Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 182-quinquies ∙ (Disposizioni in tema di finanziamento e di continuità aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti)


Tutte le MassimeCassazione
La migliore soddisfazione dei creditoriSindacato del giudiceConcordato con riservaFinanziamenti prededucibiliFinanziamento con riserva di ripetizionePagamenti di crediti anteriori per prestazioni di beni o serviziDeposito per spese e compenso del commissario nella fase preconcordatariaContratti con pubbliche amministrazioniMantenimento dei livelli occupazionaliTutela della continuità aziendaleRapporto con art. 118 Codice AppaltiContratti pendentiMantenimento delle linee di credito autoliquidantiLinee di credito autoliquidanti e controllo del debitoApplicazione analogicaRateizzazioni contributive e tributarieSanzioniAttestazione del professionistaPagamenti non autorizzatiCompensazione



Concordato preventivo - Società con sede in Italia proprietaria di beni all’estero - Pagamento integrale di creditori chirografari - Migliore soddisfazione dei creditori
Il principio di cui all’art. 182-quinquies, comma 5, legge fall., secondo il quale è possibile derogare alle regole del concorso nel caso nel caso in cui il pagamento di creditori chirografari sia essenziale per la prosecuzione dell’attività d’impresa e per assicurare la migliore soddisfazione dei creditori, è applicabile all’ipotesi di domanda di concordato preventivo presentata da società con sede in Italia che sia proprietaria di beni situati in paesi il cui ordinamento giuridico non riconosca gli effetti dei provvedimenti resi dal giudice italiano nell’ambito della procedura concordataria.

Ove, infatti, il valore dei beni siti all’estero sia superiore ai debiti chirografari per i quali possono essere promosse azioni esecutive su tali beni, al fine di assicurare la migliore soddisfazione dei creditori, il piano di concordatario può prevedere il pagamento integrale di detti debiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Agosto 2019.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Patti paraconcordatari - Contenuto - Fattispecie
Non è soggetto alla autorizzazione del giudice delegato di cui all'art. 167, comma 2, legge fall. - in quanto costituente un fatto giuridico presupposto del piano che precede, logicamente e cronologicamente l'ammissione alla procedura, laddove il giudice delegato esercita il proprio controllo su atti di gestione dell’impresa che intervengono successivamente all’apertura della procedura medesima - il patto paraconcordatario, soggetto alla sola condizione sospensiva dell'omologazione del concordato preventivo, che:
a) preveda il riscadenziamento dei piani di ammortamento dei mutui in essere, anche per le rate già scadute al momento del deposito del ricorso, consentendo in tal modo di escludere la violazione del limite annuale di moratoria per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, previsto dall’art. 186-bis, comma 2 lett. c), legge fall.;
b) non contenga novazione di mutui, né riconoscimenti di diritti di terzi;
c) non preveda l'apporto di nuova finanza da collocarsi in prededuzione;
d) conferisca mandato irrevocabile per la vendita di un bene immobile con efficacia che decorra successivamente alla data di termine del piano, così che l’esecuzione del mandato a vendere sia collocata non solo al di là delle fasi di ammissione alla procedura e di omologa, ma anche al di fuori dell’orizzonte temporale del piano, cosicché tale dispositivo (nella fattispecie di garanzia in un concordato di sola continuità) non incide sulla struttura del patrimonio del ricorrente in quel periodo di osservazione che la disciplina concordataria sottopone al controllo autorizzativo del tribunale o del giudice delegato, né interferisce con la fase esecutiva del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 07 Giugno 2018.


Concordato preventivo - Pagamenti di crediti - Difetto di autorizzazione del giudice delegato - Revoca dell'ammissione al concordato preventivo - Automaticità - Esclusione - Accertamento della frode alle ragioni dei creditori - Necessità
Il pagamento non autorizzato di un debito scaduto eseguito in data successiva al deposito della domanda di concordato preventivo, non integra in via automatica, ai sensi dell'art. 173, comma 3, l.fall., una causa di revoca del concordato, la quale consegue solo alla verifica, da compiersi ad opera del giudice di merito, che tale pagamento, non essendo ispirato al criterio della migliore soddisfazione dei creditori, sia diretto a frodare le ragioni di questi ultimi, così pregiudicando le possibilità di adempimento della proposta formulata con la domanda di concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2018, n. 11958.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Requisiti - Fattispecie
Sussistono valide ragioni per autorizzare l'impresa che abbia presentato domanda di concordato con continuità aziendale a contrarre finanziamenti prededucibili ai sensi dell'art. 182-quinquies, comma 3, l.f. nel caso in cui vi sia la necessità di mantenere in attività l'azienda, non solo in considerazione del consistente numero di dipendenti occupati, ma anche ragione del fatto che il complesso aziendale mantiene il proprio valore solamente tutelando la continuità, laddove la cessazione della produzione e dunque delle vendite porterebbe in brevissimo tempo la clientela a rivolgersi ad altre imprese del settore con conseguente immediata grave perdita di valore dell'attivo patrimoniale anche in danno dei creditori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 26 Gennaio 2018.


Concordato preventivo – Pagamento di sanzione tributaria – Divieto – Eccezione – Fattispecie
Se è vero che la sanzione per il mancato pagamento di imposte non può essere applicata quando il termine sia scaduto dopo l’apertura della procedura di concordato, in ragione dei noti divieti, derogabili solo nei casi previsti dall’art. 182-quinquies l.fall., tale ipotesi non ricorre ove il termine per il pagamento sia scaduto prima dell’inizio della procedura concorsuale nonostante la sanzione possa essere ridotta a fronte di un pagamento immediato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Modena, 21 Settembre 2017.


Concordato preventivo – Pagamento di crediti anteriori – Disciplina ex art. 182-quinquies l. fall. – Essenzialità della prestazione – Caratteri
Dal coordinamento dell’art. 161 settimo comma l. fall. e art. 182-quinquies l. fall. riguardo il pagamento di crediti anteriori - in relazione all’attestazione del professionista circa il carattere essenziale della prestazione per la prosecuzione della attività di impresa - emerge che il concetto di essenzialità non può essere inteso in senso assoluto, ma va interpretato in modo relativo, essendo la disciplina relativa alla continuità aziendale, di cui il legislatore della riforma ha inteso favorire la prosecuzione rispetto all’alternativa liquidatoria/fallimentare.

(Fattispecie relativa all’autorizzazione al pagamento di crediti fiscali extra UE anteriori alla domanda di concordato, ritenuti funzionali al mantenimento di rapporti contrattuali di nolo di navi). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 28 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Finanziamenti – Mantenimento delle linee autoliquidanti – Prosecuzione dei rapporti – Esecuzione – Autorizzazione – Esclusione
Il mantenimento in essere di finanziamenti con modalità c.d. “auto liquidanti” può considerarsi quale atto di ordinaria amministrazione, in assenza dell’accensione di nuove garanzie accessorie o collegate sul patrimonio della società.

Tale conclusione può essere accolta anche dopo l’entrata in vigore delle modifiche apportate al comma 3 dell’art. 182-quinquies l.f., dovendosi ritenere che la richiesta ivi prevista al mantenimento di linee di credito auto liquidanti (che letteralmente può essere proposta ma non deve essere autorizzata) renda necessario un provvedimento autorizzativo del Tribunale soltanto in caso di modifica in pejus delle condizioni applicate o delle garanzie accessorie collegate, ovvero ancora di ampliamento della provvista concessa; non avrebbe infatti senso una interpretazione letterale di tale disposizione che, in contrario con molteplici altri indici normativi favorevoli alla prosecuzione dei contratti pendenti nel concordato, finirebbe per validare una inaccettabile automatica interruzione/sospensione delle principali fonti di finanziamento usualmente in essere al momento del deposito del ricorso ex art. 161 co. 6 l.f.; sul punto si condivide quanto espresso da Trib. Ancona, 11/12/2016: “gli atti di esecuzione dei contratti posti alla base delle c.d. linee autoliquidanti di cui all’art. 182-quinquies, comma 3, legge fall. sono atti di ordinaria amministrazione che, come tali, non debbono essere autorizzati; essi infatti, non comportano la stipulazione di nuovi finanziamenti in quanto danno luogo a mere variazioni all’interno di una provvista già concessa". (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo - Richiesta di autorizzazione alla contrazione di finanziamenti prededucibili - Caratteristiche - Versamento della somma richiesta per assicurare il pagamento delle spese e del compenso del commissario giudiziale nella fase preconcordataria - Inammissibilità
La norma di cui all’art. 182-quinquies, primo comma, l. fall. è ritagliata per il caso in cui la leva finanziaria sia necessaria per supportare la prosecuzione dell’attività d’impresa nella fase preconcordataria, nella prospettiva della continuità aziendale o anche della valorizzazione del patrimonio in procinto di essere ceduto alla massa dei creditori.

