Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-ter ∙ (Transazione fiscale)


Proposta contestuale al deposito della domanda di concordato
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Dopo la l. 11 dicembre 2016, n. 232
Falcidia Iva e ritenute
Proposta contestuale al deposito della domanda di concordatoPagamento dilazionato di crediti tributari e previdenzialiDegrado dei crediti privilegiatiRispetto ordine delle cause di prelazioneConfronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio


Proposta contestuale al deposito della domanda di concordato

Concordato preventivo – Proposta prevedente la sola dilazione del credito erariale – Transazione fiscale ex art. 182 ter l. fall. – Necessità – Deposito dell’istanza presso gli Enti e della domanda di concordato – Contestualità

Concordato preventivo – Continuità aziendale – Piano industriale – Arco temporale di durata – Termine triennale

A pena di inammissibilità della domanda, la proposta di accordo per il trattamento del debito fiscale e previdenziale ex art. 182 ter l. fall. deve essere depositata presso gli Enti contestualmente alla presentazione della domanda di concordato, anche quando essa prevede non già la falcidia ma il solo trattamento dilazionato del debito erariale.

Nell’ambito di un piano concordatario in continuità aziendale, è di tre anni l’arco temporale in cui può essere, in via ordinaria, attendibilmente valutato un piano industriale, termine oltre il quale ogni valutazione prognostica diviene fondata su mere ipotesi. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) (1)


(1) Circa il termine di durata ragionevole del piano, la S.C. è tornata recentemente con Cass. 28.10.2019 n. 27544, est. Didone, osservando che “è diffusa l'opinione, tra i giudici di merito, che la fase esecutiva di un concordato liquidatorio debba concludersi in un arco temporale non superiore al triennio mentre un concordato in continuità aziendale debba esaurirsi nell'ambito del quinquennio. Invero la normativa sulla responsabilità risarcitoria dello Stato per l'irragionevole durata del procedimento (cd. legge Pinto) prevede come termine ragionevole per l'esecuzione individuale quello dei tre anni e come termine ragionevole per la procedura fallimentare quello dei sei anni, tenendo, però, conto, quanto a quest'ultima tipologia, che la scienza aziendalistica ritiene sufficientemente attendibile un piano se formulato in vista di un orizzonte temporale non superiore a tre/cinque anni, così che un'attestazione di fattibilità di un piano di durata superiore non sarebbe idonea a supportare una domanda di concordato. Secondo la Suprema Corte, la procedura fallimentare, per rispettare i dettami dell'art. 2, comma 2, della I. 89/2001 ed i parametri sanciti dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, non dovrebbe superare i cinque anni nel caso di media complessità ed i sette anni in caso di notevole complessità, in tal senso Cass. n. 8468 del 2012 e Cass. n. 23982 del 2017”. (Astorre Mancini) Tribunale Rimini, 06 Febbraio 2020.


Trattamento dei crediti tributari e contributivi - Concordato liquidatorio - Pagamento dilazionato - È tale se previsto in epoca successiva all’omologazione del concordato - Conseguenze - Necessità di ricorrere al procedimento previsto dall’art. 182-ter  legge fallimentare - Concessione di un termine per il relativo adempimento - Ammissibilità
Anche nel caso di concordato liquidatorio, il pagamemto dei crediti tributari e previdenziali deve ritenersi dilazionato quando esso non è previsto subito dopo l’omologazione, ma al momento di ultimazione della liquidazione dei beni. In siffatta ipotesi, il proponente deve formulare la proposta di cui all’art. 182-ter l.fall.

Il tribunale, in sede di valutazione del piano, ove sussistono giustificati motivi, può concedere un termine per la formulazione della proposta di cui all’art. 182-ter, posto che la previsione che essa debba essere effettuata contestualmente al deposito del ricorso non è assistita da espressa sanzione di inammissibilità. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 16 Novembre 2017.