LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO XII
Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia
CAPO II
Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale

Art. 414

Persone che possono essere interdette
TESTO A FRONTE

I. Il maggiore di età e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, sono interdetti quando ciò è necessario per assicurare la loro adeguata protezione.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione di sostegno - Ambito applicativo - Distinzione con l'interdizione e l'inabilitazione - Individuazione - Valutazione del giudice del merito - Criteri - Fattispecie.
Nel giudizio di interdizione il giudice di merito, nel valutare se ricorrono le condizioni previste dall'art. 418 c.c. per la nomina di un amministratore di sostegno, rimettendo gli atti al giudice tutelare, deve considerare che, rispetto all'interdizione e all'inabilitazione, l'ambito di applicazione dell'amministrazione di sostegno va individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma alle residue capacità e all'esperienza di vita dallo stesso maturate, anche attraverso gli studi scolastici e lo svolgimento dell'attività lavorativa (nella specie, si trattava di un'impiegata in ufficio con mansioni esecutive). Ne consegue che non si può impedire all'incapace, che ha dimostrato di essere in grado di provvedere in forma sufficiente alle proprie quotidiane ed ordinarie esigenze di vita, il compimento, con il supporto di un amministratore di sostegno, di atti di gestione ed amministrazione del patrimonio posseduto (anche se ingente), restando affidato al giudice tutelare il compito di conformare i poteri dell'amministratore e le limitazioni da imporre alla capacità del beneficiario in funzione delle esigenze di protezione della persona e di gestione dei suoi interessi patrimoniali, ricorrendo eventualmente all'ausilio di esperti e qualificati professionisti del settore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Settembre 2015, n. 17962.


Interdizione e inabilitazione - Amministrazione di sostegno - Scelta tra i diversi istituti di protezione - Criterio - Valutazione dello strumento più idoneo in relazione agli atti da compiere - Valenza etico sociale dell'amministrazione di sostegno - Trasmissione degli atti al giudice tutelare - Forma e contenuto di ordinanza - Pronuncia sulla interdizione - Sentenza - Regolamento delle spese processuali.
Le misure dell’interdizione e dell’inabilitazione, meno flessibili e più vincolanti, sono ormai da considerarsi, secondo unanime valutazione dottrinale e giurisprudenziale, quali figure residuali da applicarsi solo qualora non si ritengano possibili interventi di sostegno idonei ad assicurare al soggetto debole una adeguata protezione.

Nella scelta tra i diversi istituti di protezione previsti dall’ordinamento, il criterio selettivo deve essere quello della valutazione dello strumento più idoneo in relazione agli atti da compiere e non quello, invece, del grado di invalidità.

L’amministrazione di sostegno appare uno strumento da preferirsi non solo sul piano pratico ma anche su quello etico-sociale in ragione del maggior rispetto della dignità dell’individuo che da esso deriva.

Mentre il provvedimento di trasmissione degli atti al giudice tutelare assume forma e contenuto di ordinanza, è comunque necessaria una sentenza che pronunci sulla domanda di interdizione regolando, se del caso, le spese processuali. (Marcella Frangipani) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 28 Gennaio 2015.


Amministrazione di sostegno – Interdizione – Differenze – Incapacità totale di provvedere ai propri interessi (artt. 404, 414 c.c.)..
La persona beneficiaria non è considerata dal legislatore incapace di intendere e di volere, essendo estranea in linea di principio all'istituto dell'amministrazione di sostegno specifiche situazioni di infermità mentale che rendano la persona totalmente incapace di provvedere ai propri interessi, sì da porla in condizione di essere interdetta o inabilitata ai sensi degli artt. 414 e 415 c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 23 Settembre 2013.


Amministrazione di sostegno – Interdizione – Criterio discretivo – Soggetto auto o etero lesivo..
La possibilità di giungere correttamente ad un giudizio (preventivo) di interdizione/inabilitazione (artt. 414 e 415 c.c.) è riservata ai casi in cui non si riesca, nonostante la cospicua possibilità di estensione, modulazione, integrazione e revoca dei provvedimenti adottabili nel procedimento di AdS, ad attuare una sufficiente protezione attiva e passiva del soggetto non autonomo. Il criterio distintivo tra l'amministrazione di sostegno e gli altri istituti a tutela dell'incapace è qualitativo e non quantitativo e deve, quindi, essere individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi da parte del soggetto carente di autonomia, ma, piuttosto, alla maggiore idoneità di tale strumento ad adeguarsi alle esigenze del soggetto stesso, tenuto conto della sua complessiva condizione psico-fisica e di tutte le circostanze caratterizzanti la fattispecie, con riguardo, in particolare, alla rete di protezione di cui la persona gode e alle esigenze che con l'invocata misura protettiva si mirano a soddisfare, dato il carattere estremamente più duttile dell'amministrazione di sostegno rispetto alle misure dell'interdizione e dell'inabilitazione. L'amministratore di sostegno, infatti, diversamente da quanto accade nel caso della altre misure a protezione dell'incapace, non si sostituisce al rappresentato, ma sceglie "con questo" il suo best interest. In particolare, in presenza di soggetto affetto da patologia psichiatrica  che lo conduca ad irrefrenabili atti auto o etero lesivi è preferibile la misura di protezione della interdizione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 14 Febbraio 2013.


Amministrazione di sostegno – Applicabilità dove sussista già una rete familiare che si occupa del beneficiario – Esclusione – Residualità dell’istituto..
La ratio dell'istituto dell'amministrazione di sostegno - volta a salvaguardare, per quanto possibile l'autodeterminazione del soggetto e la tutela della sua dignità, nonché ad impedire interventi invasivi della sua vita e la sua attività - impone di escludere il ricorso a tale misura di protezione ove l'individuo possa provvedere in modo autonomo alla tutela della sua persona e del suo patrimonio: ciò, ovviamente, anche in caso di avanzata età del soggetto, ove lo stesso possa farsi aiutare da persone di maggiore competenza con gli strumenti del mandato e della rappresentanza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 20 Dicembre 2012.