Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi

Articolo conc-vincolo ∙ (Concordato preventivo e vincolo di destinazione ex art. 2645ter c.c.)


Vincolo declinatorio puro e collegamento ad altro negozio
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Vincolo declinatorio puro e collegamento ad altro negozio

Concordato preventivo – Vincolo di destinazione non traslativo con procura irrevocabile a vendere in favore del nominando liquidatore – Apporto di terzo – Ammissibilità – Interesse meritevole di tutela – Sussiste – Eventuale pregiudizio per i creditori del disponente – Azioni a tutela
Al fine di garantire l’esecuzione di un concordato preventivo, costituisce apporto di terzo l’istituzione di un vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. non traslativo, purché esso non sia revocabile senza il consenso degli organi della procedura e sia accompagnato da una procura irrevocabile a vendere gli immobili in favore del nominando liquidatore.

Nel nostro ordinamento positivo si rinvengono indici normativi che consentono di ritenere che anche il vincolo di destinazione “puro”, cui non consegue un immediato effetto traslativo, sia da qualificare istituto di diritto sostanziale, finalizzato a perseguire l’interesse, meritevole di tutela, di consentire il soddisfacimento, altrimenti precluso, dei creditori chirografari.

L’effetto segregativo che consegue alla costituzione del vincolo non è incompatibile col principio di responsabilità patrimoniale di cui all’art. 2740 c.c., posto che i creditori del disponente, che ne subiscano eventuale pregiudizio, potranno esperire le azioni previste dagli articoli 2901 e 2929 bis c.c. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 14 Dicembre 2017.


Vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c. – Interpretazione restrittiva per non violare il precetto dell’art. 2740 c.c. – Impossibilità di negozio destinatorio puro e necessità di collegamento con altra fattispecie negoziale – Necessità comunque di penetrante vaglio sulla meritevolezza di tutela e sulla prevalenza rispetto agli interessi sacrificati
Il vincolo di cui all’art. 2645 ter c.c., norma da interpretare restrittivamente per non svuotare di significato il principio della responsabilità patrimoniale del debitore ex art. 2740 c.c., non può essere unilateralmente autodestinato su di un bene già in proprietà con un negozio destinatorio puro, ma può unicamente collegarsi ad altra fattispecie negoziale tipica od atipica dotata di autonoma causa. In ogni caso, anche ipotizzando l’ammissibilità di un negozio destinatorio puro, gli interessi meritevoli di tutela che legittimano il vincolo devono essere esplicitati nell’atto di costituzione, devono essere valutati in modo stringente e devono essere prevalenti rispetto agli interessi sacrificati dei creditori del disponente estranei al vincolo. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 12 Maggio 2014.


Atto di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Vincolo di destinazione necessariamente collegato ad altra fattispecie negoziale.
L’art. 2645-ter cod. civ. non ha coniato una nuova tipologia negoziale, l’“atto di destinazione”; la disposizione è collocata tra le norme sulla pubblicità e, inoltre, mancano gli elementi per individuare la struttura di un simile negozio, la sua natura, la sua causa e i suoi effetti. Il vincolo di destinazione non può essere “autonomo”, bensì deve necessariamente collegarsi  ad altra fattispecie negoziale (tipica o atipica). (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.


Atto di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Esplicitazione degli interessi meritevoli di tutela - Necessità.
Anche ipotizzando l’ammissibilità di un “negozio destinatorio puro”, gli interessi meritevoli di tutela devono essere esplicitati nell’atto pubblico di costituzione del vincolo, senza possibilità di ricercare la causa destinationis in altre fonti. L’interesse meritevole di tutela, poi, deve riferirsi al costituente dato che la limitazione della responsabilità patrimoniale ha effetti nel suo patrimonio e rispetto ai suoi creditori. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.


Atto di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Auto-destinazione unilaterale - Esclusione.
L’art. 2645-ter cod. civ. non riconosce la possibilità dell’auto-destinazione unilaterale (“vincolo di destinazione autoimposto o autodichiarato”): l’effetto destinatorio deve ricondursi ad un atto avente effetti traslativi. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.