Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 183 ∙ (Reclamo )


Tutte le MassimeCassazione
ProcedimentoLegittimazione attivaLegittimazione passivaLegittimazione del creditore astenutoInteresse del creditore al reclamoDichiarazione di fallimento e motivi di impugnazioneImpugnazione del provvedimento di revoca ex art. 173 l.f.Termine per la proposizione del reclamoNotifica dell'atto introduttivoModifica della propostaNuovi motiviDichiarazione di inammissibilità della corte d'appelloProvvisoria esecutorietà del decreto della corte d'appelloEffetti del passaggio in giudicato della omologazioneLegittimazione ad agire nei confronti del garante dopo che sia stato dichiaratoRicorso per cassazioneSospensione feriale dei terminiTermine per il ricorso per cassazione nel regime intermedioRegime intermedioRegime anteriore



Concordato Preventivo – Decreto di revoca per inammissibilità ex art. 173 l. fall. intervenuto nel corso del giudizio di omologazione ex art. 180 l. fall. – Reclamo ex art. 183 l. fall. – Ammissibilità
Sebbene debba ribadirsi l’assunto secondo cui, laddove adottato in una fase intermedia tra l’ammissione del concordato preventivo e la votazione dei creditori, o comunque anteriormente all’instaurazione del giudizio di omologazione ex art. 180 l. fall., il provvedimento di revoca dell’ammissione ex art. 173 l. fall., non seguito da dichiarazione di fallimento della proponente il concordato stesso, è insuscettibile di reclamo ex art. 18 l. fall. o di immediato ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., un’analoga conclusione non è ipotizzabile qualora il provvedimento di revoca suddetto, giustificato dalla ritenuta sussistenza di condotte fraudolente del debitore, sia adottato nel corso del giudizio di omologazione ex art. 180 l. fall. instauratosi all’esito della votazione favorevole dei creditori, atteso che, in questa evenienza, detto provvedimento, benchè formalmente di revoca dell’ammissione alla procedura concordataria, conclude una delle due fasi di un unico giudizio vertente sulla omologazione del concordato, rendendo non più possibile quest’ultima, così da tradursi in un sostanziale diniego di omologazione, avverso il quale potrà essere esperito esclusivamente il reclamo di cui all’art. 183 primo comma l. fall. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) (1) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2018, n. 31477.


Omologazione del concordato preventivo - Udienza fissata anche per l’esame della segnalazione del commissario ex art. 173 l.fall. - Accertamento del compimento di atti di frode - Revoca dell’ammissione alla procedura concordataria, non seguita dalla dichiarazione di fallimento - Sostanziale diniego dell’omologazione - Conseguenze - Reclamabilità ex art. 183, comma 1, l.fall.
Il giudizio di omologazione del concordato preventivo ed il contestuale procedimento di revoca dell'ammissione alla procedura, di cui all'art. 173 l.fall., non sono due subprocedimenti, separati ed autonomi, ma due fasi di un unico procedimento; ne consegue che il provvedimento di revoca dell'ammissione alla procedura concorsuale, giustificato dall'accertamento di condotte fraudolente del debitore e non seguito dalla dichiarazione di fallimento della società proponente il concordato, qualora sia adottato nel corso del giudizio di omologazione ex art. 180 l.fall, instaurato all'esito della votazione favorevole dei creditori ed in assenza di opposizioni di quelli dissenzienti, importa anche il sostanziale diniego dell'omologazione, avverso il quale può essere proposto il reclamo di cui all'art. 183, comma 1, l.fall.  (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2018, n. 31477.


Concordato preventivo – Omologazione – Reclamo – Termine – Decorrenza – Notifica alla parte – Iscrizione della stessa nel registro delle imprese ex art. 18 l.f. – Esclusione – Omessa notifica – Termine lungo di cui all'art. 327 c.p.c.
Il termine di trenta giorni per la proposizione del reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo decorre dalla notificazione del decreto medesimo secondo le regole generali, essendo la parte che si oppone all'omologazione soggettivamente individuata; ne consegue che alla fattispecie non può trovare applicazione analogica la L. Fall., art. 18 nella parte in cui individua il dies a quo per la proposizione del reclamo contro la sentenza dichiarativa di fallimento nella data dell'iscrizione della stessa nel registro delle imprese (v. Cass. n. 3463-17, nonchè, seppure implicitamente, la stessa Cass. n. 4304-12 cit.);

In mancanza di notificazione, il reclamo può essere proposto nel termine lungo di cui all'art. 327 c.p.c., in base al principio desumibile da tale norma ed estensibile all'impugnazione di ogni provvedimento al riguardo non diversamente disciplinata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Settembre 2018, n. 22473.


