LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO XII
Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia
CAPO I
Dell'amministrazione di sostegno

Art. 404

Amministrazione di sostegno
TESTO A FRONTE

I. La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.


GIURISPRUDENZA

Procedimento per amministratore di sostegno – Regolamento di competenza – Perpetuatio Jurisdictionis.
L’ordinanza del GT che statuisce sulla competenza è impugnabile con regolamento di competenza ove il giudice abbia conclamato in termini di assoluta, oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità la propria determinazione a risolvere davanti a sé la suddetta questione;
Il principio della perpetuatio jurisdictionis ex art. 5 c.p.c. si applica nel procedimento di volontaria giurisdizione per la nomina di un ADS, trattandosi di un procedimento contenzioso, mentre non si applica alla successiva fase di gestione dell’amministrazione, che la esclude. (Alberto Consani) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 20 Giugno 2017, n. 15327.


Amministrazione di sostegno – Capacità processuale del beneficiario – Valutazione – Interruzione del processo.
Ove all’amministratore di sostegno sia stato conferito un potere rappresentativo generale, ne conseguirà la perdita della capacità processuale in capo al beneficiario, con la necessaria applicazione  dell’art.300 c.p.c. e l’interruzione del processo.
Dal legislatore non è stata regolata la posizione processuale del soggetto sottoposto ad amministrazione di sostegno, sicché occorre verificare di volta in volta se, per l’oggettiva estensione dei poteri rappresentativi attribuiti all’amministratore, l’adozione della misura imponga al giudice di interrompere il processo nel momento in cui tale circostanza sia comunicata in udienza o notificata alle altre parti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 24 Ottobre 2016.


Amministrazione di sostegno - Decreto che nega l'apertura della procedura - Ricorribilità per cassazione - Ammissibilità.
Il decreto della corte d'appello che nega l'apertura dell'amministrazione di sostegno è ricorribile per cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Luglio 2016, n. 14983.


Procedure di amministrazione di sostegno pendenti alla data del 13 settembre 2013 - Modificazione dei circondari ai sensi del d.lgs. n. 14 del 2014 - Incidenza ai fini della competenza territoriale - Esclusione.
La previsione contenuta nell'art. 8 del d.lgs. n. 14 del 2014, integrativa delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 155 del 2012, trova applicazione con riferimento a tutti i procedimenti civili e penali pendenti alla data del 13 settembre 2013 ed anche alle cause di volontaria giurisdizione. Ne consegue che la modificazione dell'assetto territoriale dei diversi circondari non ha effetto sulla competenza territoriale relativa ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno aperti e per i quali, a tale data, non è ancora intervenuto il provvedimento di chiusura, che va determinata in base ai criteri di collegamento costituiti dalle circoscrizioni previgenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 12 Novembre 2015, n. 23169.


Misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia – Amministrazione di sostegno – Presupposti – Infermità e/o menomazione fisica o psichica – Indefettibile necessità di apertura della misura di protezione – Non sussistenza.
Al Giudice tutelare, ai fini dell'apertura dell'amministrazione di sostegno, è rimesso il triplice accertamento concernente: la sussistenza o meno di una infermità e/o di una menomazione; la verifica di una effettiva impossibilità, anche parziale, della persona beneficiaria di attendere ai propri interessi; il riscontro di un nesso causale tra le circostanze sopradette. In tale ottica, peraltro, la presenza di una rete familiare attenta alle esigenze della persona beneficianda (e priva al suo interno di conflittualità, o tacciabile di un qualche, pur recondito, sospetto in ordine a velleità di approfittamento); l'intervento mirato dei soggetti istituzionali (su tutti, il servizio sociale) deputati all'ausilio delle persone variamente bisognose; la disponibilità, in termini di piena e sufficientemente informata accettazione, da parte del soggetto bisognoso, ad avvalersi dell'aiuto proveniente dai predetti soggetti; la limitata difficoltà di compimento delle “attività di protezione”, in riferimento ad una agevole sormontabilità delle problematiche di natura pratica, burocratica e giuridica che via via si vadano a presentare; si pongono concretamente alla stregua di vera e propria causa di esclusione dell'impossibilità, in capo al beneficiando, di attendere ai propri interessi, rendendo superflua ed inutilmente gravatoria l'apertura della misura di protezione, ed inducendo in definitiva il Giudice al rigetto del ricorso. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 16 Ottobre 2015.


