Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-ter ∙ (Transazione fiscale)


Regime transitorio
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Obbligatorietà della transazione fiscalePagamento parziale di Iva e ritenute: natura della disposizionePagamento parziale di Iva e ritenute: divietoPagamento parziale di Iva e ritenute: ammissibilità in assenza di transazione fiscalePagamento parziale di Iva e ritenute: rispetto dell'ordine della cause di prelazionePagamento parziale di Iva e ritenute: apporto di finanzaPagamento in misura inferiore all'importo indicato dall'Agenzia delle entrateVoto dell'Agenzia delle entrateAdesione alla transazione fiscale con stralcio di sanzioni e interessiAdesione alla transazione fiscale fino all'adunanza dei credioriImpugnazione del diniego di adesione alla transazione fiscaleTransazione fiscale, procedimentoRapporti pendentiConcordato con continuità aziendaleConcordato fallimentareAccordi di ristrutturazione dei debitiConsolidamento del debito fiscaleCessazione del contenziosoReato di omesso versamento dell'IvaRegime transitorioLegittimità costituzionale

Dopo la l. 11 dicembre 2016, n. 232
Falcidia Iva e ritenute
Proposta contestuale al deposito della domanda di concordatoPagamento dilazionato di crediti tributari e previdenzialiDegrado dei crediti privilegiatiRispetto ordine delle cause di prelazioneConfronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio


Regime transitorio

Concordato preventivo - Controllo di legittimità in tutte le fasi del concordato - Contenuto - Sindacato sulla fattibilità giuridica - compatibilità con le norme inderogabili - Attitudine del piano a realizzare la causa concreta del concordato
Nel concordato preventivo, il controllo di legittimità da parte del giudice, che deve svolgersi in tutte le fasi del concordato, non è limitato alla completezza, alla congruità logica ed alla coerenza complessiva della relazione del professionista, ma si estende alla fattibilità giuridica della proposta, la cui valutazione implica un giudizio in ordine alla sua compatibilità con le norme inderogabili e con la causa in concreto dell'accordo, il quale ha come finalità il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore, da un lato, e l'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro.(Redazione IL CASO.it - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2014, n. 9541.


Nel concordato preventivo, il debito IVA deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, poiché la norma che lo stabilisce va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale.
Costituisce diritto vivente il principio (espresso da ultimo da Cass. civ., 16 maggio 2012, n. 7667; ma nello stesso senso anche da Cass. civ, 4 novembre 2011, n. 22931) secondo cui "In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, secondo l'istituto di cui all'art. 182 ter L.F., anche per le procedure cui non sia applicabile "ratione temporis" l'art. 32 del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2), che ha modificato il primo comma dell'art. 182 ter l.f., prevedendo espressamente che la proposta, quanto all'IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, sussiste l’intangibilità del predetto debito d'imposta. Le entrate derivanti dall'applicazione di un'aliquota uniforme, valida per tutti gli Stati membri, agli imponibili relativi a detto tributo, costituiscono, infatti, risorse proprie iscritte nel bilancio dell'Unione europea, con la conseguenza che il relativo credito, il quale attiene comunque a tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, non può essere oggetto di accordo per un pagamento parziale neppure ai sensi dell'art. 182 ter nella versione introdotta dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5." (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Cassazione penale, 31 Ottobre 2013.


Concordato preventivo – Transazione fiscale – Modifica dell’art. 182 ter di cui al d.l. 185/2008 – Divieto di transazione del credito IVA - Applicabilità ai procedimenti pendenti – Inizio delle operazioni di voto - Esclusione.
La modifica dell’art. 182 ter legge fallimentare di cui all’art. 32, comma 5, del d.l. 29 novembre 2008, n. 185, che esclude dalla transazione fiscale il credito iva, non è applicabile ai procedimenti per concordato preventivo iniziati prima dell’entrata in vigore della suddetta modifica legislativa, soprattutto ove abbia già avuto luogo l’adunanza dei creditori ed abbiano avuto inizio le operazioni di voto, termine ultimo, questo, entro il quale devono intervenire eventuali modifiche della proposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Febbraio 2009, n. 0.