In quest’ottica, la domanda di autorizzazione alla contrazione del finanziamento deve essere accompagnata da una relazione del professionista attestatore che, come noto, deve inerire specificamente alla funzionalità del finanziamento, e quindi della prosecuzione della gestione caratteristica resa possibile dal finanziamento stesso, al miglior soddisfacimento dei creditori. La relazione mirata dell’attestatore non è quindi altro se non un presidio della garanzia patrimoniale della massa dei creditori prevista dall’art. 2740 c.c.

Da quanto esposto discende che la richiesta di autorizzazione alla contrazione di un finanziamento prededucibile finalizzato al versamento della somma che il tribunale per prassi impone per assicurare il pagamento delle spese e del compenso del commissario giudiziale nella fase che precede l’eventuale ammissione al concordato (cd. fase preconcordataria) esula totalmente dalla ratio della norma in discorso, essendo funzionale alla contrazione di un finanziamento finalizzato al reperimento di risorse, peraltro minime, che la società dovrebbe avere per assicurare il pagamento delle spese della fase preconcordataria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 12 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Finanziamenti – Mantenimento delle linee autoliquidanti – Prosecuzione dei rapporti – Esecuzione – Autorizzazione – Esclusione
Gli atti di esecuzione dei contratti posti alla base delle c.d. linee autoliquidanti di cui all'art. 182-quinquies, comma 3, legge fall. sono atti di ordinaria amministrazione che, come tali, non debbono essere autorizzatati; essi, infatti, non comportano la stipulazione di nuovi finanziamenti in quanto danno luogo a mere variazioni all’interno di una provvista già concessa.

La disposizione contenuta nell’art. 182-quinquies, comma 3, ultimo periodo, legge fall. ha funzione esemplificativa del tipo di finanziamenti ai quali l’impresa in concordato prenotativo può accedere in via d’urgenza, e non anche la funzione di introdurre il principio della cessazione, con la domanda di concordato, della efficacia dei contratti autoliquidanti in essere e dell’obbligatorietà dell’autorizzazione alla prosecuzione; va, infatti, tenuto presente che la ratio delle modifiche di cui all’art. 182-quinquies legge fall. è quella di facilitare all’impresa in concordato continuativo l’assunzione di finanziamenti al fine di favorire la conservazione dell’azienda e non quello di restringere l’accesso a risorse finanziarie di cui la debitrice già usufruisce. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 11 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Finanziamenti – Mantenimento delle linee autoliquidanti – Controllo sulla formazione del debito – Obblighi informativi e controllo del commissario giudiziale
Le esigenze di controllo sulla formazione di debito – da collocarsi in prededuzione - che consegue al mantenimento delle linee autoliquidanti sono soddisfatte dagli obblighi informativi e dall’attività di controllo del commissario giudiziale nominato anche nella fase di concordato con riserva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 11 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Contratti pendenti - Autorizzazione al pagamento di creditori strategici - Esclusione
Il generale principio di prosecuzione dei rapporti contrattuali – evincibile dall’art. 169-bis l.f. in tema di contratti pendenti nel concordato preventivo - comporta l’obbligo per l’imprenditore di adempiere la propria prestazione, salva la facoltà di richiedere l’autorizzazione al tribunale (o al giudice delegato nella fase successiva alla ammissione) allo scioglimento del rapporto negoziale (cfr. Tribunale di Modena, 6 agosto 2015, in www.ilcaso.it).

Infatti, anche quando il contratto è stato stipulato in data antecedente il deposito della domanda di concordato, la pendenza del rapporto negoziale e la perduranza dell’obbligo di adempiere – salvo, come detto, il ricorso all’istituto dell’art. 169-bis legge fall. – qualifica come prededucibile il credito del fornitore (Tribunale di Alessandra, 18 gennaio 2016 in www.ilcaso.it), non determinadosi così alcuna alterazione della par condicio creditorum nel pagamento.

La scelta imprenditoriale di non chiedere la autorizzazione allo scioglimento del contratto, ma di procedere al suo adempimento assumerà, dunque, una valenza orientativa solo per l’espressione del voto da parte dei creditori, risolvendosi in una valutazione di opportunità economica.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto corretta la scelta del proponente di non invocare l’applicazione dell’art. 182-quinquies legge fall. rimettendo la decisione sulla natura dell’atto al Tribunale.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 01 Agosto 2016.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Rapporto tra l’art. 118 Codice Appalti e l’art. 182-quinquies l.f. - Specialità - Conseguenze
Se è vero che l’art. 118, comma 3-bis, Codice Appalti, introdotto dalla legge di conversione (L. 9/2014 in vigore dal 22 febbraio 2014) del D.L. 145/2013, cd. “Destinazione Italia”, può applicarsi anche alla fase di “pre-concordato”, lo stesso deve confrontarsi con l’art. 182-quinquies legge fall. In mancanza di ricorso a quest’ultima disposizione, non è consentito introdurre ulteriori eccezioni alla regola della par condicio creditorum, che il nuovo art. 118, comma 3-bis, non contempla espressamente.

Il carattere di specialità della normativa a favore del cd. “fornitore strategico” vale a maggior ragione nei confronti del pure novellato comma 3 dell’art. 118 Codice Appalti. Pertanto, in ambito concordatario, si deve ritenere che ove l’istanza di pagamento diretto riguardi crediti concorsuali ed anteriori al deposito del ricorso ex art. 161, comma 6, legge fall., prevalga per specialità proprio la norma di cui all’art. 182-quinquies legge fall. che consente al solo debitore in concordato con continuità di chiedere l’autorizzazione ad eseguire il suddetto pagamento (ed a questi fini poco importa che lo faccia con esborso diretto od indiretto, per il tramite di una delegazione di pagamento verso la stazione appaltante), purché sia presentata un’attestazione “rafforzata” relativa a due concorrenti requisiti: a) che il pagamento attiene a prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell’attività di impresa; b) e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 30 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Autorizzazione in via d'urgenza a contrarre finanziamenti prededucibili funzionali a urgenti necessità relative all'esercizio dell'attività - Fattispecie limitata al concordato con continuità aziendale - Deposito di documentazione completa e corredata da un piano finanziario - Necessità
La facoltà prevista dal nuovo terzo comma dell'articolo 182-quinquies legge fall. di ottenere l'autorizzazione in via d'urgenza a contrarre finanziamenti prededucibili funzionali a urgenti necessità relative all'esercizio dell'attività aziendale è riservata ai concordati che intendono garantire la continuità aziendale e che durante la fase di concordato con riserva abbiano l'esigenza di reperire finanziamenti; ne consegue che in assenza di una attestazione, del resto incompatibile con i motivi di urgenza, il debitore dovrà comunque depositare una documentazione completa e corredata da un piano finanziario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 05 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Tipologie di finanziamenti previsti dagli articoli 182-quater e 182-quinquies - Mantenimento delle linee di credito autoliquidanti - Concordato con riserva
In seguito all'intervento di cui al D.L. 83/2015 ed alla successiva legge di conversione, è possibile affermare che le tipologie di finanziamenti previsti dagli articoli 182-quater e 182-quinquies legge fall. possono essere cosi individuate:
1.finanziamento “in funzione” della predisposizione del piano (182-quater, comma 2);
2.due tipi di finanziamenti contratti “in occasione” della procedura concordataria: il primo copre tutta la fase concordataria (182-quinquies, comma 1);
3.mentre il secondo risponde ad esigenze d’urgenza insite nella fase prenotativa (182-quinquies, comma 3), in presenza di una procedura necessariamente in continuità aziendale;
4.finanziamento in esecuzione del concordato preventivo.

