Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-ter ∙ (Transazione fiscale)


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Obbligatorietà della transazione fiscalePagamento parziale di Iva e ritenute: natura della disposizionePagamento parziale di Iva e ritenute: divietoPagamento parziale di Iva e ritenute: ammissibilità in assenza di transazione fiscalePagamento parziale di Iva e ritenute: rispetto dell'ordine della cause di prelazionePagamento parziale di Iva e ritenute: apporto di finanzaPagamento in misura inferiore all'importo indicato dall'Agenzia delle entrateVoto dell'Agenzia delle entrateAdesione alla transazione fiscale con stralcio di sanzioni e interessiAdesione alla transazione fiscale fino all'adunanza dei credioriImpugnazione del diniego di adesione alla transazione fiscaleTransazione fiscale, procedimentoRapporti pendentiConcordato con continuità aziendaleConcordato fallimentareAccordi di ristrutturazione dei debitiConsolidamento del debito fiscaleCessazione del contenziosoReato di omesso versamento dell'IvaRegime transitorioLegittimità costituzionale

Dopo la l. 11 dicembre 2016, n. 232
Falcidia Iva e ritenute
Proposta contestuale al deposito della domanda di concordatoPagamento dilazionato di crediti tributari e previdenzialiDegrado dei crediti privilegiatiRispetto ordine delle cause di prelazioneConfronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio



Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligatorietà - Esclusione - Falcidia di crediti fiscali e contributivi nel concordato senza transazione fiscale - Ammissibilità
La falcidia dei crediti tributari e previdenziali nel concordato preventivo può attuarsi mediante transazione fiscale oppure, qualora al debitore non interessi il voto favorevole dei relativi creditori, mediante il meccanismo previsto dall'art. 160, comma 2, legge fall., con la precisazione che il principio del rispetto dell'ordine delle cause di prelazione impone che, in caso di falcidia dei crediti suddetti, i creditori di grado successivo dovranno essere pagati mediante ricorso alla finanza cd. esterna. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Giugno 2018, n. 16066.


Concordato preventivo - Proposta di accordo sui crediti di natura fiscale - Presentazione agli enti di autonoma “istanza” di trattamento dei crediti fiscali - Esclusione
Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 182 ter l.f., nel testo introdotto dall'art. 1, comma 81, della L. 11 dicembre 2016, n. 232, il debitore è tenuto ad inviare all’agente della riscossione e all'ufficio competente la copia della proposta di concordato preventivo, recante l’indicazione del trattamento offerto ai crediti tributari, con la relativa documentazione, non essendovi alcun obbligo per il medesimo debitore proponente di presentare agli enti una autonoma “istanza” di trattamento dei crediti fiscali. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 09 Aprile 2018.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate - Formazione delle classi - Falcidia di crediti con grado di privilegio anteriore ai tributi
Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi dell'art. 182-ter legge fall. - nel testo vigente prima della novella introdotta dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 81, -, il proponente, fermo restando l'obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate, ricorrendo i presupposti dell'art. 160, comma 2, legge fall., può inserire i restanti crediti in classi diverse, applicando una falcidia anche a quelli muniti di privilegio di grado anteriore rispetto ai suddetti tributi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Marzo 2018, n. 5906.


Transazione fiscale - Diniego - Impugnabilità davanti al giudice tributario - Sussiste - Illegittimità del diniego - Possibile - Valore offerto superiore all’attivo liquidabile - Asseverazione conforme
Il diniego di transazione fiscale è un atto impugnabile in commissione tributaria e può essere annullato dal giudice tributario qualora, alla luce del contenuto dell’asseverazione e del valore economico offerto rapportato al valore patrimoniale liquidabile, l’offerta del contribuente sia oggettivamente più idonea a soddisfare l’interesse pubblico alla riscossione. (Valerio Ficari) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Roma, 01 Dicembre 2017.


Trattamento dei crediti tributari e contributivi - Concordato liquidatorio - Pagamento dilazionato - È tale se previsto in epoca successiva all’omologazione del concordato - Conseguenze - Necessità di ricorrere al procedimento previsto dall’art. 182-ter  legge fallimentare - Concessione di un termine per il relativo adempimento - Ammissibilità
Anche nel caso di concordato liquidatorio, il pagamemto dei crediti tributari e previdenziali deve ritenersi dilazionato quando esso non è previsto subito dopo l’omologazione, ma al momento di ultimazione della liquidazione dei beni. In siffatta ipotesi, il proponente deve formulare la proposta di cui all’art. 182-ter l.fall.

Il tribunale, in sede di valutazione del piano, ove sussistono giustificati motivi, può concedere un termine per la formulazione della proposta di cui all’art. 182-ter, posto che la previsione che essa debba essere effettuata contestualmente al deposito del ricorso non è assistita da espressa sanzione di inammissibilità. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 16 Novembre 2017.


Concordato preventivo con transazione fiscale - Cd. infalcidiabilità del credito IVA - Disciplina "ratione temporis" vigente ex art. 182 ter l.fall. - Applicabilità alle proposte formulate nel periodo dal 16 luglio al 28 novembre 2008 - Fondamento
In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, la regola della cd. infalcidiabilità dell’IVA trova applicazione anche nelle proposte ex art. 182 ter l.fall. nel testo originario, prima della novella operata dal d.l. n. 105 del 2008, conv. con modif. in l. n. 2 del 2009 e dunque in relazione al periodo decorrente dal 16 luglio 2008 al 28 novembre 2008. Ciò in applicazione delle Decisioni del Consiglio dell’Unione europea 2000/597/CE, 2000/436/CE, 2014/335/UE, Euratom e del disposto degli artt. 2, 250, paragrafo 1, e 273 della Direttiva del Consiglio dell’UE n. 2006/112/CE, secondo le quali tutti gli Stati membri devono adottare le misure legislative e amministrative atte a garantire il prelievo integrale dell’IVA nei loro territori, essendo dunque ammissibile solo ed esclusivamente una mera dilazione nel pagamento di tale imposta, proprio perché già rappresentava risorsa dell’Unione Europea. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2017, n. 21474.


Concordato preventivo – Falcidia di crediti tributari – Modifiche apportate all’art. 182-ter l.f. dalla legge 232/2016 – Rispetto dell’ordine delle cause di prelazione – Deroga – Esclusione
Anche dopo l’introduzione delle modifiche apportate all’art. 182-ter l.fall. dalla legge 232/2016, il degrado dei crediti privilegiati può essere operato solo come conseguenza dell’incapienza, debitamente attestata, dei beni sui quali il privilegio insiste, dovendosi ritenere tutt’ora valida la regola per cui il pagamento dei crediti con privilegio di grado inferiore, ed a maggior ragione di quelli chirografari, non potrà aver luogo se non nel caso in cui il ricavato dalla liquidazione sia stato sufficiente a soddisfare i crediti con privilegio di grado anteriore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Confronto fra soluzione concordataria e scenario liquidatorio fallimentare – Rilevanza della situazione concreta – Stereotipo del fallimento quale procedura votata ad una liquidazione atomistica di beni
Il confronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio deve essere sempre compiuto non in maniera aprioristica e astratta, ma in termini di stretta aderenza alle caratteristiche ed alla peculiarità della situazione concreta; non, dunque, in base allo stereotipo del fallimento quale procedura votata ad una liquidazione atomistica di beni e diritti – stereotipo che non corrisponde, ed è anzi contrario, al modello consegnatoci dalla riforma del 2006 –, ma avendo riguardo alle prospettive liquidatorie che si presentano nel singolo caso, verificando, pertanto, se le modalità che la legge fallimentare mostra di prediligere, in quanto atte a preservare valori – tipicamente, quello rappresentato dall’azienda, quale complesso di beni e rapporti organizzati per l’esercizio di un’attività di impresa – possano essere praticate in concreto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Falcidia di crediti tributari – Modifiche apportate all’art. 182-ter l.f. dalla legge 232/2016 – Rispetto dell’ordine delle cause di prelazione – Uso della finanza esterna – Limiti
Dopo l’introduzione delle modifiche apportate all’art. 182-ter l.fall. dalla legge 232/2016, l’uso della finanza esterna ma deve essere tale da assicurare il pieno rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione.

Nel caso di specie, il credito IVA avente privilegio anteriore a quello per IMU, era stato trattato in modo peggiore, prevedendosi per il primo un degrado al 35,34% e per il secondo un pagamento integrale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Continuità aziendale (nella specie indiretta) – Formazione delle classi – Creditori privilegiati con moratoria ultra annuale – Enti previdenziali ed erario per crediti falcidiati – Falcidia Iva ex art. 182-ter l.f.
I creditori privilegiati dei quali la proposta di concordato con continuità aziendale preveda una moratoria superiore all’anno devono essere collocati in apposita classe con diritto di voto.

Allo stesso modo devono essere collocati in apposite classi i crediti per contributi previdenziali nonché l’erario per il credito iva qualora la proposta ne preveda il pagamento con falcidia (nella specie mediante finanza esterna) in applicazione della nuova disposizione di cui all’art. 182-ter legge fall. così come modificato dall'art. 1, comma 81, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 16 Febbraio 2017.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Facoltatività – Concordato con transazione fiscale e concordato senza transazione fiscale – Rapporto di specialità
Se si riconosce la facoltatività del ricorso alla transazione fiscale, sulla base del decisivo argomento testuale desumibile dall'incipit dello stesso art. 182-ter legge fall., che prevede appunto la mera facoltà del debitore di promuovere contestualmente sia la procedura di concordato preventivo sia il subprocedimento per la conclusione della transazione fiscale (si veda, da ultimo, Sez. 1, 22 settembre 2016, n. 18561), può allora ben dirsi che, anche quando il passivo dell'impresa risulti gravato da debiti di natura tributaria (quale che ne sia la tipologia), per il debitore sono disponibili due ipotesi di concordato preventivo: una principale, che prescinde da un previo accordo con il Fisco; l'altra speciale, che include la transazione fiscale.

Pertanto, se tra le due fattispecie di concordato preventivo v'è appunto un rapporto di specialità, non è possibile estendere alla fattispecie generale, id est quella del concordato senza transazione fiscale, la disciplina della fattispecie speciale del concordato con transazione fiscale. Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Falcidiabilità del credito per ritenute fiscali operate e non versate – Ammissibilità nel concordato senza transazione fiscale
La previsione dell'infalcidiabilità del credito per ritenute fiscali operate e non versate, di cui all'art. 182-ter, primo comma, legge fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato preventivo che sia accompagnata da una transazione fiscale. Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2017.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Applicazione alla sola ipotesi di proposta con transazione fiscale
La previsione dell'infalcidiabilità del credito IVA di cui all'art. 182-ter legge fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato accompagnata da una transazione fiscale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Gennaio 2017, n. 760.


Concordato preventivo – Falcidia del credito IVA – Ammissibilità – Regime in vigore dal 1 gennaio 2017 – Distinzione
Mentre, per effetto della modifica apportata dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232 all’art. 182-ter legge fall., a partire dal 1 gennaio 2017, il ricorso alla transazione fiscale diverrà obbligatorio per l’ipotesi in cui il debitore voglia proporre un pagamento parziale dei tributi previsti in detta norma, nel regime anteriore alla citata modifica normativa, continuerà ad operare un “doppio binario” alternativo, con facoltà per il debitore di accedere alla transazione fiscale, restando tuttavia vincolato al pagamento integrale di I.V.A. e ritenute, oppure di non avvalersi della transazione, procedendo alla falcidia anche di tali voci di debito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Falcidia del credito da ritenute – Ammissibilità
La specialità della regola contenuta nell’art. 182-ter legge fall. in relazione alla falcidiabilità dell’iva, e la conseguente inapplicabilità dei vincoli in essa contenuti al concordato senza transazione fiscale, depongono nel senso dell’affermazione della piena falcidiabilità – al di fuori della transazione fiscale – anche del debito per ritenute, operando nella specie la stessa ratio che è alla base della decisione delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione 27 dicembre 2016, n. 26988. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Crediti privilegiati – Credito IVA – Falcidia – Ammissibilità
La previsione dell'infalcidiabilità del credito IVA di cui all'art. 182-ter legge fall. trova applicazione solo nell'ipotesi di proposta di concordato accompagnata da transazione fiscale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Dicembre 2016, n. 26988.


Transazione fiscale – Accordo di ristrutturazione dei debiti – Efficacia – Pubblicazione della dell’accordo
Al fine di individuare il momento di efficacia della transazione fiscale proposta nell’ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis legge fall. occorre fare riferimento alla pubblicazione dell’accordo, rispetto al quale la transazione fiscale non può avere efficacia disgiunta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2016, n. 26771.


