LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO VIII
Dell'arbitrato
CAPO V
Delle impugnazioni (1)
________________
(1) Capo sostituito dall'art. d.ls. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. Ai sensi dell'art. 274 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano ai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato è stata proposta successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto».


Art. 828

Impugnazione per nullità (1)
TESTO A FRONTE

I. L'impugnazione per nullità si propone, nel termine di novanta giorni dalla notificazione del lodo, davanti alla corte d'appello nel cui distretto è la sede dell'arbitrato.

II. L'impugnazione non è più proponibile decorso un anno dalla data dell'ultima sottoscrizione.

III. L'istanza per la correzione del lodo non sospende il termine per l'impugnazione; tuttavia il lodo può essere impugnato relativamente alle parti corrette nei termini ordinari, a decorrere dalla comunicazione dell'atto di correzione.



________________
(1) Il d.ls. 2 febbraio 2006, n. 40, ha sostituito, con effetto dal 2 marzo 2006, l'intero capo quinto. Ai sensi dell'art. 274 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano ai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato è stata proposta successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto».

GIURISPRUDENZA

Impugnazione del lodo – Decorrenza del termine lungo per impugnare nel caso di omessa comunicazione del lodo nel termine di giorni 10 previsto dall’art. 824 c.p.c. – Dalla data della comunicazione – Esclusione – Natura di giurisdizione privata dell’attività arbitrale – Decorrenza del termine lungo – Dall’ultima sottoscrizione – Decadenza – Errore di diritto – Impossibilità di rimessione in termini.
Il termine di un anno per l’impugnazione del lodo arbitrale decorre dall’ultima sottoscrizione anche nel caso che il lodo sia stato trasmesso alle parti oltre i dieci giorni previsti dall’art. 824 c.p.c., salvo il caso che il termine residuo per l’impugnazione non risulti così ristretto da pregiudicare il diritto di difesa della parte.
La parte che sia incorsa in decadenza per aver impugnato il lodo nel termine di un anno dalla sua comunicazione, ma oltre l’anno dalla sua sottoscrizione, incorre in decadenza causata da errore di diritto e, conseguentemente, non può essere riammessa in termini. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata)
Appello Catania, 26 Ottobre 2017.


Arbitrato - Impugnazione del lodo - Errores in iudicando - Esclusione - Contrarietà del lodo all'ordine pubblico - Dispositivo ex se lesivo di tale principio

Mediazione - Mancata iscrizione all'albo - Violazione di previsione di legge qualificabile come d'ordine pubblico - Esclusione - Limitazione contraria alla libera circolazione dei servizi - Violazione del Trattato della Comunità europea - Parziale recepimento della direttiva 2006/123/CE che ha disposto la liberalizzazione dei servizi nel mercato interno

Arbitrato - Decisione - Omesso rilievo di una eventuale causa di nullità del contratto oggetto di statuizione - Contrarietà all'ordine pubblico - Esclusione
.
Dalla impossibilità di dedurre errores in iudicando delle impugnative di lodi arbitrali proposte successivamente alla riforma è possibile coerentemente desumere che è solo il "contenuto concreto" dell'accordo che può determinare la contrarietà dello stesso all'ordine pubblico e non già la violazione della normativa applicata dagli arbitri al rapporto controverso, ove questa non si sia trasfusa in un dispositivo ex se lesivo di tale principio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
 
La mancata iscrizione all'albo dei mediatori non rientra nel novero dei mala in sé, contrari alle regole fondamentali dell'ordinamento, bensì dei mala quia prohibita, conseguenti a previsioni di legge non qualificabili come d'ordine pubblico, bensì inerenti a profili organizzativi della professione di mediatore. In ogni caso, la mancata iscrizione all'albo dei mediatori non solo non si configura come una nullità declinabile in termini di contrarietà all'ordine pubblico, anzi siffatta limitazione potrebbe giustificare la disapplicazione della norma interna in quanto in contrasto con il principio della libera prestazione dei servizi che costituisce uno dei principi cardine su cui si fonda l'Unione europea, in quanto previsto dagli articoli 49  - 55 del Trattato della Comunità europea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non è possibile affermare che una decisione arbitrale sia contraria all'ordine pubblico laddove abbia omesso di rilevare un'eventuale causa di nullità del contratto su cui ha statuito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 20 Maggio 2015.


Arbitrato irrituale e perizia contrattuale - Differenza - Oggetto del contrasto - Composizione di contestazioni e formulazione di apprezzamento tecnico - Conseguenze - Regime impugnatorio delle decisioni..
La perizia contrattuale si differenzia dall’arbitrato irrituale solo per l’oggetto del contrasto che le parti intendono risolvere, in quanto viene negozialmente conferito ad un terzo, scelto per la particolare competenza tecnica, non già la composizione di contestazioni insorte o che possono insorgere in ordine al rapporto giuridico, bensì la formulazione di un apprezzamento tecnico, che le parti si impegnano ad accettare come espressione della loro determinazione volitiva. In entrambi i casi, peraltro, l’inquadramento va effettuato nell’ambito del mandato finalizzato a risolvere una lite su basi conciliative-transattive e creando un nuovo assetto di interessi, e la differenza tra le due figure non incide sul regime impugnatorio delle decisioni dell’arbitro o del perito tecnico. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 29 Ottobre 2010.