Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 5 ∙ (Stato d'insolvenza)


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Incapacità funzionale non transitoria di soddisfare con regolarità le obbligazioni
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Insolvenza prospetticaProspettiva dinamicaInsolvenza non ancora attualeInidoneità strutturale del debitoreIncapacità di produrre beni o servizi con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze dell'impresaDifficoltà temporanea e transitoria o incapacità strutturale e permanenteIndagine su cause dell'insolvenza e potenzialità dell'impresaImputabilità del dissesto o dell'inadempimento all'imprenditore o a terziAttività di impresa con prevalenza dei ricavi sui costiInsolvenza classica colorata

Il soggetto insolvente
Società in liquidazione
Gruppo di societàFusioneScissioneTrasformazioneSocietà di personeSocio illimitatamente responsabileSocietà di fattoSocietà di fatto e holdingSocietà cooperativa mutualisticaAssociazione non riconosciutaImpresa familiareInsolvenza degli istituti di creditoCompagnia di assicurazioneEnte di gestione fiduciaria

Altri profili dell'insolvenza
Momento ed elementi di riferimento per l'accertamento dell'insolvenza
InadempimentiContestazione dei creditiNatura dei creditiPactum de non petendoNegoziazione dei debiti mediante transazioni e dilazioniVersamenti dei soci in conto di futuro aumento di capitaleValutazione dei cespitiValore contabile dei cespiti e loro attitudine alla estinzione delle obbligazioniPrevalenza dell'attivo sul passivoNumero dei creditori Azione di responsabilitàGaranzia ipotecariaPagamento di debiti ammessi al passivo fallimentare

Elementi sintomatici dell'insolvenza
Elementi sintomatici dell'insolvenza
Impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normaliConversione del pignoramento e stato di insolvenzaMancato pagamento di lavoratori dipendentiInadempimenti esteriormente non apprezzabiliProtesti e pignoramentiSegnalazione in Centrale RischiIrreperibilità dell'imprenditore e mancato deposito dei bilanciMancato pagamento dell'IVAMancato pagamento di un solo debitoFallimento fiscaleSequestro preventivo penaleRisultanze dello stato passivoPerdita di bilancioSospensione per le vittime di estorsione o di usura ex l. 44/1999Insolvenza fraudolenta

Altro
Concordato preventivo
Liquidazione coatta amministrativaAmministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisiAmministrazione controllata


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Contratto di apertura di credito in conto corrente - Credito in “sofferenza” - Segnalazione alla Banca d’Italia - Condizioni - Insolvenza “minor” - Differenza tra attivo e passivo - Rilevanza
In tema di rapporti bancari, la segnalazione alla centrale rischi della Banca d'Italia della posizione di "sofferenza" del cliente ha quale presupposto una nozione "levior" di insolvenza rispetto a quella propria della materia fallimentare, sicchè lo sbilanciamento tra l'attivo ed il passivo patrimoniale, pur non fornendo da solo la prova di detta insolvenza "minor" (potendo essere superato dalla prospettiva di un favorevole andamento futuro degli affari, o da eventuali ricapitalizzazioni dell'impresa), deve essere comunque attentamente valutato, perché l'eventuale eccedenza del passivo sull'attivo patrimoniale costituisce uno dei tipici fatti esteriori rivelatori dell'impotenza dell'imprenditore a soddisfare le proprie obbligazioni a norma dell'art. 5 l.fall.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Dicembre 2020, n. 28635.


Fallimento – Stato d’insolvenza – Valutazione – Attivo superiore al passivo – Valutazione delle condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all’esercizio di attività economiche – Stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all’impresa – Oggetto della cognizione in sede di opposizione allo stato passivo
Lo stato d’insolvenza richiesto ai fini della pronunzia dichiarativa del fallimento dell’imprenditore non è escluso dalla circostanza che l’attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili. In particolare, il significato oggettivo dell’insolvenza, che è quello rilevante agli effetti della L. Fall., art. 5, deriva da una valutazione circa le condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all’esercizio di attività economiche, e si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all’impresa esprimendosi, secondo una tipicità desumibile dai dati dell’esperienza economica, nell’incapacità di produrre beni con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l’estinzione dei debiti), nonché nell’impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio.