Concordato preventivo – Omologazione – Opposizione – Termine e decorrenza
Il termine per proporre reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo ex art. 183 legge fall. è di trenta giorni, con decorrenza dalla notificazione del provvedimento e non dalla pubblicazione nel registro delle imprese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Febbraio 2017, n. 3463.


Concordato preventivo – Inammissibilità ex art. 162, comma 2, l.f. – Revoca ex art. 173 l.f. – Impugnabilità del decreto ex art. 111 Cost. – Esclusione

Concordato preventivo – Omologazione – Impugnabilità del decreto ex art. 111 Cost. – Esclusione – Reclamabilità ex art. 183 l.f.

Il decreto con cui il tribunale dichiara l'inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi dell'art. 162, comma 2, legge fallim. (anche eventualmente a seguito della mancata approvazione della proposta, ai sensi dell'art. 179, comma 1) ovvero revoca l'ammissione alla procedura di concordato, ai sensi dell'art. 173, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, non è soggetto a ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. non avendo carattere decisorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il decreto con cui il tribunale definisce (in senso positivo o negativo) il giudizio di omologazione del concordato preventivo, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, ha carattere decisorio, ma, essendo reclamabile ai sensi dell'art. 183, comma 1, legge fallim., non è soggetto a ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost., il quale è proponibile avverso il provvedimento della corte d'appello conclusivo del giudizio sull'eventuale reclamo.

(Le Sezioni unite hanno inoltre precisato che il principio di cui alla prima massima non comporta il rischio che la funzione nomofilattica del giudice di legittimità non abbia modo di esprimersi con riguardo agli istituti della inammissibilità della proposta di concordato e della revoca dell'ammissione alla procedura: essa, invero, trova comunque spazio allorché — come avviene normalmente — alle decisioni di inammissibilità o revoca consegua la sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, impugnabile, come si è visto, anche per motivi di censura relativi a quelle decisioni presupposte, con rimedi culminanti appunto nel ricorso per cassazione. Né è compromessa la tutela giurisdizionale dei diritti del debitore proponente, garantiti in ogni caso dall'intervento di un giudice, quello di merito, che è giudice al pari di quello di legittimità; ferma rimanendo la riproponibilità della domanda di concordato non essendosi prodotto alcun giudicato contrario.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 28 Dicembre 2016, n. 27073.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Omologazione - Regime in vigore tra l'1 gennaio 2008 ed il 12 agosto 2012 - Creditore dissenziente di classe consenziente - Opposizione all'omologazione - Legittimazione - Sussistenza - Limiti - Convenienza della proposta - Esclusione
In tema di concordato preventivo, nel regime in vigore tra l'1 gennaio 2008 ed il 12 agosto 2012, il creditore dissenziente di una classe consenziente è legittimato ad opporsi all'omologazione ed a provocare il controllo da parte del tribunale sulla regolarità della procedura e la permanente sussistenza dei suoi presupposti di ammissibilità ma non anche sulla convenienza, singolare o collettiva, della proposta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Novembre 2016, n. 24298.


Concordato preventivo - Decreto d’inammissibilità - Impugnazione - Successiva dichiarazione di fallimento - Impugnazione - Rapporto tra i due procedimenti
Nonostante sia già stata rimessa alle Sezioni Unite la questione della impugnabilità per cassazione del decreto d’inammissibilità della proposta di concordato senza contestuale dichiarazione di fallimento, rimane tuttavia il problema della definizione del ricorso per cassazione che sia stato già eventualmente proposto nel caso in cui sopravvenga la dichiarazione di fallimento, la cui impugnazione potrebbe includere anche la contestazione della dichiarata inammissibilità del concordato. Se, pertanto, si riterrà che il decreto d’inammissibilità del concordato è autonomamente impugnabile per cassazione, occorrerà chiarire il rapporto tra tale giudizio d’impugnazione e quello distintamente promosso per censurare la dichiarazione di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Settembre 2016, n. 18558.


