Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 88 ∙ (Presa in consegna dei beni del fallito da parte del curatore)


Curatore, detenzione e custodia dei beni
Tutte le MassimeCassazione
Presa in consegna dei beni
Presunzione generale di conoscenza della dichiarazione di fallimento
Spossessamento, causa interruttiva del possessoBeni acquistati dai terzi e presunzioneCuratore, detenzione e custodia dei beniAcquisizione di azienda commerciale, conflitto con cessionarioSostituzione del curatore al creditore procedenteIntervento del curatore nell'esecuzione esattoriale e opposizione

Immobili o altri beni soggetti a registrazione
Notifica estratto sentenza di fallimento per annotazione nei pubblici registri, responsabilità del curatore
Richiesta della nota di trascrizioneConcordato preventivo e annotazione nei pubblici registriDanni a immobile rimasto privo di custodiaEliminazione dopo la chiusura del fallimento dell'annotazione nei registri immobiliari

Casi particolari
Tassa di possesso veicoli
SequestroInventario e marchioTrasferimento all'assuntore dei beni del concordato fallimentareOnere del curatore fallimentare di fornire informazioni all'amministrazione finanziariaOpposizione alla determinazione dell'indennità di esproprioObbligazione assunta dal terzo come garanzia del debitore

Fallimento post mortem
Fallimento post mortem
Fallimento post mortem e prelazione a favore dei creditori del de cuiusInopponibilità del sequestro trascritto prima del fallimento del de cuius


Curatore, detenzione e custodia dei beni

Fallimento - Redazione dell'inventario fallimentare - Effetti - Interruzione del possesso del fallito - Configurabilità - Esclusione - Fondamento
La redazione dell'inventario da parte del curatore fallimentare, attraverso il quale vengono individuati, elencati, descritti e valutati i beni della massa, non comporta la materiale apprensione delle cose da parte del curatore, il quale ne diviene mero detentore, senza alcuna sottrazione "ope legis" delle stesse al fallito, non costituendo, pertanto, tale atto una causa interruttiva del possesso di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 04 Settembre 2015, n. 17605.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell’attivo - In genere - Espropriazione forzata su beni del fallito iniziata prima del fallimento - Dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione automatica del curatore al creditore istante - Sussistenza - Aggiudicazione dei beni a terzi - Danni da custodia - Responsabilità della massa - Sussistenza - Conseguenze.
Nell'ipotesi in cui, prima della dichiarazione di fallimento, sia stata iniziata da un creditore l'espropriazione di immobili del fallito, a norma dell'art. 107 legge fall., il curatore si sostituisce al creditore istante, e tale sostituzione opera di diritto, senza che sia necessario un intervento da parte del curatore o un provvedimento di sostituzione da parte del giudice dell'esecuzione e, se non sia stato nominato un custode diverso dal debitore, anche la custodia dei beni pignorati si trasferisce immediatamente in capo al curatore, ex artt. 42 legge fall. e 559 cod. proc. civ.. Ne consegue che, in caso di danni subiti da un immobile acquistato all'incanto in sede di esecuzione individuale e rimasto privo di custodia tra l'aggiudicazione e la consegna, della relativa obbligazione risarcitoria risponde la massa, dovendosi pertanto ammettere il relativo credito, ove insinuato al passivo, tra quelli prededucibili ex art. 111 n. 1 legge fall.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Maggio 2009, n. 10599.