La facoltà di ottenere l'autorizzazione al "mantenimento delle linee di credito autoliquidanti in essere al momento del deposito della domanda” rientra della terza tipologia di finanziamento, la quale può essere richiesto quindi in fase di concordato preventivo con riserva con prospettiva di prosecuzione di attività aziendale, in presenza di motivi d’urgenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 05 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Compensazione tra crediti ante procedura e crediti sorti in corso di procedura - Divieto di pagamento di crediti anteriori
Poiché dopo l'ammissione alla procedura di concordato preventivo non sono consentiti pagamenti lesivi della par condicio creditorum, se non con le modalità espressamente previste da apposite norme, deve escludersi la ammissibilità della compensazione tra crediti sorti anteriormente alla procedura - e come tali soggetti al concorso - e crediti sorti nel corso della procedura a favore della proponente il concordato. (Nel caso di specie, la società in concordato vantava un credito a titolo di penale per il tardivo rilascio di un bene concesso a titolo precario ed in custodia ad un creditore). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 23 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Criterio della migliore soddisfazione dei creditori - Clausola generale applicabile a tutte le tipologie di concordato - Regole di scrutinio della legittimità degli atti compiuti dal debitore - Atti non autorizzati - Revoca e valutazione del disvalore oggettivo dell'atto non autorizzato - Valutazione della migliore soddisfazione dei creditori - Fattispecie
Il criterio della migliore soddisfazione dei creditori (solo di recente espressamente codificato, sempre con specifico riguardo al concordato con continuità aziendale, oltre che dall'articolo 182-quinquies, comma 4, legge fall., anche nel primo comma del medesimo articolo, nonché nell'art. 186-bis), individua una sorta di clausola generale applicabile in via analogica a tutte le tipologie di concordato, ivi compreso quello meramente liquidatorio, quale regola di scrutinio della legittimità degli atti compiuti dal debitore ammesso alla procedura. Alla luce di tale criterio può agevolmente escludersi non solo che il compimento dell'atto non autorizzato conduca all'automatica revoca del concordato, ma anche che il disvalore oggettivo di tale atto (pregiudizio che esso arreca alla consistenza del patrimonio del debitore) sia ricavabile, sic et simpliciter, dalla violazione della regola della par condicio, essendo, per contro, ben possibile che il pagamento di crediti anteriori si risolva in un accrescimento, anziché in una diminuzione, della garanzia patrimoniale offerta ai creditori e tenda dunque all'obiettivo della loro migliore soddisfazione (si pensi, in via meramente esemplificativa, ai pagamenti di crediti di lavoro - che impedisce che sul capitale maturino ulteriormente interessi e rivalutazione monetaria - o ai pagamenti di utenze, eseguiti al fine di evitare l'interruzione dell'erogazione del servizio, di prestazioni di manutenzione, di spese legali sostenute per difendere i beni dalle pretese avanzate da terzi, che risultano volte, direttamente o indirettamente, conservare il valore del patrimonio aziendale, in modo da ricavarne un maggior prezzo in sede di liquidazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 2016.


Concordato preventivo – Continuità aziendale a finanziamenti bancari tramite linee di credito auto liquidanti – Attestazione del miglior soddisfacimento dei creditori
Può essere accolta la richiesta di accesso al ricorso a finanziamenti bancari tramite linee di credito auto liquidanti, in continuità con quelli già accordati in via d'urgenza, qualora ne sia stata attestata la necessità e la funzionalità al miglior soddisfacimento dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 08 Febbraio 2016.


Autorizzazione alla nuova finanza d’urgenza e al mantenimento delle linee di credito autoliquidanti – Accoglimento relativamente alla prima richiesta
La disciplina di cui al I comma dell’articolo 182-quinques si differenzia da quella di cui al III comma dello stesso articolo anche per la diversa finalità dell’autorizzazione: funzionale al migliore soddisfacimento dei creditori nel primo comma; urgente e diretta ad evitare un pregiudizio imminente ed irreparabile all’azienda (e quindi anche nell’interesse dei creditori) nel terzo comma. La mancata fruizione dei finanziamenti comporterebbe un pregiudizio irreparabile per la società a causa della probabile interruzione delle forniture, dell’addebito certo di penali e rischi di contestazioni di inadempimento da parte delle committenze. Pertanto, si ravvisa l’opportunità di concedere la suddetta autorizzazione.
“il rilascio dell’autorizzazione richiesta [mantenimento linee di credito autoliquidanti esistenti] comporterebbe la prosecuzione dei contratti e quindi il diritto delle banche a riscuotere i crediti (maturati) per le anticipazioni fatte, antecedentemente alla presentazione della domanda di concordato; tale diritto, implicito con l’autorizzazione in questione, in mancanza della stessa resta invece subordinato alle norme che disciplinano i relativi contratti tra le parti e i conseguenti riflessi che le stesse hanno per i rapporti in corso”. (Andrea Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 04 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Creditori strategici - Autorizzazione al pagamento di crediti anteriori - Presupposto - Mancanza di un vincolo contrattuale
Al fine di ottenere l'autorizzazione prevista dall'articolo 182-quinquies legge fall. al pagamento di crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi ritenuti ed attestati come essenziali alla prosecuzione dell'attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori, occorre che i fornitori abbiano piena libertà di eseguire o meno la loro prestazione e non siano invece vincolati da un rapporto obbligatorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 18 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Condizioni - Regolarizzazione delle rateizzazioni contributive e tributarie sospese -  Rigetto
Dalla norma di cui al quarto comma dell’art. 182-quinques, si rilevano le condizioni che – soltanto – possono consentire all’amministratore di pagare, in pendenza del termine per predisporre proposta e piano, crediti anteriori, e cioè: a) deve trattarsi di concordato in bianco presentato in vista di predisporre un concordato in continuità, posto che non è possibile pagare i creditori anteriori in un concordato diverso da quello con continuità;
b) i creditori anteriori che possono essere pagati sono quelli c.d. strategici, ossia quelli che forniscono prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell’attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori; c) queste caratteristiche devono risultare dall’attestazione di un professionista che abbia i requisiti di cui all’art. 67, comma terzo, lett. d). Poichè i presupposti sub b) e c) non sussistono con riferimento ai crediti concorsuali contributivi e tributari, non può essere autorizzato il pagamento della rateizzazione di un credito tributario o contributivo al di fuori del concorso. (Andrea Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 14 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Mantenimento delle linee autoliquidanti - Irrilevanza della disposizione - Principio generale della prosecuzione dei contratti pendenti
La disposizione contenuta nell'articolo 182-quinquies legge fall., per cui il debitore può chiedere di essere autorizzato al mantenimento di linee di credito autoliquidanti in essere al momento del deposito della domanda, appare superflua alla luce del principio generale della regolare prosecuzione dei contratti pendenti, in mancanza istanza di sospensione o di scioglimento ai sensi dell'articolo 169-bis legge fall. (Nel caso di specie, il tribunale ha autorizzato il mantenimento delle linee di credito autoliquidanti con riconoscimento della prededuzione ai relativi crediti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 26 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Sindacato del giudice - Limitazione alla fattibilità giuridica - Presupposto - Attestazione del professionista - Caratteristiche - Prognosi seria di adempimento - Formulazione di motivata idoneità del piano al raggiungimento dei risultati esposti dal debitore - Manifestazione dell'iter logico tecnico, metodologico e giuridico - Necessità
La limitazione del sindacato del giudice al solo profilo della fattibilità giuridica del piano e la devoluzione ai creditori del giudizio circa la sua fattibilità economica presuppongono e richiedono la sussistenza di una idonea preventiva attestazione di realizzabilità del piano nell'ambito della quale al professionista viene domandata una valutazione che, pur espressa secondo la propria perizia ed esperienza e pur articolandosi in una congettura, deve tuttavia esprimere una prognosi seria di adempimento nel raffronto tra le componenti essenziali del programma e la situazione economico-patrimoniale dell'impresa. Il giudizio da lui espresso si risolve, pertanto, in una formulazione di motivata idoneità del piano al raggiungimento di risultati esposti dal debitore ed in un'analisi di dettaglio che dia conto dei criteri usati, con la precisazione che, come per la veridicità dei dati aziendali, anche nella prognosi di fattibilità l'esperto deve indicare in modo non generico i tempi e i modi di raggiungimento del risultato prospettato e gli strumenti di verifica dell'obiettivo, rendendo manifesto l'iter logico tecnico, metodologico e giuridico seguito nei riscontri documentali, nelle sue attestazioni, nei suoi giudizi professionali e nelle sue conclusioni, non potendo egli limitarsi a recepire acriticamente i dati contabili dell'imprenditore ma dovendo effettuare una dinamica approfondita delle conclusioni valutative espresse nel piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Cessione dei beni - Attestazione del professionista - Caratteristiche
Nell'ambito di un concordato preventivo incentrato sulla cessione dei beni, il punto focale dell'attestazione del professionista è rappresentato dalla stima del presumibile valore di realizzo dei beni da liquidare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 25 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Pagamento di crediti anteriori - Ratio della norma - Adeguamento alla pretesa dei fornitori strategici
La disposizione di cui all'art. 182-quinquies l.fall., a mente della quale l'imprenditore che dichiara di voler accedere ad un concordato in continuità aziendale può chiedere al tribunale di essere autorizzato a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi ritenuti ed attestati come essenziali per la prosecuzione della attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori, ha l'evidente ratio di consentire al debitore di adeguarsi all'eventuale pretesa dei c.d. fornitori strategici di essere soddisfatti con modalità diverse rispetto agli altri creditori concorsuali e, quindi, di violare la par condicio creditorum a fronte della prospettiva di non riuscire ad ottenere la fornitura di beni o servizi indispensabili, in quanto di fatto insostituibili, alla continuazione dell'attività di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 06 Agosto 2015.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Autorizzazione al pagamento di crediti anteriori - Presupposto di ammissibilità - Mancanza di un obbligo contrattuale all'adempimento
Presupposto essenziale per la ammissibilità della richiesta avanzata ai sensi dell'art. 182-quinquies l.fall. di autorizzazione al pagamento di creditori strategici nell'ambito del concordato con continuità aziendale è la circostanza che i fornitori in questione abbiano piena libertà di fornire o no la loro prestazione e non siano invece vincolati da un rapporto contrattuale in essere, in quanto, in tal caso, il loro obbligo deriverebbe dal contratto (che nel concordato preventivo, come noto, prosegue regolarmente, fatta eccezione per le ipotesi di cui all'art. 169-bis l.fall.) e non sarebbe necessaria la prospettiva di alcun particolare beneficio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 06 Agosto 2015.