Concordato preventivo - Crediti previdenziali - Falcidia e dilazione di pagamento - Concordato non assistito da transazione fiscale - Ammissibilità
Non persuade l'opinione secondo la quale tanto l'entità della dilazione, quanto la misura percentuale del soddisfacimento dei crediti previdenziali di cui all'art. 3, commi 1 e 2 del D.M. 4 agosto 2009, configurerebbero condizioni imperative di ammissibilità del concordato preventivo non corredato da transazione ai sensi dell'art. 182-ter legge fall., apparendo viceversa maggiormente plausibile ritenere, in aderenza al dettato normativo, che quelle soglie si atteggino a limiti non già ostativi all'ammissione della domanda di concordato, ma rivolti agli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza per l'accettazione della proposta di accordo sui crediti per contributi, premi ed accessori  formulata ai sensi dell'art. 182 ter l. fall.; ne consegue che anche una dilazione non pienamente conforme a quella prescritta dal citato regolamento non osta all'ammissione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 29 Settembre 2016.


Transazione fiscale – Non accettazione da parte dell’Agenzia delle Entrate – Impugnazione – Giurisdizione tributaria
L'oggetto della transazione fiscale attiene a un rapporto tributario (peraltro evidentemente non definito visto che si chiede proprio la dilazione/rateizzazione) e, comunque, l'atto conclusivo adottato dall'Agenzia delle Entrate è pur sempre un atto di disposizione della pretesa tributaria, come tale attinente al rapporto tributario; ne consegue che l’impugnazione della non accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate di una proposta di transazione fiscale nell'ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti appartiene alla giurisdizione tributaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Consiglio di Stato, 28 Settembre 2016.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Certificazione del debito rilasciata dall’amministrazione finanziaria - Adesione del proponente - Necessità
In tema di transazione fiscale di cui all’articolo 182-ter legge fall., la “certificazione” del credito proveniente dal concessionario della riscossione, ovvero dall’Agenzia delle Entrate, non può essere rimessa in discussione dal contribuente al momento della formulazione della proposta di transazione fiscale, poiché ai sicuri benefici per il proponente discendenti dalla determinazione in via definitiva di tutte le pretese fiscali e dall’estinzione delle liti pendenti, non può che contrapporsi l’onere per il medesimo di prestare adesione alla quantificazione del debito certificata dall’amministrazione finanziaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Pretese tributarie tempestivamente impugnate - Effetti della transazione fiscale - Formazione di apposita classe
Il proponente il concordato preventivo, il quale si trovi in presenza di talune pretese tributarie fondate su atti di accertamento, ovvero anche su pretese a tassazione già iscritti a ruolo, tempestivamente impugnati avanti al giudice tributario, potrebbe senz’altro astenersi dall’inserire detti crediti in seno alla proposta di transazione fiscale, trattandosi di un subprocedimento che ha comunque l’effetto di estinguere le liti pendenti, presupponendo una sostanziale acquiescenza alla pretesa dell’Amministrazione. Ma ciò soltanto condizione che i detti crediti tributari, espressamente esclusi dal perimetro dell’articolo 182-ter legge fall., siano collocati in apposita classe, composta da quei crediti in relazione ai quali il contribuente ritenga necessario proseguire la lite anche dopo l’omologa del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Degradazione al chirografo del credito Iva per in capienza - Falcidia - Inammissibilità
Nella proposta di concordato preventivo nella quale il proponente abbia inteso innestare una proposta di transazione di tutti i crediti fiscali, anche a ritenere il credito Iva integralmente degradato al chirografo per mancanza assoluta di beni su cui soddisfarsi, il proponente non potrebbe comunque offrirne il pagamento in misura falcidiata, ostandovi all’attualità il disposto del vigente articolo 182-ter, comma 1, legge fall., che ne consente la sola dilazione, con una previsione che ha superato il vaglio di costituzionalità venendo a costituire “il limite massimo di espansione della procedura transattiva compatibile con il principio di indisponibilità del tributo” (Corte Cost. 23 giugno 2014, n. 225). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Luglio 2016.


Transazione fiscale in sede di accordo di ristrutturazione dei debiti - Conseguenze sui giudizi in corso
In tema di transazione fiscale ex art. 182 ter l.fall., quella conclusa, ai sensi del comma 6, nell'ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti, pur non comportando espressamente la cessazione della materia del contendere relativamente ai giudizi in corso, atteso il mancato richiamo del precedente comma 5, determina parimenti, quale conseguenza, la dichiarazione d'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza dell'interesse delle parti ad una pronuncia di merito sull'impugnazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 31 Maggio 2016, n. 11316.


Concordato preventivo - Falcidia dell’Iva - Effetti della decisione CGUE del 7 aprile 2016 - Falcidia delle ritenute - Ammissibilità
Con la sentenza CGUE del 7 aprile 2016 (causa C-546/14) è venuto meno l’argomento principale posto a fondamento della sentenza della Cassazione 25 giugno 2014, n. 14447, la quale aveva affermato l’intangibilità dell’Iva sul presupposto che la stessa costituisse un tributo di interesse comunitario vincolato, con la conseguenza che nel concordato preventivo il divieto di falcidia dell’Iva rimane confinato nell’ambito della transazione fiscale.

Lo stesso ragionamento deve valere per le “ritenute” menzionate nell’articolo 182-ter legge fall. le quali, tra l’altro, non hanno nemmeno quel rilievo di carattere europeo che aveva portato la cassazione ad escludere la falcidia dell’Iva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Imposta sul valore aggiunto - IVA - Falcidia - Ammissibilità - Presupposti
L’articolo 4, paragrafo 3, TUE nonché gli articoli 2, 250, paragrafo 1, e 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, non ostano a una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, interpretata nel senso che un imprenditore in stato di insolvenza può presentare a un giudice una domanda di apertura di una procedura di concordato preventivo, al fine di saldare i propri debiti mediante la liquidazione del suo patrimonio, con la quale proponga di pagare solo parzialmente un debito dell’imposta sul valore aggiunto attestando, sulla base dell’accertamento di un esperto indipendente, che tale debito non riceverebbe un trattamento migliore nel caso di proprio fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 07 Aprile 2016.


Concordato Preventivo – Concordato liquidatorio – Falcidia dell’Iva e delle ritenute fiscali – Pagamento parziale del tributo Iva e delle ritenute alla fonte – Fattibilità giuridica del concordato – Ammissibilità – Assenza di transazione fiscale – Divieto di falcidia dell’Iva e delle ritenute privo di giustificazione a livello comunitario – Assenza di obbligo di trattamento preferenziale ai crediti Iva e ritenute fiscali
Il credito dello Stato per Iva può essere oggetto di pattizia previsione di pagamento percentualmente ridotto e tanto in virtù di quanto previsto dall’art. 160, comma 2, l.f.: il pagamento parziale del debito Iva da parte di un imprenditore in difficoltà finanziaria, nel corso di un concordato preventivo basato sulla liquidazione del suo patrimonio, è possibile a condizione che un esperto indipendente concluda che non si otterrebbe un pagamento maggiore di tale credito in caso di fallimento.

Il divieto di falcidia dell’Iva e delle ritenute, in assenza di transazione fiscale, è del tutto privo di giustificazione a livello comunitario, non essendovi al riguardo alcun vincolo di matrice sovranazionale.

Una domanda di concordato che prevede l’infalcidiabilità di Iva e ritenute e la non integrale soddisfazione dei crediti dotati di privilegio di grado anteriore, sarebbe non conveniente per i creditori privilegiati anteriori all’Erario e il concordato, in presenza di opposizione e, dunque di valutazione circa la convenienza della soluzione concordataria rispetto all’alternativa della liquidazione in sede fallimentare (cd. cram down) non sarebbe omologabile.

In ipotesi di incapienza del patrimonio sociale al pagamento dei creditori anteriori all’Iva, dunque, non può consentirsi la destinazione delle risorse proprie dell’impresa al pagamento integrale di Iva e ritenute in danno dei creditori muniti di privilegio di grado anteriore che troverebbero altrimenti capienza. (Francesco Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 17 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Obbligatorietà dell'integrale pagamento dei crediti per Iva e ritenute - Conseguente necessità di pagamento integrale dei crediti di grado anteriore - Esclusione
In tema di concordato preventivo, l'obbligatorietà dell'integrale pagamento dei crediti relativi ad Iva e ritenute operate e non versate, dei quali la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione, non presuppone l'obbligo dell'integrale pagamento dei crediti privilegiati di grado anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 09 Febbraio 2016, n. 2560.


Concordato preventivo - Obbligo di integrale pagamento di Iva e ritenute - Norma eccezionale di carattere sostanziale - Incidenza sull'ordine delle cause di prelazione e sui criteri di formazione delle classi - Esclusione
L'obbligo di pagamento integrale dell'Iva e delle ritenute d'acconto operate e non versate costituisce norma eccezionale di carattere sostanziale dettata dall'articolo 182-ter legge fall. e, come tale, non comporta alcuna alterazione dell'ordine delle cause legittime di prelazione nè viene in rilievo per l'applicazione del principio che impone la formazione delle classi secondo posizione giuridiche ed interessi economici omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 04 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Dilazione di pagamento dei crediti per ritenute previdenziali - Dilazione superiore a quella prevista dal DM 4 agosto 2009 - Ammissibilità - Efficacia vincolante nell'ambito dell'eventuale transazione previdenziale
L'entità della dilazione, così come la misura percentuale di soddisfacimento dei crediti previdenziali di cui all'articolo 3, commi 1 e 2 del DM 4 agosto 2009 non configurano condizioni imperative di ammissibilità del concordato preventivo, apparendo viceversa maggiormente plausibile ritenere, in aderenza al dettato normativo, che quelle soglie si atteggino quali limiti non già ostativi all'ammissione della domanda di concordato, ma solo interni agli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie quali condizioni per l'accettazione della proposta di accordo sui crediti per contributi, premi e relativi accessori di legge formulate ai sensi dell'articolo 182-ter legge fall., con la conseguenza che anche una dilazione non pienamente conforme a quella prescritta dal citato regolamento non osta all'ammissione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 04 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Pagamento integrale dell'Iva - Alterazione dell'ordine delle cause legittime di prelazione - Esclusione - Necessità di ricorso a finanza esterna - Esclusione
Il pagamento integrale dell'IVA (cui è assimilabile quello delle ritenute) non comporta una "violazione del disposto dell'art. 160, comma 2, L.F. con riguardo al divieto di alterare, con la proposta di concordato, l'ordine delle cause legittime di prelazione (e quindi anche la graduazione dei privilegi prevista dalla legge). E’ proprio della norma eccezionale derogare, in casi determinati, ad un principio generale, posto che l'art. 182-ter L.F., attribuendo al credito IVA, nell'ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, un trattamento peculiare ed inderogabile dall'accordo delle parti, non produce per ciò solo l'effetto di incidere sul trattamento di tutti gli altri crediti (per i quali continua a valere l'ordine di graduazione), ma sul solo trattamento di quel credito, in quel particolare contesto procedurale (Cass. 25 giugno 2014, n. 14447); ne consegue che il pagamento del credito IVA, così come di quello derivante dal mancato versamento delle ritenute, non presuppone il ricorso a finanza esterna. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Genova, 28 Luglio 2015.


Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Transazione Fiscale ex art. 182 ter l. fall. prevedente il pagamento a saldo e stralcio di interessi e sanzioni maturati su crediti dello Stato ex art. 2752 c.c. – Ammissibilità – Sussistenza
Può essere prestata adesione dell’Agenzia delle Entrate alla proposta di Transazione Fiscale ex art. 182 ter l. fall., formulata nell’ambito di Accordo di Ristrutturazione ex art 182 bis l. fall., prevedente il pagamento a stralcio di interessi e sanzioni maturati su crediti dello Stato (nella specie, IVA, ritenute e IRAP), malgrado la natura privilegiata dei predetti accessori sancita dall’art. 2752 c.c. come modificato dal d.l. 6 luglio 2011 n.98 convertito in l. 15 luglio 2011 n.111, a condizione che il trattamento non sia peggiorativo rispetto a quello degli altri creditori chirografari e ferme le ulteriori condizioni previste dalla norma speciale fallimentare.

(Fattispecie in cui l’Agenzia delle Entrate ha accolto la proposta di Transazione Fiscale prevedente il pagamento del 100 % della sorte dei tributi entro 24 mesi dall’omologazione dell’Accordo di Ristrutturazione, maggiorati di interessi legali fino al saldo, nonché il pagamento del 26 % delle somme dovute a titolo di interessi e sanzioni collegati ai tributi certificati come dovuti dall’Agenzia delle Entrate, assistiti da interessi legali fino al saldo, entro il termine di 120 giorni dall’omologazione dell’Accordo medesimo.
La proposta prevedeva altresì l’accensione di ipoteca volontaria di secondo grado sull’immobile della società debitrice nonché il rilascio - da parte del terzo promittente acquirente dell’azienda sociale - di fideiussione bancaria dell’importo di 250.000 euro dovuto a saldo prezzo dalla cessionaria d’azienda e da corrispondersi entro un anno dalla stipulazione dell’atto definitivo di trasferimento dell’azienda). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Agenzia delle Entrate Rimini, 19 Giugno 2015.