Decreto emesso dalla corte d'appello su reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo - Impugnabilità in cassazione - Regime applicabile - Rito camerale - Conseguenze - Termine ordinario di sessanta giorni dalla notifica - Configurabilità - Fondamento
In tema di concordato preventivo, al decreto emesso, ai sensi dell'art. 183, comma 1, l.fall., dalla corte d'appello, che decida sul reclamo avverso il decreto di omologazione, si applica il rito camerale di cui agli artt. 737 e segg. c.p.c., sicché è ricorribile per cassazione entro il termine ordinario di sessanta giorni, decorrenti dalla data di notificazione dello stesso, non potendo applicarsi per analogia la disciplina prevista per il concordato fallimentare dall'art. 131 l.fall. e riformata con il d.lgs. n. 169 del 2007, attesa la compiutezza della disciplina del concordato preventivo e la diversità dei presupposti oggettivi in cui interviene la rispettiva omologazione (impresa fallita da un lato e "in bonis" dall'altro). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Giugno 2016, n. 12819.


Concordato preventivo – Omologazione – Termine per la proposizione del reclamo
Il termine breve per la proposizione del reclamo previsto dall’art. 183 l. fall. decorre non dalla pubblicazione del decreto nel registro delle imprese, ma dalla sua notificazione ai sensi dell’art. 739, co. 2, c.p.c., in quanto quest’ultima rappresenta il procedimento attraverso il quale un atto o un provvedimento viene portato a conoscenza legale del destinatario. Esclusa, infatti, la legittimazione di «qualunque interessato» ad impugnare il decreto di omologa, legittimazione spettante unicamente a chi ha assunto la qualità di parte formale nel giudizio di cui all’art. 180 l. fall., cade la sola ragione che giustificherebbe il ricorso alla forma di presunzione legale di conoscenza rappresentata dalla pubblicazione del provvedimento nel registro delle imprese. (Giuseppe Dell'Anna Misurale) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 12 Maggio 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Reclamo - Reiezione - Ricorribilità per cassazione - Rimessione della questione alle Sezioni unite
La Prima Sezione ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta di massima di particolare importanza, se il decreto reiettivo del reclamo avverso il diniego di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall. sia o meno ricorribile ex art. 111 Cost.

Con ordinanza n. 3472 del 2016 la Prima Sezione aveva rimesso gli atti al Primo Presidente per l'eventuale rimessione alle Sezioni unite sollecitando una pronuncia chiarificatrice e "una valutazione comparativa delle diverse ipotesi di cui agli articoli 162, 173, 179, 180 della legge fallimentare in relazione alle diverse fattispecie concrete che, in assenza di dichiarazione di fallimento, potrebbero dar luogo al ricorso per cassazione ex art 111 Cost.". Ciò ha indotto la Prima Sezione a rimettere la causa al Primo Presidente per la medesima finalità, trattandosi anche di questione di massima di particolare importanza e occorrendo chiarire se il decreto reiettivo del reclamo avverso il diniego di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis l.fall. sia o meno ricorribile ex art. 111 Cost. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Aprile 2016, n. 7958.


Concordato preventivo - Provvedimento che decide sull'omologazione - Impugnazione - Termine
Il reclamo alla corte d'appello avverso il decreto con il quale il tribunale ha provveduto sull'omologazione (accordandola o negandola) del concordato preventivo, ai sensi dell'art. 183 legge fall., va proposto entro il termine di trenta giorni, in quanto la circostanza che con lo stesso reclamo possa essere impugnata anche la eventuale sentenza dichiarativa di fallimento, impone, in base ad una lettura costituzionalmente orientata della norma, l'applicazione del medesimo termine dell'art. 18 legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 08 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Omologazione - Impugnazioni - Appello - Decreto di omologazione - Impugnazione - Legittimazione - Presupposti - Qualità di parte nel giudizio di omologazione e soccombenza - Sufficienza - Effettiva esistenza del credito - Necessità - Esclusione - Fattispecie
La legittimazione ad impugnare il decreto di omologazione del concordato preventivo discende unicamente dall'avere assunto l'impugnante la qualità di parte in senso formale nel giudizio di cui all'art. 180 l.fall. ed essere ivi rimasto soccombente, così prescindendo dalla prova dell'effettiva esistenza del credito, che, potendo essere accertato "incidenter tantum" in sede concorsuale, non richiede il previo accertamento con efficacia di giudicato. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di appello che aveva negato la legittimazione all'impugnazione del decreto di omologazione del concordato preventivo ad un lavoratore, il cui vanto creditorio era ancora "sub iudice"). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Febbraio 2016, n. 3954.


