Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 72-quater ∙ (Locazione finanziaria)


Restituzione dei canoni
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura eccezionale della disciplina
Contratti pendenti alla data di dichiarazione del fallimentoRisoluzione o cessazione ante fallimento del contratto di leasingSospensione del contrattoScioglimento del contrattoDomanda di rivendicaProva del contratto di leasingRegime transitorio

Il concedente
Restituzione dei beni
Spese di custodia del beneInvito al proprietario al ritiro dei beni locatiScioglimento del contratto e credito del concedenteAccoglimento della domanda di rivendica e scioglimento del contratto di leasingDeterminazione equo compenso per uso della cosaDistinzione tra leasing traslativo e leasing finanziarioRestituzione dei canoniCanoni successivi alla dichiarazione di fallimentoValore del bene concesso in leasing e accertamento tecnico preventivoValore di mercatoComputo del debito effettivo del fideiussore

Vendita e Riallocazione
Onere del concedente di insinuarsi al passivo
Determinazione del valore di mercato e stima diposta dal giudice delegatoOnere del concedente di diligente ricerca per la riallocazione del bene sul mercatoClausola risolutiva e accredito al contraente inadempiente del ricavato dalla riallocazione del bene sul mercatoCredito residuo in linea capitaleCompensazione tra i crediti del concedente e del fallimentoRettifiche sulla base di quanto effettivamente realizzato dalla vendita del bene devono farsi valere in sede di riparto

Azione revocatoria
Azione revocatoria dei pagamenti al concedente
Azione revocatoria e clausola risolutiva espressa

Altro
Rinegoziazione del contratto e clausole vessatorie
Leasing collegato a contratto di mutuoStato di insolvenza e valore del cespite in locazione finanziariaPiano di ammortamentoLeasing e rischi a scadenza


Restituzione dei canoni

Contratto di locazione finanziaria – Fallimento dell’utilizzatore – Diritto del concedente ad insinuarsi al passivo per canoni scaduti – Previa allocazione del bene a valori di mercato – Necessità.
Per effetto della disciplina dettata dall’art. 72-quater legge fallimentare, in caso di fallimento dell’utilizzatore del bene concesso in leasing, qualora il curatore opti per lo scioglimento del contratto, il concedente non ha alcun diritto alla restituzione dei canoni residui che l’utilizzatore avrebbe dovuto corrispondere nell’ipotesi di normale svolgimento del rapporto; il concedente ha soltanto diritto alla restituzione del bene ed ha altresì un diritto eventuale (per il quale vi è incertezza sul se verrà ad esistenza e su quale eventualmente sarà il preciso ammontare) di insinuarsi nello stato passivo per la minore somma ricavata dalla nuova allocazione del bene rispetto al credito per canoni scaduti. Pertanto, intervenuto lo scioglimento del contratto, il concedente non ha alcun potere di chiedere l’ammissione al passivo per una somma corrispondente all’importo dei canoni, trattandosi di credito per il quale, con la cessazione della utilizzazione del bene stesso, viene meno l’esigibilità (al regolamento contrattuale subentra, infatti, un diverso assetto degli interessi delle parti regolato direttamente dalla legge), per cui residua al concedente il solo diritto di insinuarsi al passivo in un secondo momento qualora, allocato nuovamente il bene oggetto del contratto di leasing, dovesse verificarsi una differenza a suo favore fra il credito vantato alla data del fallimento e quanto ricavato a seguito della nuova allocazione del bene medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 01 Marzo 2010, n. 4862.