Concordato preventivo – Falcidia IVA – Transazione fiscale – Risorse dell'Unione Europea – Fattibilità giuridica
Il diritto dell’imprenditore ad ottenere un concordato preventivo, volto ad evitare il fallimento, deve ragionevolmente contemperarsi con l’obbligo di riscossione dello Stato membro. In detto giudizio di comparazione degli opposti interessi, le esigenze economiche e finanziarie dell'Unione Europea vanno ritenute senz’altro prevalenti rispetto all’interesse del ceto creditorio di vedere ammesso un concordato con apporto di nuove finanze, anche proveniente da terzi, o all’interesse dell’imprenditore  di evitare la declaratoria di fallimento.

Sulle predette esigenze può prevalere solo un diritto fondamentale dell’individuo, e tale non è il diritto di cui agli artt. 160 e ss. L. Fall., poiché in capo all'imprenditore non è possibile configurare un diritto di evitare il fallimento come esplicazione della libertà d’impresa. Né, riguardo ai creditori, le ragioni di stretta convenienza economica, come il pagamento inferiore ma certo in caso di concordato con apporto di finanza terza, a fronte di un pagamento incerto in caso di fallimento, possono prevalere sulle predette ragioni comunitarie. (Edoardo Postacchini) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 01 Giugno 2015.


Concordato preventivo – Crediti per IVA e per ritenute d'acconto operate e non versate – Falcidia – Ammissibilità
Sulla base di quanto ha statuito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la recentissima sentenza ECLI:EU:C:2016:206 del 7 aprile 2016 non è incompatibile con l'ordinamento italiano una falcidia dell'IVA in sede concordataria ed a maggior ragione, lo stesso ragionamento deve valere per le "ritenute" citate nell'art. 182-ter, non avendo esse neppure quel rilievo Europeo che aveva portato la Cassazione a escludere la falcidiabilità concordataria dell'IVA. Da ciò consegue che la non falcidiabilità di IVA e ritenute deve essere confinata nell'ambito della transazione fiscale, e dunque la legittimità della falcidia in assenza di transazione fiscale che è solo facoltativa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Pagamento integrale di Iva e ritenute - Violazione - Questione attinente la fattibilità giuridica della proposta - Sindacato del tribunale - Sussistenza
La violazione della norma che prescrive il pagamento integrale dei crediti per iva e ritenute operate e non versate è questione che attiene non alla convenienza economica ma alla fattibilità giuridica della proposta di concordato e, come tale, rientra nel sindacato demandato al tribunale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 17 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Incapienza del patrimonio dell'impresa al pagamento dei creditori privilegiati di grado anteriore al 19º - Pagamento integrale di Iva e ritenute - Ricorso a finanza esterna
Nel concordato preventivo, allo scopo di non alterare l’ordine delle cause legittime di prelazione, il patrimonio dell'impresa, in ipotesi di incapienza al pagamento dei creditori privilegiati di grado anteriore al 19º, non può essere destinato al soddisfacimento integrale dei crediti per Iva e ritenute. La proposta potrà, pertanto, prevedere la falcidia dei creditori privilegiati ma per il pagamento dei crediti per Iva e ritenute dovrà far ricorso a finanza esterna. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22 Gennaio 2015.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva e per ritenute - Ratio della disposizione - Evitare nelle procedure concorsuali di natura negoziale la falcidia di crediti oggetto di appropriazione
L'estensione del divieto di falcidia al credito erariale relativo alle ritenute, operata dal d.l. 78/2010, convertito con legge n. 30/2010, benché non possa ricondursi al principio di indisponibilità del tributo in quanto risorsa dell'Unione Europea, è giustificato da evidenti ragioni di carattere sistematico e dalla lettura stessa della norma, la quale equipara il trattamento delle due tipologie di credito ed impedisce di considerare falcidiabile il solo credito per ritenute in assenza di transazione fiscale. La stessa Relazione ministeriale che ha accompagnato il d.l. 78/2010 sottolinea che l’equiparazione delle ritenute all’imposta sul valore aggiunto “trova il suo fondamento nel fatto che anche le ritenute operate dal sostituto d’imposta a titolo di acconto sono poi utilizzate in detrazione dal sostituito, in diminuzione del proprio debito tributario” e prosegue osservando che “anche le ritenute d’acconto sono somme di terzi, che il sostituto trattiene allo scopo di riversarle allo Stato. Le analogie con l’imposta sul valore aggiunto rendono irragionevole una disparità di trattamento” ed invero consentono d’individuare nell’attuale disposizione una nuova unitaria ratio nell’obiettivo del legislatore di non consentire, nelle procedure concorsuali connotate da elementi di negozialità e quindi affidate all’iniziativa del debitore, la falcidia per crediti erariali connotati dall’intervenuta appropriazione da parte dello stesso di somme da questi raccolte per essere riversate all’Erario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 27 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti per Iva e ritenute in assenza di transazione fiscale - Diversità di trattamento rispetto all'esecuzione fallimentare, a quella individuale ed al concordato preventivo - Giustificazione
In tema di falcidia dei crediti per Iva e ritenute nell'ambito del concordato preventivo senza transazione fiscale, la diversità di trattamento di detti crediti rispetto all'esecuzione fallimentare ed a quella individuale trova giustificazione nel fatto che in queste ipotesi si è in presenza di un'esecuzione di natura coattiva, imposta al debitore, il quale risponde nei limiti di capienza del proprio patrimonio, mentre nel concordato preventivo si è in presenza di una procedura esecutiva preventiva su base negoziale ove l'imprenditore può accedere alla soluzione di composizione della crisi soltanto nell'ipotesi in cui, per determinati crediti, sia garantito l'integrale soddisfacimento. Nel concordato fallimentare, nell'ambito del quale la falcidia dei crediti è consentita e dove pure si ha una forma di composizione negoziale della crisi, la situazione non è perfettamente equiparabile a quella del concordato preventivo, in quanto, nonostante le innegabili analogie tra le due procedure - soprattutto dopo i recenti interventi legislativi del 2006 e del 2007 che ne hanno accentuato il carattere privatistico -, permangono significative differenze. Il concordato fallimentare, infatti, si inserisce in una procedura fallimentare già in atto ed è un modo alternativo di chiusura del fallimento, mentre il concordato preventivo persegue la finalità di evitarlo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 20 Novembre 2014.


Transazione fiscale - Proposta di transazione fiscale con pagamento del credito IVA in misura inferiore all’importo indicato dall’Agenzia delle Entrate - Inammisibilità
È inammissibile il concordato preventivo che preveda una proposta di transazione fiscale con pagamento del credito IVA in misura inferiore all’importo indicato dall’Agenzia delle Entrate, anche in pendenza di contestazione della pretesa innanzi al Giudice Tributario; difatti, il credito erariale è autodeterminato, caratterizzato da presunzione di veridicità, munito di autotutela esecutiva e l’impugnazione degli atti dell’Amministrazione Finanziaria non rende l’ammontare della pretesa disponibile, né consente un accordo sulla sua determinazione nell’ambito della procedura concordataria. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 03 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia di Iva e ritenute - Adeguamento alla linea interpretativa della Corte di cassazione - Necessità
Allo scopo di adeguarsi alla linea interpretativa della Corte di cassazione, va ribadito il principio per cui la domanda di concordato preventivo non può contenere alcuna falcidia concordataria dei crediti dell’erario per Iva e ritenute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 30 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità in assenza di transazione fiscale - Questione pregiudiziale sottoposta alla decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea
Se i principi e le norme contenuti nell'art. 4 paragrafo 3° del TUE e nella direttiva 2006/112/CE del Consiglio, così come già interpretati nelle sentenze della Corte di Giustizia 17.8.2008, in causa C-132/06, 11.12.2008 in causa n° C-174/07 e 29.3.2012 in causa C-500/10, debbano essere altresì interpretati nel senso di rendere incompatibile una norma interna (e, quindi, per quanto riguarda il caso qui in decisione un'interpretazione degli artt. 162 e 182ter legge fall.) tale per cui sia ammissibile una proposta di concordato preventivo che preveda, con la liquidazione del patrimonio del debitore, il pagamento soltanto parziale del credito dello Stato relativo all'IVA qualora non venga utilizzato lo strumento della transazione fiscale e non sia prevedibile per quel credito — sulla base dell'accertamento di un esperto indipendente e all'esito del controllo formale del Tribunale — un pagamento maggiore in caso di liquidazione fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 30 Ottobre 2014.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Voto negativo delle Agenzie fiscali – Voto positivo della maggioranza dei creditori in sede di adunanza – Perfezionamento della transazione fiscale – Esclusione – Allocazione del credito fiscale a carico della massa altrimenti destinata ai creditori chirografari – Affermazione
Con riferimento alla falcidia del credito erariale, prospettata entro il piano e la proposta concordatari quale conseguenza di una proposta di transazione fiscale, là dove il credito troverebbe capienza nella liquidazione del patrimonio sociale, il voto favorevole dei creditori chirografari, in sede di adunanza, non potrebbe superare il voto negativo espresso dall'erario quanto al perfezionamento della transazione fiscale medesima, sì che dall'eventuale voto negativo discenderà la revisione al ribasso della percentuale offerta ai creditori chirografari. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Ottobre 2014.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Accettazione da parte delle Agenzie fiscali – Condizione dell'ammissibilità della proposta di concordato che preveda la faldicia del credito erariale – Esclusione – Necessità per le Agenzie fiscali di dare l'assenso entro l'adunanza dei creditori e non oltre la stessa – Affermazione
Con riferimento alla falcidia del debito erariale che troverebbe capienza nella liquidazione del patrimonio sociale, l'esito della transazione fiscale non può condizionare l'ammissibilità del piano e della proposta concordatari, atteso che il creditore Stato può dare il suo assenso alla transazione fino all'adunanza dei creditori. Tuttavia, proprio perché l'assenso o il diniego del creditore Stato condiziona il trattamento dei chirografi, la decisione al riguardo dev'essere manifestata entro l'adunanza dei creditori e non oltre tale data, dovendo gli altri creditori, nel momento in cui esprimono il loro voto (se del caso anche nei 20 giorni successivi all'adunanza), essere nella condizione di sapere se il credito erariale verrà pagato in misura falcidiata - e quindi residua per loro la soddisfazione prospettata - oppure in misura integrale, dovendo in tal caso essere rivista al ribasso, se non addirittura annullata, anche la soddisfazione dei chirografari. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità
La proposta concordataria che assegna al credito IVA e per ritenute un trattamento pari a quello previsto per i chirografari non può essere ritenuta ammissibile, in quanto si pone in netto contrasto con il disposto dell’art. 182 ter l. fall. quale norma inderogabile, che non permette la falcidia di tali crediti ma solo una dilazione del pagamento. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Inammissibilità - Natura sostanziale della norma
L’art. 182 ter l. fall., ove prevede che la proposta di concordato preventivo, quanto all’IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, ha natura sostanziale ed esclude la falcidia concordataria di detto credito speciale in qualsiasi forma di concordato, ancorchè proposto senza ricorrere all’istituto della transazione fiscale, attenendo allo statuto concorsuale del credito IVA. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito per Iva e ritenute -  Inammissibilità
A seguito dell’intervento legislativo attuato con legge n. 122 del 30 luglio 2010, la medesima disciplina valevole per il credito IVA deve ritenersi estesa anche alle ritenute operate e non versate, rinvenendosi la ratio di tale assimilazione non già nella natura del tributo quanto nel meccanismo della titolarità del rapporto d’imposta, che fa capo a soggetti diversi, rispetto ai quali l’imprenditore è mero sostituto d’imposta. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Pagamento integrale del credito Iva e ritenute - Falcidia degli altri crediti privilegiati di grado anteriore -  Inammissibilità
E’ comunque inammissibile la proposta di concordato che prevede il pagamento integrale del credito IVA e per ritenute e la contestuale falcidia degli altri crediti privilegiati di grado anteriore all’IVA - quali lavoratori dipendenti, professionisti, agenti, imprese artigiane e cooperative, nonché Istituti di previdenza -, ove quest’ultimi sarebbero soddisfatti integralmente in caso di liquidazione ordinaria. E’ evidente infatti che tale ripartizione dell’attivo viola i diritti dei creditori che godono di privilegio con grado anteriore rispetto al credito IVA e per ritenute, ogni qualvolta in caso di liquidazione il valore di presumibile realizzo dell’attivo garantirebbe il loro integrale soddisfo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Apporto di finanza esterna - Rispetto dell’ordine delle cause di prelazione e dei tempi di adempimento - Esclusione - Ragionevole durata della procedura
Nel concordato preventivo, l’apporto di finanza esterna non deve sottostare ai limiti operanti invece per le risorse appartenenti al patrimonio del debitore sia in relazione all’ordine delle cause di prelazione, sia in relazione ai tempi di adempimento, dovendosi comunque ritenere invalicabile il limite della ragionevole durata della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 07 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter codice civile - Mandato al liquidatore di nomina giudiziale per la vendita dei beni - Causa concreta del concordato - Compatibilità
Deve ritenersi compatibile con la causa concreta del concordato preventivo il vincolo di destinazione, operato ai sensi dell’articolo 2645 ter c.c. sul compendio immobiliare di proprietà di un soggetto terzo a favore dei creditori del concordato, il quale preveda un mandato al liquidatore di nomina giudiziale di provvedere alla vendita dei beni ed alla soddisfazione dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 07 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia dell’Iva - Ammissibilità in mancanza di transazione fiscale
Riguardando l'obbligatorietà del pagamento integrale dell'iva il concordato preventivo con transazione fiscale, qualora il debitore non ricorra a tale facoltà, rinunciando così ai relativi possibili benefici del consolidamento del debito fiscale e della cessazione delle liti tributarie, tale obbligatorietà non sussiste al verificarsi dei presupposti ed adempimenti di cui all'art. 160, comma 2, l.fall. Né incide sul punto il dettato di Corte Cost.225/14 statuente rispetto alla diversa ipotesi di c.p. con transazione fiscale. (Antonio Pezzano, Erika Volpini) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 25 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Deroga alla par condicio creditorum ed all’ordine delle cause legittime di prelazione - Finanza terza - Necessità
La deroga alla par condicio creditorum ed all’ordine delle cause legittime di prelazione è ammissibile soltanto quando il piano concordatario sottostante alla proposta sia imperniato, oltre che su una liquidazione dell’intero patrimonio del debitore (che si riveli incapiente con riferimento ai creditori privilegiati), anche sulla messa a disposizione dei creditori di risorse finanziarie esterne al patrimonio del debitore, risorse che in quanto tali possono essere allocate liberamente, senza quindi che sia obbligatorio garantire il soddisfacimento integrale e progressivo dei privilegiati generali prima dei chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 06 Agosto 2014.