Concordato preventivo - Pagamenti non autorizzati di crediti anteriori al ricorso - Impegno alle ripristino delle somme erogate - Integrazione della relazione di attestazione a fronte della modifica delle condizioni di fattibilità
Nell'ipotesi in cui il debitore ammesso al concordato preventivo effettui pagamenti non autorizzati di debiti anteriori alla presentazione del ricorso, è possibile soprassedere alla immediata apertura del procedimento di revoca dell'ammissione al concordato ex art. 173 L.F. qualora, dopo aver fornito le proprie giustificazioni, il debitore si impegni ad effettuare, prima della adunanza dei creditori, il ripristino delle somme erogate e depositi un'integrazione dell'attestazione per far fronte alla conseguente modifica delle condizioni di fattibilità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 13 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Creditori strategici - Creditori anteriori al concordato - Assoggettamento al concorso - Trattamento differenziato - Voto
I creditori cd. strategici anteriori al concordato di cui all'articolo 182 quinquies L.F. sono soggetti al concorso al pari di tutti gli altri creditori anteriori e non possono, pertanto, essere considerati estranei al concordato. Essi potranno, quindi, essere assoggettati ad un trattamento differenziato, ove chirografari, non avranno diritto al pagamento degli interessi in forza del disposto dell'articolo 55 L.F. ed avranno il diritto al voto soltanto per la parte eventualmente non soddisfatta del loro credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Dicembre 2014.


Concordato preventivo – Finanziamenti prededucibili – Finanza interinale erogata successivamente all’ammissione alla procedura – Autorizzazione ex art. 167, comma 2, l. fall. – Inammissibilità
L'autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili in epoca successiva al decreto di ammissione e prima dell’omologazione del concordato preventivo può essere conseguita esclusivamente ai sensi dell'art. 182-quinquies, comma 1, l. fall., producendo l’apposita attestazione ivi richiesta, e non anche ai sensi dell’art. 167, comma 2, l. fall. a titolo di mutuo, in quanto quest’ultima norma deve ritenersi derogata dalla prima. (Pier Giorgio Cecchini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 16 Dicembre 2014.


Concordato preventivo – Finanziamenti prededucibili – Tipologie 
I finanziamenti prededucibili nel concordato preventivo possono essere contratti nelle seguenti forme: a) in funzione della presentazione della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, anche con riserva (finanziamenti ponte): ai sensi dell’art. 182-quater commi 2 e 3, l. fall., dovendosi intendere tale norma riferita a qualunque atto introduttivo di una domanda di concordato e dovendo il prestito essere materialmente erogato prima della presentazione della domanda medesima; b) successivamente alla presentazione della domanda di ammissione al concordato e prima dell’omologazione (finanziamenti interinali): ai sensi dell’art. 182-quinquies, comma 1, l. fall.; c) successivamente all’omologazione, in esecuzione di un concordato (finanziamenti in esecuzione): ai sensi dell’art. 182-quater, commi 1 e 3, l. fall.. (Pier Giorgio Cecchini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 16 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Tassatività delle ipotesi previste dalla legge
In mancanza dei presupposti tassativamente previsti dalla legge, vige la regola generale del divieto di pagamento di crediti in anteriori, regola che risponde all’esigenza di cristallizzazione del patrimonio del debitore al momento della presentazione della domanda di concordato in ottemperanza al principio della par condicio creditorum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Disciplina di cui all’articolo 182 quinquies L.F. - Distinzione con la disciplina di cui all’articolo 167 L.F.
Se l’articolo 182 quinquies L.F. richiede, come l’articolo 167 L.F., l’autorizzazione scritta del giudice delegato, la prima norma, a differenza della seconda, consente il pagamento di crediti anteriori senza lasciare al giudice delegato alcun margine di discrezionalità per valutare in concreto in quali casi possa essere effettuato detto pagamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Pagamento non autorizzato di crediti anteriori - Atto in frode - Rilevanza della buona fede - Esclusione
Il pagamento di crediti anteriori al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dalla legge costituisce atto in frode ai creditori, rilevante ai fini di cui all’articolo 173 L.F. indipendentemente dall’indagine sull’elemento psicologico dell’eventuale buona fede nell’esecuzione dei pagamenti, in quanto il legislatore ha ritenuto che nei pagamento di un credito pregresso sia implicita la frode. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Finanziamenti prededucibili - Finanziamento del socio con riserva di ripetizione in prededuzione - Attestazione del professionista - Necessità
Il finanziamento prestato da terzi per consentire al debitore l’accesso alla procedura di concordato con la riserva di richiedere al debitore la restituzione della somma e, quindi, con l’implicita richiesta del riconoscimento della prededuzione, è inammissibile qualora, come dispone l’articolo 182-quinquies, comma 1, L.F., non venga prodotta l’attestazione del professionista di cui all’articolo 67, comma 3, lettera d) L.F. attestante che il finanziamento è funzionale alla migliore soddisfazione dei creditori. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Settembre 2014.


