Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi

Articolo conc-vincolo ∙ (Concordato preventivo e vincolo di destinazione ex art. 2645ter c.c.)


Effetti nei confronti del garante
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Interessi meritevoli di tutelaPubblica utilità e solidarietà socialeVincolo declinatorio puro e collegamento ad altro negozioVincolo autodestinatoLimitazione del vincolo a determinati creditoriLesione della par condicioOpponibilità del vincolo di destinazioneEffetti nei confronti del garanteRapporti con il cd. pignoramento revocatorio di cui all'art. 2929-bis c.c.Finanza esternaMandato irrevocabile alla vendita dei beniAltri casi


Effetti nei confronti del garante

Concordato preventivo - Atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c. - Effetti nei confronti del garante
L'atto di destinazione di cui all’art. 2645-ter c.c., funzionale al buon esito del concordato preventivo del debitore principale, è idoneo a paralizzare l'azione esecutiva nei confronti del garante.

In presenza di atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c., non è applicabile l’art. 2929-bis c.c. poichè la segregazione immobiliare realizzata ai sensi della prima disposizione non può farsi rientrare, ai fini dell’applicazione del c.d. pignoramento revocatorio, nella categoria degli atti a titolo gratuito, dato che non emerge una "causa donandi" bensì una "causa solvendi”. (Francesco Giordano) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 20 Novembre 2018.


Concordato preventivo – Continuità diretta – Utilità promessa – Individuazione – Distinzione rispetto al concordato liquidatorio

Concordato preventivo – Continuità diretta – Risoluzione per inadempimento

Concordato preventivo – Atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c. – Soddisfazione dei creditori garantiti dalla fideiussione prestata dai soggetti proprietari dei beni destinati

Mentre nel concordato liquidatorio l’utilità che il proponente, ai sensi dell’art. 161, comma 2 lett. e), si obbliga ad assicurare ai creditori consiste nel ricavato, qualunque esso sia, dalla vendita dell’intero patrimonio del debitore (utilità che è dunque individuabile nel patrimonio stesso), nel concordato in continuità occorre specificare quali siano le risorse destinate ai creditori e rispetto alle quali va verificato l’adempimento degli obblighi assunti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Può essere dichiarata la risoluzione del concordato preventivo con continuità laddove, dopo la liquidazione dei beni non necessari alla continuazione, la prosecuzione dell’attività non consenta di prevedere il pagamento nemmeno in parte dei creditori chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, i creditori garantiti dalla fideiussione prestata dai proprietari dei beni destinati, ex art. 2645-ter c.c., ai creditori concordatari, concorrono con questi sul ricavato della vendita dei beni (invero su ciò che residua dopo la soddisfazione dei crediti garantiti da ipoteca sui tali beni), ma mentre i creditori concordatari vi concorrono per l’importo del loro credito falcidiato dal concordato, i creditori garantiti vi concorrono per l’intero. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 12 Novembre 2018.