Inoltre, nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento lo stato d’insolvenza sottende un giudizio di inidoneità solutoria strutturale del debitore, oggetto di una valutazione complessiva: quanto ai debiti, il computo non si limita alle risultanze dello stato passivo nel frattempo formato ma si estende a quelli emergenti dai bilanci e dalle scritture contabili o in altro modo riscontrati, anche se oggetto di contestazione, quando (e nella misura in cui) il giudice dell’opposizione ne riconosca incidentalmente la ragionevole certezza ed entità; quanto all’attivo, i cespiti vanno considerati non solo per il loro valore contabile o di mercato, ma anche in rapporto all’attitudine ad essere adoperati per estinguere tempestivamente i debiti, senza compromissione - di regola dell’operatività dell’impresa, salvo che l’eventuale fase della liquidazione in cui la stessa si trovi renda compatibile anche il pronto realizzo dei beni strumentali e dell’avviamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Gennaio 2020, n. 1069.


Insolvenza - Significato oggettivo - Manifestazioni rilevanti
Ai fini della dichiarazione di fallimento, costituiscono indizi esteriori dell'insolvenza, gli elementi sintomatici che esprimono lo stato di impotenza funzionale e non transitoria dell'impresa a soddisfare le proprie obbligazioni, secondo una tipicità - desumibile dai dati dell'esperienza economica - rivelatrice dell'incapacità di produrre beni o servizi con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze dell'impresa medesima (prima fra tutte l'estinzione dei debiti), nonché dell'impossibilità di essa di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose compromissioni del patrimonio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Marzo 2019, n. 6978.


Fallimento – Presupposti – Insolvenza – Accertamento – C.d. insolvenza prospettica
L'accertamento dell'insolvenza, come sopra intesa, non s'identifica in modo necessario e automatico con il mero dato contabile fornito dal raffronto tra l'attivo ed il passivo patrimoniale dell'impresa; è, inoltre, pacifico che in presenza di un eventuale sbilancio negativo è pur possibile che l'imprenditore continui a godere di credito e sia di fatto in condizione di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, configurandosi l'eventuale difficoltà in cui egli versa come meramente transitoria.

Al tempo stesso ove - all'opposto - l'eccedenza di attivo dipenda dal valore di beni patrimoniali non agevolmente liquidabili, o la cui liquidazione risulterebbe incompatibile con la permanenza dell'impresa sul mercato e con il puntuale adempimento di obbligazioni già contratte, il presupposto dell'insolvenza può esser egualmente riscontrato.

Nondimeno è un fatto logicamente incontrovertibile che l'eventuale eccedenza del passivo sull'attivo patrimoniale costituisce, pur sempre, e nella maggior parte dei casi, uno dei tipici "fatti esteriori" che dimostrano l'impotenza dell'imprenditore a soddisfare le proprie obbligazioni; anche a prescindere, cioè, dal semplice risultato della somma algebrica tra poste attive e passive della situazione patrimoniale, è evidente che sempre dai dati di contabilità dell'impresa è consentito muovere per poter vagliare, nella concretezza di ciascuna singola fattispecie, se il debitore disponga di risorse idonee a fronteggiare in modo regolare le proprie obbligazioni, avendo riguardo alla scadenza di queste e alla natura e composizione dei cespiti dai quali sia eventualmente ipotizzabile ricavare il necessario per farvi fronte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2018, n. 29913.


Fallimento - Dichiarazione - Presupposti - Stato di insolvenza - Definizione - Impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa
Lo stato di insolvenza richiesto ai fini della pronunzia dichiarativa del fallimento dell'imprenditore, non è escluso dalla circostanza che l'attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili

Il significato oggettivo dell'insolvenza, che è quello rilevante agli effetti della art. 5 legge fall., deriva da una valutazione circa le condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all'esercizio di attività economiche e si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa e si esprime, secondo una tipicità desumibile dai dati dell'esperienza economica, nell'incapacità di produrre beni con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l'estinzione dei debiti), nonché nell'impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Febbraio 2018.


Fallimento - Stato d'insolvenza - Nozione - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie
Lo stato di insolvenza dell'imprenditore commerciale, consistendo nell'impossibilità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, non suppone necessariamente l'esistenza di inadempimenti, né è da essi direttamente deducibile, essendo gli stessi, se effettivamente riscontrati, equiparabili agli altri fatti esteriori idonei a manifestare quello stato, con valore, quindi, meramente indiziario, da apprezzarsi caso per caso, e con possibilità di escludersene la rilevanza ove si tratti di inadempimento irrisorio. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto la sussistenza dello stato di insolvenza della società debitrice in base al riscontro di rilevanti passività, di numerose procedure esecutive e dell'omesso deposito dei bilanci relativi ai due esercizi sociali precedenti il fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Dicembre 2017, n. 30209.