Amministrazione di sostegno - Ambito applicativo - Distinzione con l'interdizione e l'inabilitazione - Individuazione - Valutazione del giudice del merito - Criteri - Fattispecie.
Nel giudizio di interdizione il giudice di merito, nel valutare se ricorrono le condizioni previste dall'art. 418 c.c. per la nomina di un amministratore di sostegno, rimettendo gli atti al giudice tutelare, deve considerare che, rispetto all'interdizione e all'inabilitazione, l'ambito di applicazione dell'amministrazione di sostegno va individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma alle residue capacità e all'esperienza di vita dallo stesso maturate, anche attraverso gli studi scolastici e lo svolgimento dell'attività lavorativa (nella specie, si trattava di un'impiegata in ufficio con mansioni esecutive). Ne consegue che non si può impedire all'incapace, che ha dimostrato di essere in grado di provvedere in forma sufficiente alle proprie quotidiane ed ordinarie esigenze di vita, il compimento, con il supporto di un amministratore di sostegno, di atti di gestione ed amministrazione del patrimonio posseduto (anche se ingente), restando affidato al giudice tutelare il compito di conformare i poteri dell'amministratore e le limitazioni da imporre alla capacità del beneficiario in funzione delle esigenze di protezione della persona e di gestione dei suoi interessi patrimoniali, ricorrendo eventualmente all'ausilio di esperti e qualificati professionisti del settore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Settembre 2015, n. 17962.


Interdizione e inabilitazione - Amministrazione di sostegno - Scelta tra i diversi istituti di protezione - Criterio - Valutazione dello strumento più idoneo in relazione agli atti da compiere - Valenza etico sociale dell'amministrazione di sostegno - Trasmissione degli atti al giudice tutelare - Forma e contenuto di ordinanza - Pronuncia sulla interdizione - Sentenza - Regolamento delle spese processuali.
Le misure dell’interdizione e dell’inabilitazione, meno flessibili e più vincolanti, sono ormai da considerarsi, secondo unanime valutazione dottrinale e giurisprudenziale, quali figure residuali da applicarsi solo qualora non si ritengano possibili interventi di sostegno idonei ad assicurare al soggetto debole una adeguata protezione.

Nella scelta tra i diversi istituti di protezione previsti dall’ordinamento, il criterio selettivo deve essere quello della valutazione dello strumento più idoneo in relazione agli atti da compiere e non quello, invece, del grado di invalidità.

L’amministrazione di sostegno appare uno strumento da preferirsi non solo sul piano pratico ma anche su quello etico-sociale in ragione del maggior rispetto della dignità dell’individuo che da esso deriva.

Mentre il provvedimento di trasmissione degli atti al giudice tutelare assume forma e contenuto di ordinanza, è comunque necessaria una sentenza che pronunci sulla domanda di interdizione regolando, se del caso, le spese processuali. (Marcella Frangipani) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 28 Gennaio 2015.


Amministrazione di sostegno – Audizione del Beneficiario – Necessità – Esclusione in ragione del tipo di patologia – Non sussiste.
L’audizione del beneficiario è necessaria a prescindere dal tipo di patologia di cui esso sia affetto. Non può essere evitata sulla base delle mere dichiarazioni rese dai parenti in assenza di elementi di prova sufficienti idonei a far ritenere che l’esame del beneficiario sia impossibile. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Novembre 2014.


Genitore di persona incapace che se ne sia occupato sino al (proprio) decesso – Testamento contenente ultime volontà nell’interesse del figlio incapace (maggiorenne) – Rilevanza per il giudice tutelare nel procedimento di apertura dell’amministrazione di sostegno – Sussiste.
E’ possibile che il genitore di una persona incapace – il quale che se ne sia occupato sino al (proprio) decesso – abbia lasciato, al momento della morte, un testamento contenente ultime volontà nell’interesse del figlio incapace (maggiorenne). Nel procedimento di amministrazione di sostegno, tali ultime volontà devono essere prese in considerazione dal giudice tutelare come ad esempio nel caso in cui il genitore deceduto abbia richiesto che il figlio non venga ricoverato in strutture di cura e assistenza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Novembre 2014.


Amministrazione di sostegno – Paziente collocato in struttura di assistenza sanitaria e ospitalità – Necessità dell’amministrazione di sostegno – Sempre e comunque – Esclusione.
Nel caso in cui il paziente abbia sottoscritto con un operatore professionale qualificato (es. Casa di cura e ospitalità) – a titolo oneroso – un contratto che includa, in sostanza, nell’ambito delle obbligazioni nascenti dall’accordo, l’obbligo di protezione e assistenza sanitaria, è del tutto superfluo l’intervento del giudice tutelare. Le direttive regionali che sollecitano l’apertura di amministrazioni di sostegno per i pazienti ricoverati in Case di Cura, quale clausola generale e astratta, sono in contrasto con la fonte primaria (artt. 404 e ss c.c.) in quanto la necessità di un amministratore di sostegno sempre e in ciascuna situazione di bisogno comporta una necessaria istituzionalizzazione di ogni figura di assistente e tradisce, la lettera e lo spirito della legge. In linea di principio, pertanto, l’amministrazione di sostegno non è necessaria dove il paziente sia collocato in struttura di cura – retribuita per il suo compito – e possa beneficiare di una idonea rete familiare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Novembre 2014.


