigmatizzare esclusivamente ipotesi di assoluta impossibilità oggettiva o giuridica della proposta la cui realizzabilità spetta esclusivamente alla libera valutazione di convenienza e di affidabilità del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter del codice civile costituito a beneficio di tutti i creditori e trascritto prima del deposito del ricorso per concordato preventivo è opponibile ai creditori ipotecari successivi. (Vito Misino) (riproduzione riservata)

Il rinvio generico contenuto nell'articolo 2645-ter c.c. alla meritevolezza di cui all'articolo 1322, comma 2, c.c. non legittima alcuna ulteriore delimitazione degli interessi che i privati possono perseguire costituendo un vincolo di destinazione. (Vito Misino - Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve ritenersi sicuramente meritevole di tutela il fine perseguito dall'impresa che, anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo, costituisca sul patrimonio un vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. al fine di consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione. Detta iniziativa consente, infatti, la conoscibilità dello stato di crisi e preserva il patrimonio da eventuali atti di distrazione o da iniziative destinate ad avvantaggiare solo alcuni creditori in pregiudizio degli altri. (Vito Misino - Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecco, 26 Aprile 2012.


Matrimonio – Cessazione degli effetti civili – Vincolo di destinazione su beni a favore dei figli ex art. 2645-ter, codice civile..
  Tribunale Bologna, 01 Dicembre 2009.