Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-septies ∙ (Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari e convenzione di moratoria)


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NaturaCriteri di formazione delle categorie tra creditori bancariEffetti dell'estensione dell'accordo ai non aderentiAlternative concretamente praticabili



Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari
  Tribunale Ascoli Piceno, 25 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Confronto fra soluzione concordataria e scenario liquidatorio fallimentare – Rilevanza della situazione concreta – Stereotipo del fallimento quale procedura votata ad una liquidazione atomistica di beni
Il confronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio deve essere sempre compiuto non in maniera aprioristica e astratta, ma in termini di stretta aderenza alle caratteristiche ed alla peculiarità della situazione concreta; non, dunque, in base allo stereotipo del fallimento quale procedura votata ad una liquidazione atomistica di beni e diritti – stereotipo che non corrisponde, ed è anzi contrario, al modello consegnatoci dalla riforma del 2006 –, ma avendo riguardo alle prospettive liquidatorie che si presentano nel singolo caso, verificando, pertanto, se le modalità che la legge fallimentare mostra di prediligere, in quanto atte a preservare valori – tipicamente, quello rappresentato dall’azienda, quale complesso di beni e rapporti organizzati per l’esercizio di un’attività di impresa – possano essere praticate in concreto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 06 Luglio 2017.


Accordo di ristrutturazione dei debiti con intermediari finanziari - Omogeneità delle posizioni - Individuazione
Ai fini dell’estensione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182-septies legge fall. a banche e intermediari finanziari, l'omogeneità delle posizioni di cui alla citata disposizione può essere individuata nella natura chirografaria delle banche aderenti e nell'identità di trattamento proposto a tutti gli aderenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 31 Dicembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti con intermediari finanziari - Valutazione delle alternative concretamente praticabili - Fattispecie in tema di dismissione di patrimonio immobiliare
Può essere individuato nella liquidazione fallimentare il parametro di riferimento per valutare le alternative concretamente praticabili rispetto al trattamento proposto con accordo ristrutturazione ex art. 182-septies legge fall. che preveda la soddisfazione dei creditori mediante la dismissione di patrimoni immobiliari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 31 Dicembre 2016.


Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari ex art. 182 septies l.f. – Natura
L’accordo di ristrutturazione ex art. 182 septies l. fall. ha introdotto una particolare fattispecie di accordo di ristrutturazione alla quale si applicano cumulativamente le disposizioni dell’art. 182 bis e dell’art. 182 septies l. fall. Detto accordo si sottrae, in ragione dell’espressa deroga normativa, alla disciplina di cui agli artt. 1372 e 1411 c.c., per cui pare così condivisibile la tesi di chi ha ritenuto che in questo modo il legislatore abbia inteso perseguire il disegno di rendere gli accordi di ristrutturazione con intermediari finanziari, piuttosto che contratti, ulteriori procedure concorsuali di stampo negoziale da affiancarsi ai concordati.

Nella descritta prospettiva la formazione delle categorie, con la necessità che tutti i creditori in esse ricompresi siano informati dell'avvio delle trattative, siano messi in condizione di parteciparvi in buona fede e raggiungano un consenso del 75%, può essere considerata come una sorta di procedimento di voto in formato minore, nel cui ambito gli incontri per lo svolgimento delle trattative costituiscono una deformalizzata assemblea, mentre la partecipazione agli stessi e l’ adesione costituiscono una forma semplificata di suffragio.

Non è possibile invece valutare le scelte di merito e di convenienza attraverso le quali il proponente abbia inteso perseguire il risanamento - con particolare riferimento nel caso di specie alla scelta di procedere a una vendita del compendio immobiliare inizialmente a valori di mercato, nell' auspicio di un' inversione di tendenza dell' attuale andamento economico - a meno che queste scelte incidano sulla idoneità del piano ad assicurare il pagamento dei creditori estranei e, più in generale, a superare la situazione di crisi e di insolvenza, condizione che nel caso di specie non ricorre; si veda in questo senso Tribunale Bologna 17.11.2011, in Il Fallimento, 2012, 594. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Maggio 2016.


Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari ex art. 182-septies l.f. – Natura Criteri di formazione delle categorie tra creditori bancari – Criterio dell’omogeneità per posizione giuridica e interesse economico – Definizione
L’ art. 182 septies l. fall., nel prevedere un controllo dei criteri di formazione delle categorie, richiede che le stesse siano omogenee per posizione giuridica e interesse economico, dovendosi intendere per posizione giuridica la tipologia dell' operazione creditizia da cui il debito trae origine e per interesse economico la tipologia della garanzia di soddisfazione per il creditore, con la conseguente necessità di tenere conto di eventuali garanzie collaterali detenute da alcuni creditori facenti parte della categoria. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Maggio 2016.


Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari ex art. 182-septies l.f. – Estensione degli effetti dell'accordo ai non aderenti – Formazione delle categorie – Necessità
Benchè l’art. 182 septies secondo comma l. fall. preveda la mera possibilità la formazione di categorie (“L’ accordo può individuare una o più categorie fra i creditori.”), è evidente che una simile ripartizione è imprescindibile nel caso in cui si chieda l’estensione ai dissenzienti, stante l’obbligo di accertamento delle condizioni previste alla lettera a) del successivo quarto comma del medesimo art. 182 septies l. fall.  
L’ imprenditore che solleciti l’ omologa dell’ accordo di ristrutturazione raggiunto con i propri creditori finanziari con estensione ai soggetti non aderenti deve perciò suddividere i propri creditori finanziari in categorie omogenee per posizione giuridica e interessi economici e raggiungere un unico accordo con tutti i componenti della categoria, rimanendo preclusa la possibilità di regolare diversamente i singoli rapporti, come invece può avvenire con i creditori non finanziari convenzionati. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Maggio 2016.


Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari ex art. 182-septies l.f. – Erronea formazione delle categorie – Facoltà del tribunale di riclassificazione delle categorie – Sussistenza
Deve ritenersi erroneamente formata la categoria dei creditori bancari chirografari non assistiti da garanzia considerando le sole garanzie ipotecarie e trascurando le garanzie fideiussorie prestate. Detto errore però non preclude l’omologa dell’accordo, dal momento che il Tribunale deve effettuare la verifica prevista dall’ art. 182 septies quarto comma lett. a), l. fall. ponendo attenzione alla reale consistenza dell’indebitamento dell’impresa ed eventualmente operando una riclassificazione delle categorie malamente formate. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Maggio 2016.


Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari ex art. 182-septies l.f. - Criteri di formazione delle categorie tra creditori bancari - Omogeneità - Effetti dell'estensione dell'accordo ai non aderenti - Omologazione
  Tribunale Milano, 11 Febbraio 2016.