Amministrazione di Sostegno - Interdizione - Differenze.
“L'amministrazione di sostegno ha la finalità di offrire a chi si trovi nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi uno strumento di assistenza efficace e flessibile: infatti il suo ambito di applicazione si distingue dall'interdizione e dall'inabilitazione non già per il grado (diverso e meno intenso) di infermità o impossibilità di attendere agli interessi del soggetto, ma per la maggiore idoneità dello strumento a venire incontro alle esigenze della persona bisognosa, sacrificandone nella minore misura possibile la capacità di agire”. In questa decisione, la Corte ha precisato che appartiene all'apprezzamento del giudice di merito la valutazione della conformità di tale misura alle suindicate esigenze, tenuto conto essenzialmente del tipo di attività che deve essere compiuta per conto del beneficiario e considerate anche la gravità e la durata della malattia, ovvero la natura e la durata dell'impedimento, nonché tutte le altre circostanze caratterizzanti la fattispecie” (v. Cass. n. 22332/2011). In particolare, l’interdizione è ammessa ove si tratti di governare un consistente patrimonio mobiliare e immobiliare di difficile gestione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 2014, n. 7999.


Amministrazione di Sostegno – Requisiti – Requisito Oggettivo e requisito soggettivo.

Amministrazione di Sostegno – Nomina dell’amministratore di sostegno – Contrasto endofamiliare – Nomina di un terzo – Sussiste.
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L'art. 404 cod. civ., introdotto dalla legge n. 6 del 2004, prevede che "la persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio". Tale misura protettiva si compone di un duplice accertamento rimesso al giudice del merito (Cass. 2006/13584; Cass. 2009/9628; Cass. 2010/4866; Cass. 2011/22332), il primo concernente la sussistenza di una infermità o di una menomazione fisica o psichica (requisito soggettivo) e il secondo riguardante l'incidenza di tali condizioni sulla capacità del soggetto di provvedere ai propri interessi (requisito oggettivo). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

In tema di nomina dell’amministratore di sostegno, il clima di contrasto endofamiliare giustifica l'opzione per un terzo estraneo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 2014, n. 2364.


Amministrazione di sostegno – Interdizione – Differenze – Incapacità totale di provvedere ai propri interessi (artt. 404, 414 c.c.)..
La persona beneficiaria non è considerata dal legislatore incapace di intendere e di volere, essendo estranea in linea di principio all'istituto dell'amministrazione di sostegno specifiche situazioni di infermità mentale che rendano la persona totalmente incapace di provvedere ai propri interessi, sì da porla in condizione di essere interdetta o inabilitata ai sensi degli artt. 414 e 415 c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 23 Settembre 2013.


Amministrazione di sostegno – Interdizione – Criterio discretivo – Soggetto auto o etero lesivo – Inadeguatezza dell’amministrazione di sostegno – Paziente con tendenze suicidarie..
L’amministrazione di sostegno è preferibilmente da escludere “per l'attitudine del soggetto protetto a porre in discussione i risultati dell'attività di sostegno nei suoi confronti”. In particolare, va esclusa in presenza di soggetto portatore di patologia psichiatrica che conduca a tendenze suicidarie. In un contesto del genere, infatti, l’amministrazione di sostegno – anche per lo speciale ed esclusivo meccanismo di confronto continuo con la persona beneficiaria (v. art. 410 c.c.) – rischierebbe di pregiudicare in modo gravissimo la persona protetta perché anche le tendenze suicidarie non potrebbero essere inibite prontamente ed in modo efficace. In ipotesi del genere, insomma, è la misura di totale limitazione della capacità di agire che deve essere applicata alla persona da proteggere: non certo per rievocare lo stigma che la coscienza contemporanea ripudia e la normativa di nuovo conio combatte, bensì per fornire una risposta di protezione più adeguata, efficacia, con valenza giuridica totalmente sostitutiva. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 27 Agosto 2013.


Amministrazione di Sostegno – Nomina dell’amministratore per prestare il consenso alla somministrazione di cellule staminali – Sussiste..
L’amministrazione di sostegno può essere designato alla persona beneficiaria al fine di prestare il consenso informato alla somministrazione di cellule staminali secondo il protocollo Stamina Foundation. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Luglio 2013.