Concordato preventivo - Stima del patrimonio ceduto i creditori - Destinazione dell’eccedenza a creditori diversi a quelli imposti dall’ordine delle cause di prelazione - Inammissibilità
L’indicazione di un valore di mercato attestato dal professionista non autorizza il debitore che cede ai creditori il proprio patrimonio a destinare eventuali risorse aggiuntive a creditori diversi da quelli che vanno soddisfatti prioritariamente, secondo l’ordine di cui agli articoli 2751 e seguenti c.c.; se, infatti, così non fosse, anche nelle proposte concordatarie che sono caratterizzate dalla previsione della cessione dei beni senza indicazione del soggetto acquirente (soggetto che deve quindi essere necessariamente individuato tramite una procedura competitiva attraverso i principi che governano le vendite in sede fallimentare), si finirebbe per qualificare come c.d. finanza nuova quella parte di prezzo integrante un quid pluris rispetto al valore stimato dall’attestatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 06 Agosto 2014.


Concordato preventivo - Trattamento dei crediti tributari - Accesso alla transazione fiscale - Necessità - Esclusione
Il trattamento dei crediti tributari nel concordato preventivo non richiede necessariamente l’utilizzo dell’istituto della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Falcidiabilità del credito Iva e per ritenute - Ammissibilità - Orientamento della Corte di cassazione - Critica
Non è condivisibile l’orientamento espresso dalla Corte di cassazione in ordine alla non falcidiabilità del credito Iva e per ritenute nell’ambito del concordato preventivo che non preveda l’utilizzo dell’istituto della transazione fiscale; il citato orientamento è infatti criticabile sotto diversi profili, tra i quali:
- in sede esecutiva individuale e concorsuale, nonché di concordato fallimentare, il credito Iva rimane soggetto alla graduazione dei privilegi di cui all’articolo 2778 c.c., collocandosi al 19º posto, e può essere soddisfatto solo se i creditori di rango poziore ottengono soddisfazione integrale; seguendo la linea tracciata dalla Cassazione, tale credito subirebbe un diverso trattamento in funzione del tipo di procedura, dando così luogo ad una ingiustificata disparità di trattamento tra debitori;
- la tesi della qualificazione della norma contenuta nell’articolo 182 ter L.F. come norma di carattere sostanziale ne dovrebbe comportare l’applicazione e l’operatività non solo in tutte le procedure concorsuali, ma anche in quelle esecutive individuali, con la conseguenza che l’estensione al concordato, oltre, quindi, l’ambito della transazione fiscale, della regola del trattamento del credito Iva operata dalle menzionate sentenze della Cassazione lascerebbe comunque impregiudicata la questione della disparità di trattamento del medesimo credito nelle procedure esecutive individuali;
- la tesi che si critica non può neppure trovare conforto nell’affermazione secondo la quale il regime comunitario dell’imposta sul valore aggiunto imporrebbe vincoli sovranazionali che impediscono la falcidia del tributo, in quanto la normativa comunitaria non contiene alcuna disposizione che imponga agli Stati membri un determinato trattamento del credito Iva o che ne impedisca il suo concorso con altri crediti di natura diversa o che precluda l’accettazione di transazioni del suddetto credito quale alternativa a soluzioni infruttuose. A tal proposito, non appare decisivo il richiamo ad alcuni precedenti della Corte di giustizia UE, in quanto oggetto di censura dei giudici comunitari è stata l’emissione di provvedimenti con cui lo Stato italiano aveva stabilito in via generale la rinuncia indiscriminata al recupero dell’imposta evasa nei confronti di tutti i debitori (sentenza 17 luglio 2008, causa n. C–132/06). Infatti, in merito alla previsione normativa della chiusura delle liti pendenti ultra decennali innanzi alle commissioni tributarie, la Corte di giustizia (sentenza 29 marzo 2012, C – 500/10) ha ritenuto la piena conformità ai principi comunitari. In tale contesto, la previsione che il credito Iva sia trattato come gli altri crediti privilegiati nell’ambito di una procedura concorsuale (quale il concordato preventivo) e debba, dunque, scontare gli eventuali limiti di incapienza del patrimonio del debitore non pare andare incontro ad alcuna violazione dei principi comunitari. Si consideri, del resto, che l’inderogabilità della disposizione si rivolge anche all’amministrazione che non potrà accettare transazioni fiscali che non prevedano l’integrale pagamento dell’Iva e delle ritenute non versate, ma ciò non significa che il pagamento parziale dell’Iva e delle ritenute non versate debba essere escluso in radice nel concordato preventivo, poiché, si è osservato, il soddisfacimento integrale dipende essenzialmente dall’entità del patrimonio del debitore;
- a conferma del carattere eccezionale della previsione di cui all’articolo 182 ter L.F. in tema di trattamento del credito Iva, vi è il chiaro tenore letterale della norma e l’inserimento della regola all’interno di un complesso iter procedimentale tutto imperniato sulla necessità di una specifica attivazione del proponente in ordine alla presentazione di una proposta di transazione con il fisco, mentre, dall’altro punto di vista, si osserva altresì che la facoltatività della transazione fiscale per il debitore proponente non comporta automaticamente l’esportabilità delle regole speciali inerenti al trattamento dei crediti fiscali e previdenziali ai casi di mancato utilizzo dell’istituto;
- la natura eccezionale della disposizione in questione è riconosciuta anche nelle sentenze della Cassazione n. 22931 e 22932 del 2011, laddove si afferma che “la disposizione che sostanzialmente esclude il credito Iva da quelli che possono formare oggetto di transazione, quanto meno in ordine all’ammontare del pagamento, è una disposizione eccezionale che, come si è osservato, attribuisce ai crediti in questione un trattamento peculiare è inderogabile”. Tuttavia, se la volontà del legislatore fosse stata quella di creare un trattamento “super privilegiato” per il credito Iva, allo scopo di assicurare l’uniformità del diritto comunitario, ben avrebbe potuto disporre una diversa collocazione nell’ordine dei privilegi. In realtà, l’inclusione della disposizione dell’articolo 182 ter L.F. ne evidenzia la diretta attinenza con l’istituto (ritenuto non obbligatorio) della transazione fiscale;
- depone a favore della falcidiabilità del credito Iva, l’intento, sottostante alla riforma del concordato preventivo e alla legge fallimentare in generale, di facilitare l’uscita dalla crisi dell’impresa attraverso il ricorso a procedure flessibili, non già di renderla più ardua, come avverrebbe accedendo all’interpretazione seguita dalla Corte di cassazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Falcidia del credito per Iva e ritenute - Inammissibilità
L’intangibilità dei crediti per Iva e per ritenute alla fonte di cui all’articolo 182 ter L.F. sussiste anche per le procedure alle quali non sia applicabile il decreto-legge n. 185 del 2008, il quale ha modificato l’articolo 182 ter, comma 1 L.F., in quanto la disposizione, che esclude la falcidia concordataria sul capitale dell’Iva, ha natura eccezionale e attribuisce al credito un trattamento peculiare ed inderogabile, con la conseguenza che tale norma, di portata sostanziale, si applica ad ogni forma di concordato, ancorché proposto senza ricorrere all’istituto della transazione fiscale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 10 Giugno 2014.


Transazione fiscale - Proposta di transazione fiscale con pagamento del credito IVA in misura inferiore all’importo indicato dall’Agenzia delle Entrate - Inammissibilità
È inammissibile il concordato preventivo che preveda una proposta di transazione fiscale con pagamento del credito IVA in misura inferiore all’importo indicato dall’Agenzia delle Entrate, anche in pendenza di contestazione della pretesa innanzi al Giudice Tributario; difatti, il credito erariale è autodeterminato, caratterizzato da presunzione di veridicità, munito di autotutela esecutiva e l’impugnazione degli atti dell’Amministrazione Finanziaria non rende l’ammontare della pretesa disponibile, né consente un accordo sulla sua determinazione nell’ambito della procedura concordataria. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 29 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Controllo di legittimità in tutte le fasi del concordato - Contenuto - Sindacato sulla fattibilità giuridica - compatibilità con le norme inderogabili - Attitudine del piano a realizzare la causa concreta del concordato
Nel concordato preventivo, il controllo di legittimità da parte del giudice, che deve svolgersi in tutte le fasi del concordato, non è limitato alla completezza, alla congruità logica ed alla coerenza complessiva della relazione del professionista, ma si estende alla fattibilità giuridica della proposta, la cui valutazione implica un giudizio in ordine alla sua compatibilità con le norme inderogabili e con la causa in concreto dell'accordo, il quale ha come finalità il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore, da un lato, e l'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro.(Redazione IL CASO.it - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2014, n. 9541.


Concordato preventivo – Falcidia dei crediti per Iva – Ammissibilità.
Il principio dell’intangibilità dell’imposta è operativo solo nell’ambito della transazione fiscale prevista dall’art. 182-ter l.f., allorché il debitore abbia deciso di avvalersene. In mancanza di ricorso alla transazione fiscale, è ammissibile la proposta che, nel rispetto del vincolo di cui all’art. 160 l.f., preveda la falcidia del credito I.V.A.. (Roberto Ranucci) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 23 Aprile 2014.


Concordato preventivo – Obbligo dell'integrale pagamento dell'Iva – Esclusione – Carattere procedimentale e natura eccezionale della norma di cui all'articolo 182 ter L.F..
L’art. 182-ter l.f. è norma procedimentale di natura eccezionale che deroga all’art. 160 l.f. Pertanto, il debitore che intende proporre una transazione fiscale nell’ambito del concordato preventivo deve pagare per intero l’I.V.A., seppur in modo dilazionato, e può pagare in misura inferiore tutti gli altri privilegi anche poziori, con ordine di privilegio più alto. Trattandosi di norma eccezionale, al di fuori dell’art. 182-ter l.f., trova applicazione il principio generale del rispetto dell’ordine di prelazione di cui all’art. 160, comma 2, l.f.. (Roberto Ranucci) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 23 Aprile 2014.


Concordato preventivo – Obbligo pagamento integrale iva anche al di fuori dell’ipotesi di transazione fiscale ex art. 182ter L.F. – Esclusione – Applicazione analogica – Inammissibilità.
Il divieto di falcidia del credito I.V.A. previsto dall’art. 182-ter l.f. rappresenta un limite imposto espressamente alla “proposta” di transazione fiscale; pertanto, non è possibile estendere il divieto anche al caso in cui il debitore non abbia inteso far ricorso a tale procedura in quanto non è consentita un’interpretazione estensiva dell’art. 182-ter l.f. sia per difetto della eadem ratio sia perché in contrasto con la lettera della legge. (Roberto Ranucci) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 23 Aprile 2014.