Concordato preventivo - Modifiche tardive al piano - Incidenza sui tempi di liquidazione e sulla sua fruttuosità e quindi sulla fattibilità economica del concordato - Rilevanza - Necessità della valutazione dei creditori - Insufficienza della relazione predisposta dal commissario giudiziale - Aggiornamento della relazione dell'attestatore - Necessità
Le variazioni del piano concordatario le quali, pur non comportando un mutamento della percentuale di soddisfacimento offerta ai creditori, attengono alle modalità di attuazione del piano concordatario incidendo non solo sui tempi della liquidazione, ma anche sulla fruttuosità della stessa, e quindi sulla fattibilità economica del concordato, non possono considerarsi indifferenti per i creditori, i quali devono essere adeguatamente ragguagliati in ordine alle prospettive temporali ed economiche di realizzazione del piano, per la cui valutazione non può ritenersi sufficiente la relazione predisposta dal commissario giudiziale, essendo, invece, necessario un aggiornamento della relazione redatta ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F. dal professionista attestatore designato dal debitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive alla proposta - Trasformazione del piano - Revoca della proposta originaria
Le modifiche alla proposta di concordato apportate dal debitore dopo il compimento delle operazioni di voto che siano di portata non trascurabile e che implicano una trasformazione del piano, configurano una revoca della proposta originaria la quale, benché approvata dai creditori, non può essere posta a base del provvedimento di omologazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo – Decreto di omologazione – Reclamo – Termine dell’art. 18 l.f. – Applicabilità – Fondamento
Al reclamo ex art. 183 l.f., proposto da un interessato diverso dal debitore, anche nell’ipotesi d’impugnazione del provvedimento di omologazione del concordato si applica la disciplina dell’art. 18 l.f, in quanto la circostanza che con lo stesso reclamo, proponibile avverso il decreto che non omologa il concordato preventivo, possa essere impugnata anche la eventuale dichiarazione di fallimento, impone, per una lettura costituzionalmente orientata della norma, di reputare applicabile il medesimo termine previsto dall’art. 18 l.f.. (Carlo Trentini) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 02 Dicembre 2014.


Concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l.f. – Proposto da soggetto interessato, diverso dal debitore, avverso il decreto che omologa il concordato preventivo – Decorrenza del termine – Mancanza di espressa previsione da parte dell’art. 183 l.f. – Dall’iscrizione nel registro delle imprese
Il termine per le proposizione del reclamo ex art. 183 l.f. proposto da un interessato diverso dal debitore, anche nell’ipotesi d’impugnazione del provvedimento di omologazione del concordato, decorre dalla data dell’iscrizione nel registro delle imprese. (Carlo Trentini) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 02 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Omologazione - Reclamo - Termine per la proposizione - Decorrenza
Il termine di trenta giorni per l'impugnazione, ai sensi dell'articolo 183 LF, del decreto del tribunale sull'omologazione del concordato preventivo decorre, nei confronti dei soggetti diversi dal debitore, dalla iscrizione del decreto stesso nel registro delle imprese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 02 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Omologazione - Giudizio di reclamo - Omessa notifica dell'atto introduttivo nel domicilio eletto dal reclamato - Conseguenze - Nullità degli atti successivi e del decreto
Nel giudizio di reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo, l'omessa notifica dell'atto introduttivo nel domicilio eletto dal reclamato determina la nullità di tutti i successivi atti del processo, ivi compreso il decreto di revoca dell'omologazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Marzo 2014, n. 7398.


Concordato preventivo - In genere - Decreto di omologazione - Mezzo di impugnazione - Regime intecorrente tra il d.l. n. 35 del 2005 e il d.lgs. n. 169 del 2007 - Implicita abrogazione dell'originario art. 183 legge fall. - Esclusione - Conseguenze - Appellabilità del decreto
In tema di concordato preventivo, dopo il d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito nella legge 14 maggio 2005, n. 80, ma anteriormente alla data di entrata in vigore del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, l'impugnazione del decreto di omologazione va proposta con l'appello, nel termine di quindici giorni dalla comunicazione del provvedimento, non potendosi ritenere implicitamente abrogato l'originario art. 183 legge fall., limitatamente a tale mezzo di impugnazione, per incompatibilità con l'art. 180 legge fall., nella versione introdotta dal d.l. n. n. 35 del 2005, come, peraltro, confermato dall'art. 22, comma 2, del d.lgs. n. 169 del 2007, che ha limitato l'applicabilità della nuova disciplina, contenente anche la modifica del citato art. 183 e l'introduzione del reclamo in luogo dell'appello, alle sole procedure concorsuali e di concordato fallimentare aperte successivamente al 1° gennaio 2008. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Novembre 2013, n. 25737.