Continuità aziendale - Prosecuzione di contratti pubblici - Richiesta di finanziamento prededucibile ai sensi dell’articolo 182 quinquies L.F. - Distinzione tra le varie tipologie di crediti
In tema di concordato con continuità aziendale, ove sia prevista la prosecuzione di determinati contratti in corso di esecuzione stipulati con pubbliche amministrazioni e sia formulata richiesta di finanziamento prededucibile ai sensi dell’articolo 182 quinquies L.F., è possibile distinguere le seguenti ipotesi.
A) Crediti sorti anteriormente al deposito del ricorso prenotativo e relativi a rapporti contrattuali ad esecuzione istantanea già adempiuti od a rapporti continuativi per i quali è possibile isolare singole coppie di prestazioni corrispettive, quali ad esempio potrebbero essere la somministrazione di energia); in questa ipotesi, occorre una specifica richiesta ex art. 182 quinquies, comma 4, l.f., in ragione del fatto che il vulnus al principio della par condicio creditorum che il legislatore della riforma del 2012 ha inteso consentire è stato controbilanciato dall’esigenza che ciò avvenga solo per le prestazioni “essenziali” per la prosecuzione dell’attività di impresa e solo se “funzionali” ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori, richiedendo all’uopo un’attestazione specifica del professionista.
B) Crediti la cui causa genetica è collocabile anteriormente al deposito del ricorso prenotativo, ma la cui esigibilità sia ravvisabile in data posteriore (es. prestazioni di terzi concordate ma non ancora effettuate, prestazioni collegate a SAL non ancora emessi); in qeusto caso, la disciplina applicabile a tali pagamenti è quella della norma speciale di cui all’art. 118, comma 3 bis, cod. Appalti.
C) Crediti sorti sulla base di atti legittimamente compiuti posteriormente al deposito del ricorso “in bianco”. Per questi crediti può parlarsi di una tendenziale libertà di pagamento, secondo il regime che può trarsi dagli artt. 161, comma 7, e 167 l.f., in combinato disposto con quanto previsto dalla più ampia causa di esenzione da revocatoria prevista dal nuovo art. 67, comma 3, lett. e) l.f., dovendosi peraltro tale linea interpretativa (che si ispira allo spossessamento “minore” che assiste il concordato rispetto al fallimento dell’impresa) coniugarsi con il citato art. 118, comma 3 bis, il quale, in quanto norma speciale, deve ritenersi prevalente nel particolare campo di attività oggetto di prosecuzione dell’attività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 19 Agosto 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Concordato con riserva - Autorizzazione ex art. 161, co. 7 L.F.
In casi eccezionali, ove, in nome del principio della migliore soddisfazione dei creditori, appaia manifestamente evidente la vantaggiosità dell’atto con riguardo a tutti i crediti concordatari ed il pagamento abbia luogo nel rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione, durante il periodo interinale del concordato con riserva può essere autorizzato il pagamento di crediti anteriori in forza della disposizione di cui all’articolo 161, comma 7, L.F. quale atto urgente di straordinaria amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Finanziamenti prededucibili - Crediti documentari all’importazione - Consegna dei documenti rappresentativi della merce da parte delle banca emittente la lettera di credito - Prededuzione - Ammissibilità
La presenza di crediti documentari e di lettere di credito già emesse dalle banche a favore dell'impresa in precedenza affidata, e che presenti ricorso al concordato preventivo, non implica di per sé la disponibilità da parte della società della merce viaggiante per cui la consegna delle lettere di vettura può essere intesa come nuova finanza funzionale al concordato in continuità. (Vito Misino) (Riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Finanziamenti prededucibili - Concordato con riserva - Determinazione del fabbisogno finanziario della società istante da accertarsi da parte dell’attestatore - Accertamento del fabbisogno finanziario dell’impresa sino all’omologazione del concordato - Esclusione
La disposizione contenuta nell'art. 182-quinquies L.F., secondo la quale l'attestatore deve verificare l'intero fabbisogno finanziario dell'impresa sino all'omologazione del concordato preventivo, deve limitarsi – in ipotesi di concordato c.d. prenotativo - ad un arco temporale più ristretto, che sia fisiologico all'estinzione della nuova finanza che l'impresa è autorizzata a contrarre; l'attestatore potrà, pertanto, limitarsi ad accertare il fabbisogno finanziario per il solo arco temporale sino all'estinzione dei finanziamenti. (Vito Misino) (Riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21 Luglio 2014.


Attestazione del professionista - Analiticità e motivazione in ordine alla veridicità dei dati aziendali - Valutazione - Principi di attestazione dei piani di risanamento dell’AIDEA-AIRDCEC - Fattispecie
I “Principi di attestazione dei piani di risanamento” in corso di approvazione da parte dell’Istituto di ricerca AIDEA-AIRDCEC (
www.irdcec.it/node/644, pagg 57-59), pur essendo privi di efficacia normativa, possono essere ritenuti un valido orientamento per la valutazione delle qualità della attestazioni. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che la attestazione del professionista, resa ai sensi dell’articolo 182 bis, comma 1, L.F. fosse carente di analiticità e motivazione in ordine alla veridicità dei dati aziendali, quanto meno in relazione alla sussistenza dei crediti verso clienti e alle scorte di magazzino). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 07 Luglio 2014.


Finanziamenti prededucibili - Migliore soddisfazione dei creditori - Verifica della veridicità dei dati - Necessità
Per quanto non espressamente richiesto dalla norma di cui all’art. 182-quinquies L.F., l’attestazione sulla funzionalità dei finanziamenti cosiddetti interinali alla migliore soddisfazione dei creditori deve muovere da una verifica, quella inerente alla veridicità dei dati, senza la quale qualsiasi attestazione non potrebbe che essere priva di attendibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 Giugno 2014.


Finanziamenti prededucibili - Contenuto dell’attestazione del professionista - Prospettiva di un piano concordatario o di un accordo di ristrutturazione dei debiti - Distinzione
In tema di finanziamenti prededucibili di cui all’art. 182-quinquies L.F., è necessario distinguere il caso in cui l’attestazione viene resa nella prospettiva o in presenza di un piano concordatario da quella in cui si tratti di attestare la funzionalità alla migliore soddisfazione dei creditori di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 Giugno 2014.


Finanziamenti prededucibili - Finanziamento in funzione di un piano di concordato preventivo - Attestazione del professionista - Oggetto - Finanziamento con garanzia ipotecaria - Tutela della garanzia patrimoniale - Percentuali più favorevoli ai creditori
Qualora la richiesta di finanziamenti prededucibili di cui all’art. 182-quinquies L.F. sia funzionale ad un piano concordatario, l’attestazione di cui al primo comma dell’articolo citato dovrà avere ad oggetto la convenienza per i creditori, in termini di concrete prospettive di soddisfacimento, della dilatazione dell’esposizione debitoria della società in crisi conseguente alla contrazione di debiti prededucibili e ciò soprattutto quando il finanziamento debba essere assistito da una garanzia reale sui beni del debitore (art. 182-quinquies, comma 3, L.F.). E poiché la dilatazione del passivo derivante dalla stipula dei finanziamenti prededucibili e la sottrazione di un bene alla garanzia patrimoniale dei creditori determinano una diminuzione delle prospettive di soddisfacimento dei creditori, tale convenienza non può che derivare dall’entità degli utili derivanti dalla prosecuzione dell’impresa (consentita dai finanziamenti) o dall’accrescimento del valore dei beni che possono essere ultimati soltanto grazie alla finanza nuova. Allo scopo di garantire i creditori da una possibile violazione della loro garanzia patrimoniale, la convenienza dovrà, pertanto, risolversi in una prospettiva di soddisfacimento secondo percentuali più favorevoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 Giugno 2014.