Reato ex articolo 10 bis d.lgs. 74/2000 - Concordato preventivo - Transazione fiscale che prevede l'integrale pagamento dell'Iva - Adesione dell'agenzia delle entrate - Fatto non costituente reato.
Deve essere assolto dal reato previsto dall'articolo 10 bis del decreto legislativo n. 74 del 2000, perché il fatto non costituisce reato, l'imprenditore che non sia in grado di rispettare il termine del pagamento dell'imposta a causa di uno stato di crisi e di illiquidità incolpevole talmente grave e che abbia presentato domanda di concordato preventivo con transazione fiscale, alla quale l'agenzia delle entrate abbia aderito, e che preveda il pagamento integrale, sia pure dilazionato, del debito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 31 Marzo 2014.


Concordato preventivo - Falcidia di tutti i crediti privilegiati - Ammissibilità - Falcidia del credito Iva in assenza di transazione fiscale - Ammissibilità.
Poiché il ricorso alla transazione fiscale da parte del debitore che propone il concordato preventivo ha natura facoltativa e l'articolo 160 ammette la possibilità di pagare soltanto in percentuale i crediti privilegiati di qualsiasi natura, il debitore che non ritenga conveniente l'utilizzo della transazione fiscale potrà sempre proporre il soddisfacimento parziale dei debiti tributari e contributivi incapienti. In tal caso, non troverà applicazione l'articolo 182 ter L.F., ma il principio generale di cui al citato articolo 160, il quale, in determinate condizioni, consente la falcidia in tutti i crediti privilegiati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ascoli Piceno, 14 Marzo 2014.


Concordato preventivo - Silenzio dell'Agenzia delle entrate in ordine all'approvazione della proposta concordataria - Voto favorevole - Accettazione delle dichiarazioni di debito contenute nella documentazione del proponente - Esclusione.
Nel concordato preventivo, il silenzio dell'Agenzia delle entrate in ordine alla proposta equivale ad un voto favorevole, così come previsto dall'articolo 178 L.F.; questo, tuttavia, non significa che tale silenzio comporti anche l'accettazione delle dichiarazioni di debito contenute nella documentazione del proponente, dichiarazioni che l'amministrazione finanziaria avrà comunque facoltà di contestare nelle sedi competenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 14 Febbraio 2014.


Transazione fiscale - Impugnazione avanti al giudice tributario - Ammissibilità.
Deve ritenersi ammissibile l'impugnazione avanti al giudice tributario del diniego opposto dall'amministrazione alla domanda di transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Milano, 14 Febbraio 2014.


Transazione fiscale - Compensazione tra debiti e crediti tributari - Ammissibilità.
In considerazione del principio generale dell'ordinamento tributario, secondo il quale l'obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione - seppure nei limiti previsti dalla legislazione tributaria - deve ritenersi ammissibile la compensazione tra crediti e debiti tributari nell'ambito della transazione fiscale prevista dall'articolo 182 ter L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Milano, 14 Febbraio 2014.


Trattamento crediti tributari e contributivi nel concordato in continuità – Moratoria dei crediti erariali e contributivi – Ammissibilità.
La disposizione dell’art. 182-ter in tema di transazione fiscale, nella parte in cui vieta che i crediti tributari o contributivi assistiti da privilegio subiscano un trattamento deteriore rispetto ai creditori che abbiano un privilegio inferiore o interessi economici omogenei, deve essere interpretato, nell’ipotesi di concordato in continuità - nel quale i creditori muniti di prelazione vanno pagati immediatamente salvo moratoria annuale - come riferita esclusivamente alle percentuali di soddisfazione e non ai tempi di pagamento, atteso che, diversamente opinando, verrebbe meno la facoltà per il proponente un concordato in continuità di dilazionare il pagamento di crediti erariali e contributivi, accedendo alla transazione fiscale, ogniqualvolta fra i creditori concorsuali vi siano privilegiati di rango inferiore. (Pasquale Russolillo) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 05 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Obbligo dell'integrale pagamento dell'Iva - Esclusione - Natura eccezionale della norma di cui all'articolo 182 ter L.F. - Norma di carattere sostanziale - Esclusione.
La disposizione contenuta nell'articolo 182 ter L.F., la quale prescrive l'obbligo dell'integrale pagamento dell'Iva è una norma eccezionale ma non sostanziale ed il suo ambito di applicazione è limitato all'Istituto della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 23 Dicembre 2013.


Nel concordato preventivo, il debito IVA deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, poiché la norma che lo stabilisce va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale.
Costituisce diritto vivente il principio (espresso da ultimo da Cass. civ., 16 maggio 2012, n. 7667; ma nello stesso senso anche da Cass. civ, 4 novembre 2011, n. 22931) secondo cui "In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, secondo l'istituto di cui all'art. 182 ter L.F., anche per le procedure cui non sia applicabile "ratione temporis" l'art. 32 del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2), che ha modificato il primo comma dell'art. 182 ter l.f., prevedendo espressamente che la proposta, quanto all'IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, sussiste l’intangibilità del predetto debito d'imposta. Le entrate derivanti dall'applicazione di un'aliquota uniforme, valida per tutti gli Stati membri, agli imponibili relativi a detto tributo, costituiscono, infatti, risorse proprie iscritte nel bilancio dell'Unione europea, con la conseguenza che il relativo credito, il quale attiene comunque a tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, non può essere oggetto di accordo per un pagamento parziale neppure ai sensi dell'art. 182 ter nella versione introdotta dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5." (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 Ottobre 2013.


Reato di omesso versamento dell'Iva - Concordato preventivo - Facoltà del debitore di prevedere il pagamento dell'Iva mediante transazione fiscale o la redazione del piano.
L'accesso alla procedura di concordato preventivo è atto di autonomia privata, d'iniziativa del debitore, che mira a sfociare nel cd. patto concordatario con i creditori. Si tratta, quindi, di una scelta tutta interna alla volontà del debitore, che, come tale, non può portare ad elidere gli obblighi giuridici, specie quelli aventi rilievo pubblicistico, quali l’obbligo del versamento dell'IVA, la cui omissione è sanzionata penalmente. Al debitore che chiede l’accesso alla procedura di concordato preventivo, sono, infatti, offerte varie soluzioni, quali la transazione fiscale o la redazione di un piano che, presentato tempestivamente ed in presenza di risorse che permettono il pagamento dei creditori di grado poziore, consenta il pagamento integrale dell’Iva. (La Corte di cassazione ha riformato la decisione con la quale il Tribunale di Napoli, ritenendo l’insussistenza del rato di omesso versamento dell’Iva per essere la società stata ammessa alla procedura di concordato preventivo in data antecedente alla scadenza del pagamento, ha annullato il decreto di sequestro preventivo per equivalente sui beni del legale rappresentante indagato per il reato di omesso versamento dell’iva cui all’art. 10 del d.lgs. n. 74 del 2000) (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Assenza di transazione fiscale - Ammissibilità.
Il divieto di falcidia del credito relativo all'Iva costituisce un limite imposto esclusivamente alla proposta di transazione fiscale, finalizzata a regolare in modo definitivo i rapporti con il fisco nell'ambito del concordato, onde evitare che i possibili mutamenti del carico fiscale possano compromettere l'esito della procedura; tale divieto non può, pertanto, essere esteso in via analogica alla disciplina generale del concordato di cui all'articolo 160 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 24 Ottobre 2013.


Credito Iva - Falcidia - Concordato privo di transazione fiscale - Ammissibilità.
Il trattamento dell'Iva e delle ritenute previdenziali contemplato nell’ambito della sola transazione fiscale trova giustificazione nello “scambio”, caratteristico dell'istituto in questione, tra erario (o enti previdenziali) e debitore proponente, laddove nell'ambito concordatario può, invece, ritenersi ammissibile la falcidia di detto credito al pari di tutti gli altri crediti muniti di privilegio generale, con l'unico limite sancito dall'articolo 160, comma 2, L.F., nel rispetto dell'ordine delle cause legittime di prelazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 22 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - In capienza dei creditori muniti di causa di prelazione - Falcidia del credito Iva - Legittimità.
La falcidia del credito Iva, degradato al chirografo per incapienza degli importi destinati a soddisfare i creditori muniti di una legittima causa di prelazione, non è di ostacolo all'omologa del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 12 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva - Previsione del primo comma dell'articolo 182 ter L.F. - Applicazione nell'ambito della transazione fiscale.
La previsione del primo comma dell'articolo 182 ter L.F. in ordine alla non falcidiabilità dell'imposta sul valore aggiunto è applicabile esclusivamente nel caso in cui l'imprenditore che propone un concordato preventivo intenda valersi dei vantaggi previsti dall'istituto della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 07 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti per Iva e ritenute - Inammissibilità - Deroga al sistema dell'ordine dei privilegi - Esclusione - Pagamento di Iva e ritenute quale pre-condizione all’ammissibilità del concordato.
La regola secondo la quale l’imprenditore che presenta un piano concordatario deve necessariamente prevedere l'integrale pagamento del credito erariale per Iva e ritenute operate e non versate, non pone alcuna deroga al sistema della graduazione ordinaria dell'ordine delle cause legittime di prelazione: la previsione del pagamento integrale obbligatorio non sottrae il credito erariale al regime della concorsualità, cioè all’ordine dei privilegi ed ai tempi dei pagamenti con i riparti ordinari, né introduce un'ipotesi di prededuzione (posto che manca una previsione normativa espressa che qualifichi il credito come tale), ma impone una sorta di precondizione all’ammissibilità del concordato, nel senso che occorre procedere all’attribuzione allo Stato delle risorse di sua esclusiva pertinenza per Iva e ritenute prima di poter accedere a qualsiasi ipotesi di accordo concorsuale con gli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02 Ottobre 2013.


Transazione fiscale - Interpretazione della norma che determina l'intangibilità del credito Iva - Portata sostanziale - Inderogabilità in ogni forma di concordato anche in assenza di transazione fiscale.
L'articolo 182 ter L.F., nella parte in cui prevede che la proposta relativa al credito Iva possa configurare solo la dilazione di pagamento, determina l'intangibilità di tale credito di imposta, in quanto la disposizione che ne esclude la falcidia concordataria ha natura eccezionale ed attribuisce al credito un trattamento peculiare ed inderogabile di portata sostanziale che si applica ad ogni forma di concordato, ancorché proposto senza ricorrere all'istituto della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13 Settembre 2013.


Transazione fiscale - Crediti per Iva e contributi previdenziali - Principio generale della falcidia dei crediti privilegiati - Debitore che non si avvalga della transazione fiscale.
Premesso che il ricorso alla transazione fiscale da parte del debitore è facoltativo e che l'articolo 160 L.F. ammette la possibilità di pagare soltanto in percentuale i crediti privilegiati di qualsiasi natura, il debitore che non ritenga conveniente l'utilizzo della transazione fiscale potrà sempre proporre il soddisfacimento parziale dei debiti tributari e contributivi incapienti. In tal caso, non troverà applicazione l'articolo 182 ter L.F. ma il principio generale di cui al citato articolo 160, il quale, in determinate condizioni, consente la falcidia di tutti i crediti privilegiati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 31 Luglio 2013.


Concordato preventivo – Falcidia dell’Iva – Divieto limitato alla transazione fiscale – Estensione analogica alla disciplina generale del concordato – Inammissibilità.
Il divieto di falcidia del credito per Iva costituisce un limite imposto esclusivamente alla proposta di transazione fiscale finalizzata a regolare in modo definitivo i rapporti per il fisco nell’ambito del concordato onde evitare che possibili mutamenti del carico fiscale possano compromettere l’esito della procedura; tale divieto e non può, pertanto, essere esteso in via analogica alla disciplina generale del concordato, posta dall’art. 160 l.f.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 27 Luglio 2013.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti Iva e per ritenute - Inammissibilità.
È inammissibile la proposta di concordato preventivo che prevede la falcidia del credito Iva e per ritenute in violazione dell'articolo 182 ter L.F., il quale esprime un principio di carattere generale e comunque applicabile ad ogni proposta concordataria con o senza transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 11 Giugno 2013.