Fallimento – Accertamento dello stato di insolvenza – Rilevanza dell’attivo patrimoniale – Esclusione – Rilevanza della liquidità – Sussiste
La valutazione del giudice ai fini dell’applicazione dell’art.5 L.F. non deve essere diretta ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, ma deve essere volta a verificare se il debitore disponga di credito e di risorse, e quindi della liquidità necessaria per soddisfare le obbligazioni contratte nell’esercizio dell’impresa.
Le proprietà immobiliari, nell’ambito di un’azienda non in liquidazione, non valgono a modificare il giudizio sull’insolvenza in quanto non costituiscono liquidità pronta e immediata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 05 Ottobre 2016.


Fallimento - Accertamento dello stato di insolvenza - Svolgimento di diverse attività da parte del medesimo imprenditore - Requisito dell'insolvenza riferibile all'imprenditore e non alle singole attività
Ai fini della dichiarazione dello stato di insolvenza, non è rilevante il fatto che il medesimo soggetto abbia svolto diverse attività, in quanto l'impossibilità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni concerne necessariamente tutto il patrimonio dell'imprenditore senza che sia possibile distinguere tra debiti ascrivibili ad una attività piuttosto che ad un'altra. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Nuoro, 03 Giugno 2015.


Stato d’insolvenza - Presupposti - Stato d'impotenza economico patrimoniale - Dipendenza da rapporti debitori accertati da giudice non ordinario - Idoneità - Fondamento
La dichiarazione di fallimento trova il suo presupposto, dal punto di vista obiettivo, nello stato d'insolvenza del debitore, il cui riscontro prescinde dall'indagine sull'effettiva esistenza dei crediti fatti valere nei confronti del debitore (essendo sufficiente, a tal fine, l'accertamento di uno stato d'impotenza economico-patrimoniale, idoneo a privare tale soggetto della possibilità di far fronte con mezzi "normali" ai propri debiti) e può, quindi, essere legittimamente effettuato dal giudice ordinario, anche quando i crediti derivino da rapporti riservati alla cognizione di un giudice diverso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2011, n. 25961.


Stato di insolvenza – Accertamento prospettico – Esistenza di elementi di immediata verificazione – Necessità.
La valutazione in ordine alla incapacità di far fronte con mezzi propri alle obbligazioni e quindi l’accertamento dello stato di insolvenza presuppone l’evidenza di elementi di immediata verificazione e ciò anche nel caso in cui appaia verosimile che l’insolvenza, pur non essendosi già manifestata, possa emergere in un prossimo futuro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Stato di impotenza economico - Patrimoniale impeditivo della possibilità di adempiere con mezzi normali da parte del debitore - Relativo accertamento - Giudice ordinario - Devoluzione - Dipendenza di tale stato da rapporti obbligatori riservati alla cognizione di un giudice diverso - Rilevanza ai fini della giurisdizione - Esclusione
La dichiarazione di fallimento trova il suo presupposto, dal punto di vista obbiettivo, nello stato d'insolvenza del debitore, il cui riscontro prescinde da ogni indagine sull'effettiva esistenza dei crediti fatti valere nei confronti del debitore (essendo a tal fine sufficiente l'accertamento di uno stato d'impotenza economico - patrimoniale, idoneo a privare tale soggetto della possibilità di far fronte, con mezzi "normali", ai propri debiti) e può quindi essere legittimamente effettuato dal giudice ordinario anche quando i crediti derivino da rapporti riservati alla cognizione di un giudice diverso. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 11 Febbraio 2003, n. 1997.


Fallimento - Stato d’insolvenza - Nozione - Fattispecie
Ai fini della dichiarazione di fallimento, lo stato di insolvenza va desunto, più che dal rapporto tra attività e passività, dalla possibilità dell'impresa di continuare ad operare proficuamente sul mercato, fronteggiando con mezzi ordinari le obbligazioni. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito che aveva escluso la sussistenza di detto stato, da un lato considerando non eccessivo lo scarto tra partite passive ed attive e desumendo dall'altro la capacità dell'impresa di risanarsi sia dalla estinzione di numerose passività durante la istruzione prefallimentare sia dalle potenzialità produttive dell'azienda e dalla sua vitalità). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2001, n. 2830.


