Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 66 ∙ (Azione revocatoria ordinaria )


Datio in solutum
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Rito applicabilePrescrizione e decadenzaProva del dannoConvenuto residente in altro stato UEIntervento in causa del CuratoreObbligo di concludere in contratto definitivoScissioneFinanziamento fondiario destinato ad estinguere un debito preesistenteRinuncia alla azione di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie lesive della quota di riservaProponibilità nei confronti di soggetto fallitoCessione del contratto di leasingDatio in solutumProsecuzione della revocatoria ordinaria promossa dal creditoreAccordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis l.f.Giudicato tra fallito e creditoreRegime intermedio


Datio in solutum

Fallimento - Azione revocatoria ordinaria - Cessione di beni con imputazione del prezzo a compensazione di un debito scaduto - “Datio in solutum” - Adempimento di un debito scaduto ai sensi dell'art. 2901, comma 3, c.c. - Esclusione - Assoggettabilità a revocatoria ordinaria - Fondamento
La “datio in solutum”, (nella specie attuata mediante la cessione di beni con imputazione del prezzo a compensazione di un debito scaduto), costituisce modalità anomala di estinzione dell’obbligazione ed è quindi assoggettabile all'azione revocatoria ordinaria promossa dal curatore ex art. 66 l.fall., sottraendosi all’inefficacia ai sensi dell’art. 2901, comma 3, c.c. solo l’adempimento di un debito scaduto in senso tecnico e non un atto discrezionale, dunque non dovuto, come la predetta cessione, in cui l’estinzione dell’obbligazione è l’effetto finale di un negozio soggettivamente ed oggettivamente diverso da quello in virtù del quale il pagamento è dovuto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 14 Novembre 2017, n. 26927.