Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 73 ∙ (Vendita con riserva di proprietà)


Subentro nel contratto pendente
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Ambito di applicazioneApplicazione al contratto preliminare di compravendita concluso prima del fallimentoSubentro nel contratto pendenteScioglimento del contrattoRestituzione della cosaRisoluzione del contratto per inadempimento del compratoreRisoluzione del contratto per inadempimento precedente al fallimentoProsecuzione azione di risoluzione già intrapresaClausola risolutiva espressaRischi relativi del bene acquistato


Subentro nel contratto pendente

Vendita con riserva di proprietà - Fallimento del compratore - Facoltà spettanti al venditore - Azione di risoluzione per inadempimento del fallito in ipotesi di avvenuto subentro del curatore nel rapporto negoziale - Improponibilità - Fondamento
Nella vendita con riserva di proprietà in corso al momento della dichiarazione di fallimento del compratore, il venditore può richiedere la restituzione della cosa nell'ipotesi di scioglimento del contratto, quando ancora il curatore non si sia avvalso della facoltà di subentrare nel rapporto negoziale, oppure può proseguire l'azione di risoluzione già intrapresa nei confronti dell'acquirente successivamente fallito; non può, invece, dopo la dichiarazione di fallimento e ove il curatore si sia avvalso della facoltà di subentrare nel contratto in corso, chiedere la risoluzione dello stesso - ancorché fondata su clausola risolutiva espressa - per il pregresso inadempimento del fallito, perché il fallimento determina la destinazione del patrimonio di quest'ultimo al soddisfacimento paritario di tutti i creditori, con l'effetto che la pronunzia di risoluzione non può produrre gli effetti restitutori e risarcitori suoi propri, i quali sarebbero lesivi della "par condicio". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Gennaio 2018, n. 826.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Vendita con riserva di proprietà ineseguita al momento della dichiarazione di insolvenza - Subentro nel contratto da parte del commissario straordinario dell'impresa compratrice - Disciplina applicabile - Assunzione di tutti gli obblighi contrattuali già facenti capo al debitore insolvente - Fondamento - Conseguenze - Integrale pagamento del prezzo a favore del venditore che trasferisca la proprietà - Scadenza dell'obbligazione di pagamento prima della dichiarazione di subentro ex art. 50 del d.lgs. n. 270 del 1999 - Rilevanza - Esclusione - Insinuazione al passivo del credito per il prezzo - Ammissione in prededuzione - Necessità - Fattispecie.
In tema di vendita con riserva della proprietà non ancora eseguita, da entrambe le parti, al momento della dichiarazione di insolvenza del compratore, nella conseguente ammissione di questi alla procedura di amministrazione straordinaria, il subentro del commissario straordinario nel citato contratto pendente determina, ai sensi degli artt. 50 e 51 del d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270, l'applicazione della disciplina di cui all'art. 72 e non 73, legge fall., con l'effetto che detto organo assume tutti gli obblighi già in capo al debitore; ne deriva che, a fronte del successivo trasferimento della proprietà dei beni oggetto del contratto, nessuna rata essendo stata saldata in precedenza, il relativo prezzo va corrisposto al venditore per intero, né alcun rilievo è ascrivibile alla circostanza per cui detto pagamento sia scaduto prima del citato subentro contrattuale, ma quando il contratto era in fase di quiescenza. (Applicando detto principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, in accoglimento dell'opposizione allo stato passivo, aveva ammesso in prededuzione il credito per le rate di prezzo vantate dal venditore). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 31 Maggio 2011, n. 12016.