Amministrazione di Sostegno – Interdizione – Criterio discretivo – Deficit intellettivo e volitivo..
L'esteso deficit intellettivo e volitivo può trovare adeguata e sufficiente misura di protezione, ai sensi degli artt. 404 e 405 c.c., nella nomina di un Amministratore di Sostegno: l'ulteriore forma di tutela che consegue all'interdizione, strumento che produce l'effetto di togliere al soggetto la capacità di agire in ogni ambito, si impone quando è necessario inibire allo stesso di esplicitare all'esterno capacità viziate che espongano sé od altri a possibili pregiudizi, e non già quando è la stessa patologia che, per le sue caratteristiche e le modalità di assistenza di cui necessita, mostra di impedirle qualunque contatto diretto e autonomo con la realtà esterna, idoneo a produrre effetti giuridici e negoziali alla stessa potenzialmente pregiudizievoli. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Febbraio 2013.


Amministrazione di sostegno – Applicabilità dove sussista già una rete familiare che si occupa del beneficiario – Esclusione – Residualità dell’istituto..
La ratio dell'istituto dell'amministrazione di sostegno - volta a salvaguardare, per quanto possibile l'autodeterminazione del soggetto e la tutela della sua dignità, nonché ad impedire interventi invasivi della sua vita e la sua attività - impone di escludere il ricorso a tale misura di protezione ove l'individuo possa provvedere in modo autonomo alla tutela della sua persona e del suo patrimonio: ciò, ovviamente, anche in caso di avanzata età del soggetto, ove lo stesso possa farsi aiutare da persone di maggiore competenza con gli strumenti del mandato e della rappresentanza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 20 Dicembre 2012.


Oniomania – Sindrome da acquisto compulsivo (cd. shopping compulsivo) – Amministrazione di Sostegno – Ammissibilità – Sussiste – Modalità del sostegno..
Può essere istituita un’amministrazione di sostegno in favore di un soggetto affetto da oniomania, ovvero da una sindrome da acquisto compulsivo (cd. shopping compulsivo), provvedendo ad una misura di sostegno che, associando una supervisione della gestione del denaro a un progressivo recupero della capacità di risparmio, miri a restaurare un rapporto del beneficiario con il denaro che non presenti connotazioni patologiche. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 03 Ottobre 2012.


Cliente incapace – Assistenza e rappresentanza in giudizio – Amministratore di sostegno – Sussiste – Nomina dell’Avvocato – DM 140/2012 e l. 27/2012 – Redazione di contratto scritto – Sussiste..
Il contratto di patrocinio del beneficiario, con il suo avvocato, in caso di amministrazione di sostegno, può essere sottoscritto dall’amministratore di sostegno che, nella trattativa negoziale con il difensore legale, dovendosi attenere alle nuove norme vigenti, può ricorrere all’utilizzazione di un accordo scritto, eventualmente recependo i formulari della propria associazione di Categoria. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 25 Settembre 2012.


Amministrazione di sostegno - Autorizzazione ad esprimere il consenso informato a trattamenti e accertamenti sanitari - Ricostruzione della volontà dell'incapace - Modalità..
Nel caso in cui all'amministratore di sostegno sia stato conferito il potere di esprimere, in nome e per conto del beneficiario (per l'ipotesi in cui questi si trovi nell'impossibilità a farlo personalmente), il consenso informato ai trattamenti e accertamenti sanitari, all'amministratore spetta il compito di procedere alla ricostruzione della volontà dell'incapace rispetto al prospettato intervento medico. Tale attività può essere resa più agevole dalla circostanza che il beneficiario abbia, in passato, espressamente dichiarato di consentire o meno a determinati trattamenti terapeutici (volontà espressa), ma all’amministratore può essere attribuito anche il compito di comunicare la volontà presunta del beneficiario, nei casi in cui lo stile di vita, la personalità, le convinzioni etiche e religiose, culturali e filosofiche del beneficiario stesso suggeriscano in quale direzione egli si sarebbe orientato rispetto alla scelta di cura. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 24 Luglio 2012.


Amministrazione di sostegno – Presupposti – Sufficienza della patologia – Psicosi – Sillogismo “Psicosi = pericolosità” – Stigma – Esclusione – Rigetto dell’amministrazione di Sostegno..
Il fatto che un paziente sia “malato” a causa di un disturbo psichiatrico non è elemento sufficiente per confinarlo entro i limiti di una misura di protezione giuridica. Infatti, istituire una amministrazione di sostegno per il solo fatto che il paziente accusa un disturbo psichiatrico equivarrebbe ad alimentare lo stigma che, al contrario, la ratio istitutiva dell’ADS mira a demolire completamente. Non solo: il rischio è quello di trasformare l’amministrazione di sostegno di un “ammortizzatore sociale”, come taluno ha scritto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Giugno 2012.