Impugnazione decreto omologazione concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l. fall. – Interpretazione – Effetti – Sussistenza.
Limitandosi l’art. 183, co. 1, l. fall. a prevedere che contro il decreto del tribunale con cui sia stato omologato un concordato preventivo (in presenza di opposizioni) o sia stata rigettata l’istanza di omologazione di un concordato preventivo «può essere proposto reclamo alla corte di appello, la quale pronuncia in camera di consiglio», senza specificare i termini e le forme di tale reclamo, deve ritenersi che il modello procedimentale cui fare riferimento per colmare tale lacuna, almeno in tutti i casi in cui «contestualmente» al decreto di rigetto dell’istanza di omologazione del concordato preventivo non sia stata emessa sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, sia giusto quanto disposto dall’art. 742-bis c.p.c.- quello previsto per la generalità dei reclami camerali dall’art. 739 c.p.c. (cfr. Cass., 4 novembre 2011, n. 22932). (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 06 Agosto 2013.


Impugnazione decreto omologazione concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l. fall. – Interpretazione – Effetti – Sussistenza.
La legittimazione passiva nel procedimento riguardante il reclamo di cui all’art. 183, comma 1, l.fall. promosso dall’unico creditore dissenziente che si sia opposto all’omologazione del concordato preventivo spetta, oltre che al debitore ed al commissario giudiziale (parte, in senso formale, necessaria di tutti i giudizi concernete il concordato come tutore degli interessi indistinti dell’intero ceto creditorio), soltanto agli altri soggetti che si siano opposti all’omologazione costituendosi formalmente nel relativo procedimento. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 06 Agosto 2013.


Impugnazione decreto omologazione concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l. fall. – Interpretazione – Effetti – Sussistenza.
L’interesse del creditore ad ottenere, mediante il reclamo, la revoca dell’omologazione del concordato preventivo proposto dal debitore sta nel fatto che tale disposizione gli consentirebbe di riacquisire la possibilità di agire in via cautelare od esecutiva sui beni del debitore non ancora liquidati (compresi evidentemente i suoi crediti) ovvero di ottenere che l’insolvenza del debitore sia regolata concorsualmente secondo la disciplina del fallimento. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 06 Agosto 2013.


Impugnazione decreto omologazione concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l. fall. – Interpretazione – Effetti – Sussistenza.
Il decreto di omologazione di un concordato preventivo va annullato anche d’ufficio dalla corte d’appello innanzi alla quale sia stato impugnato allorché abbia ad oggetto una proposta concordataria sensibilmente diversa, per effetto delle modifiche apportate dal debitore a quella originaria, da quella sottoposta all’approvazione dei creditori, data la sua evidente abnormità, insieme a tutti gli atti del procedimento concordatario a partire dall’adunanza dei creditori, con la conseguente regressione del medesimo procedimento alla fase dell’invio delle comunicazioni di cui all’art. 171, comma 2, l.fall., salvo il caso (ricorrente nella specie) in cui la nuova e diversa proposta concordataria che avrebbe dovuto e dovrebbe in ipotesi essere sottoposta all’approvazione dei creditori sia stata superata dai successivi eventi e debba perciò essere considerata inammissibile. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)  Appello Napoli, 06 Agosto 2013.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Impugnazioni - Appello - Società di persone - Rigetto dell'istanza di concordato - Dichiarazione di fallimento della società e dei soci illimitatamente responsabili - Impugnazione - Legittimazione del socio - Esclusione - Opposizione alla dichiarazione di fallimento - Necessità
Posto che il socio illimitatamente responsabile di una società di persone ammessa alla procedura di concordato preventivo non è parte del relativo giudizio di omologazione, ne deriva l'inappellabilità, da parte sua, della sentenza ex art. 181 legge fall. (nel testo anteriore alla riforma, applicabile "ratione temporis") che, rigettando la domanda di ammissione al concordato, dichiari il fallimento della società e dei suoi soci, spettando allo stesso il generale rimedio previsto dall'art. 18 legge fall. (nel testo anteriore alla riforma), a ciò non ostando la possibile duplicazione di giudizi di impugnazione innanzi a giudici diversi, in quanto a tale eventualità può porsi riparo, ove ne ricorrano concretamente i presupposti, con la sospensione della opposizione in attesa della definizione dell'eventuale appello. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Dicembre 2012, n. 21602.


