Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 76 ∙ (Contratto di borsa a termine)


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Rapporto con l'art. 1519 c.c.Decorrenza dello scioglimentoImmediata liquidazione del credito del fallimentoCompensazione con eventuali crediti verso il fallitoContratti di borsa a termineContratto di riportoEffetti dei contratti differenzialiLiquidazione coatta amministrativa



Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Restituzione di cose non pagate - Cose mobili non pagate - Facoltà del venditore di riprenderle - Condizioni - Mancato pagamento - Prova della conoscenza dei creditori - Necessità.
La facoltà del venditore di riprendere il possesso delle cose mobili vendute e non pagate, prevista dall'art. 1519 primo comma cod. civ., può essere esercitata anche dopo la dichiarazione di fallimento del compratore, ma alla condizione, evincibile dal terzo comma del citato articolo, che il venditore medesimo dimostri la conoscenza da parte dei creditori del compratore, al momento della dichiarazione di fallimento, del mancato pagamento del prezzo. Questa condizione opera anche nel caso in cui il curatore del fallimento non abbia impugnato la sentenza di condanna del compratore alla restituzione dei beni poichè, anche quando il credito del venditore della cosa non è contestato dagli organi fallimentari, la richiesta di restituzione della merce pone il problema dell'opponibilità o meno, di essa alla massa fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 1975, n. 2336.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Contratto di borsa a termine - Contratto di riporto - Conseguenze - Eccedenza di valore dei titoli - Pagamento al fallimento - Obbligo del riportatore.
Data la natura del contratto di riporto quale negozio giuridico complesso, comprendente una vendita a pronti di titoli di credito dal riportato al riportatore ed una retrovendita a termine di altrettanti titoli della stessa specie, l'art 76 della legge fallimentare, che disciplina gli effetti della dichiarazione di fallimento sui contratti di borsa a termine, si applica anche al contratto di riporto, e, piu analiticamente, alla vendita a termine che di esso fa parte, con la conseguenza che l'eventuale eccedenza del valore dei titoli, nel momento della dichiarazione di fallimento del riportato, rispetto al prezzo contrattuale, dev'essere versata dal riportatore al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 1975, n. 2127.


Contratto di borsa a termine - Risoluzione del contratto - Versamento dell'eccedenza di valore dei titoli - Credito del fallito - Debiti pecuniari - Compensazione - Ammissibilità


L'art 76 della legge fallimentare, disponendo la risoluzione (rectius: liquidazione anticipata degli effetti), al momento della dichiarazione di fallimento di uno dei contraenti, dei contratti di borsa a termine scadenti dopo la dichiarazione stessa, ed il conseguente versamento nel fallimento della eventuale eccedenza del valore delle cose e dei titoli, sempre al momento di detta dichiarazione, rispetto al prezzo contrattuale, non dispone il sorgere di un credito del fallimento, in novazione del precedente credito del fallito, ma solo l'immediata liquidazione di quest'ultimo. Ed il debitore puo compensare con tale credito eventuali suoi crediti verso il fallito, ai sensi dell'art 56 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 1975, n. 2127.


Contratto di borsa a termine - Scioglimento del rapporto - Decorrenza - Debito derivante dalla liquidazione - Compensazione - Ammissibilità
Lo scioglimento del rapporto nascente da contratti di borsa a termine (nella specie da un contratto di riporto) e la successiva liquidazione, previsti dall'art 76 della legge fallimentare, si verificano alla data del fallimento, e nulla hanno che vedere con la successiva gestione dell'impresa fallita. Il debito derivante da tale liquidazione costituisce, quindi, debito verso il fallito, di cui il creditore del fallimento ha facoltà di pretendere la compensazione, a sensi dell'art 56 della stessa legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 1975.


Contratto di riporto - Inclusione - Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Effetti - Per i rapporti preesistenti - Applicabilità al riporto
Il contratto di riporto (nella specie, stipulato con una banca) rientra fra i 'contratti di borsa a termine' dei quali l'art 76 della legge fallimentare prevede lo scioglimento alla data del fallimento. Tale scioglimento si verifica anche nell'ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, in applicazione del generico rinvio contenuto nell'art 201 della legge medesima, e lo scioglimento del rapporto produce la conseguenza, prevista dalla legge, della liquidazione dei debiti e dei crediti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 1975.


Contratto di borsa a termine - Effetto del contratto - Posizioni delle parti
Effetto dei contratti cosiddetti differenziali, fra i quali vengono a porsi i contratti di borsa a termine a seguito dell'applicazione dell'art 76 della legge fallimentare (il quale prevede che, a seconda dei casi, sia versata nel fallimento o sia ammessa al passivo la differenza fra il prezzo contrattuale e il valore delle cose o dei titoli alla data di dichiarazione di fallimento) e il prodursi di una unica obbligazione, non di più obbligazioni. Al momento della stipulazione non è possibile determinare quale sarà la posizione di ciascuna delle parti in tale rapporto, se cioè attiva o passiva, ma a seguito dell'attuazione del contratto non si produrrà una posizione duplice, di credito e di debito, in testa a ciascuna parte, sorgendo invece soltanto il debito dell'una nei confronti dell'altra. (fattispecie riguardante la compensazione - ammessa in virtù dello art 56 della legge fallimentare - di quest'ultimo debito con un credito per altro titolo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 1975.