Amministrazione di sostegno – Nomina dell’amministratore di sostegno – Nomina del familiare – Conflitto endofamiliare – Esclusione – Nomina di soggetto esterno – Sussiste..
La designazione dell’amministratore di sostegno resta un atto del giudice Tutelare, il quale ben può disattendere la stessa indicazione ufficiale e formale del beneficiario, ex art. 408, comma I, c.c. L’atto di designazione del soggetto rappresentante, da parte del beneficiario, non è, infatti, vincolante per il magistrato della tutela che avrà solo il dovere di muovere da quella designazione per poi, eventualmente, disattenderla con motivazione che ne illustri i (gravi) motivi. In caso di accesi conflitti endofamiliari, è preferibile la nomina di un amministratore di sostegno esterno al nucleo familiare onde evitare che la conflittualità trai membri della famiglia inibisca il corretto funzionamento della macchina rappresentativa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Giugno 2012.


Dipendenza da alcool - Amministrazione di sostegno - Nomina dell’amministratore di sostegno con funzione di coordinamento delle attività in funzione del superamento della dipendenza - Sussiste..
La dipendenza da alcool deriva dalla presenza del cd. craving, una forte propulsione soggettiva ad usare la sostanza, ed è qualificata in termini di disturbo mentale (DSM – IV – TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, cod. F.10.2). Essa ha una incidenza diretta sulla vita dell’assuntore, sotto almeno due aspetti, sulla base della letteratura di settore. 1) Aspetto sociale: la dipendenza causa l’interruzione o la riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’uso della sostanza; 2) aspetto temporale: gran parte del tempo viene impiegato in attività per procurarsi la sostanza. Senza qui ovviamente considerare gli effetti tipici, come l’astinenza.
In ipotesi del genere, su consenso della persona beneficiaria, è possibile nominare all’assuntore un amministratore di sostegno affinché rappresenti il fulcro di un più globale percorso di tutela, con la presa in carico, da parte dell’autorità preposta, della situazione della persona beneficiaria, provvedendo alla redazione di un programma terapeutico di intervento inteso a contrastare l’alcooldipendenza. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 20 Giugno 2012.


Amministrazione di Sostegno – Attivazione del procedimento – Legittimazione attiva – Case per anziani in cui permanentemente collocato il soggetto vulnerabile – Legittimazione attiva – Esclusione..
L’inciso “responsabili dei servizi sanitari e sociali”, scolpito nell’art. 406, comma 3, si riferisce ai servizi di tipo “pubblico” e non anche alle società private che, seppur accreditate secondo le disposizioni di Legge, non sono equiparabili né ai servizi sociali territoriali, né ai responsabili dei servizi sanitari del SSN in relazione all’art. 406 cit.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 13 Giugno 2012.


Amministrazione di sostegno – Cura personae – Art. 357 c.c. – Inapplicabilità all’amministrazione di sostegno – Superfluità del richiamo – Artt. 404, 405 c.c. – Potere di curare la “persona” del beneficiario – Sussiste.

Amministrazione di sostegno – Collocamento della persona beneficiaria in struttura di protezione e cura – Art. 371 c.c. – Inapplicabilità all’amministrazione di sostegno – Superfluità del richiamo – Artt. 404, 405 c.c..
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Quanto alla “cura personae” del beneficiario - nel cui ambito si colloca anche il potere del rappresentante di fissare un certo domicilio in suo favore - l’art. 357 c.c. è disposizione normativa non richiamata dall’art. 411, comma I, c.c. e nemmeno richiamato è l’art. 371 c.c. Trattasi, quindi, di disposizioni normative non applicabili all’ADS nemmeno analogicamente (v., in parte motiva, Cass. Civ., sez. I, ordinanza 16 novembre 2007, n. 23743). Il mancato richiamo non legittima una lettura dell’amministrazione di sostegno che precluda il potere di cura personae in capo all’amministratore. Infatti, secondo l’indirizzo interpretativo di fatto oramai preponderante e del tutto maggioritario, sia in Dottrina che Giurisprudenza, molte delle norme della tutela non sono richiamate dall’art. 411, comma I, c.c. per superfluità del rinvio, trattandosi di compiti o enunciati già contenuti in altre norme direttamente ed espressamente coniate per l’amministrazione di sostegno. Quanto testimoniato direttamente dallo stesso statuto normativo introdotto dalla Legge 6/2004: 1) l’art. 404 c.c. parla di “interessi” e non specifica quali, quindi è riferibile a tutte le situazioni giuridiche soggettive e giammai solo a quelle a contenuto patrimoniale; 2) il comma IV dell’art. 405 c.c. testimonia, in modo limpido, che il giudice tutelare si occupa sia della cura patrimonii del beneficiario, sia della sua cura personae, posto che conferisce al GT il potere di adottare i provvedimenti urgenti per la cura della persona interessata e per la conservazione e l'amministrazione del suo patrimonio. Stesso dicasi per l’art. 44 disp. att. c.c. Ecco perché l’art. 357 c.c. non è richiamato: semplicemente perché sarebbe stato un richiamo superfluo; 3) anche l’art. 408 c.c. conferma che la “cura” ricade nell’ambito applicativo dell’ADS dove si prevede che “la scelta dell'amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario”. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 371, comma I, n. 1 c.c. (richiamato dall’art. 424, comma I, c.c.) espressamente prevede che sia il giudice tutelare, sentito il tutore, ad individuare il luogo dove l’interdetto debba essere effettivamente domiciliato. Trattasi di normativa che si può senz’altro applicare anche all’interdetto (giusta l’art. 424 comma I c.c.) ma non tout court al beneficiario il quale, infatti, conserva un nocciolo duro di “volere” e non è destinatario diretto dell’art. 371 c.c. (non richiamato dall’art. 411, comma I, c.c.). Ebbene, il mancato rinvio all’art. 371 c.c., si spiega con la superfluità del richiamo, riconoscendo già gli artt. 405 e 408 citati, un potere/dovere di cura entro cui si inscrive anche il collocamento protettivo in una Comunità di assistenza e cura e, anche, il mutamento della residenza. Vi è, peraltro, che a livello sovranazionale il collocamento protettivo in Comunità è possibile alla luce della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, fatta  a New York il 13 dicembre 2006, e ratificata dall’Italia per effetto degli artt. 1 e 2 della  legge 3 marzo 2009 n. 18. Il trattato in esame riconosce espressamente (art. 24, comma III) il dovere di adottare “misure adeguate per proteggere le persone con disabilità, all’interno e all’esterno dell’ambiente domestico” anche per garantire il loro pieno inserimento nel tessuto sociale (v. Trib. Varese, Uff. Vol. Giud., decreto 18 aprile 2011).  E’ conforme, come detto, la prevalente Dottrina che, ad esempio, in tempi recenti, ha affermato che “E’ vero che l’art. 411 c.c. non richiama, a proposito dell’amministrazione, l’art. 357 c.c., ma solo perché la complessiva disciplina speciale dettata dagli artt. 404 ss. c.c. rende il rinvio superfluo: v. artt. 405, comma VI, 408, comma I, 410 cod. civ.” (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 30 Aprile 2012.


