Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-ter ∙ (Transazione fiscale)


Pagamento parziale di Iva e ritenute: rispetto dell'ordine della cause di prelazione
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Dopo la l. 11 dicembre 2016, n. 232
Falcidia Iva e ritenute
Proposta contestuale al deposito della domanda di concordatoPagamento dilazionato di crediti tributari e previdenzialiDegrado dei crediti privilegiatiRispetto ordine delle cause di prelazioneConfronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio


Pagamento parziale di Iva e ritenute: rispetto dell'ordine della cause di prelazione

Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate - Formazione delle classi - Falcidia di crediti con grado di privilegio anteriore ai tributi
Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi dell'art. 182-ter legge fall. - nel testo vigente prima della novella introdotta dalla L. 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 81, -, il proponente, fermo restando l'obbligo del pagamento integrale dell'IVA e delle ritenute non versate, ricorrendo i presupposti dell'art. 160, comma 2, legge fall., può inserire i restanti crediti in classi diverse, applicando una falcidia anche a quelli muniti di privilegio di grado anteriore rispetto ai suddetti tributi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Marzo 2018, n. 5906.


Concordato preventivo - Falcidia dell’Iva - Effetti della decisione CGUE del 7 aprile 2016 - Falcidia delle ritenute - Ammissibilità
Con la sentenza CGUE del 7 aprile 2016 (causa C-546/14) è venuto meno l’argomento principale posto a fondamento della sentenza della Cassazione 25 giugno 2014, n. 14447, la quale aveva affermato l’intangibilità dell’Iva sul presupposto che la stessa costituisse un tributo di interesse comunitario vincolato, con la conseguenza che nel concordato preventivo il divieto di falcidia dell’Iva rimane confinato nell’ambito della transazione fiscale.

Lo stesso ragionamento deve valere per le “ritenute” menzionate nell’articolo 182-ter legge fall. le quali, tra l’altro, non hanno nemmeno quel rilievo di carattere europeo che aveva portato la cassazione ad escludere la falcidia dell’Iva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Imposta sul valore aggiunto - IVA - Falcidia - Ammissibilità - Presupposti
L’articolo 4, paragrafo 3, TUE nonché gli articoli 2, 250, paragrafo 1, e 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, non ostano a una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, interpretata nel senso che un imprenditore in stato di insolvenza può presentare a un giudice una domanda di apertura di una procedura di concordato preventivo, al fine di saldare i propri debiti mediante la liquidazione del suo patrimonio, con la quale proponga di pagare solo parzialmente un debito dell’imposta sul valore aggiunto attestando, sulla base dell’accertamento di un esperto indipendente, che tale debito non riceverebbe un trattamento migliore nel caso di proprio fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 07 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Obbligatorietà dell'integrale pagamento dei crediti per Iva e ritenute - Conseguente necessità di pagamento integrale dei crediti di grado anteriore - Esclusione
In tema di concordato preventivo, l'obbligatorietà dell'integrale pagamento dei crediti relativi ad Iva e ritenute operate e non versate, dei quali la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione, non presuppone l'obbligo dell'integrale pagamento dei crediti privilegiati di grado anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 09 Febbraio 2016, n. 2560.