Stato d'insolvenza - In genere - "Pactum de non petendo" - Sussistenza - Stato di insolvenza - Accertamento - Criteri
Al fine della dichiarazione di fallimento, lo stato di insolvenza, consistente nell'incapacità di adempimento delle obbligazioni assunte, alle previste scadenze e con mezzi normali, a prescindere da qualsiasi indagine in ordine alle relative cause e dalla eventualità che la situazione patrimoniale presenti un'eccedenza delle poste attive su quelle passive, può essere escluso da un "pactum de non petendo", anche quando non vi abbiano prestato adesione tutti i creditori, ove esso risulti idoneo a rimuovere la suddetta incapacità, anche con riguardo alle situazioni debitorie rimaste estranee al fatto, con la conseguenza che, in presenza di un fatto del genere, l'accertamento dello stato d'insolvenza non può essere motivato con l'esclusivo rilievo del parziale coinvolgimento del ceto creditorio, senza il concreto riscontro di una originaria inidoneità del fatto medesimo a far venir meno la condizione di impotenza economica ovvero dell'inadempimento di esso, come circostanza che riproduce siffatta condizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Luglio 1992, n. 8656.


Stato d'insolvenza - In genere - Insolvenza - Accertamento - Criteri - Stato patrimoniale - Eccedenza delle poste attive su quelle passive - Irrilevanza - Limiti
In tema di fallimento, ai fini dell'accertamento dello stato di insolvenza, è l'obiettiva incapacità dell'imprenditore di adempiere alle obbligazioni che assume rilievo e non già la genesi della crisi, onde è priva di significato ogni indagine diversa da quella volta ad accertare, su un piano effettuale ed oggettivo, il sussistere dell'insolvenza. Non esclude l'insolvenza uno stato patrimoniale caratterizzato dall'eccedenza delle poste attive su quelle passive, quando l'incapacità di adempimento regolare e, quindi, a scadenza e con mezzi normali, delle obbligazioni assunte si esprima, comunque, sul piano della carenza di liquidità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 1992, n. 5525.


Stato d'insolvenza - In genere - Società inserita in un gruppo di società collegate da un 'unica societa'madre (Holding) - Accertamento dell'insolvenza - Criteri
Al fine della dichiarazione di una società, l'accertamento dello stato di insolvenza deve essere effettuato con esclusivo riferimento alla situazione economica della società medesima, anche quando essa sia inserita in un gruppo, cioè in una pluralità di società collegate da un'unica società-madre (holding), atteso che, nonostante tale collegamento o controllo, ciascuna di dette società conserva propria personalità giuridica ed autonoma qualità di imprenditore, rispondendo con il proprio patrimonio soltanto dei propri debiti e considerato che le speciali disposizioni dettate per l'amministrazione straordinarie delle grandi imprese in crisi esprimono norme eccezionali che non autorizzano una diversa configurazione del gruppo e che, comunque, non sono estensibili al di fuori delle peculiari ipotesi considerate. Peraltro lo stato di insolvenza consiste in una situazione di impotenza economica della società che si realizza quando l'imprenditore non è più in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, essendo venute meno le condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività commerciale, rimanendo irrilevante che l'attivo patrimoniale sia superiore al passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Aprile 1992, n. 4550.


Stato di insolvenza - Configurabilità - Condizione - "Pactum de non petendo" - Carattere ostativo - Condizioni - Mancata adesione di tutti i creditori - Irrilevanza
Al fine della dichiarazione di fallimento, lo stato d'insolvenza, consistente nell'incapacità di adempimento delle obbligazioni assunte, alle previste scadenze e con mezzi normali (a prescindere dalle relative cause e dall'eventualità che la situazione patrimoniale presenti un'eccedenza delle poste attive su quelle passive), può essere escluso da un "pactum de non petendo", anche quando non vi abbiano prestato adesione tutti i creditori, ove esso risulti idoneo a rimuovere la suddetta incapacità, con riferimento al momento della pronuncia del fallimento, in esito all'indagine sull'entità e scadenza delle posizioni creditorie residue, rimaste estranee all'accordo dilatorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 1990, n. 1439.


Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Stato di insolvenza - Nozione
Lo stato d'insolvenza dell'imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, si realizza in presenza di una situazione d'impotenza, funzionale e non transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessario alla relativa attività, mentre resta in proposito irrilevante ogni indagine sull'imputabilità o meno all'imprenditore medesimo delle cause del dissesto, ovvero sulla loro riferibilità a rapporti estranei all'impresa, così come sull'effettiva esistenza ed entità di un determinato credito, incluso quello di chi ha proposto l'istanza di fallimento, qualora la sua eventuale Mancanza o minore entità non varrebbe comunque ad escludere la indicata situazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Novembre 1986, n. 6856.


Stato di insolvenza - Estremi - Dichiarazione di fallimento a seguito del riscontro di questi ultimi - Obbligatorietà - Valutazioni discrezionali di opportunità costituenti ostacolo alla dichiarazione - Inammissibilità
La dichiarazione d'ufficio del fallimento configura un dovere del tribunale, che consegue al riscontro dello stato d'insolvenza del debitore, consistente, indipendentemente da un eventuale squilibrio fra passivo ed attivo, in una situazione d'impotenza funzionale e non transitoria a fronteggiare gli impegni assunti. A fronte del suddetto accertamento, pertanto, la dichiarazione medesima non può trovare ostacolo in valutazioni discrezionali di opportunità, ne' in considerazioni attinenti all'interesse dei creditori di evitare o rinviare la procedura concorsuale (nella specie, in relazione a trattative stragiudiziali). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 1985, n. 1980.


Stato di insolvenza - Configurabilità - Condizione - Entità dell'attivo superiore a quella del passivo - Irrilevanza
Lo stato di insolvenza di un'impresa commerciale, al fine della dichiarazione di fallimento, consiste in una situazione di impotenza economica che si realizza quando l'imprenditore non è più in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, essendo venute meno le condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività commerciale, rimanendo irrilevante che l'attivo sia superiore al passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Marzo 1983, n. 2055.


Stato d'insolvenza - Requisiti - Attivo superiore al passivo - Irrilevanza
Lo stato d'insolvenza, al fine della dichiarazione di fallimento, consiste in una situazione di impotenza economica, che si realizza quando l'imprenditore non è in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni alle scadenze pattuite, essendo venute meno le condizioni di liquidita e di credito necessarie alla relativa attivita commerciale, mentre resta irrilevante la circostanza che l'attivo sia superiore al passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 1980, n. 1067.


Stato d'insolvenza - Condizioni - Riscontro di un passivo superiore all'attivo o accertamento di pregresso - Conclamate inadempienze - Necessità - Esclusione
Lo stato d'insolvenza, richiesto al fine della dichiarazione di fallimento, ricorre quando l'imprenditore, per il venir meno delle condizioni di liquidita e credito occorrenti alla propria attivita, si trovi in una situazione d'impotenza funzionale e non transitoria, non essendo in grado di osservare regolarmente, tempestivamente e con mezzi normali gli impegni assunti, e, pertanto, non postula necessariamente il riscontro di un passivo superiore all'attivo, ne l'accertamento di pregresse conclamate inadempienze. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Giugno 1979, n. 3198.


Stato d'insolvenza - Nozione
Lo stato d'insolvenza, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, consiste nell'oggettiva impossibilita in cui si trova l'imprenditore, con riferimento al momento della dichiarazione medesima, di far fronte, per il venir meno delle normali condizioni di liquidita e di credito, tempestivamente e con mezzi ordinari alle proprie obbligazioni. Pertanto, le circostanze inerenti alla concreta sussistenza o meno di una o più obbligazioni rimaste inadempiute, al loro ammontare, al rapporto fra passivo ed attivo dell'impresa, alla possibilità o meno di estinguere i debiti dopo la dichiarazione di fallimento, senza far ricorso a liquidazione di attività, se non possono considerarsi decisive, singolarmente esaminate, al fine dell'affermazione o negazione dello stato d'insolvenza, costituiscono, d'altra parte, elementi presuntivi idonei ad evidenziare, ove valutati nel loro insieme, la ricorrenza o meno dell'indicata obiettiva incapacità dell'imprenditore a fronteggiare i propri impegni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 1978, n. 1274.