Amministrazione di sostegno – Nomina dell’amministratore di sostegno – Nomina del coniuge legalmente separato – Condizioni..
Il giudice tutelare può nominare il coniuge legalmente separato quale amministratore di sostegno del beneficiario, accertata l’assenza di conflitti di interessi e l’adeguatezza della designazione, specie se la nomina è fatta dal beneficiario stesso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 13 Marzo 2012.


Stato vegetativo permanente o Coma – Adeguatezza dell’amministrazione di sostegno – Precedente orientamento del Tribunale contrario – Necessità della interdizione – Revirement – Amministrazione di sostegno – Applicabilità – Sussiste..
E’ applicabile l’amministrazione di sostegno in caso di beneficiario che versi in stato vegetativo permanente o coma posto che le norme che prevedono la possibilità, per la persona protetta, di comunicare le proprie volontà e i propri desideri, vanno interpretate nel senso che esse non escludono l’istituto dell’ADS dove tale possibilità in concreto non sussista. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 05 Marzo 2012.


Amministrazione di Sostegno – Attivazione ex officio del procedimento – Esclusione..
Il procedimento per l’istituzione di una amministrazione di sostegno non può essere avviato ex officio dal giudice tutelare, in quanto la legge consente a questi, officiosamente, solo di attivare il procedimento di revoca della misura di protezione eventualmente aperta (v. art. 413 c.c.) oppure di optare per una determinata protezione pur a fronte dell’attivazione di un’altra (v. art. 418 c.c.). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 21 Febbraio 2012.


Interdizione – Amministrazione di Sostegno – Discrimine applicativo..
Il discrimine tra interdizione e amministrazione di sostegno passa per un giudizio che non è di tipo scientifico o medico-legale ma prettamente giuridico, posto che l’adeguatezza dell’una o dell’altra misura di protezione corrisponde ad una valutazione ti tipo qualitativo e non quantitativo. Ecco perché, in alcuni casi, applicare la misura dell’interdizione, per il solo fatto della malattia, sarebbe come obbligare a letto il malato solo perché ha una gamba ferita. L’interdizione, di fatto, è misura marginale, residuale, che, in genere, è superabile dall’amministrazione di sostegno. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 31 Gennaio 2012.


Amministrazione di sostegno - Audizione del beneficiario - Giù sentito nel giudizio di inabilitazione poi concluso con rigetto della domanda..
Dove il beneficiario, già inabilitando, sia stato sentito nella sede processuale della inabilitazione, poi non accolta, è da escludersi la necessità della ripetizione dell’incombente, posto che, comunque, per il soggetto debole, l’audizione in Tribunale è sempre un momento di possibile pregiudizio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 18 Gennaio 2012.