Finanziamenti prededucibili - Finanziamento in funzione di un accordo di ristrutturazione dei debiti - Rispetto della garanzia patrimoniale - Irrilevanza - Valutazione di funzionalità rispetto all’ipotesi di apertura del concorso dei creditori - Irrilevanza - Riuscita del piano sottostante all’accordo di ristrutturazione
Quando l’autorizzazione alla stipula di finanziamenti prededucibili di cui all’art. 182-quinquies L.F. venga chiesta nell’ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182 bis L.F., poiché gli accordi di ristrutturazione sono uno strumento di natura negoziale-privatistica, implicante la conclusione di un accordo da parte del singolo creditore aderente ed il diritto all’integrale pagamento per chi non aderisca e resti pertanto estraneo, nella redazione dell’attestazione non si porrà il problema del rispetto della garanzia patrimoniale dei creditori, in quanto ogni creditore è libero di firmare l’accordo che gli viene proposto rinunciando a parte del proprio credito o a parte della propria garanzia patrimoniale, o di restare estraneo, con la conseguente possibilità di pretendere il pagamento integrale. In tali casi, sarà, pertanto, necessario riferire il concetto di funzionalità alla migliore soddisfazione dei creditori ad un generico rafforzamento delle possibilità di riuscita del piano sottostante agli accordi. Né può ritenersi che la valutazione di funzionalità debba avere quale parametro di confronto la prospettiva di soddisfacimento dei creditori nell’ipotesi in cui dovesse essere aperto il loro concorso, con il fallimento o con un concordato preventivo, a causa dell’insuccesso della soluzione privatistica perseguita con gli accordi ex art. 182 bis l. fall. (mancato raggiungimento degli accordi, mancata omologazione, inadempimento delle obbligazioni scaturite dagli accordi omologati). Se così fosse, infatti, la funzionalità alla migliore soddisfazione non vi sarebbe mai, proprio perché la dilatazione del debito derivante dalla contrazione del finanziamento, e la sottrazione alla generale garanzia del bene sul quale viene concessa ipoteca, non potrebbero essere compensate da alcun flusso di cassa ulteriore, ed in particolare da quelli derivanti dalla prosecuzione dell’impresa da parte della società rimasta in bonis. La funzionalità alla migliore soddisfazione dei creditori, in questo caso, non è affatto ancorata alla comparazione, con ipotesi alternative, del soddisfacimento assicurato dal piano assistito dai finanziamenti prededucibili ma si risolve, al contrario, nel considerare che il piano sottostante agli accordi, imperniato sulla prosecuzione dell’impresa, non può prescindere, per la sua riuscita, dai finanziamenti esterni e dalle garanzie reali oggetto della domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Ripresentazione di precedente proposta non omologata - Mancata rimozione degli atti illegittimi - Abuso
Risulta in contrasto con norme imperative la mera ripresentazione di precedente proposta non omologata dal tribunale senza che vi sia stata rimozione degli atti che il tribunale aveva ritenuto illegittimi. (L’imprenditore aveva ripresentato la medesima proposta concordataria che non era stata omologata per violazione del divieto di pagamento non autorizzato di crediti pregressi). (Arturo Pardi) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 29 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Contratti pubblici - Pagamento delle prestazioni eseguite da subappaltatori e cottimisti - Pagamento di crediti sorti in corso di procedura - Concordato con riserva - Crediti anteriori - Esclusione
Il nuovo comma 3 bis dell’articolo 118 del decreto legislativo n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici), secondo il quale “è sempre consentito alla stazione appaltante, anche per i contratti di appalto in corso, nella pendenza di procedura di concordato preventivo con continuità aziendale, di provvedere ai pagamenti dovuti per le prestazioni eseguite… dai subappaltatori e dai cottimisti, secondo le determinazione del tribunale competente per l’ammissione alla predetta procedura” riguarda esclusivamente i casi di autorizzazione al pagamento diretto da parte del committente di crediti dei subfornitori sorti nel corso della procedura (anche di concordato con riserva), mentre per i crediti anteriori non è possibile prescindere dal ricorso alla disposizione di cui all’articolo 182 quinquies LF e dalla attestazione ivi prevista, non potendosi introdurre eccezioni alla regola della par condicio creditorum che non siano espressamente previste dalla legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 26 Marzo 2014.


Concordato preventivo - Vendita di immobili in corso di procedura - Autorizzazione - Necessità - Accollo liberatorio delle rate di mutuo non ancora scadute - Trattamento del debito relativo alle rate scadute
La vendita di beni immobili con accollo esterno liberatorio ex articolo 1273, comma 2, c.c. delle rate non ancora scadute dei relativi contratti di mutuo comporta l’aggravio, per la società in concordato preventivo, del debito relativo alle rate scadute e insolute alla data di presentazione della domanda di concordato, debito, questo, che, essendo anteriore al concordato, potrà gravare sul debitore esclusivamente ove ricorrano i presupposti di cui all’articolo 182-quinquies, comma 4, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Marzo 2014.


Concordato preventivo - Atti in frode - Pagamento non autorizzato di crediti anteriori
Il pagamento effettuato nel corso della procedura di concordato preventivo di crediti sorti anteriormente senza la previa autorizzazione del tribunale costituisce atto in frode ai creditori e ciò indipendentemente dal fatto che lo stesso venga eseguito con l'intento di frodare i creditori, poiché il legislatore ha ritenuto di presumere ed essere implicita la frode nel pagamento di un credito pregresso al di fuori delle ipotesi consentite. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 06 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Autorizzazione - Presupposti - Sindacato del tribunale - Esclusione
L'articolo 182 quinquies L.F. nonostante richieda, per il pagamento di crediti anteriori, l'autorizzazione del giudice delegato, non lascia a questi alcun margine di discrezionalità per valutare in concreto in quali casi detto pagamento sia autorizzabile, avendo il legislatore stabilito a monte i presupposti sostanziali che consentono il rilascio dell'autorizzazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 06 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Compensazione tra crediti sorti anteriormente e crediti realizzati in corso di procedura - Autorizzazione - Necessità
Costituisce atto in frode, al pari del pagamento non autorizzato di crediti anteriori alla procedura, la compensazione dei debiti sorti anteriormente con crediti realizzati in pendenza della procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 06 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di debiti anteriori - Introduzione del principio di “miglior soddisfacimento dei creditori” - Effetti - Intento del legislatore di favorire la soluzione concordataria
L’orientamento interpretativo che preclude tout court qualsiasi pagamento di debiti anteriori al concordato deve essere rivisto alla luce del criterio di “miglior soddisfacimento dei creditori”, il quale individua una sorta di clausola generale (introdotta nel concordato preventivo con continuità aziendale dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 agli articoli 182 quinquies, commi 1 e 4, e 186 bis L.F.) applicabile a tutte le tipologie di concordato quale criterio di scrutinio della legittimità degli atti del debitore in pendenza della decisione del tribunale sull’ammissibilità della proposta. Detto criterio dovrebbe orientare l’interprete verso una maggiore flessibilità delle opzioni interpretative, in direzione del favor che il legislatore ha indubbiamente espresso negli ultimi anni verso la soluzione della crisi d’impresa mediante il ricorso allo strumento concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 30 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Pagamento di debiti anteriori - Introduzione del principio di “miglior soddisfacimento dei creditori” - Incremento patrimoniale - Pagamenti coerenti con il piano concordatario e produttivi di maggiori utilità economiche - Revoca del concordato - Esclusione
Interpretando la nozione di “miglior soddisfacimento dei creditori” circoscrivendola alla sola ipotesi di incremento della garanzia patrimoniale offerta dal debitore, il cui patrimonio, benché oggetto della segregazione prevista dall’articolo 45 L.F., continua ad essere da lui gestito, è possibile ritenere che i pagamenti di debiti anteriori effettuati dopo il deposito della proposta, se coerenti con la percentuale prevista dal piano concordatario e produttivi di maggiori utilità economiche per tutti i creditori, non necessitano di autorizzazione, in quanto atti di ordinaria amministrazione non suscettibili di diminuire la garanzia patrimoniale ma di accrescerla e neppure potrebbero integrare ipotesi di atti diretti a frodare le ragioni dei creditori ai sensi dell’articolo 173, comma 4, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 30 Gennaio 2014.


Art. 182-quinquies, comma 4, l.fall. – Norma eccezionale – Applicazione analogica – Esclusione.
L’art. 182-quinquies, comma 4, l.fall. (il quale prevede nel concordato preventivo in continuità la possibilità di autorizzare il pagamento di alcune tipologie di crediti anteriori) è norma eccezionale, derogando al principio della par condicio creditorum e, in quanto tale, non suscettibile di applicazione analogica. (Erika Volpini) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 14 Novembre 2013.


Pagamenti non autorizzati durante il preconcordato o post ammissione al concordato – Procedimento ex art. 173 l. fall. – Archiviazione – Condizioni.
Il pagamento di crediti anteriori al concordato in assenza della autorizzazione di cui all’art. 182-quinquies L.F. (peraltro applicabile solo al concordato in continuità) costituisce atto rilevante per la revoca del concordato ai sensi dell’art. 173 L.F., procedimento che può concludersi senza che si faccia luogo alla revoca qualora il debitore ponga in essere atti idonei alla restituzione delle somme erogate (Nel caso di specie, soggetti terzi hanno messo a disposizione dei creditori del concordato beni immobili che, in base a valutazioni peritali compiute dagli organi della procedura sono state ritenute adeguate a reintegrare il patrimonio sociale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 14 Novembre 2013.