Concordato preventivo – Obbligo di pagamento integrale del credito IVA e ritenute – Falcidia dei crediti IVA e ritenute – Indebita appropriazione da parte dell’imprenditore di risorse dell’erario – Art. 182 ter l. fall. – Art. 7 l. 27/01/2012 n. 3.
Il mancato pagamento dell’IVA o delle ritenute comporta un’indebita appropriazione da parte dell’imprenditore di risorse proprie dell’erario nel momento in cui le stesse, verificatosi il presupposto impositivo, avrebbero dovuto essere tempestivamente versate: in caso di domanda di concordato preventivo, ciò giustifica un trattamento differenziato del fisco rispetto agli altri creditori, in modo da metterlo a riparo dal rischio di insolvenza, non ritenendo meritevole di tutela l’imprenditore che, essendosi consapevolmente appropriato di somme che avrebbe dovuto versare come imposte erariali, intenda invece falcidiare detti crediti nella stessa misura in cui ciò sarebbe avvenuto secondo la disciplina di diritto comune. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 30 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo di pagamento integrale del credito IVA e ritenute – Falcidia dei crediti IVA e ritenute – Inammissibilità della proposta concordataria – Art. 182 ter l. fall. – Art. 7 l. 27/01/2012 n. 3.
Può affermarsi l’esistenza nel nostro ordinamento del principio secondo cui chi intende presentare un piano concordatario deve necessariamente prevedere l’integrale pagamento dei debiti erariali per IVA e ritenute operate e non versate, costituendo tale integrale pagamento condizione di ammissibilità della proposta concordataria, restando invece indifferente se a ciò si provveda con i beni facenti parte del patrimonio del debitore o con finanza esterna. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 30 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Concordato preventivo senza transazione fiscale – Pagamento integrale di iva e ritenute – Necessità – Esclusione.
La prescrizione del pagamento per intero di iva e ritenute previsto dall’art. 182 ter l.f. per il concordato preventivo con transazione fiscale non è applicabile al concordato preventivo senza transazione fiscale per ragioni letterali, sistematiche e costituzionali: da un lato, infatti, è regola non introdotta tra i requisiti generali del concordato preventivo ed eccezionale in quanto derogante alla regola cardine del rispetto dell’ordine dei privilegi e dall’altro lato la sua applicazione estensiva contrasterebbe con i principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza in quanto non prevista anche per il fallimento, per il concordato fallimentare e per le procedure esecutive individuali (eccezion fatta per quelle con ricorso all’istituto del sovra-indebitamento) ed in quanto renderebbe inammissibili tutti i concordati per i quali l’imprenditore non possiede moneta per il pagamento dei creditori privilegiati sino alla diciannovesima posizione dell’art. 2778 c.c.. (Francesca Goggiamani) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 29 Maggio 2013.


Concordato preventivo - Obbligo di pagamento integrale di Iva e ritenute - Incapienza del patrimonio del debitore - Inammissibilità del concordato.
La proposta di concordato preventivo deve necessariamente prevedere il pagamento integrale dei crediti relativi ad iva e ritenute e ciò anche quando nel patrimonio del debitore mancano i beni sui quali insiste il privilegio che li assiste. Da ciò consegue che qualora il patrimonio del debitore non permetta il pagamento di tali crediti, il concordato sarà possibile solo mediante l’apporto di beni di terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Maggio 2013.


Concordato preventivo - Pagamento integrale di Iva e ritenute - Conseguente obbligo di pagamento integrale dei crediti con privilegio potiore - Esclusione.
La norma che nel concordato preventivo impone il pagamento integrale di iva e ritenute anche quando nel patrimonio del debitore mancano i beni sui quali insiste il privilegio che assiste detti crediti non comporta che debbano essere pagati integralmente anche i crediti con privilegi di grado potiore, potendo per questi ultimi essere offerto il pagamento nei limiti di capienza del patrimonio mobiliare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo pagamento integrale iva anche al di fuori dell’ipotesi di transazione fiscale ex art. 182ter L.F. – Non sussistenza.
La previsione che il credito iva sia trattato come gli altri crediti privilegiati nell’ambito di una procedura esecutiva (quale il concordato preventivo) e debba, dunque, scontare gli eventuali limiti di incapienza del patrimonio del debitore non pare andare incontro ad alcuna violazione dei principi comunitari. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 07 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo pagamento integrale iva anche al di fuori dell’ipotesi di transazione fiscale ex art. 182ter L.F. – Non sussistenza.
Se la volontà del legislatore fosse stata quella di creare un trattamento “superprivilegiato” per il credito iva, per le menzionate esigenze comunitarie, ben avrebbe potuto disporne una diversa collocazione nell’ordine dei privilegi; la collocazione della disposizione all’interno dell’art. 182 ter L.F. ne evidenzia la diretta attinenza con l’istituto della transazione fiscale. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 07 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Obbligo pagamento integrale iva anche al di fuori dell’ipotesi di transazione fiscale ex art. 182ter L.F. – Non sussistenza.
L’intento sottostante alla riforma del concordato preventivo (e della legge fallimentare in generale) è nel senso di facilitare l’uscita dalla crisi imprenditoriale attraverso il ricorso alle procedure di concordato preventivo e non renderla più ardua (come sarebbe certamente accedendo all’interpretazione accreditata dalla Suprema Corte). (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 07 Maggio 2013.


Fallimento – Concordato preventivo – Debito per IVA – Obbligo di pagamento integrale – Sussistenza – Ordine pubblico economico internazionale – Transazione fiscale – Irrilevanza.
Il debito per IVA va sempre pagato per intero nel concordato preventivo, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, atteso che la norma che lo prevede va considerata di natura inderogabile, come è confermato dalla disciplina della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, e ciò anche con finanza di terzi, posto che il pagamento al 100% dell’IVA deve integrare una previsione del piano concordatario, restando perciò indifferente alla provenienza della finanza occorrente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Aprile 2013.


Concordato fallimentare - Transazione fiscale - Inapplicabilità.
Nell’ambito della disciplina del concordato fallimentare, non è previsto l’istituto della transazione fiscale di cui all’art. 182 ter L.F., con la conseguenza che l’unica norma di riferimento in relazione al trattamento da riservare ai creditori privilegiati rimane quella dell’art. 124, comma 3, L.F., il quale pone come limite esclusivo alla falcidia la soddisfazione in misura non inferiore, in ragione della collocazione preferenziale, a quella realizzabile in caso di liquidazione dei beni su cui sussiste la causa di prelazione. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 16 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Interpretazione del combinato disposto degli articoli 160 e 182 ter L.F. - Pagamento integrale dell'Iva - Violazione del principio costituzionale del buon andamento della P.A. - Disparità di trattamento della P.A. rispetto agli altri creditori - Questione di costituzionalità - Non manifesta infondatezza.
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 160 e 182 ter L.F., con riferimento all'articolo 97 della Costituzione, nella parte in cui, rendendo necessariamente inammissibile la proposta concordataria che non prevede il pagamento integrale dell'Iva, non consente alla Pubblica amministrazione di valutare in concreto la convenienza della proposta che prospetti un grado di soddisfazione del suo credito in misura pari al valore delle attività del proponente ed in misura superiore a quella derivante dalla liquidazione fallimentare, violando così il principio costituzionale del buon andamento della Pubblica amministrazione, il quale obbliga la stessa a seguire i criteri di economicità e di massimizzazione delle risorse, nonché in relazione all'articolo 3 della Costituzione, nella parte in cui non consente alla Pubblica amministrazione, contrariamente a quanto accade per tutti i creditori privilegiati, di accettare un pagamento inferiore al credito ma superiore a quello ricavabile dalla liquidazione del patrimonio del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10 Aprile 2013.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Automatc stay - Presenza di eventuali aspetti problematici contenuti nella proposta - Impedimento all'accoglimento della istanza di inibitoria - Esclusione.
La presenza di eventuali profili problematici contenuti della proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare non precludono l'accoglimento dell'istanza di inibitoria delle azioni cautelari o esecutive formulata ai sensi del sesto comma della citata norma, potendo tali aspetti essere emendati con la presentazione dell'accordo definitivo. (Nel caso di specie, la Corte d'appello ha accolto l'istanza di inibitoria in primo grado negata dal tribunale, il quale aveva ritenuto che la transazione fiscale inserita nell'accordo non potesse escludere i crediti oggetto di contenzioso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 08 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva e dei crediti previdenziali - Ammissibilità.
Nell'ambito del concordato preventivo, deve ritenersi ammissibile la falcidia del credito Iva e per ritenute previdenziali al pari di tutti gli altri crediti muniti di privilegio generale, con l'unico limite sancito dall'articolo 160, comma 2, legge fallimentare, ivi compreso quello del rispetto dell'ordine delle cause legittime di prelazione. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 29 Gennaio 2013.


Fallimento – Concordato preventivo – Debito per IVA – Obbligo di pagamento integrale – Sussistenza – Ordine pubblico economico internazionale – Transazione fiscale – Irrilevanza.
Il debito per IVA va sempre pagato per intero nel concordato preventivo, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, atteso che la norma che lo prevede va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale, come confermato dalla recentissima disciplina della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 27 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Integrale pagamento dell'Iva - Applicabilità della prescrizione alla sola transazione fiscale - Applicazione al concordato senza transazione fiscale - Esclusione.
Non è condivisibile l'opinione secondo la quale la regola della intangibilità dell'Iva, espressamente prevista per la proposta di concordato che si avvalga dell'istituto della transazione fiscale, sarebbe applicabile anche nel caso in cui la transazione fiscale non sia stata attivata. Detta interpretazione, se condivisa, porterebbe alla creazione di una norma sulla collocazione del credito destinata ad operare non solo nell'ambito del concordato preventivo ma anche nelle procedure esecutive individuali e comporterebbe, altresì, lo stravolgimento del fondamentale principio della inalterabilità dell'ordine delle cause di prelazione che regola e limita la libertà del proponente nel formulare la proposta di ristrutturazione dei debiti ed informazione delle classi di creditori. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 30 Giugno 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Divieto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione - Apporto del terzo - Esenzione dal divieto - Condizioni - Neutralità patrimoniale - Necessità.
Ai fini dell'ammissibilità della proposta di concordato preventivo, l'art. 160, secondo comma, legge fall. (nel testo sostituito dall'art. 2 del d.l. n. 35 del 2005, conv. in legge n. 80 del 2005) deve essere interpretato nel senso che l'apporto del terzo si sottrae al divieto di alterazione della graduazione dei crediti privilegiati solo allorché risulti neutrale rispetto allo stato patrimoniale della società debitrice, non comportando né un incremento dell'attivo, sul quale i crediti privilegiati dovrebbero in ogni caso essere collocati secondo il loro grado, né un aggravio del passivo della medesima, con il riconoscimento di ragioni di credito a favore del terzo, indipendentemente dalla circostanza che tale credito sia stato o no postergato. Cassazione civile, sez. I, 08 Giugno 2012, n. 9373.


Concordato preventivo - Falcidia dei creditori privilegiati - Condizioni - Credito dell'erario - Transazione fiscale - Necessità.
Nel concordato preventivo, la falcidia dei creditori privilegiati è ammessa a condizione che la misura del soddisfacimento proposto non sia inferiore a quella realizzabile sul ricavato dalla vendita dei beni sui quali il privilegio insiste e che il trattamento stabilito per ciascuna classe non abbia l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione. Pertanto, solo nel caso in cui, attraverso una perizia giurata del professionista abilitato, si attesti che il bene su cui insiste il privilegio non ha capienza tale da garantire il pagamento integrale dei creditori prelatizi, è possibile un loro soddisfacimento parziale, non inferiore al valore di realizzo del bene. Alla luce di questi principi, appare evidente che non è possibile destinare parte del ricavato dai beni sui quali grava il privilegio al pagamento dei creditori chirografari a meno che il creditore privilegiato sia rappresentato dall'erario che abbia prestato il consenso ad una transazione fiscale che preveda appunto la falcidia del proprio credito (fatta eccezione per l'Iva il cui pagamento può essere solo dilazionato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Febbraio 2012.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligatorietà - Esclusione.
Atteso che né dall'articolo 160, né dall‘articolo 182 ter l. fall., si desume la volontà legislativa di porre in dubbio il principio di indisponibilità della pretesa tributaria (certamente operante nel momento accertativo ed impositivo), né di porre una deroga della parità di trattamento dei creditori (oltre i limiti generali fatti propri dall‘articolo 2741 c.c.) pur in seno al momento prettamente satisfattivo e della riscossione, la transazione fiscale prevista dall'articolo 182 ter, l. fall. non è un procedimento obbligatorio. L'imprenditore che si trovi nelle condizioni previste dall'art. 160 può formulare pertanto una proposta di concordato preventivo che preveda il pagamento integrale ovvero la falcidia dei crediti tributari, anche senza seguire l'iter descritto dall'articolo 182 ter. Logico corollario è che in tale evenienza il debitore non perseguirà gli effetti del consolidamento del debito fiscale e della cessazione del contenzioso che la citata norma ricollega all'esito positivo della transazione fiscale, la quale deve perciò essere considerata come facoltativa per quel debitore che, per qualsiasi motivo, non avesse interesse a conseguire gli effetti anzidetti. (Ambrogio Colombo) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano , 31 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Pagamento integrale delle ritenute previdenziali operate e non versate - Necessità.
Nel concordato preventivo, devono considerarsi legittime, perché consentite dall’art. 182 ter,  comma 1, le clausole della proposta di concordato senza transazione che prevedono la rateazione dei crediti IVA e previdenziali; sono, invece, da reputarsi illegittime e tali da comportare l’inammissibilità della proposta quelle clausole che prevedono la falcidia di tali crediti non ammessa nemmeno nell’ambito della transazione. In tale evenienza, infatti, il piano contrasterebbe con il chiaro dettato di cui all’art. 182 ter l. fall. che esclude ab imis, finanche mediante transazione fiscale, la riduzione di tali peculiari crediti, ferma restando la natura eccezionale della disposizione (e la sua irrilevanza in ordine all’obbligo del rispetto delle cause legittime di prelazione). (Ambrogio Colombo) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano , 31 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Omessa previsione del pagamento integrale delle ritenute previdenziali operate e non versate - Inammissibile.
Laddove la proposta concordataria abbia previsto il pagamento solo parziale del debito per ritenute previdenziali operate e non versate va dichiarata inammissibile la domanda di concordato. (Ambrogio Colombo) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano, 31 Gennaio 2012.