Amministrazione di sostegno - Indennità assegnata al professionista scelto come amministratore di sostegno - Compenso per l'attività professionale - Reddito di lavoro autonomo rilevante ai fini Iva..
L'indennità assegnata all'avvocato scelto dal giudice tutelare come amministratore di sostegno per una persona che, a causa di una infermità fisica o psichica, non può provvedere ai propri interessi, rappresenta un compenso per lo svolgimento di un’attività professionale e, come tale, è da considerare reddito di lavoro autonomo, rilevante ai fini Iva. (In senso contrario Tribunale di Varese, 20 marzo 2012, in questa Rivista) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Roma, 09 Gennaio 2012.


Amministrazione di sostegno - Presupposti applicativi - Sussistenza attuale di una esigenza di protezione - Necessità - Sussiste..
L'attivazione di una figura di protezione presuppone, nell'accertato riscontro di una disabilità latu sensu intesa del beneficiario, che vi siano effettivi ed attuali bisogni cui far fronte e che a tal fine non soccorra già un'idonea rete familiare, ove non sussistono conflitti ovvero dubbi sul perseguimento degli esclusivi interessi del soggetto debole da parte del contesto familiare che lo assiste, anche svolgendo talune incombenze per suo conto; pertanto, la nomina di un amministratore di sostegno non è affatto necessaria ed opportuna in ogni situazione di "incapacità" ma impone piuttosto una valutazione della complessiva situazione della persona in difficoltà; per cui apprezzata la sussistenza di una protezione familiare e sociale del beneficiario, non possono ritenersi sussistenti, in relazione ai concreti interessi cui occorre allo stato attuale provvedere, i presupposti per attivare una figura di protezione, quale è l'amministratore di sostegno. D'altronde appare conforme alla lettera ed allo spirito della legge istitutiva dell'amministrazione di sostegno attingere a questa misura protettiva quando ve ne sia un concreto e soprattutto attuale bisogno, non potendosi accedere a domande presentate per la mera e futura eventualità del venir meno di un sistema di protezione spontaneo. Peraltro, l'avvio del procedimento sempre e comunque, senza un'articolata valutazione della situazione della persona in difficoltà rischia poi di allargare a dismisura l'ambito di concreta applicazione dell'istituto, sino a renderlo praticamente inefficace perchè in concreto non gestibile nei tempi e nei modi previsti dal legislatore. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 12 Ottobre 2011.


Prescrizione - Sospensione per la condizione del titolare - Amministrazione di sostegno - Applicazione analogica all'amministratore di sostegno per i sei mesi successivi alla nomina..
L'art. 2942 c.c.,il quale regola la sospensione della prescrizione per la condizione del titolare, è applicabile analogicamente all'amministrazione di sostegno, con la conseguenza che dalla nomina dell'amministratore di sostegno la prescrizione dei diritti di cui è titolare l'amministrato rimane sospesa fino al sesto mese successivo alla nomina. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Settembre 2011.


Istituzione dell’amministrazione di sostegno – In previsione della futura incapacità – Ammissibilità – Esclusa..
L’amministrazione di sostegno non può essere aperta “ora per allora” e cioè sotto la condizione del verificarsi dello stato di incapacità, in previsione del quale è compiuta la designazione in via anticipata dell’amministratore: l’attualità dello stato di incapacità, infatti, è condicio sine qua non solo per l’efficacia della misura protettiva ma anche per la sua istituzione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

I precedenti citati dalla Pronuncia
Conforme:
L’amministrazione di sostegno non può essere aperta “ora per allora” e cioè sotto la condizione del verificarsi dello stato di incapacità, in previsione del quale è compiuta la designazione in via anticipata dell’amministratore. G.T. Varese 25 agosto 2010

Difforme:
L’attualità dello stato di incapacità di intendere e di volere è presupposto per la produzione degli effetti dello strumento protettivo ma non anche requisito per la sua istituzione. G.T. Modena, 13 maggio 2008
Tribunale Verona, 04 Gennaio 2011.


Direttive anticipate di trattamento terapeutico - Validità - Sussiste - Designazione di un sostituto per l’attuazione delle scelte (cd. substituted judgement) - Validità - Sussiste.

Direttive anticipate di trattamento terapeutico - Designazione di un amministratore di sostegno per l’attuazione delle scelte - art. 408 c.c. - Validità - Sussiste.