Fallimento - Stato d'insolvenza - Nozione
Lo stato di insolvenza consiste in una situazione di impotenza economica, che si realizza quando l'imprenditore non e in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni alle scadenze pattuite, essendo venute meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve trovarsi un'impresa commerciale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 1978, n. 1118.


Stato d'insolvenza - Nozione - Attivo superiore al passivo - Irrilevanza - Significato oggettivo dell'insolvenza - Valutazione incensurabile del giudice del merito
Lo stato di insolvenza richiesto ai fini della pronunzia dichiarativa del fallimento dell'imprenditore costituisce situazione obiettiva dipendente da impotenza economica, sussistente quando l'imprenditore stesso non sia in grado di adempiere regolarmente, tempestivamente e con mezzi normali, le proprie obbligazioni, essendo venute meno le condizioni di liquidit e di credito nelle quali un'impresa deve operare. Tale insolvenza non e esclusa dalla circostanza che l'attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili. In particolare, il significato oggettivo dell'insolvenza, che e quello rilevante agli effetti dell'art 5 della legge fallimentare, deriva da una valutazione circa le condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalita) all'Esercizio di attivita economiche, si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa e si esprime, secondo una tipicita desumibile dai dati dell'esperienza economica, nell'incapacita di produrre beni con margine di redditivita da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l'Estinzione dei debiti), nonche nell'impossibilita di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio. Il convincimento espresso dal giudice di merito circa la sussistenza dello stato di insolvenza costituisce apprezzamento di fatto, incensurabile in Cassazione, se ove sorretto da motivazione esauriente e giuridicamente corretta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Luglio 1977, n. 3371.


Stato di insolvenza - Nozione - Temporanea difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni - Nozione - Differenze - Rapporto tra i procedimenti
La 'temporanea difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni' di cui all'art 187 della legge fallimentare e la 'insolvenza' di cui all'art 5 della legge stessa rappresentano due diverse gradazioni di un medesimo fenomeno patologico, il cui contenuto sta nella impossibilita per l'imprenditore commerciale di far fronte tempestivamente e con mezzi ordinari all'adempimento delle obbligazioni assunte, pur presentando la prima un minore coefficiente di gravita. Il rapporto tra amministrazione controllata e fallimento non e di mera successione cronologica bensi di consecuzione di procedimenti, che diventa necessaria rilevandone il carattere unitario, allorquando l'amministrazione controllata non sia giunta a buon fine. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Settembre 1976, n. 3082.


Stato d'insolvenza - Nozione - Impotenza economica - Sufficienza - Superiorità dell'attivo - Irrilevanza
Ad integrare lo stato di insolvenza dell'imprenditore commerciale e del tutto irrilevante che l'attivo sia eventualmente superiore al passivo, mentre e determinante e sufficiente che all'impresa commerciale vengano a mancare le normali condizioni di liquidita delle attivita e di godimento del credito, cosi che essa si trovi a versare in una situazione di impotenza economica, non potendo far fronte tempestivamente e con mezzi ordinari alle obbligazioni assunte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Novembre 1973, n. 3250.


Fallimento - Stato d'insolvenza - Nozione
Lo stato di insolvenza che la legge richiede per la dichiarazione di fallimento consiste in una situazione di obiettiva impotenza economica, che impedisce all'imprenditore di adempiere tempestivamente e con mezzi normali le proprie obbligazioni e non e escluso dal fatto che l'attivo superi il passivo, quando, venute meno le normali condizioni di liquidita e il godimento del credito, il passivo potrebbe essere estinto solo a prezzo e nel concorso di incerte ed anormali operazioni di finanziamento e di realizzo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Novembre 1973, n. 3223.


Fallimento - Stato d'insolvenza - Condizioni - Esistenza di un attivo o di inadempimenti - Irrilevanza - Apprezzamento del giudice di merito - Incensurabilità in Cassazione
Lo stato di insolvenza che la legge richiede per farsi luogo alla dichiarazione di fallimento costituisce un requisito obiettivo attinente ad una situazione di impotenza economica che si realizza quando lo imprenditore non e in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni alle scadenze pattuite, essendo venute meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve trovarsi una impresa commerciale, mentre e del tutto irrilevante la circostanza che l'attivo sia superiore al passivo e che si siano già concretamente verificati inadempimenti, da parte dell'imprenditore, alle obbligazioni assunte. Il convincimento espresso dal giudice di merito circa la sussistenza del predetto stato costituisce apprezzamento di fatto incensurabile in Cassazione quando sia sorretto da motivazione esauriente ed ispirata ad esatti criteri giuridici. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Gennaio 1973, n. 267.


