Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 2 ∙ (Liquidazione coatta amministrativa e fallimento)


Tutte le MassimeCassazione
Banca o istituto di credito, presuppostiCooperativa edilizia per la costruzione di alloggi economici e popolariEnte di gestione fiduciariaIstanza di fallimento proposta nei confronti di una società cooperativa, dichiarazione di insolvenzaQuestione di giurisdizioneRegolamento preventivo di giurisdizione



Giurisdizione civile - Regolamento di giurisdizione - Preventivo - Questione inerente all'esercizio di attività commerciale di una società cooperativa sottoposta a istanza di fallimento e questione inerente al nulla osta ministeriale per le azioni esecutive dei creditori verso cooperativa edilizia per alloggi economici e popolari - Deducibilità con istanza di regolamento preventivo - Esclusione.
In relazione ad istanza di fallimento di una società cooperativa, le questioni inerenti all'Esercizio da parte della medesima di attività commerciale, con il conseguenziale assoggettamento a tale procedura anziché a liquidazione coatta amministrativa, ovvero, in caso di cooperativa edilizia per la costruzione di alloggi economici e popolari, le questioni inerenti all'esistenza del preventivo nulla-osta ministeriale richiesto per le azioni esecutive dei creditori (art. 80 del R.d. 28 aprile 1938 n. 1165), attengono alla sussistenza dei presupposti per detta dichiarazione, quindi al merito, non alla giurisdizione, e, pertanto, non sono deducibili con istanza di regolamento preventivo. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 Agosto 1990, n. 8363.


Carattere non commerciale della società con conseguente assoggettabilità e liquidazione coatta amministrativa - Istanza di regolamento preventivo - Inammissibilità - Conseguenze


In pendenza di istanza di fallimento proposta nei confronti di una società cooperativa, la deduzione circa il carattere non commerciale dell'attività di tale cooperativa, con la conseguenza della sua assoggettabilità a liquidazione coatta amministrativa, non attiene alla giurisdizione, e non può essere quindi fatta valere con istanza di regolamento preventivo, ma riguarda il merito, atteso che, ove fondata, comporta che il tribunale adito deve dichiarare, anziché il fallimento, lo stato d'insolvenza della società medesima, ai sensi dell'art. 195 del R.d. 16 marzo 1942 n. 267. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Agosto 1990, n. 8069.


Fallimento - Società - Attribuzione della qualità di ente di gestione fiduciaria - Ex art. 45 del D.P.R. n. 449 del 1959 - Condizioni
L'attribuzione ad una società di capitali della qualità di ente di gestione fiduciaria, secondo la previsione dell'art. 45 del d.P.R. 13 febbraio 1959 n. 449, ed anche al fine della sua sottrazione alla procedura fallimentare ed assoggettabilità a liquidazione coatta amministrativa, postula che detta società raccolga beni e risparmi di terzi, per effettuare investimenti produttivi di utili, e che inoltre tale attività sia stata autorizzata dal ministero dell'industria. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 10 Gennaio 1986, n. 62.


Istituti o enti di credito - Banca o istituto di credito - Configurabilità - Condizioni
La qualità di banca o di istituto di credito, a norma della legge bancaria di cui al R.d.l. 12 marzo 1936 n. 375, (e successive modificazioni) ed anche al fine del suo assoggettamento a liquidazione amministrativa e non a fallimento, richiede, anche a prescindere dall'esigenza di un provvedimento autorizzativo della Banca d'Italia, il congiunto svolgimento sia dell'attività di raccolta del risparmio tra il pubblico, in forma indeterminata ed indiscriminata, sia di quella di esercizio del credito mediante impiego del risparmio raccolto, attraverso le tipiche operazioni bancarie, e non può essere pertanto riconosciuta ad una società che si limiti a svolgere solo l'una o l'altra delle predette attività. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 10 Gennaio 1986, n. 62.