Designazione di un amministratore di sostegno per l’attuazione delle scelte ora per allora - Art. 408 c.c. - Validità - Sussiste - Apertura dell’amministrazione di sostegno - Prima dell’attualità dello stato di incapacità preveduto - Inammissibilità - Necessità di tutelare la persona beneficiaria.
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È valida la volontà di un soggetto capace, formatasi in modo immune da vizi, circa i trattamenti ai quali desidera o non desidera essere sottoposto nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato. E’, altresì, valida, nel contesto negoziale di tali direttive anticipate di trattamento terapeutico, la designazione di un sostituto cui demandato il compito di portare ad attuazione ed esecuzione la volontà espressa ora per allora. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 408 c.c. come novellato dalla legge n. 6 del 2004 legittima e consente la designazione di un amministratore di sostegno, da parte dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. Il negozio così compilato è destinato a racchiudere, anche, direttive anticipate di trattamento terapeutico che saranno efficaci e vincolanti per i terzi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 408 c.c. consente che la designazione dell’amministratore possa essere effettuata dal beneficiario in previsione della futura eventuale incapacità. L’amministrazione di sostegno, però, potrà essere aperta solo nel momento in cui il suddetto stato di infermità si sarà verificato non potendo il procedimento giurisdizionale che essere attuale e contestuale alle esigenze per le quali si chiede la misura di protezione, ciò anche per garantire all’adulto incapace la massima tutela, garantita dalla presenza del giudice tutelare cui demandato il compito di svolgere tutti gli accertamenti del caso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 25 Agosto 2010.


Giudizio di interdizione – Opportunità di applicare l’amministrazione di sostegno – Definizione del giudizio mediante sentenza – Necessità..
Ove nel corso del giudizio d’interdizione appaia opportuno applicare l’amministrazione di sostegno secondo quanto previsto dall’art. 418 codice civile, in difetto di indicazioni di carattere formale, deve ritenersi che tale giudizio debba essere definito con sentenza mentre, con separato provvedimento, vada disposta la trasmissione degli atti del fascicolo al giudice tutelare per la nomina di un amministratore di sostegno. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Aprile 2010.


Amministrazione di sostegno – Presupposti per l’apertura del procedimento – Condizione di semplice disagio sociale – Insufficienza..
Non può ammettersi una riduzione della capacità di agire dell'interessato dell'entità che conseguirebbe all'accoglimento della richiesta di apertura del procedimento di amministrazione di sostegno nel caso in cui le problematiche accusate dal beneficiario siano semplicemente di natura comportamentale e manifestino più che altro una condizione di disagio sociale, senza incidere sulla sua capacità di intendere e volere e di autodeterminarsi. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 18 Marzo 2010.


Amministratore di sostegno – Soggetto affetto da ludopatia – Ammissibilità – Condizioni e finalità..
E’ ammissibile il ricorso all’amministratore di sostegno a favore di soggetto affetto da ludopatia, al fine di fargli riacquistare la propensione al risparmio, vigilare sulla gestione del suo patrimonio imponendo soglie limite di spesa nell’ottica di un riacquisto della capacità di gestire il denaro e di una riduzione della propensione al gioco. Tribunale Varese, 22 Novembre 2009.


Amministrazione di sostegno – Nomina per l’ipotesi di futura incapacità del beneficiario finalizzata a conferire all’amministratore il potere di fare rispettare le direttive anticipate dell’interessato in materia di salute – Inammissibilità..
Non è ammissibile la nomina da parte del giudice tutelare di un amministratore di sostegno in previsione di un’eventuale incapacità futura, con particolare riferimento alle scelte di autodeterminazione terapeutica, in difetto di una condizione attuale d’incapacità del beneficiario richiesta dall’art. 404 codice civile. (rigetta reclami del Pubblico Ministero e del beneficiario confermando decreto 8 aprile 2009 Giudice Tutelare Tribunale di Firenze). (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 03 Luglio 2009.


Amministrazione di sostegno – Impossibilità del soggetto di esprimere le proprie esigenze – Esame diretto dell’amministrando da parte del giudice – Non necessità..
L’esame diretto dell’amministrando da parte del Giudice non è condizione necessaria per potere provvedere sulla richiesta di amministrazione di sostegno, laddove le condizioni fisiche del beneficiario impediscano allo stesso di esprimere i propri bisogni e le proprie esigenze. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 16 Settembre 2008.


Amministratore di sostegno – Nomina per l’ipotesi di futura incapacità del beneficiario finalizzata a conferire all’amministratore il potere di fare rispettare le direttive anticipate dell’interessato in materia di salute – Inammissibilità..
Non è ammissibile la nomina da parte del giudice tutelare di un amministratore di sostegno provvisorio in previsione di una futura incapacità del beneficiario, al fine di conferire al primo il potere di far rispettare le “direttive anticipate” in materia di salute (concernenti, in particolare, il rifiuto di consentire trasfusioni di sangue) quando l’istante è ancora capace di autodeterminarsi; in tale ipotesi, difetta, infatti, il presupposto dell’attuale ”impossibilità dell’interessato a provvedere ai propri interessi”, richiesto dall’art. 404 cod. civ., e verrebbe aggirato il principio di personalità del diritto alla salute. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 24 Luglio 2008.