Concordato preventivo - Transazione previdenziale - Inosservanza dei limiti fissati dal D.M. 4 agosto 2009 - Conseguenze.
Qualora la percentuale offerta agli enti previdenziali sia inferiore a quella indicata dal D.M. 4 agosto 2009, attuativo del D.L. N. 135 del 2008, il quale aveva modificato l'articolo 182 ter, legge fallimentare in relazione alla fissazione dei criteri e delle condizioni di accettazione da parte degli enti previdenziali degli accordi sui crediti contributivi, va rilevato che se da un lato il mancato rispetto dei limiti imposti dal citato decreto configura come legittimo il voto contrario al concordato dell'ente previdenziale, dall'altro lato, in osservanza dei principi espressi dalla sentenza della Corte di cassazione n. 2931 del 2011 in tema di transazione fiscale, il dissenso dell'ente previdenziale non impedisce comunque l'omologazione del concordato ove vengano comunque raggiunte le prescritte maggioranze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 22 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Omologazione - Transazione fiscale ex art. 182-ter legge fall. - Voto condizionato del fisco espresso nell'adunanza dei creditori - Voto favorevole successivo - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie
In tema di omologazione del concordato preventivo, proposto con transazione fiscale ai sensi dell'art. 182-ter legge fall., il fisco, che esprima, nell'adunanza dei creditori, un voto contrario (o, come nella specie, irritualmente espresso come condizionato e dunque ritenuto viziato dal tribunale) alla proposta di concordato, ben può in data successiva, ma anteriore al giudizio di omologazione, manifestare la propria adesione alla transazione fiscale stessa; ne consegue che l'omologazione del concordato, in assenza di opposizioni e alla luce del parere favorevole del commissario giudiziale, è subordinata solo alla verifica della regolarità della procedura e dell'esito della votazione. (Principio espresso dalla S.C. con riguardo a fattispecie in cui la maggioranza di capitale dei creditori, pur detraendo l'originario voto del fisco, già risultava in sede di adunanza e in cui l'adesione alla transazione fiscale da parte dell'Amministrazione finanziaria era sopraggiunta, sia pure successivamente all'adunanza dei creditori). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Ottobre 2011, n. 21659.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligatorietà - Esclusione.
Nell'ambito del concordato preventivo, la falcidia del credito fiscale può aver luogo anche in presenza di voto contrario dell'amministrazione finanziaria. A tale conclusione è possibile pervenire in forza della disposizione contenuta nell'articolo 184, legge fallimentare, la quale, enunciando gli effetti del concordato, sancisce che "il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori al decreto di apertura della procedura". La tassatività di tale disposizione porta, infatti, a ritenere che l'assetto dei crediti che emerge dalla proposta omologata obbliga tutti i creditori indipendentemente non solo dal loro voto favorevole o contrario ma dalla loro stessa partecipazione al procedimento. Deve quindi escludersi l'esistenza di un particolare statuto per il fisco, posto che una eventuale eccezione al suddetto principio sarebbe stata espressamente contenuta nella disposizione che regola questa materia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Concordato preventivo - Pagamento integrale dell'Iva - Necessità.
La norma che prescrive l'integrale pagamento (anche se dilazionato) dell'Iva non è una norma processuale, legata allo specifico procedimento di transazione fiscale, ma una norma sostanziale relativa al trattamento dei crediti nell'ambito dell'esecuzione concorsuale, dettata da motivazioni che attengono alla peculiarità del credito e che prescindono dalle modalità con cui si svolge la procedura di crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Concordato preventivo - Necessario pagamento integrale dell'Iva - Pagamento integrale dei creditori privilegiati con grado anteriore - Esclusione.
La necessità che la proposta di concordato preventivo preveda l'integrale pagamento dell'Iva non comporta necessariamente anche l'integrale pagamento di tutti i crediti privilegiati con grado anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Concordato preventivo - Pagamento dell'Iva - Ricorso avverso la pretesa del fisco - Ammissibilità - Obbligo di pagamento dell'imposta definitivamente accertata.
L'obbligo, nell'ambito del concordato preventivo, dell'integrale pagamento dell'Iva non comporta di per sé l'accettazione della pretesa fiscale, in quanto nel concordato senza transazione fiscale il contribuente ha facoltà di opporsi a detta pretesa, con la conseguenza che l'obbligo di pagamento riguarda esclusivamente l'imposta definitivamente accertata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Concordato preventivo – Falcidia del credito privilegiato dell’ Erario – Transazione fiscale – Necessità – Esclusione.
Nel concordato preventivo in caso di soddisfazione parziale del credito privilegiato dell’Erario non è necessario proporre  la transazione fiscale. (Massimo Gaballo) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 10 Febbraio 2011.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Mancato assenso della amministrazione finanziaria - Irrilevanza - Vincolo dell'amministrazione alla transazione non assentita - Esclusione.
Il mancato assenso alla transazione fiscale da parte dell'ente preposto non impedisce l'omologa del concordato preventivo, posto che nell'ambito del concordato la transazione in questione è un'opzione meramente facoltativa per il debitore, così che il piano concordatario potrebbe imporre la falcidia dei crediti tributari anche in assenza dell'accesso al procedimento di cui all'articolo 182 ter, legge fallimentare. Il mancato voto (o il voto contrario) dell'amministrazione finanziaria non condiziona quindi l'approvazione del concordato qualora vengano raggiunte le maggioranze previste dall'articolo 177, legge fallimentare, fermo restando che l'amministrazione finanziaria non potrà mai ritenersi vincolata al contenuto di una transazione che non abbia assentito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21 Gennaio 2011.


Transazione fiscale non accettata, approvazione del concordato e accantonamento della somma offerta all'amministrazione tributaria.
La mancata approvazione da parte dell'amministrazione tributaria della transazione fiscale, se da un lato non impedisce l'approvazione del concordato preventivo ove vengano comunque raggiunte le maggioranze previste dall'articolo 177, legge fallimentare, per altro verso non consente di far luogo al pagamento della somma offerta all'amministrazione, somma che, stante il mancato consolidamento del debito fiscale, dovrà, invece, essere accantonata sino alla definizione del contenzioso tributario. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 19 Gennaio 2011.


Concordato preventivo - Riduzione del credito fiscale - Transazione fiscale - Non necessità.
Il piano di concordato preventivo è ammissibile anche se prevede la riduzione del credito fiscale in assenza di transazione fiscale. (Giorgio Jachia) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 09 Novembre 2010.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Carattere Facoltativo – Libertà per il debitore – Debiti maturati nei confronti del fisco. (27/07/2010)
L’art. 146 del d.lvo 5/06, introducendo l'istituto della transazione fiscale, ne ha evidenziato il carattere meramente facoltativo e discrezionale per il debitore, il quale "può proporre" la dilazione del pagamento, ovvero il pagamento parziale dei tributi aventi natura tanto chirografaria quanto privilegiata, senza peraltro venire escluso (pur in presenza di debiti tributari) dalla possibilità di adire al concordato senza formulare alcuna proposta di tal genere; con il che, i debiti maturati nei confronti del fisco usufruiranno, secondo il loro rango, della sorte comune a tutti gli altri debiti oggetto di concordato. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 23 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Indisponibilità della pretesa  tributaria – Esclusione nell’ambito della procedura concordataria. (27/07/2010)
Né dall'articolo 160 né dall‘articolo 182 ter, si desume la volontà legislativa di porre il principio di indisponibilità della pretesa tributaria (certamente operante nel momento accertativo ed impositivo), non soltanto a fondamento di una deroga della parità di trattamento dei creditori (oltre i limiti generali fatti propri dall‘articolo 2741 codice civile), ma nemmeno alla base del momento prettamente satisfattivo e della riscossione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 23 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione Fiscale –  Esclusione dell’effetto condizionante della transazione fiscale –  Possibilità di prevedere il pagamento non integrale di dei tributi. (27/07/2010)
Se è vero che non mancano tributi (in quanto costituenti risorse proprie dell‘Unione Europea: imposte doganali ed lva) per i quali è la legge stessa a stabilire espressamente la necessità di pagamento integrale, e per i quali è fatta salva unicamente la possibilità di proporre una transazione dilatoria (v. art.182 ter, come mod. dall’art. 32 V comma d.l. 185/08, conv.con I.2/09), altrettanto evidente è che tale argomento finisce con il provare ‘contro’ la tesi dell’effetto condizionante della transazione fiscale (intesa quale istituto ‘autonomo’ e non ‘subprocedimentale’). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 23 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Approvazione della proposta di transazione fiscale – Efficacia – Consolidamento della posizione fiscale del debitore. (27/07/2010)
L’approvazione della proposta di transazione fiscale ha sì effetto condizionante, ma non dell’esito del concordato preventivo, bensì del conseguimento da parte del debitore di quegli effetti, già definiti ‘tipici” ed ‘ulteriori’ insiti, in una parola, nel ‘consolidamento’ della sua posizione fiscale con riguardo tanto ai tributi già iscritti a ruolo, quanto a quelli ancora in corso di determinazione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 23 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Crediti erariali e previdenziali – Applicazione delle norme sulla transazione fiscale – Necessità. (22/06/2010)
Qualora la proposta di concordato preventivo riguardi anche crediti (e relativi accessori) relativi a tributi amministrati dalle agenzie fiscali o a contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, per tali crediti dovranno trovare applicazione anche le disposizioni contenute nell’art. 182 ter, legge fallimentare, nonché, per quanto riguarda i crediti contributivi, quelle di cui al D.M. 4 agosto 2009; ne consegue che la transazione fiscale deve essere considerata parte integrante ed indefettibile, a pena di inammissibilità, della proposta di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Riduzione e rateazione dei crediti erariali e previdenziali – Ammissibilità – Rateazione degli altri crediti privilegiati – Esclusione. (22/06/2010)
Mentre sono legittime, perché consentite dall’art. 182 ter, le clausole della proposta di concordato che prevedono la riduzione o la rateazione dei crediti tributari e previdenziali a prescindere dalla quantificazione della soddisfazione realizzabile sul ricavato in caso di liquidazione sulla base di relazione giurata (art. 160, comma 2, legge fallimentare), sono, invece, da reputarsi illegittime e tali da comportare l’inammissibilità della proposta quelle clausole che prevedono una dilazione di pagamento degli altri creditori privilegiati (banche e fornitori), posto che i creditori muniti di cause legittime di prelazione hanno sempre diritto al pagamento immediato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Obbligatorietà – Esclusione – Falcidia dei crediti tributari – Ammissibilità. (27/07/2010)
La transazione fiscale prevista dall'articolo 182 ter, legge fallimentare non è un procedimento obbligatorio, nel senso che l'imprenditore che si trovi nelle condizioni previste dall'articolo 160 può formulare una proposta di concordato preventivo che preveda il pagamento integrale ovvero la falcidia dei crediti tributari, anche senza seguire l'iter descritto dall'articolo 182 ter e dunque senza perseguire gli effetti di consolidamento del debito fiscale e della cessazione del contenzioso che la citata norma ricollega all'esito positivo della transazione fiscale, la quale deve perciò essere considerata come facoltativa per quel debitore che, per qualsiasi motivo, non avesse interesse a conseguire gli effetti anzidetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 13 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Voto dell’Erario – Presentazione della transazione fiscale – Necessità – Pagamento integrale dell’IVA – Obbligatorietà.
Nell’ambito del concordato preventivo, la presentazione dell’istanza di transazione fiscale è indispensabile perché l’Erario possa partecipare al meccanismo del voto accettando una falcidia del proprio credito, fermo restando l’obbligo del pagamento integrale del credito relativo all’IVA. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 23 Dicembre 2009.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Natura facoltativa dell’istituto – Finalità.
La transazione fiscale non è un procedimento cui si debba necessariamente ricorrere per la presentazione di una proposta di concordato preventivo che comprenda crediti fiscali, bensì una procedura a carattere facoltativo della quale il debitore si può avvalere al fine di rendere incontestabili i crediti in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 19 Dicembre 2009.