Concordato con continuità aziendale - Pagamento dei creditori anteriori per prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell'attività di impresa e funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori - Condizioni - Necessità di un piano sufficientemente definito nelle sue linee portanti.
Nell'ambito del concordato con continuità aziendale, l'autorizzazione, prevista dall'articolo 182 quinquies al pagamento dei creditori anteriori per prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell'attività d’impresa e funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori, può essere concessa solo in presenza di un piano sufficientemente definito nelle sue linee portanti, plausibile sotto il profilo del raggiungimento degli accordi sui quali si fonda e in presenza di un'attestazione che, pur a fronte della non definitività del piano stesso, ne sancisca la corretta formulazione e la maggior convenienza per i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 29 Maggio 2013.


Concordato preventivo - Divieto di pagamento di crediti anteriori - Pagamento di dipendenti non trasferiti all'affittuario dell'azienda - Esclusione.
Il divieto di pagamento di crediti anteriori nel concordato risulta rafforzato e ribadito dalla introduzione della norma di cui all’art. 182 quinquies l.f., che disciplina in modo specifico i pagamenti dei crediti anteriori e limitatamente all’ipotesi di concordato in continuità, con ciò dimostrando che il legislatore considera tali pagamenti quali atti di straordinaria amministrazione, potenzialmente idonei a danneggiare, per la loro incidenza, il patrimonio del debitore, destinato a soddisfare i creditori concorsuali e che esigono quindi non solo l’autorizzazione del tribunale, ma anche la sussistenza di una serie di requisiti, indicati per l’appunto dall’art. 182 quinquies l.f. e che devono essere attestati nella loro sussistenza dal professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, comma 3, lett. d. (Nel caso di specie, il tribunale ha negato l'autorizzazione al pagamento di retribuzioni di dipendenti che non trasferiti a società alle quali era stato concesso in affitto il ramo di azienda). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Maggio 2013.


Concordato preventivo – Pagamento non autorizzato di crediti concorsuali – Inammissibilità della proposta – Esclusione – Atto di frode – Esclusione – Condizioni.
Non è di ostacolo all’ammissione alla procedura di concordato preventivo la circostanza che la società istante abbia effettuato, in data successiva al deposito della proposta di concordato, pagamenti di crediti concorsuali non autorizzati dal Tribunale ai sensi dell’art. 182-quinquies, comma 4, l. fall., quante volte la descritta condotta esuli, per le concrete modalità di esecuzione e per la qualità soggettiva dei beneficiari, da profili di manifesta frode nei confronti degli altri creditori concorsuali. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 18 Marzo 2013.


Concordato preventivo – Pagamento non autorizzato di crediti concorsuali – Inammissibilità della proposta – Esclusione – Atto di frode – Esclusione – Condizioni.
L’assenza di una autorizzazione giudiziale, pure imposta dal richiamato art. 182-quinquies, comma 4, l.fall., non è equiparabile, quanto agli effetti negativi sulla sorte della procedura concordataria, a quella prevista per gli atti di straordinaria amministrazione, ex art. 167, comma 2, l. fall., restando peraltro ancora controverso in giurisprudenza se il pagamento di crediti anteriori al concordato costituisca atto di straordinaria amministrazione (come mostra di ritenere, sia pure a determinate condizioni, Cass. 12 Gennaio 2007, n. 578), ovvero possa essere senz’altro ricondotto nell’ambito dell’ordinaria amministrazione (così Cass. 29 novembre 2005, n. 26036). (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 18 Marzo 2013.


Concordato preventivo – Pagamento non autorizzato di crediti concorsuali – Inammissibilità della proposta – Esclusione – Atto di frode – Esclusione – Condizioni.
Il prescritto provvedimento del tribunale ex art. 182-quinquies l.fall., nelle intenzioni del legislatore della novella del 2012 (per effetto del combinato disposto dei novellati artt. 67, comma 3, lett. e), e 217-bis l.fall.), sembra teso, nell’ambito del concordato preventivo, esclusivamente ad assicurare, da un lato, che i pagamenti autorizzati siano esentati – in caso di successivo fallimento – da una revocatoria fallimentare e, dall’altro, che i soggetti coinvolti restino esonerati da responsabilità per il reato di bancarotta preferenziale, senza quindi mostrare sicure refluenze sui presupposti di ammissibilità della medesima procedura concorsuale. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 18 Marzo 2013.


Fallimento – Concordato preventivo – Concordato con riserva – Prededuzione – Momento rilevante – Riparto.
La prededuzione nel preconcordato può venire in rilievo solo nel caso del mancato pagamento, e quindi solo nel momento del riparto (concordatario o fallimentare), sicché nel preconcordato si deve lasciare l'imprenditore libero di pagare chi vuole, salvo poi chiedere in restituzione al creditore ciò che gli è stato pagato in eccesso rispetto alla percentuale di soddisfazione che risulterà a lui effettivamente spettante nel riparto. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Finanziamento del socio che accetti la postergazione - Autorizzazione ai sensi dell'articolo 182 quinquies l.f. - Non necessità.
Non necessita di autorizzazione ai sensi dell'articolo 182 quinquies, legge fallimentare il finanziamento del socio che accetti la postergazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 11 Febbraio 2013.


Concordato preventivo con riserva - Autorizzazione al pagamento dei creditori anteriori ai sensi dell'articolo 182 quinquies - Inammissibilità.
Durante la pendenza del termine concesso ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fallimentare a fronte di una domanda di concordato preventivo con riserva, non possono essere autorizzati pagamenti dei creditori anteriori ai sensi dell'articolo 182 quinquies, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 11 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Richiesta in pendenza del termine fissato a fronte di domanda di concordato con riserva - Ammissibilità.
L'autorizzazione a contrarre i finanziamenti previsti dall'articolo 182 quinquies, legge fallimentare può essere richiesta anche in pendenza del termine fissato dal tribunale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, in seguito alla presentazione di domanda di concordato preventivo con riserva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 14 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Attestazione del professionista ex articolo 182 quinquies - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità.
Sebbene non espressamente menzionata dall'articolo 182 quinquies, comma 1, legge fallimentare, l'attestazione della veridicità dei dati aziendali costituisce un passaggio imprescindibile dell'attestazione richiesta al professionista dalla medesima norma della funzionalità dei finanziamenti alla migliore soddisfazione dei creditori, con la precisazione che eventuali ragioni di urgenza e tempestività che connotano l'erogazione di nuova finanza non consentono una deroga alla serietà ed al rigore che devono accompagnare i controlli giudiziali previsti dalla legge, essendo onere del debitore allestire tempistiche e scansioni organizzative idonee al perseguimento del risultato voluto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 14 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Migliore soddisfazione dei creditori - Valutazione - Criteri.
La funzionalità alla migliore soddisfazione dei creditori dei finanziamenti contemplati dall'articolo 182 quinquies, legge fallimentare deve essere rapportata ai valori patrimoniali attivi e passivi dell'impresa debitrice e l'idoneità allo scopo dei finanziamenti in questione può ritenersi sussistente quando: a) si generi un reddito positivo con conseguente incremento del valore del patrimonio aziendale (aumento dell'attivo / diminuzione del passivo / incremento indiretto del valore patrimoniale, come ad esempio dell'avviamento); b) si generi una perdita, ma ciò nonostante il patrimonio aziendale non subisca una riduzione non tanto sul piano meramente contabile ma in termini di valore realizzabile e destinabile ai creditori; al quesito deve, invece, darsi risposta negativa quando c) dalla prosecuzione dell'attività di impresa derivi una perdita e il valore di realizzo del patrimonio aziendale subisca una riduzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 14 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Livello di approfondimento e di completezza dell'attestazione - Correlazione con lo stato di avanzamento della procedura e con l'approssimarsi del termine concesso dal tribunale.
Il livello di approfondimento e di completezza della attestazione sulla veridicità dei dati aziendali richiesta dall'articolo 182 quinquies, legge fallimentare è direttamente proporzionale allo stato di avanzamento della procedura di deposito della domanda di concordato preventivo o dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, tenendo presente che l'imposizione, tra gli obblighi informativi, dei report mensili dovrebbe avere proprio il fine di consentire all'attestatore - prima ancora che al tribunale cui sono destinati - di monitorare la progressione degli adempimenti necessari in vista del rispetto della scadenza del termine concesso dal tribunale a fronte della domanda di concordato con riserva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 14 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Migliore soddisfazione dei creditori - Contenuto dell'attestazione - Valutazione comparativa con indicazioni numeriche delle alternative alla soluzione prospettata dal debitore - Valutazione del peso finanziario della prededuzione - Necessità.
L'attestazione della funzionalità dei finanziamenti alla migliore soddisfazione dei creditori non può limitarsi ad una generica dichiarazione che una liquidazione a stralcio dei beni successiva alla cessione dell'attività determinerebbe una riduzione del valore di trasferimento dell'azienda (circostanza, questa, della quale normalmente non si ha motivo di dubitare), dovendo, invece, contenere una proiezione, anche numerica, degli scenari praticabili, con indicazione del fatto che nell’ipotesi alternativa a quella voluta dal debitore i creditori riceverebbero una soddisfazione inferiore. In quest'ottica, l’attestatore dovrà ovviamente considerare anche il peso finanziario della prededuzione spettante agli istituti di credito, specie a fronte di erogazioni di importi elevati, i quali potrebbero in astratto precludere o ridurre grandemente la soddisfazione degli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 14 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Pagamento dei crediti anteriori - Concordato con continuità aziendale - Necessità.
L'autorizzazione prevista dall'articolo 182 quinquies, comma 4, L.F. al pagamento dei crediti anteriori alla domanda di concordato può essere concessa solo in presenza di concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186 bis L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Dicembre 2012.