Concordato preventivo - Provvedimento di omologa - Reclamo - Deduzione di nuovi motivi di opposizione - Esclusione.
In sede di reclamo avverso il provvedimento di omologa del concordato preventivo non è ammessa la deduzione di nuovi motivi di opposizione, la quale mal si concilierebbe con il principio della ragionevole durata del processo e con il diritto delle parti ad una stabilità del thema decidendi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Approvazione - Creditore che non abbia espresso il proprio voto - Legittimazione ad impugnare - Esclusione.
Il creditore che non abbia espresso il proprio voto in ordine alla proposta concordataria non può essere considerato creditore dissenziente e non è, quindi, legittimato a proporre opposizione deducendo un'errata inclusione del proprio credito in una piuttosto che in altra classe chirografaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Provvedimento di omologa - Reclamo - Legittimazione - Legittimazione di coloro che non siano stati parte sostanziale nel procedimento di omologa o interessati ex articolo 180, comma 2, L.F. - Esclusione.
La legittimazione a proporre il reclamo di cui all'articolo 183, legge fallimentare, avverso il provvedimento di omologa del concordato preventivo, deve essere riconosciuta solamente a coloro che nel giudizio di omologazione abbiano rivestito la qualità di parte in senso formale e che si siano, quindi, costituiti nel giudizio di omologazione per aderire all'omologazione stessa o per opporvisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Passaggio in giudicato della sentenza di omologazione - Esaurimento della procedura - Funzioni del commissario giudiziale - Legittimazione del commissario giudiziale ad agire in giudizio per l'adempimento delle obbligazioni scaturenti dal concordato - Esclusione.
Il passaggio in giudicato della sentenza di omologazione del concordato preventivo, conseguente al rigetto delle impugnazioni eventualmente proposte ai sensi dell'articolo 183, legge fallimentare, determina l'esaurimento della procedura di concordato, alla quale fa seguito l'apertura di una fase meramente esecutiva ove il commissario giudiziale svolge funzioni di sorveglianza e di stimolo dell'intervento del tribunale esclusivamente nei casi espressamente previsti dalla legge. Da tali attribuzioni non può tuttavia desumersi la titolarità in capo al commissario giudiziale della legittimazione ad agire in giudizio per ottenere l'adempimento delle obbligazioni scaturenti dal concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Ricorso per cassazione del decreto della corte d'appello che decide il reclamo avverso il provvedimento del tribunale - Ammissibilità - Termine ordinario.
Il decreto con il quale la corte d'appello decide in ordine al reclamo nei confronti del decreto con il quale il tribunale ha omologato la proposta di concordato preventivo ha natura di sentenza, in quanto ha l'attitudine alla definitività ed incide su diritti soggettivi; esso è pertanto ricorribile per cassazione, ai sensi dell'articolo 111 Cost., nel termine ordinario di 60 giorni previsto per il rito camerale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Impugnazioni - Appello - Instaurazione del giudizio di omologazione dopo l'approvazione della proposta concordataria - Rinnovazione delle votazioni dell'adunanza dei creditori - Mancato raggiungimento delle maggioranze - Dichiarazione di fallimento - Portata - Mancato accoglimento della domanda di concordato - Configurabilità - Conseguenze - Impugnazione - Appello ex art. 183 legge fall. - Ammissibilità - Fattispecie.
La sentenza con cui il tribunale dichiara il fallimento del debitore, dopo l'instaurazione del giudizio di omologazione del concordato preventivo, non è suscettibile di opposizione ex art. 18 legge fall. (possibile unicamente prima di tale fase), ma unicamente dell'appello preveduto dall'art. 183 legge fall. (nel testo vigente prima del d.lgs. n. 5 del 2006), anche se, come nella specie, essa sia fondata sul sopravvenuto diniego del voto favorevole da parte della maggioranza dei creditori, nuovamente chiamati a votare in una seconda adunanza; la predetta dichiarazione di fallimento, infatti, non può che ritenersi emessa all'esito e per effetto del mancato accoglimento della domanda di omologazione del concordato, a nulla rilevando la natura del predetto vizio, attenendo esso ad un controllo generale che comunque compete al tribunale, ai sensi dell'art.181 legge fallim., ed il cui riscontro non può che risolversi nella mancata omologazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Dicembre 2010, n. 26212.