Stato di insolvenza - Nozione - Inadempimenti - Elementi costitutivi - Esclusione
Lo stato di insolvenza e un requisito oggettivo richiesto dalla legge per dichiarare il fallimento di un imprenditore o di una società commerciale ed attiene pertanto ad una situazione oggettiva di impotenza economica determinata dal fatto che l'imprenditore non e in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali alle proprie obbligazioni alle scadenze pattuite, essendo venute meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve trovarsi un'impresa commerciale. Gli inadempimenti e gli altri fatti esteriori non sono requisiti essenziali dello stato si insolvenza. E pertanto errata la sentenza della Corte di merito che, per escludere lo stato di insolvenza, fondi il proprio convincimento sulla mancanza di inadempimento o di altri fatti esteriori, a torto ritenendoli elementi costitutivi dell'insolvenza medesima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Aprile 1972, n. 1036.


Fallimento - Dichiarazione del fallimento - Insolvenza - Nozione
Lo stato di insolvenza che la legge richiede per la dichiarazione di fallimento consiste in una situazione di obiettiva impotenza economica, che impedisce all'imprenditore di adempiere tempestivamente e con mezzi normali le proprie obbligazioni e non e escluso dal fatto che l'attivo superi il passivo, quando, venute meno le normali condizioni di liquidita e il godimento del credito, il passivo potrebbe essere estinto solo a prezzo e nel concorso di incerte ed anormali operazioni di finanziamento e di realizzo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Novembre 1971, n. 3388.


Insolvenza - Nozione - Ammontare dell'attivo superante quello del passivo - Incompatibilità con lo stato di insolvenza
Il concetto di stato di insolvenza attiene ad una situazione oggettiva di impotenza economica determinata dal fatto che l'imprenditore non e in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali alle proprie obbligazioni alle scadenze pattuite. Pertanto, ai fini dell'accertamento di siffatta situazione, e del tutto irrilevante l'indagine circa l'ammontare dell'attivo nell'impresa, il quale puo anche superare l'ammontare del passivo, senza con cio escludere l'impossibilita per l'imprenditore di far fronte alle obbligazioni assunte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Ottobre 1969, n. 3488.


Fallimento - Dichiarazione del fallimento - Insolvenza - Nozione
Lo stato di insolvenza che la legge richiede per farsi luogo alla dichiarazione di fallimento dell'imprenditore si concreta in quella obbiettiva situazione di impotenza economica determinata dal fatto che l'imprenditore non e in grado di adempiere tempestivamente e con mezzi normali le proprie obbligazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Settembre 1968, n. 2908.


Insolvenza - Nozione - Accertamento del giudice di merito - Incensurabilità in Cassazione
Lo stato di insolvenza richiesto per la dichiarazione di fallimento attiene ad una situazione di impotenza economica determinata dal fatto che l'imprenditore non possa far fronte tempestivamente e con mezzi normali al soddisfacimento delle obbligazioni assunte. Il convincimento in proposito espresso dal giudice di merito costituisce un apprezzamento di fatto incensurabile in Cassazione, quando sia sorretto da motivazione esauriente ed ispirata ad esatti criteri giuridici. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Agosto 1968, n. 2746.


Fallimento - Dichiarazione del fallimento - Insolvenza - Nozione
Il concetto di insolvenza, a cui la legge fallimentare fa riferimento (art.5) ed al quale la legge stessa subordina l'inefficacia degli atti previsti nell'art.67, attiene ad una situazione oggettiva di impotenza economica, determinata dal fatto che l'imprenditore non possa far fronte tempestivamente e con mezzi ordinari all'adempimento delle obbligazioni assunte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Dicembre 1966, n. 2869.


Insolvenza - Nozione - Mancato pagamento di un solo debito - Sussistenza dello stato di insolvenza - Condizioni
L'insolvenza che giustifica il processo fallimentare deve concretarsi nell'oggettiva impossibilita per l'imprenditore di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le obbligazioni assunte, ma la valutazione oggettiva dello stato d'insolvenza può fondarsi anche sull'inadempienza nel pagamento di un solo debito, quando si manifesti con un peculiare carattere di esteriorità, che, in modo non equivoco, dimostri l'esistenza di un patrimonio in dissesto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Luglio 1966, n. 1830.