Concordato con continuità aziendale - Valutazione del tribunale in ordine alla sussistenza dei presupposti previsti dall'articolo 186 bis L.F. - Deposito del piano - Necessità - Concordato con riserva - Esclusione.
La mera prospettazione nella domanda di concordato con riserva ex articolo 161, comma 6, L.F. di un concordato con continuità aziendale non consente al tribunale di esprimere una valutazione sulla effettiva sussistenza dei requisiti previsti dall'articolo 186 bis per tale figura di concordato; tale valutazione può, infatti, essere compiuta solamente alla luce del piano definitivo, del quale non può farsi a meno neppure in presenza della attestazione del professionista di cui all'articolo 67, comma 3, lettera d, L.F. avente ad oggetto la neutralità del pagamento rispetto alla sorte dei crediti concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Dicembre 2012.


Concordato con continuità aziendale - Pagamento di crediti anteriori - Norma di natura eccezionale - Applicazione in via analogica ad altre fattispecie - Esclusione.
La norma contenuta nel quarto comma dell'articolo 182 quinquies, legge fallimentare (che, nel concordato preventivo con continuità aziendale, permette il pagamento di crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi) comporta una deroga al principio della par condicio creditorum; essa ha, pertanto, natura eccezionale e non è applicabile in via analogica a fattispecie non espressamente contemplate. (Nel caso di specie, il Tribunale ha negato l'autorizzazione al pagamento dei dipendenti e della Cassa edile, in quanto detti soggetti non possono qualificarsi come fornitori di beni e servizi nell'ambito di un concordato di natura liquidatoria). (Franco Benassi) (Riproduzione riservata) Tribunale Modena, 15 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione - Finanziamento soci - Presupposti.
È atto di straordinaria amministrazione, e può quindi essere autorizzato ai sensi dell'articolo 161, comma 7, legge fallimentare, il finanziamento soci che si prospetti come urgente e necessario a garantire la continuità aziendale e che sia astrattamente idoneo ad incidere sul patrimonio del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Autorizzazione a contrarre finanziamento prededucibile - Anticipo di fatture - Presupposti - Continuità aziendale - Migliore soddisfazione dei creditori.
Sulla scorta delle disposizioni di cui all'articolo 182 quinquies, commi 1 e 2, legge fallimentare, è possibile autorizzare l'estensione di linee di credito per l'anticipo di fatture emesse dal debitore - importi che assumeranno, pertanto, natura prededucibile - qualora l'operazione, sulla scorta delle risultanze della relazione redatta dall'esperto e degli altri elementi informativi acquisiti, si prospetti necessaria alla continuità aziendale, non dannosa per il patrimonio della ricorrente e funzionale ad una migliore soddisfazione dei creditori anche in una eventuale ipotesi liquidatoria. (Nel caso di specie, l'incremento dei debiti e degli oneri finanziari era controbilanciato dall'incremento di maggiori crediti commerciali ritenuti di incasso certo sulla base della relazione del professionista.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Dicembre 2012.


Fallimento – Concordato preventivo – Omessa indicazione nel ricorso e nell’attestazione che si tratta di concordato in continuità aziendale con la necessità di farsi carico nel budget concordatario della relativa prededuzione – Non fattibilità – Ammissione – Revoca (art. 173 l.f.).
Non è fattibile il piano e va revocata l’ammissione al concordato preventivo della società che nel piano concordatario non ha fatto menzione della necessità di operare in continuità aziendale, né della conseguente necessità di eseguire pagamenti in prededuzione, non essendo possibile chiamare i creditori ad esprimersi su una proposta di tal fatta, a cagione della sua palese incompiutezza. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 12 Novembre 2012.


Concordato con continuità aziendale - Domanda con riserva di presentazione della documentazione e del piano - Autorizzazione al pagamento dei crediti anteriori funzionali all'esercizio dell'attività - Indicazione specifica dell'importo del credito da pagare - attestazione del professionista sul carattere funzionale del credito.
In presenza di domanda di concordato preventivo con continuità aziendale ex art. 182 quinquies, comma 4, legge fallimentare e con riserva di presentazione della documentazione e del piano ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fallimentare, l'autorizzazione del tribunale al pagamento di crediti sorti anteriormente al deposito del ricorso, per prestazioni e servizi che abbiano carattere funzionale all'esercizio dell'attività, potrà essere concessa mediante indicazione specifica dell'importo del credito da pagare e sulla scorta della attestazione del professionista prevista dalla prima delle due norme citate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 22 Ottobre 2012.


Concordato con continuità aziendale - Domanda con riserva di presentazione della documentazione e del piano - Autorizzazione al pagamento dei crediti anteriori funzionali all'esercizio dell'attività - Obblighi informativi con cadenza mensile - Contenuto.
Ove venga formulata domanda di concordato preventivo con continuità aziendale e con riserva di presentazione della documentazione e del piano e il tribunale autorizzi il pagamento di determinati crediti funzionali all'esercizio dell'attività sorti anteriormente al deposito del ricorso, gli obblighi informativi periodici previsti dall'articolo 161, comma 8, legge fallimentare, potranno consistere nel deposito, con cadenza mensile, di una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata al giorno 30 del mese precedente, corredata di un prospetto relativo all'ordinaria amministrazione dell'attività aziendale, con indicazione dettagliata delle operazioni attive e passive superiori ad un determinato importo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 22 Ottobre 2012.


Concordato preventivò con riserva - Obblighi informativi periodici - Nomina di un esperto coadiutore - Necessità - Definizione degli atti di straordinaria amministrazione - Specifici oneri informativi - Prededucibilità dei crediti di terzi sorti successivamente al deposito del ricorso.
Con il decreto che dispone sulla domanda di concordato preventivo con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, legge fallimentare, in tribunale, allo scopo di disporre gli obblighi informativi periodici che il debitore deve assolvere sino alla scadenza del termine concesso, provvede alla nomina di un esperto che, ai sensi dell'articolo 68 c.p.c., coadiuvi tribunale nelle operazioni di controllo e verifica. (Nel caso di specie, il tribunale ha disposto la necessità di specifica autorizzazione e della comunicazione all'ausiliario per il compimento degli atti urgenti di straordinaria amministrazione e dei pagamenti di importo superiore ad euro 50.000 ed ha altresì disposto che tutti i crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione compiuti successivamente al deposito del ricorso siano da considerarsi prededucibili ai sensi dell'articolo 111, legge fallimentare.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 26 Settembre 2012.