Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 177 ∙ (Maggioranza per l'approvazione del concordato)


Voto dei creditori privilegiati e cessione di credito a scopo di garanzia
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Sindacato del tribunaleClassi e loro formazioneComputo delle maggioranzeVoto e abusoVoto e conflitto di interessiVoto espresso prima del deposito della relazione del commissario giudizialeVoto, termine perentorio per la manifestazioneVoto, computo dei terminiVoto trasmesso al commissario giudizialeVoto e concordato di gruppoVoto dei creditori privilegiatiVoto dei creditori privilegiati e cessione di credito a scopo di garanzia Terzo datore di ipotecaVoto del creditore privilegiato falcidiatoVoto del creditore privilegiato soddisfatto con utilità diverse dal denaroVoto e rinuncia al privilegioVoto dei creditori privilegiati con pagamento dilazionatoVoto dei creditori privilegiati con pagamento dilazionato nel concordato con continuitàVoto dei creditori chirografari soddisfatti integralmenteVoto e fusione societariaVoto e controllo societarioVoto dei creditori condizionaliVoto dei fideiussoriVoto dei creditori postergati e dei soci finanziatoriVoto dei creditori strategiciVoto e apporto del terzoVoto del contraente in bonis nei rapporti in corso di esecuzione (art. 169-bis L.F.Voto del socio accomandante di società in accomandita sempliceVoto dei creditori di soci illimitatamente responsabiliVoto del cessionario del creditoVoto dei creditori contestatiVoto e casi di esclusioneVoto e motivi di opposizioneVoto e motivi di impugnazioneRegolamento di competenzaRicorso per cassazione ex art. 111 Cost.Sovraindebitamento


Voto dei creditori privilegiati e cessione di credito a scopo di garanzia

Cessione dei crediti – Cessione del credito a scopo di garanzia – Effetti – Differenza dal pegno di credito – Adesione del cessionario del credito al concordato preventivo del cedente – Rinuncia – Esclusione
La cessione del credito a scopo di garanzia dà sempre luogo alla trasmissione del credito che ne costituisce l'oggetto: in via immediata, se il credito è già maturato, ovvero in via differita, cioè al momento della maturazione, se trattasi di credito futuro; essa, pertanto, non può essere confusa con il pegno di credito, in quanto quest'ultimo, per la sua precipua caratteristica strutturale, integra un tipico diritto di prelazione, che non dà mai luogo al trasferimento della titolarità del credito al creditore pignoratizio: conseguentemente, non potendosi la cessione di un credito a scopo di garanzia annoverare tra i diritti di prelazione, indicati tassativamente dall'art. 177, comma 3, legge fallimentare, bensì attuando soltanto una forma atipica di garanzia, l'adesione del cessionario del credito al concordato preventivo del cedente non ne comporta la rinuncia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Aprile 2016, n. 6759.


Cessione dei crediti - Cessione del credito a scopo di garanzia - Effetti - Differenza del pegno di credito - Adesione del cessionario del credito al concordato preventivo del cedente - Rinuncia - Insufficienza
La cessione del credito a scopo di garanzia da sempre luogo alla trasmissione del credito che ne costituisce l'oggetto: in via immediata, se il credito e già maturato, ovvero in via differita, cioè al momento della maturazione, se trattasi di credito futuro. Essa, pertanto, non può essere confusa con il pegno di credito, in quanto quest'ultimo, per la sua precipua caratteristica strutturale, integra un tipico diritto di prelazione, che non da mai luogo al trasferimento della titolarità del credito al creditore pignoratizio. Conseguentemente,non potendosi la cessione di un credito a scopo di garanzia annoverare tra i diritti di prelazione, indicati tassativamente dall'art 177, terzo comma, legge fallimentare, bensì attuando soltanto una forma atipica di garanzia, l'adesione del cessionario del credito al concordato preventivo del cedente non ne comporta la rinuncia. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Novembre 1980, n. 5943.