Stato di insolvenza - Nozione - Rapporto tra attivo e passivo - Irrilevanza
Il concetto di stato di insolvenza attiene ad una situazione oggettiva di impotenza economica determinata dal fatto che l'imprenditore non e in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali alle proprie obbligazioni alle scadenze pattuite, il che avviene quando vengano meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve normalmente trovarsi una impresa commerciale, a prescindere dalla circostanza che l'attivo sia superiore al passivo, giacchè in materia fallimentare l'eccedenza patrimoniale rispetto al passivo può non escludere da sola, lo stato di insolvenza, dovendo questo essere valutato in base alla oggettiva impossibilita di soddisfare regolarmente con mezzi normali le obbligazioni assunte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Dicembre 1965, n. 2433.


Insolvenza - Nozione
Il concetto di stato di insolvenza attiene ad una situazione obbiettiva di impotenza economica che si manifesta con inadempimenti o altri fatti esteriori, tali da dimostrare che il debitore non e in grado di adempiere tempestivamente e con mezzi normali alle proprie obbligazioni; pertanto, non vale ad escludere tale stato la sola eccedenza, nel patrimonio del debitore, degli elementi attivi su quelli passivi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Luglio 1965, n. 1808.


Insolvenza - Nozione - Fattispecie
Lo stato d'insolvenza, che l'art. 5 della legge fallimentare richiede per la dichiarazione del fallimento, attiene a una situazione economica, determinata dal fatto che l'imprenditore non possa far fronte, alle scadenze pattuite e con mezzi normali, al soddisfacimento delle obbligazioni assunte, il che accade quando vengono meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve normalmente trovarsi un'impresa commerciale a nulla rileva, in proposito, che la somma degli elementi attivi del patrimonio dell'imprenditore possa essere uguale, o anche superiore, all'ammontare complessivo delle obbligazioni a carico dell'imprenditore medesimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Luglio 1965, n. 1788.


Insolvenza - Nozione - Eccedenza dell'attivo - Irrilevanza
Lo stato d'insolvenza dell'imprenditore consiste non già in una temporanea od occasionale difficolta di adempiere le proprie obbligazioni , sebbene nell'impossibilita obiettiva di provvedere tempestivamente e con mezzi normali al soddisfacimento delle obbligazioni assunte: al riguardo non e decisiva la circostanza che gli elementi attivi, costituenti il patrimonio dell'imprenditore, siano superiori a quelli passivi, non valendo tale eccedenza ad escludere, di per se stessa, lo stato d'insolvenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 1962, n. 1702.


Insolvenza - Nozione - Cessione dei beni ai debitori - Rilevanza probatoria
Il concetto di stato di insolvenza, cui la legge fallimentare fa riferimento, anche in materia di revocatoria (art 67 lf), attiene ad una situazione oggettiva di impotenza economica, determinata dal fatto che l'imprenditore non possa adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni alle scadenze pattuite: il che avviene quando vengano meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve normalmente trovarsi un'impresa commerciale, a prescindere dalla circostanza che eventualmente l'attivo sia superiore al passivo, giacche, in materia fallimentare, l'eccedenza patrimoniale rispetto al passivo puo non escludere, da sola, lo stato di insolvenza, dovendo questo essere valutato in base alla oggettiva impossibilita per il patrimonio del debitore, di soddisfare regolarmente con mezzi normali le obbligazioni assunte. La cessione dei beni ai creditori (art 1977 cod civ) rappresenta uno dei sintomi piu sicuri della crisi patrimoniale dell'impresa ed anzi, quasi sempre, costituisce l'estremo rimedio delle aziende dissestate, rivolto ad evitare il fallimento; non puo, comunque, dubitarsi che l'imprenditore il quale ricorra a tale passo versi in stato di insolvenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 1962, n. 1469.


Insolvenza - Concetto - Elevazione di protesti a carico del debitore - Sufficienza ai fini dell'accertamento dell'insolvenza - Esclusione
Lo stato di insolvenza che da luogo alla dichiarazione di fallimento non può desumersi soltanto dai protesti elevati a carico del debitore, in quanto tale stato non si ha solo per l'inadempimento o mancata soddisfazione di uno o più debiti, ma consiste in una obbiettiva impossibilita, per il patrimonio del debitore, di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Aprile 1962, n. 751.