Concordato preventivo - Obbligo di integrale pagamento di Iva e ritenute - Norma eccezionale di carattere sostanziale - Incidenza sull'ordine delle cause di prelazione e sui criteri di formazione delle classi - Esclusione
L'obbligo di pagamento integrale dell'Iva e delle ritenute d'acconto operate e non versate costituisce norma eccezionale di carattere sostanziale dettata dall'articolo 182-ter legge fall. e, come tale, non comporta alcuna alterazione dell'ordine delle cause legittime di prelazione nè viene in rilievo per l'applicazione del principio che impone la formazione delle classi secondo posizione giuridiche ed interessi economici omogenei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 04 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Pagamento integrale dell'Iva - Alterazione dell'ordine delle cause legittime di prelazione - Esclusione - Necessità di ricorso a finanza esterna - Esclusione
Il pagamento integrale dell'IVA (cui è assimilabile quello delle ritenute) non comporta una "violazione del disposto dell'art. 160, comma 2, L.F. con riguardo al divieto di alterare, con la proposta di concordato, l'ordine delle cause legittime di prelazione (e quindi anche la graduazione dei privilegi prevista dalla legge). E’ proprio della norma eccezionale derogare, in casi determinati, ad un principio generale, posto che l'art. 182-ter L.F., attribuendo al credito IVA, nell'ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, un trattamento peculiare ed inderogabile dall'accordo delle parti, non produce per ciò solo l'effetto di incidere sul trattamento di tutti gli altri crediti (per i quali continua a valere l'ordine di graduazione), ma sul solo trattamento di quel credito, in quel particolare contesto procedurale (Cass. 25 giugno 2014, n. 14447); ne consegue che il pagamento del credito IVA, così come di quello derivante dal mancato versamento delle ritenute, non presuppone il ricorso a finanza esterna. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Genova, 28 Luglio 2015.


Concordato preventivo – Crediti per IVA e per ritenute d'acconto operate e non versate – Falcidia – Ammissibilità
Sulla base di quanto ha statuito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la recentissima sentenza ECLI:EU:C:2016:206 del 7 aprile 2016 non è incompatibile con l'ordinamento italiano una falcidia dell'IVA in sede concordataria ed a maggior ragione, lo stesso ragionamento deve valere per le "ritenute" citate nell'art. 182-ter, non avendo esse neppure quel rilievo Europeo che aveva portato la Cassazione a escludere la falcidiabilità concordataria dell'IVA. Da ciò consegue che la non falcidiabilità di IVA e ritenute deve essere confinata nell'ambito della transazione fiscale, e dunque la legittimità della falcidia in assenza di transazione fiscale che è solo facoltativa. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 13 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Incapienza del patrimonio dell'impresa al pagamento dei creditori privilegiati di grado anteriore al 19º - Pagamento integrale di Iva e ritenute - Ricorso a finanza esterna
Nel concordato preventivo, allo scopo di non alterare l’ordine delle cause legittime di prelazione, il patrimonio dell'impresa, in ipotesi di incapienza al pagamento dei creditori privilegiati di grado anteriore al 19º, non può essere destinato al soddisfacimento integrale dei crediti per Iva e ritenute. La proposta potrà, pertanto, prevedere la falcidia dei creditori privilegiati ma per il pagamento dei crediti per Iva e ritenute dovrà far ricorso a finanza esterna. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22 Gennaio 2015.


Concordato preventivo - Pagamento integrale del credito Iva e ritenute - Falcidia degli altri crediti privilegiati di grado anteriore -  Inammissibilità
E’ comunque inammissibile la proposta di concordato che prevede il pagamento integrale del credito IVA e per ritenute e la contestuale falcidia degli altri crediti privilegiati di grado anteriore all’IVA - quali lavoratori dipendenti, professionisti, agenti, imprese artigiane e cooperative, nonché Istituti di previdenza -, ove quest’ultimi sarebbero soddisfatti integralmente in caso di liquidazione ordinaria. E’ evidente infatti che tale ripartizione dell’attivo viola i diritti dei creditori che godono di privilegio con grado anteriore rispetto al credito IVA e per ritenute, ogni qualvolta in caso di liquidazione il valore di presumibile realizzo dell’attivo garantirebbe il loro integrale soddisfo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 08 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Falcidia dei crediti per Iva e ritenute - Inammissibilità - Deroga al sistema dell'ordine dei privilegi - Esclusione - Pagamento di Iva e ritenute quale pre-condizione all’ammissibilità del concordato.
La regola secondo la quale l’imprenditore che presenta un piano concordatario deve necessariamente prevedere l'integrale pagamento del credito erariale per Iva e ritenute operate e non versate, non pone alcuna deroga al sistema della graduazione ordinaria dell'ordine delle cause legittime di prelazione: la previsione del pagamento integrale obbligatorio non sottrae il credito erariale al regime della concorsualità, cioè all’ordine dei privilegi ed ai tempi dei pagamenti con i riparti ordinari, né introduce un'ipotesi di prededuzione (posto che manca una previsione normativa espressa che qualifichi il credito come tale), ma impone una sorta di precondizione all’ammissibilità del concordato, nel senso che occorre procedere all’attribuzione allo Stato delle risorse di sua esclusiva pertinenza per Iva e ritenute prima di poter accedere a qualsiasi ipotesi di accordo concorsuale con gli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Pagamento integrale di Iva e ritenute - Conseguente obbligo di pagamento integrale dei crediti con privilegio potiore - Esclusione.
La norma che nel concordato preventivo impone il pagamento integrale di iva e ritenute anche quando nel patrimonio del debitore mancano i beni sui quali insiste il privilegio che assiste detti crediti non comporta che debbano essere pagati integralmente anche i crediti con privilegi di grado potiore, potendo per questi ultimi essere offerto il pagamento nei limiti di capienza del patrimonio mobiliare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Maggio 2013.