Concordato preventivo – Trattamento dei crediti fiscali previdenziali e assistenziali previsto dall’art. 182 ter l.f. – Natura imperativa della disciplina – Sussistenza.
L’articolo 182 ter legge fallimentare fissa le regole imperative (costituenti altrettanti presupposti di ammissibilità della procedura) del trattamento dei crediti fiscali, previdenziali ed assistenziali negli accordi di ristrutturazione dei debiti e nei concordati, stabilendo le condizioni che possono essere offerte per detti crediti, la procedura di transazione da seguire per raggiungere il previo accordo su tale trattamento nonché la regola fondamentale e finale secondo la quale, all’esito della transazione fiscale (e contributiva), il creditore fa valere in concordato le proprie determinazioni tramite l’esercizio del voto, di modo che la transazione si pone come momento procedurale costitutivo della più ampia procedura di concordato. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Dicembre 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Trattamento dei crediti fiscali previdenziali e assistenziali – Presupposto di ammissibilità della proposta – Discrezionalità della p.a. – Limiti.
Il primo comma dell’art. 182 ter legge fallimentare, in tema di condizioni dell’offerta concordataria, stabilisce i limiti di autonomia negoziale con riguardo al trattamento del credito fiscale, previdenziale e assistenziale, limiti che concernono sia l’offerta concordataria, sia lo spazio determinativo della p.a., la quale mai potrebbe acconsentire a proposte irrispettose dei limiti conformativi di tali crediti (in applicazione di questo principio, il Tribunale ha ritenuto inammissibile una proposta concordataria che prevedeva il pagamento in misura percentuale del credito IVA laddove esso può essere assoggettato esclusivamente a dilazione). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Dicembre 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Disciplina del credito Iva – Pagamento integrale – Natura eccezionale della norma – Obbligo di pagamento integrale dei creditori con privilegio poziore – Insussistenza – Eccezione di incostituzionalità – Manifesta infondatezza.
La regola contenuta nell’art. 182 ter legge fallimentare che impone il pagamento integrale del credito IVA ha natura eccezionale, per cui la sua applicazione non comporta necessariamente che la proposta di concordato preveda il pagamento integrale di tutti gli altri crediti assistiti da privilegio poziore. E’ quindi manifestamente infondata l’eccezione di incostituzionalità dell’art. 182 ter legge fallimentare concernente la disciplina del credito IVA, sollevata in relazione agli artt. 3 e 97 Costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Dicembre 2009, n. 0.


Fallimento – Rapporti pendenti – Transazione fiscale – Rapporto eseguito dal creditore – Applicazione della disciplina di cui all’art. 72 legge fallim. – Esclusione.
La transazione fiscale conclusa prima della dichiarazione di fallimento, con la quale l’ente titolare del credito ha acconsentito alla riduzione dello stesso ed al suo pagamento rateale, è un rapporto compiutamente eseguito ex latere creditoris e non rientra, pertanto, tra i rapporti pendenti regolati dall’art. 72 legge fallim., i quali presuppongono la mancata esecuzione da parte di entrambi i contraenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 02 Luglio 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Obbligo di provvedere all’iter previsto dall’art. 182 ter legge fall. – Insussistenza.
La proposta di concordato preventivo può prevedere la falcidia dei crediti tributari anche nel caso in cui il proponente non percorra l’iter previsto dall’art. 182 ter legge fall. e dunque non persegua gli effetti del consolidamento del debito fiscale e della cessazione del contenzioso, effetti che la citata norma ricollega all’esito positivo della transazione fiscale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 02 Luglio 2009.


Transazione fiscale – Nuove disposizioni normative – Trattamento del credito IVA e degli accessori – Regime transitorio – Credito tributario chirografario e classi di creditori.
L’Agenzia delle Entrate conferma che anche nell’ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti la proposta di transazione fiscale può prevedere il pagamento parziale o anche dilazionato del credito tributario (cfr. circolare 40/E/2008).
Quanto all’IVA, in seguito alle modifiche da ultimo apportate all’art. 182 ter legge fallimentare, in vigore dal 29 novembre 2008, l’Agenzia delle Entrate precisa che:
- Non è ammessa la falcidia del credito tributario relativo all’IVA;
- E’ ammessa la proposta di pagamento dilazionato dell’IVA;
- E’ammessa la falcidia degli accessori (sanzioni ed interessi) dell’IVA;
- Nella certificazione di cui al secondo comma dell’art. 182 ter legge fallimentare, gli Uffici territoriali debbono comunque indicare il debito tributario relativo all’IVA.
Con riferimento al regime transitorio, ovvero alle procedure pendenti alla data del 29 novembre 2008, l’Agenzia specifica che anche nell’ambito delle procedure di concordato preventivo a tale data pendenti è possibile prospettare il pagamento dilazionato dell’IVA purchè a tal fine venga formulata nuova proposta di transazione fiscale prima dell’inizio delle operazioni di voto (art. 175 legge fallimentare).
Le medesime considerazioni valgono con riferimento al regime transitorio applicabile agli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis legge fallimentare.
Quanto alle modifiche apportate dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, di conversione del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, l’Agenzia precisa che, in sede di valutazione dei requisiti formali e sostanziali della transazione, nel caso in cui venga proposta la suddivisione in classi dei creditori chirografari, l’Ufficio deve riscontrare che il trattamento del credito tributario chirografario non sia diverso da quello previsto per i creditori chirografari ai quali sia riservato il trattamento più favorevole (ferme restando le indicazioni di cui alla circolare 40/E/2008).
Si rileva, infine, che l’estensione della transazione ai crediti contributivi richiede l’attivazione di procedure differenti, trattandosi di crediti facenti capo a diverse amministrazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Agenzia delle Entrate, 10 Aprile 2009, n. 14/E.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Riduzione della pretesa del fisco – Necessità – Esclusione – Consolidamento del debito e cessazione del contenzioso – Necessità.
La transazione fiscale non è obbligatoria al fine di ridurre la percentuale di soddisfazione del credito del fisco ed è necessaria solo nel caso in cui il debitore intenda avvalersi degli effetti tipici di tale istituto consistenti nella cessazione dei contenziosi e nella cristallizzazione delle posizioni fiscali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 07 Aprile 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Modifica dell’art. 182 ter di cui al d.l. 185/2008 – Divieto di transazione del credito IVA - Applicabilità ai procedimenti pendenti – Inizio delle operazioni di voto - Esclusione.
La modifica dell’art. 182 ter legge fallimentare di cui all’art. 32, comma 5, del d.l. 29 novembre 2008, n. 185, che esclude dalla transazione fiscale il credito iva, non è applicabile ai procedimenti per concordato preventivo iniziati prima dell’entrata in vigore della suddetta modifica legislativa, soprattutto ove abbia già avuto luogo l’adunanza dei creditori ed abbiano avuto inizio le operazioni di voto, termine ultimo, questo, entro il quale devono intervenire eventuali modifiche della proposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Febbraio 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Istituto distinto ed autonomo rispetto al concordato – Esclusione – Conseguenze.
L’istituto della transazione fiscale di cui all’art. 182 ter legge fall. non si configura come un accordo transattivo distinto ed autonomo rispetto al concordato preventivo, tale da conferire all’erario un potere di veto sulla proposta. La norma in questione si limita infatti a prevedere esclusivamente una disciplina procedurale per consentire l’espressione del proprio voto agli uffici fiscali, i quali, al pari degli altri creditori, sono soggetti e vincolati all’esito delle votazioni ed all’eventuale omologazione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Gennaio 2009, n. 0.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Termine di presentazione dell’istanza di transazione – Termine di trenta giorni per la liquidazione dei tributi – Mancato rispetto delle procedure – Inammissibilità della falcidia o della dilazione del debito tributario.
In tema di transazione fiscale di cui all’art. 182-ter legge fall., la locuzione «contestualmente al deposito presso il tribunale», contenuta nel secondo comma del citato articolo, non implica che la domanda di transazione debba necessariamente essere presentata all’Ufficio e all’Agente della riscossione lo stesso giorno in cui viene depositata presso il tribunale la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo. E’ tuttavia necessario che l’istante tenga conto del termine di trenta giorni entro il quale l’Ufficio dovrà provvedere alla liquidazione dei tributi ed a trasmettere al debitore la certificazione attestante l’entità del debito, posto che, in ogni caso, il mancato rispetto delle disposizioni disciplinanti la transazione fiscale, incluse le procedure individuate al secondo comma ridetto, comporta l’inammissibilità della falcidia o della proposta di dilazione di pagamento del debito tributario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Agenzia entrate, 05 Gennaio 2009.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Pagamento in percentuale dei crediti tributari privilegiati – Ammissibilità – Condizioni.
Nel concordato preventivo con transazione fiscale è ammissibile il pagamento percentuale dei crediti tributari privilegiati purchè vengano rispettate le regole dettate in generale per il trattamento di tutti i crediti prelatizi ed il pagamento, benché in percentuale, non sia inferiore alla soglia minima di soddisfazione costituita dal valore di liquidazione risultante dalla stima di un esperto e non alteri l’ordine legale delle cause di prelazione; tali condizioni valgono non solo quando il piano preveda la soddisfazione non integrale di crediti prelatizi diversi da quelli tributari, ma anche quando venga pianificata la soddisfazione non integrale di soli crediti tributari privilegiati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 02 Dicembre 2008.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Soggezione dell’Amministrazione finanziaria alla maggioranza dei creditori – Voto contrario – Irrilevanza – Effetti.
La transazione fiscale inserita in un piano di concordato preventivo è priva di autonoma rilevanza e la sorte dei crediti tributari privilegiati resta legata alla volontà della maggioranza dei creditori e prescinde dalla adesione dell’amministrazione finanziaria; in quest’ultima ipotesi, dalla omologazione del concordato potranno tuttavia discendere soltanto effetti remissori o dilatori e non il consolidamento del debito fiscale e la preclusione di nuovi accertamenti sui tributi oggetto di transazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 02 Dicembre 2008.


Transazione fiscale – Autonomia – Esclusione - Assoggettamento della posizione dell’erario alla votazione concordataria – Sussistenza.
La transazione fiscale costituisce una fase del concordato preventivo e l’accordo di identifica con lo stesso concordato; ne consegue che l’Agenzia delle entrate ed il concessionario resteranno soggetti  all’esito della votazione concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 08 Ottobre 2008, n. 0.


Transazione fiscale – IVA – Risorsa comunitaria - Esclusione - Rinuncia alla riscossione del singolo stato – Ammissibilità.
L’imposta sul valore aggiunto può essere oggetto di transazione fiscale in quanto la cd. Iva comunitaria non viene calcolata sull’imposta riscossa in ambito nazionale, di modo che la rinuncia alla riscossione di parte di essa si configura quale rinuncia propria dello Stato e non incide sul sistema di finanziamento comunitario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 08 Ottobre 2008, n. 0.


Transazione fiscale – Rispetto del grado di privilegio – Equiparazione di tutti i creditori con privilegio generale – Ordine dei privilegi – Irrilevanza.
Al fine di valutare l’ammissibilità della transazione fiscale di cui all’at. 182 ter legge fall., occorre tenere presente che il rispetto del grado del privilegio è questione diversa dal rispetto dell’ordine dei privilegi di cui agli artt. 2777 e 2778 cod. civ., con la conseguenza che i creditori che hanno privilegio generale sui beni mobili devono essere considerati di pari grado. Sarà quindi inammissibile la transazione fiscale che preveda per i crediti dell’erario con privilegio generali sui beni mobili un trattamento deteriore rispetto ai crediti di cui all’art. 2751 bis cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Luglio 2008, n. 0.


Transazione fiscale – Oggetto e limiti – IVA – Esclusione.
Non possono formare oggetto di transazione fiscale le somme dovute all’erario a titoli di IVA in quanto tale tributo costituisce risorsa propria dell’Unione Europea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Luglio 2008, n. 0.


Transazione fiscale –Imposta sul valore aggiunto – Ammissibilità.
L’imposta sul valore aggiunto (IVA) può essere oggetto di transazione fiscale in quanto tributo che non costituisce risorsa propria dell’Unione europea. Tribunale Milano, 16 Aprile 2008, n. 0.


Transazione fiscale ex art. 182 ter l. fall. – Natura di fase endoconcorsuale del procedimento di concordato – Rilevanza del voto contrario dell'Agenzia ai fini dell'approvazione del concordato – Pagamento percentuale dei crediti tributari privilegiati – Ammissibilità.
La transazione fiscale prevista dall'art. 182 ter l. fall. - che può prevedere il pagamento percentuale di crediti tributari privilegiati - non si configura come autonomo accordo ma costituisce una fase endoconcorsuale del procedimento di cui all'art. 160 l. fall. e si chiude con l'adesione o il diniego alla proposta di concordato mediante voto espresso all'adunanza dei creditori. Ne consegue che l'Agenzia delle Entrate ed il concessionario resteranno soggetti all'esito della votazione concordataria ancorchè contrastante con il proprio voto, poiché altrimenti non avrebbe senso prevedere la loro partecipazione alla delibera dei creditori ed all'eventuale procedimento di omologazione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Ottobre 2007.