Concordato preventivo – Reclamo contro la sentenza di omologazione – Termine per la proposizione – Procedimenti in camera di consiglio – Termine di 10 giorni di cui all'articolo 749 c.p.c.. (27/07/2010)
Il termine per la proposizione del reclamo previsto dall'articolo 183, legge fallimentare avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo è di 10 giorni, così come prevede l'articolo 749 bis codice di procedura civile in tema di disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 13 Aprile 2010, n. 0.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Annullamento e risoluzione - Effetti - Risoluzione del concordato con garanzia con conseguente dichiarazione di fallimento - Legittimazione ad agire nei confronti del garante - Spettanza - Curatore fallimentare - Esclusione - Creditori concordatari "uti singuli" - Sussistenza.
In caso di dichiarazione di fallimento conseguente alla risoluzione di un concordato preventivo accompagnato da garanzia prestata da terzi per l'adempimento delle obbligazioni assunte dal debitore, la legittimazione ad agire nei confronti del garante non compete al curatore del fallimento, bensì individualmente ai creditori che risultino tali sin dall'atto dell'apertura della procedura concordataria. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 18 Maggio 2009, n. 11396.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Approvazione - Omologazione - Sentenza - Disciplina successiva al decreto legge n. 35 del 2005 ed anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007 - Decreto della corte d'appello di rigetto dell'opposizione all'omologazione - Ricorso per cassazione - Termine ordinario di sessanta giorni - Applicabilità - Fondamento - Decorrenza.
Il termine per ricorrere per cassazione avverso il decreto con cui la corte d'appello rigetta le opposizioni al decreto di omologazione della proposta di concordato preventivo depositata dopo l'entrata in vigore del decreto legge n. 35 del 2005 (conv. nella legge n. 80 del 2005) e prima del d.lgs. n. 169 del 2007 è quello generale di sessanta giorni, non prevedendo l'art. 183 legge fall., applicabile "ratione temporis", alcun termine specifico, ma solo il "dies a quo" di decorrenza, da riferire, a seguito dell'intervento della sentenza della Corte costituzionale 12 novembre 1974, n. 255, alla comunicazione del dispositivo alla parte costituita; nè assume alcun rilievo, ai fini considerati, che alla pronuncia di omologazione la predetta norma ancora si riferisse come se adottata con sentenza anzichè con decreto, ai sensi del riformato art. 180 legge fall., trattandosi unicamente di un difetto di coordinamento formale, poi superato dal predetto d.lgs. n. 169 del 2007. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 2009, n. 2706.


Concordato preventivo – Reclamo alla corte d’appello del decreto di omologazione – Decreto della corte d’appello che dichiara inammissibile il concordato – Natura.
Qualora, in sede di reclamo ex art. 183 legge fall., la corte d’appello dichiari inammissibile la proposta di concordato preventivo per ragioni di “merito” e non di “rito”, la pronuncia deve essere considerata come “revoca” del decreto del tribunale di omologa del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Luglio 2008.


Concordato preventivo – Decreto della corte d’appello ex art. 183 legge fall. di revoca del concordato – Provvisoria esecutività – Esclusione.
Il decreto emesso dalla corte d’appello in sede di reclamo ex art. 183 legge fall. non è provvisoriamente esecutivo in quanto, nel silenzio della legge, alla fattispecie non può essere applicata in via analogica la norma contenuta nell’art. 180 legge fall. che qualifica come provvisoriamente esecutivo il decreto di omologazione del concordato emesso dal tribunale. Ove pertanto avverso il decreto della corte d’appello venga proposto ricorso per cassazione, la provvisoria esecuzione del provvedimento impugnato resterà sospesa fino al termine del relativo giudizio, dovendo essere applicata in via analogica la norma di cui all’art. 741 c.p.c. relativa ai procedimenti camerali secondo la quale “i decreti acquistano efficacia quando sono decorsi i termini di cui agli articoli precedenti, senza che sia stato promosso reclamo”. (Sulla scorta di tali presupposti, il tribunale ha autorizzato la cessione del ramo d’azienda prevista dal piano concordatario approvato dal tribunale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Luglio 2008.