Concordato preventivo - Falcidia del credito Iva e dei crediti previdenziali - Ammissibilità.
Nell'ambito del concordato preventivo, deve ritenersi ammissibile la falcidia del credito Iva e per ritenute previdenziali al pari di tutti gli altri crediti muniti di privilegio generale, con l'unico limite sancito dall'articolo 160, comma 2, legge fallimentare, ivi compreso quello del rispetto dell'ordine delle cause legittime di prelazione. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 29 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Falcidia dei creditori privilegiati - Condizioni - Credito dell'erario - Transazione fiscale - Necessità.
Nel concordato preventivo, la falcidia dei creditori privilegiati è ammessa a condizione che la misura del soddisfacimento proposto non sia inferiore a quella realizzabile sul ricavato dalla vendita dei beni sui quali il privilegio insiste e che il trattamento stabilito per ciascuna classe non abbia l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione. Pertanto, solo nel caso in cui, attraverso una perizia giurata del professionista abilitato, si attesti che il bene su cui insiste il privilegio non ha capienza tale da garantire il pagamento integrale dei creditori prelatizi, è possibile un loro soddisfacimento parziale, non inferiore al valore di realizzo del bene. Alla luce di questi principi, appare evidente che non è possibile destinare parte del ricavato dai beni sui quali grava il privilegio al pagamento dei creditori chirografari a meno che il creditore privilegiato sia rappresentato dall'erario che abbia prestato il consenso ad una transazione fiscale che preveda appunto la falcidia del proprio credito (fatta eccezione per l'Iva il cui pagamento può essere solo dilazionato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Febbraio 2012.


Concordato preventivo - Necessario pagamento integrale dell'Iva - Pagamento integrale dei creditori privilegiati con grado anteriore - Esclusione.
La necessità che la proposta di concordato preventivo preveda l'integrale pagamento dell'Iva non comporta necessariamente anche l'integrale pagamento di tutti i crediti privilegiati con grado anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Transazione fiscale – Rispetto del grado di privilegio – Equiparazione di tutti i creditori con privilegio generale – Ordine dei privilegi – Irrilevanza.
Al fine di valutare l’ammissibilità della transazione fiscale di cui all’at. 182 ter legge fall., occorre tenere presente che il rispetto del grado del privilegio è questione diversa dal rispetto dell’ordine dei privilegi di cui agli artt. 2777 e 2778 cod. civ., con la conseguenza che i creditori che hanno privilegio generale sui beni mobili devono essere considerati di pari grado. Sarà quindi inammissibile la transazione fiscale che preveda per i crediti dell’erario con privilegio generali sui beni mobili un trattamento deteriore rispetto ai crediti di cui all’art. 2751 bis cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Luglio 2008, n. 0.